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29 marzo 2013

Pasqua...ora legale e Palermo...la Passione non ha fine.


Venerdì Santo...anche questa settimana di Passione sta per finire, questa sera Papa Francesco porterà a termine la sua prima via Crucis e domani la Roma giocherà contro il Palermo così da farci preparare alla Santa Pasqua. 
Oggi digiuno...qualcuno di voi lo ha rispettato?
Non so a voi, per quel che mi riguarda la Pasqua è una festa che mi piace molto. Lo dico perché la mia formazione cattolica mi ha reso partecipe di tante ritualità "sacre" (come la via Crucis nel quartiere, i sepolcri, il giovedì la Santa Messa con lavanda dei piedi agli apostoli di turno) e di molte ritualità "profane" ,che non si capisce come mai, sono quelle che rimangono più impresse (tipo il pane di grano duro con l'uovo sodo al centro, la frittata di 20 uova con asparagi selvatici e salame con la finocchiella o il piatto di lenticchie sotto al letto perché al buio crescevano le piantine da portare il venerdì Santo in chiesa). 
La ritualità, le tradizioni sono quelle che mi piacciono tanto. Mi fanno sentire parte di una comunità, mi regalano la dimensione del mio essere in questo mondo. E questo tradizionalismo mi piace quando lo si applica a tutto, calcio compreso. E' per questo che sono romanista, non potrebbe essere altrimenti. Noi romanisti siamo tradizionalisti e festeggiamo tutto.
Ho già celebrato Totti martedì (in anticipo perché non resistevo) e ieri sul mio status scrivevo che ero a rota de Totti. Unico e immenso Capitano.
Talmente Unico che ieri alcuni laziali erano caduti nel loop solito e generalista: "Si 20 anni e che ha vinto?" 
Quanto mi fanno ridere...e vogliamo continuare a ridere su l'Harlem Shake, la conferenza stampa congiunta prima del Derby che i cugini (di altri, non nostri intendiamoci) hanno rifiutato perché Totti ha detto in un intervista che: "Sportivamente parlando, i laziali mi stanno tutti antipatici"? No, non ne parliamo.
Ora essere sinceri è un difetto? Ha detto una bugia? Ah, l'invidia brutta bestia, sempre sostenuto. 
Domani contro il Palermo non voglio sorprese, quindi punterò gli occhi sui diffidati che sono ben sei (Balzaretti, Burdisso, Destro, Osvaldo, Florenzi e Piris): attenzione, ci servite tutti.  
Per il resto vorrei sedermi comoda e guardare una partita "scontata", con un bel due fisso in schedina. Dopo la pausa di domenica non ammetto stanchezza e affaticamento e a differenza di Mister Andreazzoli, ahimè, nell' animo si sta già proponendo l'angoscia per La Partita
Quella si che sarà la fine della nostra Quaresima. Abbiamo bisogno di affrontare una partita alla volta però se  uno possiede una 100 euro e sa che deve comprare più cose, non è  che li spende tutti in una volta, no? Quindi, metaforicamente parlando, teniamoci i risparmi per un investimento più importante...nel senso che dobbiamo letteralmente investire una squadra che ultimamente nei derby si è divertita più del dovuto.
Ragazzi non facciamo scherzi, il primo Aprile sarà già passato per quella data famosa. 
Sperando dunque che le uniche due sorprese che il weekend ci riserverà saranno quelle nelle uova di Pasqua (perché non si è mai grandi abbastanza per ricevere cioccolata) e quella delle lancette dell'orologio in avanti di un'ora, auguro a tutti noi una buona Pasqua e una partita concentrata...chi si distrae è perduto...parola di Tacco12.

PostScriptumMistero: Vi lascio con un giallo da risolvere. Eleonora Abbagnato, in arte signora Balzaretti, ieri è stata nominata Etoile dell'Opera de Paris. Ora per celebrare l'avvenimento un giornale scrive che suo marito sia volato nella Capitale francese per assistere all'incoronazione in diretta. Peccato che un'altra fonte riportava Balzaretti bloccato a Roma e vicino, suo malgrado, alla moglie solo con un sms dal seguente contenuto: Sono fiero di te! Se la verità sta nel mezzo, siamo sicuri che Balzaretti non è disperso a Milano...?

27 marzo 2013

VanityFair e LiuJo, Tanto Rumore per Nulla

In fila per 1 minuto da modella...


Mi sarebbe piaciuto raccontarvi di una bella serata e di una felice iniziativa e invece mi trovo qui, a due giorni di distanza. a scrivere di un evento non solo mal organizzato ma anche poco "democratico". 
Ho aspettato che uscissero le foto sul sito di VanityFair, per poter mettere la mia sul Blog ma oggi scopro che la mia foto non è stata pubblicata né sul sito di Vanity né sulla pagina di Fb di LiuJo.
Troppo brutta? Troppo grassa? Troppo vecchia? 
Mah, in realtà non credo di appartenere a queste categorie ma evidentemente avranno privilegiato i vestiti  LiuJo più belli. Comunque vi giuro che ci sono stata e la  la foto sopra è l'unica che possa testimoniare la mia presenza all'evento. 
Una fila considerevole ma non eccessiva, era radunata fuori lo store di Liu Jo in Cola di Rienzo a Roma. "Solo le ragazze registrate" recitava lo slogan, in realtà  tutte hanno avuto accesso tutte coloro che si presentavano. Non ho dato le mie generalità, non mi sono qualificata come giornalista e come blogger, volevo vedere che tipo di trattamento mi sarebbe stato riservato in completo anonimato. E non ne sono rimasta delusa, in effetti. Nel senso che in certi posti qualificarsi significa ricevere un trattamento "falso". 
Tanto per iniziare, qualcuna che ha saltato la fila (che la sottoscritta ha rispettato per bene due ore) c'è stata. Forse conosceva qualcuno che lavorava e magia, magia! Saltava la fila. Va beh, noi italiani siamo abituati a questa procedura e devo dire che nessuno si è lamentato. 
Sono arrivata intorno alle 19 e ho atteso. Nessuno a cui chiedere delucidazioni sull'organizzazione, se non alle ragazze che uscivano dal negozio o a qualcun'altra che era in fila con te. 
Poche idee e confuse. 
"Potremo mettere quello che vogliamo?" era la domanda più frequente. 
Solo una volta entrate, dopo aver registrato i dati, abbiamo iniziato a ottenere qualche risposta. 
"C'è una Stylist che sceglierà per voi. Se proprio non vi piace potete dirglielo". 
Va bene. Un'ora per entrare. Mezzora per aver compilare la scheda e mezzora per ottenere il tuo turno. 
La Stylist mi guarda ed entusiasta:  
"Bellissimi questi pantaloni, non te li tolgo" 
E grazie, sono i miei! Ecopelle neri di Maison Cloachard. Che metto cose brutte? Peccato che volevo indossare qualcosa di nuovo e invece mi ritrovo con i miei pantaloni e un maglioncino celeste con il colletto pieno di strass, tanto carino quanto anonimo e soprattutto poco estivo. 
"Tutto qua?" faccio delusa.  
"Si, si questo è carino hai la schiena scoperta, puoi giocarci per le foto" .
Va beh, non sono convinta per niente ma sto giocando e allora giochiamo. 
Insomma uno non si può mettere a discutere per un gioco. 
Così metto il maglioncino e mi ripresento dalla Stylist: 
"Tutto qui?" le chiedo con il volto deluso e aggiungo: "Nemmeno un accessorio?" speravo in un cappello...
Mi appioppa una borsetta rosa confetto che gliela restituisco con un: 
"No, Grazie" e la scambio con una fucsia, che non mi piaceva lo stesso ma meglio di niente...
Rimettiamoci in fila. Davanti a me ragazzine di 20 anni già adulte. Alcune molto belle, alcune molto magre, alcune belle e meno magre. Poche brutte, quasi nessuna. 
Mamme e fidanzati appostati davanti alla vetrina esterna per veder sfilare la luce dei loro occhi. 
La truccatrice era esausta, anche se il suo trucco consisteva in un fard e un gloss che, se mi fossi truccata io, sarebbe stato molto meglio. 
"Truccami bene qui competo con le ventenni" le ho detto scherzando. 
"Siamo meglio noi" mi ha risposto mentre mi spalmava il gloss e concludeva con un: "Ecco fatto!" 
Fatto? Ma sei peggio di una Pic indolor! che cavolo: un po' di mascara? la matita nera per l'occhio ceruleo? Che te devo dire tutto io??? In realtà ci ho provato ma anche qui pare che l'interesse per quanto detto fosse molto scarso. 
Ennesima delusione che mi ha chiuso in un rassegnato mutismo. Il fotografo nemmeno mi ha guardata, anzi si mi ha fatto togliere l'elastico dal polso. Poi mi ha  fatto mettere posa e ha scattato due foto, senza nemmeno perderci troppo tempo. 
Cammino? Mi giro? Faccio vedere la maglia dietro? Ero già nel vortice dell'obbiettivo quando mi accorgo che il tipo stava girato a chiacchierare con una collaboratrice di tutt'altro. 
Nemmeno un ciao quando me ne sono andata. Tanto che non ho potuto chiedere se era possibile avere la foto, a prescindere se veniva pubblicata o meno. 
Ora chi mi conosce sa che non sono una persona che si lamenta. Di solito il mio livello di tolleranza è molto alto. Capisco che il locale non aveva molto spazio. Capisco che un fotografo, una stylist e una truccatrice per tutto il tour, arrivati alla terza tappa, sono scoppiati. Capisco che fa parte dei giochi. Bene tutto ma loro hanno per un solo istante capito che chi faceva la fila voleva divertirsi? 
Essere modelle per un giorno è il sogno di molte, perché non è un'opportunità che tutte posso permettersi. Ogni donna merita un giorno di gloria. Purtroppo l'errore più grosso è stato proprio questo. 
E' mancata cura, attenzione e coccole, cioè tutto quello che veramente volevamo ricevere. 
Peccato, credo che Vanity Fair e Liu Jo abbiano perso un'occasione.


Una torta per te. La Cake Designer Fabiola ci racconta la sua terza vita

Je Suis Marie Antoinette è felice di presentarvi Fabiola





Chi è ve lo dirà lei, intanto vi racconto perché l'ho scelta per questa rubrica. Fabiola è una ragazza che per la terza volta si è dovuta inventare una vita. Prima avvocato, poi aiuto regista e ora cake designer. E' una donna che ha continuato a guardare avanti. Si è creata una famiglia e ha avuto due bimbe. Una donna di quelle toste che non solo meritano la mia attenzione ma quella di tutte perché una fetta di dolce può cambiarti la vita e se Totti leggesse l'appello che Fabiola gli ha lanciato sarebbe meraviglioso...
Ecco a Voi Fabiola:
Nome
Fabiola 
Biscotto Pecorella
Età
39
Moglie di...
Andrea (mio grande amico e…marito!)
Mamma di...
Alice (quasi 6) e Carlotta (quasi 2)
Mestiere della "vecchia" Fabiola
Avvocato prima, assistente alla regia poi
Mestiere della "Nuova" Fabiola
Più che un mestiere una passione quella del Cake design 
La data in cui la "Nuova" Fabiola è nata, te la ricordi?
Me la ricordo benissimo era il 15 febbraio 2012
Com'è andata? E' stato un parto doloroso oppure Ti ha portato la cicogna?
La nuova Fabiola è nata per caso, per gioco e per passione, dall’ unione della sua creatività e dell’amore smisurato per i dolci. 
Raccontami il primo soggetto della torta che hai fatto e dimmi com'è ti è venuto in mente?
La mia prima torta decorata è stata “il pulcino”, l’ho fatto in occasione del primo compleanno di Sveva (il 15 febbraio dello scorso anno), la figlia di una mia carissima amica. Non so esattamente come mi sia venuto in mente, ma mi sembrava il soggetto più adatto ad una bimba di un anno, bellissima e bionda. Un soggetto dolce e tenero che la rappresentava in quel momento.
Come nasce questa idea di fare torte? Hai seguito la moda?
Le torte e i dolci sono sempre stati parte della mia vita, mi è sempre piaciuto farli e soprattutto mangiarli. L’anno scorso, ho comprato in Inghilterra una quindicina di libri che parlavano di cake design e ho incominciato a sfogliarli per curiosità. Da lì il passo è stato breve, sono stata vorticosamente risucchiata da questo mondo e dalle infinite possibilità di decorare e creare dolcezze “su misura”!!! 
Torta Stelle e Farfalle
Qual'è la torta che vorresti realizzare e per chi (non so un personaggio per te mitico) ?
Il mio unico mito è la meravigliosa Audrey Hepburn, mi sarebbe piaciuto che mi avesse chiesto una torta per uno dei suoi compleanni, una torta ispirata alla sua eleganza e a lei dedicata!! Non è escluso che lo faccia…per mio solo piacere!
Dimmi uno slogan per le tue torte
“Personalcake: una fetta di te!”. Per me è fondamentale la personalizzazione, perché queste creazioni sono belle, ma lo sono ancor più quando parlano del destinatario, quando trasmettono e raccontano qualcosa di colui o colei che rappresentano. Personalcake è il nome del mio blog, della mia “vetrina virtuale”, come la chiamo io, del luogo dove espongo le mie creazioni! 
Convinci un personaggio noto (dimmi tu chi) a fare da testimonial delle tue torte
Francesco Totti, simbolo di bravura e passione nel calcio, di bellezza come uomo e di bontà d’animo…mi sembra il personaggio perfetto per pubblicizzare me e le mie torte: belle, ma non solo…buone, ma non solo…fatte con amore e passione, ma non solo…Insomma tutte e tre le cose insieme. Ovviamente le deve assaggiare tutte…
Torta Bella Epoque
Manda un messaggio a tutte le donne che pensano d'inventarsi una "nuova" loro.
Noi donne non siamo nate per stare ferme, ma per reinventarci, per riprogrammarci, per essere sempre “al passo” con i tempi, con i nostri impegni e con la vita che cambia. Siamo camaleontiche, ognuna di noi lo è e le passioni, se ci catturano, ce lo dimostrano!







Vi è piaciuta Fabiola, non trovate che sia fantastica?

Ecco dove potete contattarla e seguirla: 

http://personalcake.wordpress.com/  questo per le sue dolci creazioni 

www.rossoincucina.wordpress.com  questo per le sue creazioni salate

Cosa aspettate? Fabiola è già ai fornelli!!!

26 marzo 2013

C'era una volta Francesco Totti


Il 28 marzo di 20 anni fa, scendeva in campo con la maglia della Roma, Francesco Totti. 
E' da questa mattina che mi sforzo di ricordare dove diavolo mi trovassi quel giorno e la conclusione è che non mi viene in mente nulla. Sicuramente sarò stata davanti alla tv a guardare la partita ma quello che m'infastidisce e non avere in mente un aneddoto legato a quel ragazzino biondo che entrava in campo. Aver dimenticato il moto di sorpresa di quella sostituzione a pochi minuti dalla fine: Totti per Rizzitelli. 
Questo significa due cose: una che non sono così vecchia, perché quando le cose accadono e non si è tanto grandi si è soliti rimuoverle. E poi che è proprio vero quello che diceva John Lennon ossia che
La Vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi
E pensare che quel Totti lì me lo ricordo bene. Ve l'ho già raccontato del mio primo fidanzatino, quello della Lazio? Beh, lui abitava in via Vetulonia, Porta Metronia, proprio dove abitava Francesco Totti. 
Così mentre la mia vita d'adolescente procedeva come quella di una normale ragazzina, il mio destino s'incrociava con quello dell'ottavo Re di Roma. Il Pupone. Già era proprio un Pupone. Con il giacchetto bomber e il motorino. Ecco questo è il primo ricordo che ho di lui. 
Era un sabato pomeriggio ed ero andata a fare la passeggiata del sabato, giusto due ore di aria concesse dal Guru (come i carcerati). Francesco stava diventando famoso, era un po' come Florenzi oggi, insomma si sapeva chi era ma non "era" ancora nessuno. 
Stavo per attraversare via Vetulonia, quando lui mi passa davanti con il motorino e rallenta. Saluta Gabriele (sua sorella era in classe con Totti) e lui risponde con quel "ciao" romano accompagnando il tutto con un'alzata del mento verso l'alto. Poi mi ha guardata. In quel momento ho visto solo un coattello di zona, uno di quelli che fanno il filo a tutte e si sentono fighi e belli perché giocano nella Roma. Mi aveva colpito la sua figura, poco slanciata, direi piazzata (del resto ancora non aveva conosciuto Zeman). 
Totti era così, un ragazzino qualunque di una periferia romana. Uno che amava il pallone perché era tondo e non perché era d'oro. Era un ragazzino che passava i pomeriggi tra il campetto e gli allenamenti e il bar all'angolo con i suoi amici. Quelli che sono ancora i suoi amici, perché Francesco è rimasto lo stesso. 
Quella del nostro Capitano è una storia bella, una storia di speranza e fortuna. Una di quelle che è bello raccontare in questi momenti di crisi e di sfiducia, momenti in cui tutto sembra senza futuro. 
Mi piacerebbe che la sua storia diventasse una fiaba come quella di Cenerentola. Una favola da raccontare ogni sera a noi stessi, ai nostri fratellini più piccoli, ai nostri figlio e ai nostri nipoti. 
C'era una volta un ragazzino romano che si chiamava Francesco. Non gli piaceva molto andare a scuola ma aveva una grande passione per il pallone, le ragazzine e le uscite in giro con il motorino."Un ragazzino come tanti altri" potrebbe controbattere il nostro piccolo ascoltatore. 
"Un po' si, un po' no" , risponderemmo noi. 
Un po' si, perché la sua sembra una storia qualunque. Un po' no, perché non lo è stata affatto. 
Francesco ha messo al primo posto della sua lista dei desideri la passione per il calcio e così, con sacrificio, talento e applicazione, è riuscito a diventare il più grande giocatore italiano vivente e a ottenere tutto quello che era sulla lista dei suoi desideri (una bella moglie e tante belle macchine). E' rimasto un ragazzo semplice, romano e continua a giocare con la stessa maglietta di quando aveva 17 anni. Il mondo l'ha cercato ma lui ha risposto che era già nella squadra della città più bella del mondo. Così Francesco è diventato il Mondo per la sua squadra e per i suoi tifosi. 
La parte più bella della storia tuttavia non è questa. La parte più bella della della storia è che Francesco Totti  a differenza di altri protagonisti delle fiabe non c'era una volta ma c'è ancora e quello che lo rende speciale e che ci sarà per sempre...parola di Tacco12. 

PostScriptumLink: Per chi si lo fosse dimenticato quel 28 Marzo 1993, suggerisco questo link...http://www.youtube.com/watch?v=MEGuQxoFQXA

25 marzo 2013

Modella per un giorno, vi piacerebbe?


MODELLA PER UN GIORNO! 
Chi non l'ha sognato? Make up ad hoc (che non è uno scioglilingua né una parolaccia) ma un modo per dire che qualcuno è pronto a coccolarti e a volerti bene. Beh, questa settimana si può fare!!!
Se lo desiderate da tempo è giunta la vostra occasione: Grazie a Liu Jo e a Vanity Fair è nata un'iniziativa che vede le donne tutte modelle. I due marchi si sono uniti e hanno deciso di trasformare dei negozi del brand in tutta Italia  (Milano, Parma, Verona, Roma, Firenze, Reggio Emilia) in un veri e propri set fotografici, con tanto di make-up artist e stylist a disposizione delle lettrici.
Quello di Roma è in via Cola di Rienzo n.254 e si trasformerà per tutte noi per l'occasione che aspettavamo. 

Non perderla dunque e corri a iscriverti nell'area web dedicata all'iniziativa: http://www.vanityfair.it/partner/liu_jo/?social=fb
Perché non capita solo a Cenerentola che i sogni diventino realtà...e nemmeno che si realizzino dopo la mezzanotte! Infatti lo store di Liu Jo che sarà il set dell'evento, aprirà le sue porte a partire dalle 18 fino alle 21...sul sito che vi ho linkato sopra potrete vedere anche i look che potrete indossare.
Allora quando la moda chiama...Tacco12 risponde! E voi tacchettine mie???

22 marzo 2013

Vi presento un amico


CON IL MAESTRO FERZAN OZPETEK...OGGI OSPITE A ZETA !!!





Aspettando Daniele e poi Godo (t)


Ho scoperto di avere tanti ascoltatori romantici, sembra che il Tacco12 sui Papà abbia fatto successo. Questo mi rende molto felice e nello stesso tempo mi preoccupa un po' perché scrivere di calcio è senza dubbio romantico se si è romanisti non può essere altrimenti ma bisogna trovare l'argomento giusto da trattare. Dunque dato che domenica non si giocherà e che ognuno potrà trascorrere la prima domenica di primavera nel modo che preferisce, oggi inizierei parlando di Daniele. Lo so, lo so che su di lui abbiamo già detto ma ieri sera quando ho acceso la tv, a partita conclusa, e ho saputo che aveva segnato beh, non vi nascondo che la cosa mi ha fatto riflettere. Come mai Daniele in Nazionale segna sempre mentre con la Roma tentenna?
"Perché nun je và più de giocà con la Roma" ha commentato Mirko facendo il versa al romanista medio, mentre per noi non è affatto questa la risposta. Daniele evidentemente nella sua squadra non è sereno.
Ha raggiunto un record che a Francesco mancava: quota 14 gol mentre il Capitano ha segnato solo 9 volte.
Insomma dove Francesco non c'è, Daniele lo supera: sarà un caso?
Non voglio innescare nessuna polemica perché credo che, nessuna come me, è convinta di situazioni che la maggioranza non approva. Credo nell'amicizia tra uomini e donne (con una serie di sfumature) e credo che due polli possano convivere benissimo nello stesso pollaio (se si stabiliscono dei ruoli). Credo nei miracoli e soprattutto che la vittoria non sia legata a un risultato ma al superamento delle proprie aspettative, anche se alla fine il risultato non ti premia. La penso così perché l'ho imparato sul campo. Non si raccoglie sempre quel che si semina, ci sono troppe varianti lungo il percorso. 
Lungi da me dunque credere che Daniele soffra la figura di Francesco. No, non è questo. Daniele è un ragazzo estremamente intelligente. Il problema piuttosto è che da Daniele tutti si aspettano molto, a prescindere. A lui non si perdona nulla. Lui, deve essere (e giocare) sempre come De Rossi e se si permette di essere semplicemente Daniele beh, nessuno glielo perdona. Allora la bella notizia di ieri sera è che Daniele c'è e non solo quando veste la maglia azzurra. 
Daniele è come un cantante dotato di una voce superba. Se uno nasce De Rossi non può morire Loria (e non credo che Loria si offenda per questo paragone). 
Intendiamoci la stoffa è stoffa e detto da una che di moda se ne intende vi potete fidare. 
Stesso discorso vale per Osvaldo, il ragazzo ha una stoffa eccellente di quelle che difficilmente vanno a saldo. E' anche vero che, come tutti gli scampoli pregiati, se resta sul groppone al venditore, prima poi dovrà andare in saldo. Mi auguro che lui possa dimostrate quanto vale prima di finire altrove, anche perché la voce che gira è piuttosto invitante. Osvaldo per Jovetic. Il ragazzo della Fiorentina tuttavia non è che si sta sprecando in grandi numeri. Ce l'ho al fantacalcio e ve lo posso confermare: in gol ultimamente ci va molto poco. Quindi concediamo a Osvaldo qualche altra opportunità e poi segnate due nomi: Totti e Destro. Ve li dico perché ieri è nata una piccola discussione "amichevole" oserei dire, con tifosi laziali. 
Loro sostengono che vinceremo tutto noi: derby e qualificazione alla finale di Coppa Italia, finale compresa. Ovviamente li ho assecondati: in primis perché sono laziali, in secondo luogo perché hanno detto il giusto e poi gli ho suggerito di stare attenti a Totti e a Destro...il 7 aprile è vicino e io già c'ho l'ansia...ripetete con me: Totti e Destro, hanno un potere calmante...parola di Tacco12.

PostScriptuMPjanic: Questa sera Miralem potrebbe essere impegnato contro la Grecia. A differenza di chi si augura che non scenda in campo, io gli faccio il mio in bocca al lupo e gli auguro di segnare un grande gol. I nostri giocatori li devono vedere tutti...





20 marzo 2013

Oggi limiamo le unghie, anzi no andiamo da Femme


Sono un po' di anni che per vezzo o per semplice amore per le mie mani, ho deciso di rivolgermi a Giorgia. Vi ho già parlato di lei amiche, quando ha inaugurato il suo negozio Femme (in piazza San Giovanni di Dio) i primi di ottobre, mi auguro che qualcuna di voi abbia seguito il mio consiglio. A distanza di qualche mese, com'è consuetudine con questa rubrica, voglio riparlare delle persone che si distinguono per iniziative carine, utili e fashion e lei è tornata protagonista della mia rubrica. 
"Zia le unghie" mi dice sempre mio nipote Adriano che ha solo due anni ma non gli sfugge nulla. 
Me le accarezza, sorride e ridendo fà: "Zia Tata unghie morbide". 
Già perché Zia Tata ha una brava amica che si prende cura delle sue mani. Sempre in giro con lo scooter. Le unghie si spezzano ...e io non ci vedo più dalla fame! Ahahha scherzo non stiamo parlando di uno snack ma di un prodotto che è diventato, nel mondo della cosmetica, rivoluzionario. 
Basta con gli smalti che si devono asciugare per circa 20 minuti e poi, quando sei riuscita a far scorrere le lancette, zac! appena ti muovi si sbafa. Lo fanno, lo fanno! E noi donne, che ne sappiamo una più del diavolo, abbiamo trovato la soluzione. C'è chi premerebbe il pulsante per rispondere: "Il Gel!!!" ma finirebbe per perdere, perché il gel è certo un modo ma non l'unico. Inoltre ogni soluzione è individuale. Dipende dalle esigenze delle donne, dalla tolleranza a certe sostanze e da quanto sei attenta o meno durante la giornata. 
Per fortuna vostra la sottoscritta incarna la peggior specie di donna. Lavo i piatti senza guanti, guido il motorino e per togliere la catena spesso rischio di spezzarmi le unghie (sicuramente di rovinare lo smalto). Caratteristica peggiore che voglio accollarmi è la seguente: non so mettermi lo smalto. Così, se per disgrazia mi si rovina, sono costretta a rimanere come "una zingarella" per dirla in eleganza come mi chiama il mio ragazzo, ossia con le unghie smaltate e rovinate. 'Na trucidona per dirla alla romana e con meno eleganza. Come sempre i termini popolari rendono meglio l'idea. 
Poi è arrivata la fatina bionda Giorgia, che come quella turchina di pinocchio o meglio quella simpatica di Cenerentola, è corsa in mia aiuto sussurrando la parola magica: 
"Shellac?"
Me la sono guardata come se mi stesse offrendo un acido o la droga all'ultima moda. Questa è matta ho pensato per qualche istante. Deve essersene accorta perché mi ha mostrato gli smalti e mi ha spiegato: 
"Shellac. Non è gel perché non si lima ma ha il suo stesso effetto. Dura tre settimane e ha tanti colori". 
Quando ho capito che si trattava di smalto ho detto di si! E non me ne sono pentita affatto anche se ha lo stesso effetto collaterale della droga: euforia e dipendenza :-)
La manicurist è come il parrucchiere e il dottore. Devi affidarti loro se ne hai fiducia perché sanno quello che fanno. Se hai dubbi chiedi sempre, lavorano sul tuo corpo è un tuo diritto, e loro sapranno mandar via ogni nube. Così vi ho raccontato la mia esperienza con Shellac perché se vi ho incuriosito vi consiglio di approfittare dei due eventi che Giorgia ha pensato per voi:
Venerdì 29 marzo potete trovarla all'Angolo dell'Aperitivo di Piazza Scotti (Monteverde) 1/3 dalle ore 17.30 e se vi è più comodo il Venerdì 5 e Sabato 6 Aprile sarà da Spazio Cerere in via degli Ausoni 3 (zona SanLorenzo) a partire dalle ore 16.00.  
Non sarà sola, l'accompagnerà un equipe di manicurist professioniste che vi coccoleranno le mani subito dopo aver bevuto un buon prosecco. 
L'aperitivo si paga ma le unghie sono gratis. E' una promozione completamente gratuita, unica raccomandazione : andare senza smalto. 
Cosa aspettate??? Io sono già in fila...e non dite che non vi avevo avvisate....

19 marzo 2013

Auguri ai Papà, a tutti


L'argomento di oggi è facile davvero. Si parla dei Papà.
Di quelli che ci sono e di quelli che non ci sono più e il cui ricordo è bello come una foto e duro come un pugno allo stomaco (vero Simone?) 
Di quelli che sono appena diventati padri e di quelli che lo sono anni.
I padri che hanno un solo figlio e quelli che ne hanno molti.
Dei nonni, che sono papà due volte, e di quelli che sono papà tante volte anche se non hanno figli naturali, magari perché la vita non glielo ha permesso. 
Auguri ai Papà che sono stati separati dai figli e lottano per loro tutti i santi giorni e prima o poi verranno ascoltati (speriamo).
Ai papà adottivi e a quei papà che vivono insieme, perché ci sono bimbi che hanno due papà.
Auguri ai papà che non hanno più i figli che possono festeggiarli, perché la vita è bastarda dà e toglie a suo piacimento.
Auguri  ai papà cuochi e ai papà autisti.
Ai papà laziali e a tutti quelli romanisti, che festeggiano a parità di punti. 
Auguri ai papà timidi, quelli che non riescono a dare una carezza ai loro figli, perché non c'è sofferenza più grande per un papà che non riesce a dire : "Ti voglio bene". 
Auguri al Papa, che è un papà senza la A accentata, e viva la pappa, che la versione femminile di papà con la "P" doppia. Già la pappa, una delle prime parole che si impara a pronunciare e che. spesso, somiglia alla  parola papà davvero. Infatti entrambe significano nutrimento: rispettivamente dello spirito e del corpo.
Due elementi necessari per la crescita di un figlio. Se la pappa ingrassa, un padre è colui che ti educa, che ti dà l'esempio.
Poi per una donna il papà è il primo uomo della sua vita che condizionerà, nel bene e nel male, la scelta su tutti gli altri uomini che verranno. In questo, cari papà del mondo mi raccomando, avete una responsabilità enorme.
Auguri ai papà che ci vedono sempre belle, piccole e principessine di casa.
Ai papà che avranno sempre da ridire quando gli presenterai un fidanzato.
Auguri ai papà che trasmettono le loro passioni (il mio quella della Roma, della scrittura e della lettura) e che rispettano le tue ( le scarpe per esempio).
Auguri ai "Sei forte Papà", quelli che tirano le punizioni superando i 100 km orari e a quelli che segnano 226 gol superando ogni record.
Auguri a quelli che ti fanno esultare ogni domenica da tanti anni, che quando la finiranno ti mancheranno tanto.
A quelli che non li conosce nessuno, eppure qualcuno li vuole in Nazionale.
Quelli che si fanno crescere la barba e che faticano a giocare se sanno che a tornando a casa non possono abbracciare la loro bambina.
Auguri a quelli che la bimba se la portano in trasferta al posto della fidanzata quando giocano in Nazionale.
Auguri ai papà come Simone Perrotta che hanno cresciuto figli romanisti che non vogliono che il loro papà (e idolo) cambi squadra perché a loro non importa se è titolare o meno, il loro papà è sempre il migliore. 
Auguri ai papà dei campioni e dei ragazzi normali...e viva i bignè di San Giuseppe che rendono la giornata ancora più dolce...:-)

PostScriptum: Finalmente è cominciato il Campionato...e il bello deve ancora venire...parola di Capitano e di Tacco12.

PostScriptumAzzurro: Il dubbio sorge spontaneo: Totti non può uscire dal raccordo anulare, sarà stato informato l'allenatore della Nazionale?

18 marzo 2013

Glossy Box, ogni mese una sorpresa

L'Eternal City è sotto la pioggia da mesi, eh si sa che per risollevarsi bisogna inventarsi qualcosa.
Così Sorpresa! Ci ha pensato la mia GlossyBox a mettermi di buon umore. 
In una giornata grigia mi è arrivata Lei tutta colorata di un verde acqua marina e ornata di tante manine e occhialetti, labbra disegnate e rimmel, forbicine e rossetti. Dentro nascondeva i prodotti per festeggiare le donne nel mese della loro festa: Marzo. Rimmel, matita, ombretto e un favoloso bagno schiuma.  
Insomma un regalo mensile che mi coccola e mi fa sorridere anche quando arrivo in redazione tutta bagnata come un paio di calzini appena usciti dalla lavatrice. Strizzata con una faccia stravolta che nemmeno un neonato appena partorito riesce a rendere l'idea.
Adoro le sorprese perché sono loro che danno senso alla vita, che la rendono unica e speciale. 
Certo è che le sorprese possono essere  "pericolose" (sempre e solo se qualcuno ha la coscienza sporca :-) ) ma di solito sono molto gradite da chi le riceve, sempre che non lo venga a scoprire prima. 
Infatti non c'è peggior difetto degli amici che debbono collaborare perché le sorprese riescano. Organizzare una Sorpresa è opera titanica e che richiede collaborazione, recitazione e fortuna. Se una solo di queste tre qualità viene meno, la frittata è fatta e tutto va perduto. E.mail e telefonate che durano da settimane si frantumano come la carta a contatto con il fuoco. A volte la frittata, anzi spesso oserei dire, dipende dall'intelligenza e dalla discrezione degli invitati. 
"Allora ci vediamo lì alle 21 mi raccomando voi alle 21, noi arriveremo per le 21.15" ed è praticamente certo che alle qualcuno risponda: 
"Allora alle 21.15! ok!" e tu lì che scuoti la testa avvelenata e con il presentimento e la certezza di esserti infilata in un tunnel senza uscita. Chi me l'ha fatto fare??? ti ripeti inutilmente. 
Lo scorso anno in quelle tunnel mi ci sono infilata io. Ho organizzato al mio ragazzo una festa a sorpresa. Lui non è un tipo che ama festeggiare. Ha pochi amici e, per non rimanere deluso dal fatto che questi non possano venire (per i motivi più vari, da quelli giustificabili a quelli meno), non vuole rovinarsi la giornata e si limita a festeggiare con la sua famiglia.
La sottoscritta, che ama le feste e i festeggiamenti, ha  pensato di coinvolgere solo i suoi amici più intimi e di farglieli trovare a casa dei genitori per depistare ogni dubbio su eventuali "sorprese" in vista. 
Il tutto era riuscito perfettamente se...non mi avessero dato buca due di loro la mattina della cena e se uno di loro (vero Jacopo?) non si fosse perso per strada e io non fossi stata costretta a dire a Mirko tutto per andarlo a recuperare. 
Insomma alla fine il festeggiato era contento lo stesso, anche perché aveva ricevuto una torta di compleanno meravigliosa ma diciamo che non è filato proprio tutto liscio. 
Eppure queste "feste a sorpresa" sono un utile insegnamento di vita. Per prima cosa ti fanno capire su chi contare o meno e questo è davvero il primo precetto. A volte coloro i quali ti sembrano dei veri amici si rivelano conoscenze e spesso le conoscenze diventano veri amici. Funziona così, davvero. 
Secondo insegnamento: mai allargare troppo la cerchia, soprattutto sul posto di lavoro. Spesso si rischia che persone con scarsa sensibilità rovinino tutto ed è un vero peccato. 
Terzo punto: scegliere con cura a chi organizzare una festa a sorpresa, ci sono persone così curiose contro le quali diventa un'impresa ardua riuscire nel compito e a quel punto la domanda Chi me l'ha fatto fare??? diventa veramente il leitmotiv dei giorni che precedono l'evento. 
Questa sera sono proprio curiosa di sapere come se la caverà un mio amico che ha deciso di cimentarsi in quest'avventura. E' da questa mattina che cerca di porre rimedio a soffiate e battute fuori luogo arrivate alle orecchie della inconsapevole festeggiata. 
Quarto insegnamento: il mondo è pieno di scassa palle che non si fanno gli affaracci loro. 
Per questo la parola ordine è: selezionare. 
Nella Eternal City Tutto si può Realizzare...selezionando...parola di Tacco12 e buona sorpresa a tutti! :-)

14 marzo 2013

Francesco, il Vescovo di Roma


Questa volta ce l'ho fatta. Ieri sera, poco dopo le 19, non appena appresa la notizia della fumata bianca, sono corsa in sella alla mia Vespa verso San Pietro.
Sono corsa io e siamo corsi in tanti. Romani, forestieri e stranieri. Le campane hanno suonato a festa e Roma, la città Eterna, si è riversata tutta dentro un sola, grande piazza.
Che genio il Bernini quando ha realizzato quel colonnato, quelle due braccia pronte ad accogliere il mondo in una piazza rotonda come un mappamondo. Tutte le razze umane erano lì e fianco a fianco potevi trovare anziani, bambini, religiosi e comunisti, santi e peccatori. Di fronte alla Storia che si faceva c'erano proprio tutti. Il Papa a Roma poi è un evento particolare, è quello che ha reso grande (nel bene e nel male) questa città, è quello che l'ha resa Eterna. Nel profondo del cuore, penetrando nel dna, noi romani lo sappiamo bene. E' per quello che ci emozioniamo quando vediamo entrare i cardinali nella Cappella Sistina (che è una meraviglia artistica che il mondo c'invidia) ed è per quello che dopo la fumata bianca abbiamo tutti saputo dove andare.
Nella mia corsa ho incontrato tante persone e, con loro, molte storie. Cameramen e giornalisti, gente comune che raccontava di avere già assistito all'elezione di Benedetto XVI , che ricordava la morte e la fiumana di persone in fila per salutare papa Giovanni Paolo II. 
Memorie e ricordi e la Piazza lì, tutta quanta, più bella e suggestiva che mai. Con il buio, le luci, la pioggia lieve che non dava fastidio anzi, sembrava rispettosa anche lei e in attesa. Tanto che quando il protodiacono si è affacciato per l'HABEMUS PAPAM, lei ha cessato di scendere. S'è fermata ad ascoltare. 
E tutti a testa in su, mentre il nome di Jorge Mario Bergoglio risonava nelle orecchie dei fedeli ma veniva oscurato dal suo nome di Papa: Francesco. Il nome del Santo Patrono d'Italia, del Capitano della Roma...un nome semplice e bello. Un nome umile. Poco importava di che nazione fosse (anche se gli argentini festeggiavano con grande entusiasmo), poco importava che lingua parlasse. Papa Francesco è una nazione sola, un mondo solo in tanti mondi. 
Al mio fianco, fino a qualche minuto prima dell'elezione, era stato Maarten, un giornalista belga (che tiene molto che il suo nome venga scritto correttamente "come il portiere della Roma" mi aveva suggerito). 
Simpatico Maarten, con lui avevo chiacchierato piacevolmente in attesa dell'annuncio. Era di fretta e, come ogni giornalista nella giornata più importante della sua carriera, in preda alla sfortuna. Il suo portatile non prendeva e il cellulare si era scaricato. Pezzo da consegnare entro le 21 e la sede della stampa estera troppo lontana. Non c'era tempo, doveva andare. 
"Se eleggono Scola dammi una tua battuta" mi aveva chiesto prima di sparire nella folla per poter scrivere la sua di storia. Gli avevo risposto che un Papa italiano mi sarebbe piaciuto molto, perché non ne ho mai conosciuto uno. In parte sento il mio desiderio esaudito.Chissà se l'ha scritto lo stesso... 
Un Papa umile, che come prima parola ha usato: "Buona sera" e per continuare ha aspettato il silenzio. Un saluto, una forma di cortesia, un modo per entrare con educazione nei nostri cuori. Noi fedeli, peccatori non siamo abituati a tanto. Si è presentato come una persona che viene da lontano, come un uomo più vicino a noi che un Vescovo di Roma. Si è tolto il mantello, anzi non lo ha proprio indossato e poi ci ha chiesto la nostra benedizione. La Piazza lo ha abbracciato come ha fatto il colonnato. La notte è scesa calma mentre per tutta la Capitale imperversava un solo nome...FRANCESCO.

13 marzo 2013

Vi presento Andrea, la curatrice di mostre


Oggi per Je Suis Marie Antoinette vi presento Andrea Oppenheimer che a dispetto del  nome di solito maschile è una ragazza. L'ho conosciuta durante The Other Side Of The Ink e ora ve la presento con un'intervista tarattatta...a mitraglia! Buona lettura...

D. Nome?
R. Andrea
D. Cognome?
R. Oppenheimer
D. Origine? 
R. Aliena
D. Anni?
R. Sempre 16
D. Presentati usando un aggettivo. 
R. Perfettibile.
D. Natura et Ratio è il nome della mostra che hai curato per The Other Side Of The Ink (la convention dei tattoo tutta al femminile appena conclusasi a Roma). Possono istinto e ragione andare a braccetto?
VirginiaWoolf di Michele Guidarini
R. Sì. l'essenza femminile ne è la prova.
D. Com'è è nata l'idea di questa mostra?
R. L'idea è nata dal tema stesso della convention. trattandosi della prima tattoo convention italiana tutta al femminile, quando mi è stato proposto di occuparmi della mostra ho pensato di chiamare un gruppo di artisti che utilizzano diversi medium proponendo loro di interpretare la figura della donna. il risultato è sfaccettato e poliedrico, passa dalla gioia al dolore, dalla bellezza superficiale fino alla concretezza della sofferenza, esattamente come la natura femminile in senso ampio.
D. ...e l'idea di curare mostre?
R. Per caso. devo dire che un gruppo di artisti hanno preteso me come curatrice anni fa, e da lì non mi sono più fermata.
D. Quale delle forme d'arte espresse nella mostra sono le tue preferite? (intendo fotografia, pittura, illustrazione ecc..)
R. Non ho una vera predilezione per la tecnica quanto per il contenuto dell'opera. anche se la pittura resta il mio primo amore.
D. Quali progetti per il futuro?
R. Inauguro venerdì 14 marzo la doppia personale di Michele Guidarini e Marco rea presso l'Exp di Carrara.
D. In un momento storico dove la Natura sta sempre più prendendo il sopravvento che fine ha fatto la Ratio?
R. Il problema è che non c'è Ratio nel rapporto fra uomo e natura e nessun rispetto tra natura e cultura.
D. Che connubio c'è tra tattoo ed arte?
R. L'arte e il tatuaggio sono intrecciate a doppio filo. il tatuaggio esprime un linguaggio antico con radici antropologiche in continuo mutamento, esattamente come l'arte.
D. Hai un tattoo?
R. No.
D. Cos'è per te l'arte? 
R. L'arte per me è linguaggio, comunicazione. é l'espressione personale della visione dell'artista a proposito di se stesso e del mondo.
D. La mostra dei tuoi sogni?
R. So che sembra una risposta banale, ma se curo una mostra, in quel momento è la mostra dei miei sogni.
D. Grazie.
R. Prego.

  
DilkaBear - 21 gramms


12 marzo 2013

RuzzliAMO???


RuzzliAMO?
La parola stessa lo dice...è una sorta di ti Amo. E' la soluzione a molte serate che, se vedono la tua dolce metà impegnata in estenuanti tornei di Playstation, ti fornisce un'ottima alternativa alla seduta sul divano con un sorriso stampato in faccia, prima che un attacco isterico si prenda possesso di te a causa delle voci registrate di Caressa e Bergomi che ripetono a loop le stesse identiche considerazioni ogni due minuti. 
Quindi...RuzzliAMO? Se hai qualche amico disperato come te, lo trovi di sicuro lì, pronto a sfidarti e a prenderti in giro in caso di tua sconfitta (vero Lollo?).
Le abilità richieste sono poche. Saper scrivere, conoscere un po' di vocaboli e soprattutto essere veloce. All'inizio avrai la sensazione di essere ignorante e di avere poca fantasia. Le parole ti sembreranno brevi e quando arriverai a comporne 40 nei due minuti a disposizione, ti sentirei un piccolo eroe. Salvo poi scontrarti con chi di parole ne fa 40 in 40 secondi....insomma degli esseri umani con le dita stile Schumacher dei bei tempi. Un gioco che appartiene alla grande famiglia dei giochi da tavola tipo Paroliamo e che nel formato smartphone sta conquistando letteralmente il mondo. Tacchine e Tacchetti miei, voi siete gente attenta e vivace e sono dunque certa che avrete letto i ritagli di giornale e le pagine dedicate a questo gioco e allora perché ve ne parlo oggi? Beh, il motivo è duplice. Per iniziare perché non parlo mai di un fenomeno quando ne parlano tutti, altrimenti che Tacco12 sarei??? E poi perché ieri è iniziato il primo Torneo di Ruzzle e si sono cominciati a creare dei precisi profili del pubblico RuzzLiANO, anche un po' marziano.
Tanto per cominciare hanno risposto all'appello, lanciato dalla Media Company WebHub, ben 26 mila persone e delle età più svariate. Il 50% degli iscritti ha tra i 18 e 30 anni, con un picco tra i 18enni del (63%) quelli tra i 30 e i 40 sono 28,5% mentre solo il 15% tra i 40 e i 50 anni. A sorpresa spuntano tra gli iscritti 14 giocatori ultrasettantenni e sei over 80. Il giocatore più vecchio ha 88 anni!!! Se siete curiosi ma non vi sentite all'altezza della competizione andate a curiosare nella pagina facebook dedicata all'evento (https://www.facebook.com/CampionatoRuzzoliamo). E' qui che potrete scoprire che "iberneranno"  "galeotto" e "serpito" sono tra le parole più complesse da trovare. 
Per i non esperti c'è da dire che ogni parola ha un punteggio e più è complessa nella sua composizione sulla griglia (perché Ruzzle altro non è che una griglia di Lettere) più ha valore.  
Cosa si vince oltre la gloria di essere il "Migliore d'Italia"??? In palio per chi sale sul podio più alto c'è un Mac Book Pro. Per il secondo e il terzo classificato buoni da 500 e 300 euro da spendere in prodotti di tecnologia. Quindi non aggiungo altro se non: mettete il dito sulla tastiera e via! 
Se non sarete i più veloci però non preoccupatevi perché altri saranno i titoli di  merito con 50 smart box assegnate settimanalmente alle seguenti categorie di giocatori: 
l'Assiduo, il giocatore che avrà disputato più partite; 
- l'Amicone, quello che avrà fatto iscrivere più amici; 
- lo Scalatore, quello che avrà scalato più livelli di settimana in settimana; 
- Il Fenomeno, quello che avrà ottenuto il punteggio più alto in una sola partita 
( per i non addetti ai lavori: Ruzzle è un gioco che si conclude in tre manche il punteggio finale è dato dalla somma dei tre punteggi ottenuti durante le manche)
- Il Vincente, i primi tre giocatori classificati a settimana
Se vi è venuta voglia o volete saperne di più basta andare sul sito ufficiale www.ruzzoliamo.it o scrivere per informazioni a info@ruzzoliamo.it e se vi chiedete chi è stata la testa che ha partorito questo torneo sappiate che ha un nome Andrea Manfredi che ha concepito la gara come "un grande evento! non è vero che l'Italia non ama la tecnologia". E allora Tecnologizziamoci e RuzzliAMO! Per la cronaca chi mi volesse sfidare il mio nickname è codacorta...e per giocare porto i tacchi, ci vorrebbe un premio speciale per le Tacco12, non credete???
Per concludere degnamente vi mostro questo video della mia amica ElenaVittoria che ha avuto l'onore di entrare nella lista dei migliori 30 d'Italia...ve lo mostro solo per non scoraggiarvi un po' :-)

Tutto un equilibrio sopra la follia


Sabato sera ero a cena con a casa del Guru e dato che, l'ultima volta che è successo, la Roma ha vinto  contro l'incontrastata Regina del Campionato, non ho impiegato troppo tempo a convincere papà: 
"Ormai abbiamo sfatato ogni dubbio!" 
Così davanti a una cena "finto dietetica" (della serie "Solo un po' di carne e verdura"  ma per carne mia mamma intendeva polpettone e per verdura una molto dressed insalatina e un carciofo molto unto quanto buono) abbiamo preso posizione davanti alla tv. 
L'ingresso di Totti e Di Natale con i figli di quest'ultimo in campo, è stato il miglior ritorno sul prato verde dopo il saluto di domenica sera con gli eredi di Francesco. Dove ci sono i bimbi c'è sempre gioia e tutto sembra più bello. Ogni presagio veniva in questo modo scongiurato e si poteva procedere con un certo ottimismo. L'Udinese piuttosto spenta incoraggiava il mio buon umore. La Roma però non mi aiutava, sbagliava un paio di occasioni e per fortuna che a un certo punto ci ha pensato Lamela ad arrivare dove Florenzi aveva trovato la traversa. E' esattamente in quel momento che comincio a sentirmela "calla", come si dice a Roma. 
Poi entra Osvaldo per Francesco e tutto cambia in peggio. Come Marzo pazzerello così Osvaldo cambia clima alla squadra in peggio, nemmeno fosse un temporale improvviso. Sbaglia quasi tutto e infastidisce la vista nonostante la sua bella presenza.
"Glieli taglierei quei capelli io! Se pettina invece di tirare" fa Mirko mentre la telecamera indugia sull'argentino  intento a farsi il cipollino. 
C'è da dire che l'arbitro poi ci ha messo del suo e ce l'ha messo proprio bene, negandoci due rigori. Tanto da meritarsi il soprannome di "Giuda" invece che Guida dal solito Mirko che domenica non le mandava certo a dire. Davanti allo schermo, nonostante tutto, il più scomposto era come sempre il Guru, che urlava, sbraita va e s'attaccava alla Colomba di Pasqua per soffocare nel dolce le delusioni sportive. 
"Passamela pure a me" gli dico. Per l'ansia e la rabbia c'è un unico rimedio: cibo dolce! mentre le fette di Colomba scendevano nello stomaco, manco volassero, Osvaldo non volava per niente anzi sprecava facendo imprecare il Guru mentre io l'avevo già fatto quando l'ho visto entrare al posto del Capitano. 
"Totti deve giocare fino al 90', sempre, nonostante le ammonizioni..." Non lo dico io lo dicono i numeri, le statistiche, la logica! E, infatti, appena lui esce Muriel segna. 
Eppure la Roma è facile da capire. E' come un bimbo che se ha fame piange e se sta bene ride. E' tutto un equilibrio sopra la follia....per dirla alla Vasco. 
La Roma è così. Totti incute agli avversari timore e illumina il gioco con cross e lanci che gli altri, non solo non fanno, ma nemmeno vedono. La Roma è un vestito d'alta moda e Totti è quello che lo indossa meglio, perché è alla sua altezza e della sua taglia, lo calza a pennello. 
Chi funziona con meno logica è Daniele. Un'altra partita da insufficienza piena che mi ferisce come una scheggia di vetro partita da un calice di vino scivolato di mano. Arriva addirittura a macchiarmi. E' così Daniele, una scheggia, un dolore e una macchia rossa n.16. Lo guardo mentre vaga sul campo con il suo cuore giallorosso e la sua barba. Che ti succede ragazzo? Come posso aiutarti? 
Gli vorrei chiedere questo, mi piacerebbe che parlasse con chi gli vuole bene, ho come la sensazione che dietro ai suoi silenzi si nasconda un disagio molto più grande di quello che noi possiamo immaginare. 
Dire altro è superfluo, io Daniele lo Aspetto...Daniele ho detto...no Daniel, lui se vuole può anche accomodarsi alla porta non ci servono giocatori così, ci servono professionisti. 
Roma - Udinese finisce con un pareggio che ha un solo lato positivo, alla luce dei risultati della domenica, quello di aver preso un punto alla Lazio.. e tutto sommato non è poco...parola di TACCO12. 

PostScriptumFantaCalcio: comunico con orgoglio che la fantasquadra Tacco12 ha raggiunto il secondo posto in classifica a un solo punto dalla prima e con la Fantamedia più alta. Che dire? Come fanta allenatrice sono proprio orgogliosa d' Ibarbo che con la tripletta è stato promosso a pieni voti titolare. Un'idea mi illumina improvvisa: secondo voi se prendo Osvaldo in squadra ricomincerebbe a segnare??? Ci devo meditare... 

08 marzo 2013

Oggi più Tacchi che Tacchetti


Più tacchi che tacchetti in una giornata come questa di oggi che celebra la Donna. 
In realtà oggi vi voglio parlare delle donne che  ho incontrato strada facendo. Per esempio questa mattina, mentre slegavo la vespa,  ascoltavo una signora che avrà avuto intorno ai 40 anni parlare al cellulare con sua mamma del figlio: 
"Ieri prima di cena e poi mentre facevo i piatti l'ascoltavo che mi ripeteva la lezione"  e poi la difendeva con un "Mamma che vuoi fare? Sono tutti così i ragazzini oggi, non è l'unico ad avere difficoltà a scuola". 
Mi ha strappato un sorriso perché me la sono vista quella scena della sera prima: lei davanti ai fornelli a preparare la cena mentre un bimbo,di massimo 10 anni, le ripeteva la lezione di storia o italiano. 
Ho trovato quell'immagine tenera e tipica di noi donne. Uniche e Trine come solo il Padre Eterno sa essere (unico uomo che è riuscito nell'impresa e dire che ne sono passati di secoli). 
Continuando il percorso ho incrociato una ragazza in moto, diretta probabilmente a lavoro, che al telefonino tranquillizzava qualcuno: "Dai non preoccuparti poi vediamo", diceva. Mi domando chi fosse all'altro capo del filo. 
Lungo la strada poi tanti extracomunitari ai semafori con le mimose in mano e il mio Capo (femmina) che mi chiamava al cellulare per chiedermi delle immagini urgenti per la puntata di questa sera. E poi ne pensieri tutte quelle donne che non ho visto ma sapevo esattamente dove fossero e cosa stessero facendo.
A partire dalla  mia mamma anche lei in viaggio lungo la strada traffica, in compagnia del Guru,  per andare a fare la fisioterapia. Mia sorella che prima di andare a lavoro ha preparato il pranzo a suo figlio Adriano e mia cognata Ambra, rientrata a casa dall'ospedale con un bimbo di 4 giorni, che ogni 30 minuti deve allattare, e con l'altro figlio di quasi 5 anni da tenere a bada.
Le donne  che tutto il giorno pensano alle altre donne...perché gli uomini le danno un po' per scontate e qualche volte non se le meritano tutte le loro attenzioni.
E così mi capita di ricevere la mimosa da una donna, la proprietaria del ristorante dove oggi sono andata a pranzo, e che un'altra donna, Elena, mi consegni un vassoio di dolcetti:
"Erano per mio figlio ma lui parte e allora preferisco regalarli a te" e aggiunge: "oggi non festeggio, perché non è un giorno di festa e un giorno di lutto". 
Già, questa giornata in modo improprio definita Festa è storicamente una giornata di lutto. 129 operai morte in un rogo durante uno sciopero per ottenere dei diritti. Era il lontano 1908.
Un giorno che a mio avviso vale la pena tenere a mente, perché con la scusa che la donna si festeggia tutto l'anno, non la si festeggia mai davvero quando per festeggiare s'intende "dare rilevanza".
Noi siamo quelle che anche quando il  mondo è grigio e la pioggia prova a oscurarlo, scorgiamo l'arcobaleno o ce lo inventiamo. Questo è il potere delle donne...quelle che mettono al mondo i maschi.
C'è da dire che a fronte di tanti irriconoscenti esiste anche un folto popolo di devoti detti anche mammoni come per esempio Totti. Lui non  non sarebbe diventato mai Totti se non avesse avuto mamma Fiorella che per anni lo scorrazzava da un campetto sportivo all'altro. Anche oggi Francesco se l'è ricordato di quanto le donne siano importanti. Dopo la dedica "6 Unica" a Ilary e la nascita della figlia Chanel, ha irrobustito il suo amore per il gentil sesso decidendo di celebrare, in veste di testimonial Unicef, altre future donne con un cartello così scritto: 
 "Bambine, non spose" contro i matrimoni precoci e poi si è fatto scattare questa foto 


Quindi in questo venerdì della memoria voglio augurare a tutte le donne del mondo che ogni loro lotta venga premiata. E per tutte le donne romaniste aggiungo di non temere per la prossima partita in trasferta dato che, più che Di Natale è l'ora di parlare di Pasqua...parola di Tacco 12. 

PostScritptuMTacco12: Consiglio da Donna: oggi indossate 12 cm in più e mettete un bel vestito...io l'ho fatto! Perché se è vero che le donne che contano non hanno mai dovuto "mostrare" nulla, è anche vero che troppo spesso per ottenere i diritti degli uomini diventiamo come loro e non rendiamo giustizia alla nostra bellezza che è duplex (dentro e fuori)! Non abbiate paura di essere belle. Vi bacio tutte 

Il Tattoo è donna

Amiche oggi ho posticipato la mia rubrica per parlavi della Convention Del Tattoo che inizia oggi e ci terrà compagnia per tutto il fine settimana. Riporto qui di seguito il pezzo che ho scritto per il Romanista....




THE OTHER SIDE OF THE INK, QUANTO IL TATTOO E’ DONNA
di Chiara Maria Gargioli

L’inchiostro chiama e 50 tatuatrici rispondono. Nel giorno della festa della donna, l’Ergife Palace Hotel di Roma apre le porte della sala Pantheon per accogliere la I edizione di The Other Side Of The Ink  la convention del tatuaggio tutta al femminile.
L’8, il 9 e il 10 Marzo 50 professioniste del tatuaggio, tra le più note del panorama nazionale e mondiale, metteranno a disposizione la loro arte creando disegni e realizzandoli sulla pelle di chi vuole un’ opera unica impressa sulla propria pelle. Tuttavia la fiera non è solo per gli amanti del tatuaggio, è un laboratorio artistico dove i curiosi potranno dissetare il loro interesse assistendo alla creazione dei tatuaggi.
Tanti i nomi importanti saranno presenti: dalle italiane Catia Zambon del Sunskin Tattoo Art di Sabaudia, Vale Lovette di Vertigo Tattoo, Tania Dmitrochenko , Viola Von Hell del The Ten Bells di Roma alle straniere come  Jes Ashby di White rabbit Tattoo da New York, Justine Hefel dall’Australia e tante altre ancora.
Chi al fascino del tattoo proprio non riesce a cedere, può stare tranquillo perché troverà il modo di divertirsi lo stesso grazie ai numerosi spettacoli artistici e musicali che si susseguiranno sul palco. Potrà tifare durante le premiazioni dei migliori lavori eseguiti durante la convention o assistere ai sensuali Burlesque di Sophie D'Ishtar e B B La Bouche. Ammirare a bocca aperta le esibizioni di Pole Dance con Sara Brilli e scatenarsi con i balli e le lezioni di Swing . Se ancora non vi sentite soddisfatti sappiate che ci saranno anche concerti live con le Desperate blues, le Top Hat Sisters e Ladivette. Insomma una miscela esplosiva di arte, musica e ballo che vede protagoniste la creatività e il corpo. E poiché di arte si parla non si può prescindere dalla rappresentazione delle opere d’arte stesse, in questo caso non solo sulla pelle ma anche allestite in una serie  di  mostre.
La prima si chiama Natura et Ratio a cura di Andrea Oppenheimer ed esplora il femmineo in tutte le declinazioni possibili dell’arte del XXI secolo attraverso la fotografia, l’urban art, la pittura, il mixed media e l’illustrazione. Uno sguardo poliedrico nato dalla collaborazione di artisti italiani e di un gruppo di tatuatrici professioniste.
La seconda è Plurale Femminile  a cura di Francesco Petrosino ed Elena Di Legge di Studioventuno. Questa volta il tema è il mondo della donna artista. Le opere esposte saranno 21 proprio come le donne che le hanno realizzate in uno stile vario ma vicino al genere Low Brow e Pop surrealista. Tutte professioniste che vantano istallazioni in gallerie nazionali e internazionali.
La terza rassegna è Vis dearum (la forza delle dee) curata da Viola Von Hell e Ilaria Beltramme che hanno coinvolto 18 fra le più note tatuatrici della scena mondiale, chiedendo loro di raccontarsi su tela o su carta. Oltre al rumore delle macchinette dunque anche colpi di pennello, inchiostro e china per interpretare la forza della loro dea protettrice. Dalla mostra verrà pubblicato anche un catalogo la cui introduzione è stata affidata alle parole di Loretta Leu, Grande Madre del tatuaggio mondiale. The Other Side Of  The InK è una mostra femmina: affascinante, ricca, sensuale, unica.
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