In fila per 1 minuto da modella...
Mi sarebbe piaciuto raccontarvi di una bella serata e di una felice iniziativa e invece mi trovo qui, a due giorni di distanza. a scrivere di un evento non solo mal organizzato ma anche poco "democratico".
Ho aspettato che uscissero le foto sul sito di VanityFair, per poter mettere la mia sul Blog ma oggi scopro che la mia foto non è stata pubblicata né sul sito di Vanity né sulla pagina di Fb di LiuJo.
Troppo brutta? Troppo grassa? Troppo vecchia?
Mah, in realtà non credo di appartenere a queste categorie ma evidentemente avranno privilegiato i vestiti LiuJo più belli. Comunque vi giuro che ci sono stata e la la foto sopra è l'unica che possa testimoniare la mia presenza all'evento.
Una fila considerevole ma non eccessiva, era radunata fuori lo store di Liu Jo in Cola di Rienzo a Roma. "Solo le ragazze registrate" recitava lo slogan, in realtà tutte hanno avuto accesso tutte coloro che si presentavano. Non ho dato le mie generalità, non mi sono qualificata come giornalista e come blogger, volevo vedere che tipo di trattamento mi sarebbe stato riservato in completo anonimato. E non ne sono rimasta delusa, in effetti. Nel senso che in certi posti qualificarsi significa ricevere un trattamento "falso".
Tanto per iniziare, qualcuna che ha saltato la fila (che la sottoscritta ha rispettato per bene due ore) c'è stata. Forse conosceva qualcuno che lavorava e magia, magia! Saltava la fila. Va beh, noi italiani siamo abituati a questa procedura e devo dire che nessuno si è lamentato.
Sono arrivata intorno alle 19 e ho atteso. Nessuno a cui chiedere delucidazioni sull'organizzazione, se non alle ragazze che uscivano dal negozio o a qualcun'altra che era in fila con te.
Poche idee e confuse.
"Potremo mettere quello che vogliamo?" era la domanda più frequente.
Solo una volta entrate, dopo aver registrato i dati, abbiamo iniziato a ottenere qualche risposta.
"C'è una Stylist che sceglierà per voi. Se proprio non vi piace potete dirglielo".
Va bene. Un'ora per entrare. Mezzora per aver compilare la scheda e mezzora per ottenere il tuo turno.
La Stylist mi guarda ed entusiasta:
"Bellissimi questi pantaloni, non te li tolgo"
E grazie, sono i miei! Ecopelle neri di Maison Cloachard. Che metto cose brutte? Peccato che volevo indossare qualcosa di nuovo e invece mi ritrovo con i miei pantaloni e un maglioncino celeste con il colletto pieno di strass, tanto carino quanto anonimo e soprattutto poco estivo.
"Tutto qua?" faccio delusa.
"Si, si questo è carino hai la schiena scoperta, puoi giocarci per le foto" .
Va beh, non sono convinta per niente ma sto giocando e allora giochiamo.
Insomma uno non si può mettere a discutere per un gioco.
Così metto il maglioncino e mi ripresento dalla Stylist:
"Tutto qui?" le chiedo con il volto deluso e aggiungo: "Nemmeno un accessorio?" speravo in un cappello...
Mi appioppa una borsetta rosa confetto che gliela restituisco con un:
"No, Grazie" e la scambio con una fucsia, che non mi piaceva lo stesso ma meglio di niente...
Rimettiamoci in fila. Davanti a me ragazzine di 20 anni già adulte. Alcune molto belle, alcune molto magre, alcune belle e meno magre. Poche brutte, quasi nessuna.
Mamme e fidanzati appostati davanti alla vetrina esterna per veder sfilare la luce dei loro occhi.
La truccatrice era esausta, anche se il suo trucco consisteva in un fard e un gloss che, se mi fossi truccata io, sarebbe stato molto meglio.
"Truccami bene qui competo con le ventenni" le ho detto scherzando.
"Siamo meglio noi" mi ha risposto mentre mi spalmava il gloss e concludeva con un: "Ecco fatto!"
Fatto? Ma sei peggio di una Pic indolor! che cavolo: un po' di mascara? la matita nera per l'occhio ceruleo? Che te devo dire tutto io??? In realtà ci ho provato ma anche qui pare che l'interesse per quanto detto fosse molto scarso.
Ennesima delusione che mi ha chiuso in un rassegnato mutismo. Il fotografo nemmeno mi ha guardata, anzi si mi ha fatto togliere l'elastico dal polso. Poi mi ha fatto mettere posa e ha scattato due foto, senza nemmeno perderci troppo tempo.
Cammino? Mi giro? Faccio vedere la maglia dietro? Ero già nel vortice dell'obbiettivo quando mi accorgo che il tipo stava girato a chiacchierare con una collaboratrice di tutt'altro.
Nemmeno un ciao quando me ne sono andata. Tanto che non ho potuto chiedere se era possibile avere la foto, a prescindere se veniva pubblicata o meno.
Ora chi mi conosce sa che non sono una persona che si lamenta. Di solito il mio livello di tolleranza è molto alto. Capisco che il locale non aveva molto spazio. Capisco che un fotografo, una stylist e una truccatrice per tutto il tour, arrivati alla terza tappa, sono scoppiati. Capisco che fa parte dei giochi. Bene tutto ma loro hanno per un solo istante capito che chi faceva la fila voleva divertirsi?
Essere modelle per un giorno è il sogno di molte, perché non è un'opportunità che tutte posso permettersi. Ogni donna merita un giorno di gloria. Purtroppo l'errore più grosso è stato proprio questo.
E' mancata cura, attenzione e coccole, cioè tutto quello che veramente volevamo ricevere.
Peccato, credo che Vanity Fair e Liu Jo abbiano perso un'occasione.