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25 novembre 2016

#25 Novembre: No alla Violenza sulle Donne!


Il 25 Novembre è la giornata dedicata all'eliminazione della violenza sulle donne. 
Pinkintalia in collaborazione con varie associazioni e con il supporto anche di Tacco12cm ha organizzato una giornata per affrontare il tema da molti punti di vista. 
Hanno partecipato donne dello spettacolo come Barbara De Rossi, Isabel Russinova e Milena Miconi; politiche come l'onorevole Valeria Baglio e Serena Pellegrino; personalità dello star system come Tiziana Rocca; rappresentanti di associazioni; professionisti come avvocati e medici. 
Lo scopo è quello di sensibilizzare il pubblico non solo femminile ma soprattutto maschile nei confronti di un problema che riguarda soprattutto loro. 

Tra gli interventi che segnalo quello della scrittrice Cinzia Tani: 

"Io come RAI mi vergogno dello spot sul femminicidio, quello è uno spot raccapricciante. Quello vuol dire che una bambina, quella che nel video dice: Io da grande sarò picchiata da mio marito. Ora ha 8 anni vuol dire che tra 20 anni la situazione non sarà cambiata. Quindi lo spot ci dice guardate che fra 20 anni quando questa ragazzina sarà cresciuta non sarà cambiato nulla. Lavoro in Rai da molti anni e devo dire che questo spot veramente mi fa paura"  



Ha poi proseguito:  

"Insegno storia sociale e mi occupo dei fenomeni dei delitti. Femiside parola coniata da due psichiatre inglesi Jane Caputi e Diane Russell e significa omicidio che avviene in coppia dove lui uccide lei nel 98% dei casi mentre Feminiside è il termine creato dalla grande antropologa Marcela Lagarde che si è occupata delle donne uccise Ciudad Juarèz, il posto dove vengono uccise più ragazze nel mondo e Feminicidio vuol dire qualsiasi azione viene fatta contro la donna come violenza, infibulazione e spose bambine. Ma noi oggi ricordiamo il Femmicidio che avviene per 3 motivi: maltrattamenti in casa che ci sono sempre stati ma non si arrivava mai all'uccisione, questo è figlio dell'emancipazione femminile e delle separazioni. Servono dei centri di recupero maschile, servono i soldi per la messa in sicurezza e per i braccialetti elettronici, le donne hanno un ruolo importantissimo perchè gli uomini sono figli delle mamme e infine serve la figura dello psicologo che si occupi di affettività. Facciamo stare insieme maschi e femmine".

ecco qui il link per ascoltare l'intervento: https://www.facebook.com/chiaramariagargioli/videos/vb.206325592765882/1214639825267782/?type=2&theater

Cinzia Tani, scrittrice a #25Novembre



21 novembre 2016

Telefona quando arrivi, il nuovo libro di Paolo Ruffini


Tacco12cm intervista con Paolo Ruffini per il suo romanzo "Telefona quando arrivi"
A vederlo con quella faccia un po' così, sempre a metà tra il serio e la presa in giro non avrei mai pensato che intervistare Paolo Ruffini potesse essere tanto divertente e formativo. Classe 1978, una formazione che lo porta a svolgere tanti mestieri: quello di attore, di regista, di presentatore. La sua passione per il cinema lo spinge a fondare l'associazione Nido del Cuculo. Dopo averlo visto sul palco di Colorado e averlo letto come blogger nel suo blog #solocosebelle è giunto il momento di prenderlo sul serio, perchè quando si parla di ricordi e memoria si ride molto ma lo si fa seriamente. 
 
Il grande pubblico ti conosce come conduttore e attore e invece oggi t’intervisto nei panni dello scrittore…
Pensa te… come me la tiro!
Ti devo dire invece che sei stato una bellissima scoperta, sarà che sono del tuo stesso anno e mi sono ritrovata in tutti i tuoi ricordi… non so però mi è molto piaciuto. Come nasce questo libro?
Forse tu saresti più brava di me perché io ci sto talmente dentro che non saprei raccontarlo. Credo che sia soltanto un piccolo percorso della memoria per ricordarsi di come eravamo prima dell’avvento del web.  Cerco ovviamente di sospendere il giudizio, di non fare il conservatore, dire che eravamo meglio prima  o siamo meglio ora. Ovviamente questo obiettivo lo fallisco totalmente e mi lascio andare a dei sentimentalismi straordinari per quanto riguarda la tv di una volta, delle frasi, delle cose che succedevano tipo delle frasi come quelle che diceva il mio babbo “io intanto scendo, vado a scaldare la macchina”, oppure “telefona quando arrivi” o ancora quando si vedeva una macchina che aveva la nostra stessa macchina e ci si salutava.
Era molto più social no?
Secondo me era molto più social quello che quello che c’è ora, anche perché se te apri Facebook trovi tanta di quella cattiveria da non sembrare molto social. Facci caso, anche quando ti ritrovi a condividere momenti in compagnia e si sta seduti a tavola, ti accorgi che chi hanno tutti la testa chinata sul telefono. Così più che social si diventa a-social.  
Forse un tempo tutto era più reale…
C’era una concretezza diversa data anche dal fatto che se andavi in un posto chiedevi le informazioni; non c’erano i cellulari ma si arrivava puntuale lo stesso, si lavorava, si prendevano gli appuntamenti telefonando. C’erano una serie di cose che tu ti dici “come si faceva?” Ecco mi pongo dei dubbi, forse non ho la cultura per avere delle risposte.  Sono tutti piccoli spunti interessanti e semplici, di cose minimali che c’erano e non ci sono più.
Hai detto bene, tutti piccoli spunti ma tantissimi perché il tuo è un libro che si articola in capitoli più o meno brevi e toccando i più svariati argomenti. Per esempio mi ha fatto molto ridere quando tu racconti, già nella parte del prologo, di film come E.T. , i Goonies e La Storia Infinita che erano considerati dei capolavori già all’epoca della loro uscita e poi parli di Una Poltrona per due e di Piccolo Lord pellicole sempre presenti sui canali tv nei giorni di Natale… tuttora.
Tutti i titoli che trovi, se ci pensi pensi bene sono tornati anche nei cinema in una versione riveduta e corretta. La verità è che non ci s’inventa più nulla. Se tu prendi anche il cinema americano allora 007 è una serie ancora in voga ma che riprende un personaggio degli anni ’30. Batman e Spiderman sono degli anni ’50, Star Wars è iniziato nel 1977. Se tu pensi ai miti del cinema dopo il 2000 fai fatica a trovarli. Rambo, Rocky e Star Treck, le storie di fantascienza sono tutte storie vecchie, nate tanti anni fa. Ora hanno rifatto i Ghostbusters, ci sono i robot di Robocop di Atto di Forza quindi è come se adesso tutto ciò che è nuovo faticasse  ad attecchire. E’ perché semplicemente c’è una dispersione totale. Ricordo quando la mia nonna diceva : “Cosa danno stasera?”  Quando Italia Uno si diceva “sul sei.” Ora se pensi che  ci sono 20 canali di cinema, poi c’è il +24, il +1 . C’è Premium, Fastweb, Infinity, Alice, Netflix, Sky ovviamente è un bene, perché crea tante possibilità, tanta scelta per il pubblico però anche la dispersione di quello che è il ricordo e anche l’idea di condividere qualcosa con qualcuno in un ufficio, in una scuola, anche quello era importante e bello.
Tra la foto, la cartolina e il vhs cos’è che ti manca di più?
“La pellicola cinematografica… lì va beh, si passa all’orgasmo puro”.
E’ fuori ? ti ricordi ? Cercavi il film e non c’era . A me manca il Vhs, sai cosa? Te fai conto che in casa ho 16mila fila di cui 10 mila originali e 6 mila registrati da me. Quindi figurati cosa significa per me registrare , potevi andare avanti e indietro. Anche il videoregistratore aveva una destinazione d’uso, ora io ho un telefono come tanti ma in realtà uso solo 3 funzioni. Prima avevamo gli scaffali più pieni ma c’era un’ attenzione più precisa e perspicua di alcune cose. Adesso abbiamo poche cose che fanno tante cose però non so, ci manca qualcosa.

A pag.17 scrivi : Ricordo che mio fratello riuscì a procurarsi una VHS del film, ma non avevamo ancora il videoregistratore, allora per farmela vedere si fece prestare una videocamera, l’attaccò alla scart del televisore e riprodusse la videocassetta con quella. Che goduria! Che meraviglia!
E vedemmo StarWars e fu un evento. Non so quante persone hanno registrato Nel nome della Rosa quando andò in onda per la prima volta su Raiuno.
Ricordi anche gli spot nel tuo libro e tu ne hai girato anche uno, quello del Kinder Cereali, che era una delle tue merende preferite. Perché quelli del 1978 oltre a essere gli ultimi a non aver usato il cellulare a scuola, sono anche quelli che facevano merenda…
A volte ascolto persone che dicono “ho mangiato di tutto e di più” oppure “questo è come un diamante, è per sempre” non si sono inventati nulla di nuovo.
Ci sono delle cose del passato che rimangono nel presente? 
La cosa del passato che rimane è la coscienza dei bambini almeno fino a 5 anni. Poi cominciano a usare l’ipad invece della penna questo è il futuro però quell’incanto che soltanto i bambini che nascono possono avere, nel senso di fede nei confronti delle favole, dei draghi. L’incanto dei bambini verso la favola, quello rimarrà sempre.
C’è un’altra cosa che mi ha fatto molto ridere ma semplicemente perché mi è successa recentemente. Ho una cugina nata nel 1996 e non ricordo per quale ragione, mi è capitato di dire la parola Gettone e lei mi ha chiesto “Cos’è?” e questa domanda mi ha lasciata di sasso: primo perché mi sono sentita vecchia in un secondo e poi perché mi è venuto da dire : “ma non è possibile che tu non sappia cos’è un gettone”. Beh, tu dedichi un capitolo proprio a questo e lo intitoli : io sono Getto-nato, ce lo racconti?
I Gettoni servivano per telefonare, adesso sembrerà assurdo ma esistevano le cabine telefoniche e prima delle schede telefoniche, per telefonare serviva il gettone che valeva 200 lire e a volte capitava che pagavi con il gettone e ti guardavano di traverso perché non era tanto “ganzo” pagare con il gettone, però era merce di scambio. A me questa cosa mi faceva impazzire, l’idea cioè di comprare qualcosa con una moneta che serviva per telefonare.
Il pomeriggio si vedeva BimBumBam… oppure Ciao Ciao
Ai tempi c’era la tv generalista che dedicava un’ora al giorno per i bambini. I puffi li conoscono tutti grandi e piccini. Oggi invece c’è una scelta talmente ampia che o hai bambini o non sai  di quale cartone animato si stia parlando. Il settoriale ha reso tutto meno pop.
E poi quando si era più grandi si è passati a Non è la Rai .
Ho dei ricordi… trasmissione meravigliosa la mia preferita era Francesca Gollini, i miei primi pruriti. Quando tornavo da scuola c’era Non è la Rai.  A volte penso sia cambiato il pubblico. Oggi siamo molto più esigenti, molto più noiosi. Se te pensi al Festival Bar c’era Den Harrow che cantava palesemente in playback e tutti lì a ballare e cantare, oggi Gianni Morandi non può nemmeno andare a fare la spesa di domenica che si prende una montagna di critiche.
Paolo ti facciamo ascoltare una colonna sonora… vediamo se indovini... (in radio parte una colonna sonora di un famoso film)
Ritorno al Futuro di Robert Zemeckis 1985 con Michael J.Fox e Christopher Lloyd. Vi dico una cosa su questo film. Robert Zemeckis, che è l’ideatore di Ritorno al Futuro, ha proibito proprio un contratto nella sua licenza che qualche studio hollywoodiano possa fare un remake o un sequel. Ritorno al Futuro non si farà mai più. Quello è e quello sarà per sempre.  Niente sarà mai abbastanza. Io sono uno StarWarsista  e devo dire che quello è stato prodotto dopo, anche se bellissimo, è stato uno sputtanamento di tutto. La storia non doveva uscire fuori da dove ormai era imprigionata.
C’è qualcosa “di nuovo” che invece reputi una gran bella invenzione?
Youtube, Wikipedia… non sono contrario alla possibilità che oggi tutto sia più raggiungibile. Però contesto il modo. Un tempo, oltre a ottenere l’obiettivo imparavi come cercare qualcosa. Sono solo polemico sul  fatto che non sappiano più chiedere un’indicazione,  ho il timore di perdere il contatto umano e così la memoria. Oggi ci sono scoperte straordinarie. Prima denunciare certi reati era complicato, ora la tecnologia è andata avanti e aiuta anche chi ha più problemi, la stessa medicina ci ha dato risorse diverse., questo è molto importante.  La verità è che ho scritto questo libro “Per ricordarsi di quando si era felici e non dimenticarsi di esserlo sempre”. 

(Intervista realizzata il 10 novembre a SlashRadio, la Radio dell'Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti Onlus)

“Telefona quando arrivi” – Sperling&Kupfer  
prezzo 17,00 euro 

31 ottobre 2016

Sveva Casati Modignani racconta il suo "10 e Lode" e non solo


Tacco12cm intervista con Sveva Casati Modignani
Qualche giorno fa ho avuto la fortuna d'intervistare, insieme a Luisa Bartolucci, la scrittrice Sveva Casati Modignani che è intervenuta a Slash Box, il programma pomeridiano in onda su Slash Radio. Di seguito vi propongo la trascrizione dell'intervento della scrittrice, prima nella classifica dei libri più venduti della narrativa italiana in queste 3 settimane dall'uscita del suo libro. 
Un'intervista ricca di consigli, con anticipazioni sul prossimo lavoro di Sveva Casati Modignani, di pensieri sulla scuola, sulle donne e sugli uomini. 
Buona lettura. 
Come ci si sente a trovarsi lì in vetta, primi nella classifica dei libri di narrativa italiana con l’ultimo libro “10 e lode”?
Queste sono cose che vanno e vengono, l’importante è che il libro piaccia a chi lo legge.
Eh, 'mbè direi proprio di si, il libro è uscito il 4 ottobre ed è appunto il libro più venduto degli autori italiani, quindi un grosso successo editoriale come ogni volta che esce un suo libro del resto. Cos’ha questo romanzo in più?  Di solito si dice che l’ultimo romanzo è quello più amato dallo scrittore, è così?
Insomma si, perchè è piccolino è appena nato. Mi va bene che lo coccolino ma io sto già lavorando ad altro…
Ah, si..chi si ferma è perduto. Ora ci ha incuriosito. Nessun anteprima?
In ogni mio romanzo, racconto un aspetto del nostro Paese e questa volta ho raccontato il mondo della scuola è un mondo che riguarda i docenti, i ragazzi, i genitori. Un mondo che riguarda un po’ tutti e questo, evidentemente, interessa a molti.
In "10 e Lode" racconta la sua idea di come dovrebbe essere di fatto la scuola e di come forse oggi non è...
E’ vero che la legge della Buona Scuola si è assolutamente rivelata fallimentare. Non serviva quella del governo Renzi, c’era già anche quella della ministra Gelmini, poi è arrivata quest'ultima a peggiorare le cose.  Questo ti da l’idea di quanta poca importanza diano le nostre Istituzioni all’istruzione. Perché istruzione, non significa solo inculcare ai nostri ragazzi la didattica ma significa anche farli diventare adulti, maturi e consapevoli. Allora sotto questo aspetto nessuna attenzione per le nostre scuole che già da un punto di vista fisico crollano, implodono, sono assolutamente 9 su 10 disastrate con i plafoni che cadono in testa ai ragazzi, con le porte sconnesse, le finestre che non chiudono, i mobili sgangherati. La formazione dei ragazzi è importante e quindi anche il ruolo dei docenti ma anche i docenti  vengono trattati malissimo. A cominciare da una renumerazione vergognosa. Il nostro è il solo Paese europeo in cui i docenti sono sottopagati.  Un’altra riprova della scarsa considerazione che si attribuisce alla scuola, all’istruzione e alla cultura in generale. Ricordo benissimo che c’è stato un Ministro qualche anno fa che ha detto che non c’erano soldi per la cultura perché poi quella non rende. Mentre il nostro è un Paese immerso nella cultura e se questa venisse stimolata, seguita e curata l’Italia potrebbe vivere di essa.
Guardi proprio in questi giorni leggevo che la lingua italiana è la quarta lingua più studiata al mondo proprio per questo motivo: per l’arte, per la cultura, per la musica…
Noi siamo nati in un Paese immerso nella bellezza e non ce ne rendiamo conto perché nessuno ci stimola a farlo. Se tu vai in Irlanda questi ti mostrano 4 stanzine squallide in cui era vissuto Dickens. E quello era un museo, s’inventano le cose pur di stimolare l’interesse e la cultura della gente. Da noi tutto questo non esiste ed è molto triste e poi si ripercuote su tutto il resto e ci stupiamo che il nostro Paese vada a scatafascio?  Non è vero che la scuola italiana non funziona fino in fondo, in alcune cose funziona benissima ma questo lo si deve ai docenti che pur sottopagati danno il massimo. Pensi che questo governo manda in pensione gli insegnanti a 67 anni e insegnare è un lavoro logorante. Ci sono tanti ragazzi che con la legge della Buona Scuola vengono mandati da una punta all’altra dello stivale con una serie di disagi come l' allontanamento delle famiglie, il non poterle vedere e il doversi mantenere da soli. Guardi la nostra scuola è disastrata dalle Istituzioni ed è trattata in modo eccellente da parte di molti, molti, molti docenti. 
Nel suo libro parla anche dell’inclusione degli immigrati e di come vengono trattate le donne.
Fatima è piccina, ha 18 anni e ha un fidanzato italiano e già questo è uno scandalo. Inoltre è incinta e la famiglia la massacra. Non è necessario andare troppo lontano in realtà perché anche donne italiane ogni giorno vengono uccise, maltrattate e violentate purtroppo.
Molti dei suoi libri sono diventati sceneggiatura e fiction. Si rimane soddisfatti e quanto si ha modo di mettere la propria personalità nella realizzazione di questi prodotti cinematografici?
Le fiction non mi appartengono. Io scrivo per chi legge, la scrittura dei romanzi ha un linguaggio diverso da quello cinematografico. Il complimento più bello che ho ricevuto è stato “bello lo sceneggiato… però il libro mi è piaciuto di più”.
La funzione delle fiction basate sui romanzi è molto importante per esempio per le persone non vedenti come pure gli audio libri. Lei ha avuto mai modo di fare delle letture ad alta voce?
No, mi è stata proposta ora la lettura di "10 e Lode" per i non vedenti, per fare uscire il libro scritto e l'audiolibro insieme. Mi hanno detto però che dovrò passare 8 giorni in sala di registrazione e io ho detto “grazie, no” però ci sarà un attore a leggere il mio libro.  E’ un progetto che sta nascendo questo dell’audiolibro.
Come fa a mantenere sempre salde le file della trama?
Che bella questa domanda che non ha una risposta. Scrivere è la mia gioia ed è il mio mestiere e io scrivo così. Non ho mai fatto una scuola di scrittura, che può insegnarti a scrivere ma se dentro di te non hai storie, perché ci si nasce, se non sei nato affabulatore, non scriverai mai un romanzo. Perché si nasce con questo dono, del quale nessuno di noi ha merito, di raccontare. E’ così, il buon Dio mi ha fatto questo regalo.
Qual è il personaggio al quale è più legata.
Anche questa non ha una risposta. Perché i personaggi cui sono più legata sono quelli del romanzo che sto scrivendo. Il rapporto autore e personaggi è bellissimo. Di solito prima li corteggio a lungo perché voglio che si aprano a me, che mi raccontino la loro storia. Poi con loro vivo molti, molti mesi …il tempo che mi occorre per la loro storia.
Di solito quanto tempo le occorre?
Scrivo un libro ogni anno e mezzo, consideri che per un anno e mezzo io vivo in loro compagnia. Quando la storia è finita, io sono felice di salutarli, di lasciarli andare.
Dove le piace scrivere?
A casa mia. Non riesco a scrivere se non a casa mia.
Usa il computer oppure preferisce penna e carta?
Giammai! Sono antitecnologica e uso con gioia la mia vecchia Valentina rossa che mi accompagna da  45 anni e ha scritto migliaia e migliaia di pagine.
Lei ha scritto La moglie magica, noi donne siamo un po’ magiche?
Beh, un pochino si.
Come valuta gli uomini la scrittrice Casati Modignani?
Credo che gli uomini di oggi non siano mai stati così tanto in difficoltà, perché le donne si sono evolute.  Le donne sono cambiate, sono molto più consapevoli di se’ e quindi non sono più disposte a essere ancelle umili e ubbidienti ma reclamano il loro ruolo.  Troppo spesso le donne sono state, e sono tuttora, maltrattate, bistrattate e nella migliore delle ipotesi, scarsamente considerate. Lei pensi che fino a 70 anni fa, quando una donna ricca si sposava, la sua dote poteva essere gestita solo dal marito. Quindi passava dalla tutela del padre a quella del marito. Ora le donne stanno diventando molto più consapevoli del loro valore. E’ importante in una coppia che uomini e donne si confrontino su un piano paritetico. Ognuno dei due ha delle proprie caratteristiche da portare nella costruzione di una vita a due e quindi sottovalutarne uno dei due, fa solo male alla salute, mi creda…
Io le credo… preferisce lodi o critiche?
Posso dirle che sono molto più sensibile alle critiche che alle lodi. Ho bisogno delle critiche invece le lodi, ho un carattere un po’ così… le ritengo immeritate. Non mi riconosco un grande valore.  Mi ritengo solo uno strumento per raccontare le storie che mi nascono dentro.
Le è mai capitato di confrontarsi con un racconto breve?
Come no, nell'estate del 2015 ho scritto per il Corriere della Sera ogni settimana un racconto. Parlando di donne in estate. Nel racconto mi sento molto castigata, anche se Checov mi ha insegnato che scrivere racconti è molto più difficile che romanzi. Lui scrive in 5 pagine una vita intera e lo racconto a tutti.
A cosa sta lavorando la nostra scrittrice?
Questa volta la storia si svolge nel mondo operaio e la figura maschile che mi sta coinvolgendo molto è quella di un sindacalista. Mai come adesso sento quanto bisogno ci sia di raccontare un altro dei disastri attuali del nostro paese che quello della scarsissima competenza di chi ci governa nella loro cecità e incapacità di risolvere la crisi che stiamo attraversando.
Sempre ambientata a Milano?
Eh, purtroppo si ragazzi  Sono milanese, qui sono nata e vivo da sempre e Milano è la città che conosco meglio. La realtà di Milano non è così diversa da Canicattì.
S’innamorerebbe mai di un uomo più giovane di lei?
La Sveva ha l’età di Matusalemme e il periodo dell’innamoramento in quel senso lì è proprio finito. Sono una che continua a innamorarsi e ad amare la vita, il dono più bello che ci è stato fatto. 
Gli uomini di un tempo sono migliori o peggiori di oggi?
Generalizzare non è mai bello. Credo che una donna desideri accanto a sè un uomo responsabile, un uomo onesto, un uomo virile ma non in senso sessuale nel senso “sono la tua spalla, appoggiati a me". 
Allora forse gli uomini di oggi…
Sono più fragili, stanno vivendo un momento di grande difficoltà, non sono più padroni della donna. Temono il giudizio delle donne e probabilmente il maltrattamento della donna è legato proprio a questo. Il violento è un vile che si serve della sua forza fisica per annientare la donna che è più fragile di lui da un punto di vista fisico ma è tanto più forte di lui da un punto di vista psicologico e lui non l’accetta.
La figura maschile del libro che sta scrivendo è quella di un sindacalista e quella femminile?
Forse sarà quella di una parrucchiera, noi donne dobbiamo molto alla nostra parrucchiera.
C’è un messaggio che vuole lasciare ai suoi lettori?
Vorrei dire che la vita, che io amo tantissimo non è una passeggiata per nessuno, però è l’avventura più bella che ci sia dato di percorrere. E vorrei che la percorressimo, giorno dopo giorno, ora dopo ora, con entusiasmo senza mai abbattersi davanti alle difficoltà. Qualche volta elevando il pensiero al cielo, a chi ci ha fatto, a chi ci ha messo al mondo, ha chi ci ha offerto questa opportunità e che la speranza non va mai abbandonata anche nelle situazioni più difficili. Perché speranza è un bella parola e una bella persona.

23 ottobre 2016

Spiazzo, pizza e fritti da provare

 
Spiazzo - lo stile che ci piace


Spiazzo nasce sulle ceneri di Bibere Bistrot, negli spazi rinnovati grazie all'abile mano dell'architetto Davide Loddo. Vetrate come ingressi e ambienti bianchi e ricchi di luci. Un bancone lunghissimo dove degustare tra tanti tipi di cocktails e calici di vino sia rosso che bianco. 
Circa 40 coperti interni e 30 esterni apparecchiati con tovagliette in carta dalla grafica old style,  cosa che denota un gusto vintage vincente perchè legato a materiali moderni e a un'atmosfera intima e familiare. Luci sospese con un filo conferiscono alla sala un'aria di festa. Taglieri di legno alle pareti sembrano portare la memoria nella cucina delle nostre nonne.
I fratelli Fabio e Alessio Mattaccini  hanno voluto regalare alla scena romana una pizza "contemporanea" come loro stessi hanno definito la pizza di Spiazzo e lo hanno fatto cercando di portare i clienti in spazi familiari, quasi si trovassero comodamente a casa loro.

La Pizza

Un impasto ad alta idratazione, circa l'85%, temperatura controllata e almeno 48 ore di lievitazione per conferire alla pizza di Spiazzo un gusto fragrante, croccante e leggero. 
Un format nuovo che si basa sulla possibilità di assaggiare diversi tipi di condimenti grazie all'assaggio in spicchi. 
Il menu prevede pizze Classiche (Marinara, Margherita e Romana), pizze Tipiche (con un accurata selezione d'ingredienti freschi e del territorio) e le pizze più audaci "spiazzanti" che lo Chef decide di proporre a rotazione a sua discrezione. Un esempio? Pizza sgombro e patate. 

Spiazzo . pizza con i peperoni

e tutto il resto...  

Quello che di Spiazzo mi è piaciuto molto è, non solo l'impasto della pizza, ma la croccantezza e l'impanatura dei suoi fritti
Da Spiazzo potrete assaggiare, e dovete assaggiare, i supplì che ho testato nella versione: carbonara, broccoli e salsiccia e infine cacio e pepe. Decisamente meritevoli. 
Se il fritto è la vostra passione da Spiazzo l'offerta è davvero varia e golosa. Oltre ai supplì, ci sono i lingotti (che prendono il nome dalla loro forma da lingotto per l'appunto) e i ripienti fritti. 
La cucina offre anche alcuni primi piatti della tradizione classica come matriciana e carbonara e una selezione di secondi a scelta dello Chef tutti rivisatati e realizzati con prodotti del territorio.
A condurre le danze è lo Chef  Mattia Lattanzio, già  "Chef Emergente Centro 2015" che pensa anche ad abbinamenti beverage per pizza aperitivo e pizza dopocena

Spiazzo, il supplì che "spiazza"


Tacco 12 cm vi può raccontare la sensazione positiva anche grazie alla location, ubicata in un posto delizioso dove poter trascorrere una serata nel pieno della movida romana senza però essere immersi nel traffico della Capitale. 
Tacco 12cm vi può raccontare di un supplì alla carbonara che l' ha letteralmente "spiazzata" sia per il suo ripieno, che pensava fosse il tradizionale pomodoro e mozzarella, sia per la sua cremosità non facile da rendere senza creare grumi con le uova, sia infine per la croccantezza della panatura unta al punto giusto e fritta con olio evidentemente di qualità. 
Tacco 12cm vi può infine raccontare che crede ci siano tutti gli ingredienti perchè Spiazzo diventi il prossimo punto di ritrovo per molti romani. 

Prendete nota degli orari: dal martedì alla domenica dalle 18.30 fino a mezzanotte e nel fine settimana fino alle 2.00. Andate a provate mi raccomando ma mai di lunedì, aspetto i vostri commenti!

Spiazzo
via Antonio Pacinotti 83 
00146 Roma 
tel 06 5562738
e.mail info.spazio@gmail.com 
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Spiazzo -  come sul terrazzo di casa tua
 
Spiazzo - Pizza e fritti da provare
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