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09 marzo 2012

Roma a Primavera


Ragazzi, ho trascorso una settimana difficile. Il dopo-derby ha significato battute e umiliazioni ma sono ancora in piedi.
Per riprendermi dalle mazzate, mercoledì ho avuto la brillante idea di andare al Palazzetto ad assistere alla partita della VirtusRoma contro il Sassari.
"Diamoci al basket!" entusiasta do questo suggerimento a Mirko che sembra incantato da un ambiente tanto diverso da quello calcistico. Parquet a terra e sgommata da scarpe da ginnastica. Spettatori che si conoscono tutti e si guardano in faccia. Pochi scalmanati da Curva Sud con tanto di bandierone. Per il resto giocatori a due metri e allenatori che puoi salutare con un ciao dalla tribuna.
"Le partite si giocano al chiuso ed è già un vantaggio "
Questo prima di seguire l'ultimo quarto, che ci ha lasciato con il fiato sospeso ma è si è concluso con una sconfitta...
"Niente da fare, sarà il nome" sussurro mentre il mio stomaco brontola. I commenti che si ascoltano fuori dal Palazzetto, somigliano tanto a quelli dei tifosi giallorossi.
Un ragazzino discute animatamente con un suo amico:
"Abbiamo perso con delle pippe! Presi singolarmente siamo più forti noi!" Mirko ride di un sorriso rassegnato.
Fortuna vuole che l'eccezione confermi la regola.
Premesso che si tratta di una partita d’andata, quindi in assenza di conoscere il risultato definitivo che sarà il 22 Marzo a Roma, ieri la Roma Primavera ha vinto per 1-2 a Torino contro la Juventus.
In palio c’è la Coppa Italia. E tutti noi supporters tiriamo un sospiro di sollievo.
Ieri il pomeriggio è trascorso funestato da brutte notizie:
Totti si è fermato, non si sa se partirà (di oggi la notizia che il Pupone ce la fa); Juan fermo (lascio a voi la decisione se considerarla una cattiva notizia o meno); Osvaldo non ci sarà perchè la Società ha perso il ricorso...e poi? E poi Taddei che si fa male e...Pjanic squalificato...e Luis Enrique che dichiara: "Resterò a Roma per altri 4-5 anni".
Oh Nooooo! E' il grido di qualcuno ma non della Curva Laziale che si è appassionata al progetto più dei tifosi romanisti. Chissà come mai...
Bene continuiamo così ad oltranza finché non ci verrà un gran mal di pancia.
Sabatini ammette di non aver approfittato del mercato invernale per rinforzare la rosa in difesa. Siamo alle solite chiacchiere. Domani sera la Roma scenderà in campo poco attrezzata, che Santa Rosalia la sfiga porti via, speriamolo pure, ma il Palermo è reduce da una durissima sconfitta causata dal Milan primo in classifica.
La Roma scesa all'Olimpico contro i siciliani il 5 novembre 2011 era un'altra squadra. Tra i pali Stekelenburg e in difesa Nicolas Burdisso (che ieri ha ricominciato a correre, per fortuna!) poi c'erano Pizzarro e Borriello...e Osvaldo. Di buono ricordiamo che a segnare fu Lamela, cui Luis affiderà la squadra domani, e Totti, che quando gioca fa la differenza, sempre. Ci sarà Borini che ha sempre voglia di far bene ma ...ancora una volta ...non ci saremo noi. I tifosi della Roma saranno presenti solo se titolari dell'As Roma Privilege, per gli altri cancelli in faccia.
Per quel che mi riguarda vedrò la partita da casa. Priva di aspettative, certa che quest'anno passerà. Bisognerà mettercela da tutta. Loro in campo, noi sul divano o in qualsiasi altro posto davanti alla tv concentrati al massimo.
Il Guru è un tantinello preoccupato "sarà dura" dice. Lo sarà...ma gira una foto da qualche tempo su facebook. Tre giovani giocatori camminano insieme, sono: Luis Enrique, Mourinho e Pep Guardiola. Ora pensiamo positivo, non c'è due senza tre...prima o poi arriverà la gloria anche per Luis.
Parola di Tacco12...

PostScriptumMessi: Messi è il nomigliolo che gli amici del giocatore argentino usano per chiamare il Messia...vorrei che in tutti gli stadi venisse osservato un minuto di applausi per un giocatore che non ha pari. Cinque gol in una sola partita in Champions League...semplicemente unico.

PostScriptumGiovani: I ragazzini di una squadra romana il Futbolclub, incassano 59 gol in quattro amichevoli e ne realizzano uno solo, l'autore è Marco Caroli. 
Che sia questa la chiave di svolta per capire il ritornello di Luis "puntiamo sui giovani"? Nel senso sui giovani blaugrana???

08 marzo 2012

Matrimonio di Angie - seconda parte -

Quel vestito da dove è sbucato, che impressione vederlo indossato....


Dopo le preghiere non resta che il fatidico scambio delle fedi.
Ci si avvicina inesorabili al momento clou della cerimonia, mentre i miei piedi diventano due iceberg e le mani smettono di sfrugugliarsi alla ricerca di un po' di calore.
Dal fondo ( sarebbe più appropriato dire...dal rotondo) della Chiesa i violini si levano in suono.
Il Piccolo Eddi, guarda la sua Angie negli occhi e tutte noi (amiche della Eternal City) eravamo nei suoi occhi in quel momento.
"Prendo te Angela come mia sposa"
Tiro su con il naso e faccio gli addominali con le fessure degli occhi per evitare che due lacrime si suicidino sulle mie guance. La notizia ragazze è ...che non ce l'ho fatta.
Proprio quando le stavo ricacciando dentro con un piccolo calcetto nel di dietro, i violini in volo compongono la melodia di Nuovo Cinema Paradiso.
L'effetto è stato immediato e devastante. Come il fuoco per il ghiaccio, come l'acqua per il cioccolato, le due lacrime bastarde si sono buttate a gocciafitta sulle mie guance.
Miracolo dei pani e dei pesci!!! Si sono anche moltiplicate, scivolando fino al mento e pendendomi dal naso. Raccapricciante vedermi in quello stato. Nel mio cappottino celeste con la pelliccia. Sembravo quasi una signora d'altri tempi e invece loro mi hanno teso l'agguato trasformandomi in una mocciosa di tre anni.
Cosiderando che il mio volto era completamentamente gelato, la pelle non ha potuto esercitare la minima resistenza. Si è lasciata attraversare e inumidire.
La Marescialla ha afferrato con finta delicatezza la mano sinistra del Piccolo Eddie e lo ha letteralmente preso come suo sposo, per sempre.
A quel punto nessuno poteva più tornare indietro. Incrociavo la vista dei due sposi con quella di una commossa Ella che con fare gentile si pizzicava il naso con un fazzoletto (rigorosamente di seta o di un cotone intrecciato da ragni cinesi),  per poi controllare che il trucco non fosse colato.
Mary continuava ad avere un' espressione contrita d'amore, credo che anche a lei abbiano fatto un agguato le lacrime suicide.
Mamma e Papà controllano meglio di tutti le emozioni. Qualcuno ridacchia, una tipica reazione nervosa di solito attribuibile ad ex fidanzate o corteggiatori di vecchia data che hanno perso ogni speranza.
Decido di defilarmi dalla prima fila perchè essere una persona seria non è proprio il mio forte e poi la cerimonia era diventata peggio di Viaggi di Nozze di Verdone...non finiva più.
Fuori il buio risplende di candida neve. Riesco ad acciufare al volo un sacchetto di riso  a forma di cuore. Un po' lo lancio come tradizione richiede, un po' lo infilo in tasca, è troppo bello per essere buttato. Mi sembra davvero un peccato.
Archiviata la parte "istituzionale" era giunta l'ora del divertimento e della cena.
Primo problema: recuperare la  borsa con il cambio scarpe. Tampino Barbie ma lei tampina Ezio...e le perde Ezio e io perdo Lei.
Il Manager Mary mi comunica che non andrò in macchina con Barbie (che deve accompagnare alcuni parenti piedimuniti). Disperazione! la mia borsa è nel suo bagagliaio pretendo da Mary la matematica certezza che mi venga consegnata: "ho i sandali da indossare!"
Lisa, Fabrizio e soprattutto il fratellone Francesco mi accolgono nella possente macchinona di BigFrancesco e si prendono cura di me.
Arriviamo per primi alla meravigliosa location: l'Open Colonna del maestro Antonello Colonna. Un posto molto Angie e molto Chiara...la prima per lo stile, elegante e fashion insieme; la seconda per la qualità del cibo un po' gourmet, molto fighetto.
Al piano terra sono previsti una serie di PitStop. Prima al guardaroba dove lascio la mia borsa e il soprabito. Mi lancio verso l'ingresso ma Stop! un altro bancone pretende la mia attenzione. Una signorina mi chiede il nome, poi spunta una lista lunghissima e scopre che io sarò al tavolo 14. Mi lascia il fogliettino e mi congeda.
Guardo nervosamente il cellulare sperando che Mary si sia ricordata di dire a Barbie della mia borsa. Per i primi dieci minuti buio. Mi dirigo con gli altri al piano superiore.
Lo Chef ci dà il benvenuto, lo saluto perchè è collega di mio papà ed è soprattutto un collaboratore prezioso dell'inserto gastronomico che ho curato.
Al piano rialzato iniziano a servire l'aperitivo.
Alzo gli occhi al cielo e un soffitto trasparente mi offre una parete di nuvole e stelle: incantata.
Un cameriere passa con il panino ripieno di porchetta e, per un momento, tra uno sprizz e una fetta di maiale che mi pende dalle labbra, dimentico che la mia borsa è sparsa in un bagagliaio in giro per Roma. Poi arriva la telefonata.
"Si! Si" la porchetta si scioglie nella mia bocca.
Sento la voce di Barbie: "Chiara la tua borsa è qui, la lascio al guardaroba"
Non fa in tempo a chiudere la comunicazione, che mollo tutto e mi presento al piano inferiore chiedendo di una borsa nera. Me la mostrano: é lei e la sua vista porta pace al mio cuore.
"Dove posso cambiarmi?" chiedo educata alla signorina.
Quella mi indica uno spazietto accanto al bancone. Una specie di sorta di parete separè...per anoressiche invisibili.
Mi c'infilo, tirando il fiato, e cerco di non farmi vedere dagli altri ospiti in arrivo.
Sfilo le calze e tiro fuori i sandali oro gioiello...
Come si può spiegare a un uomo che una scarpa gioiello, quando la osservi fasciarti il piede, è come se ti dicesse: Mon Amour, è per sempre???
Mi sentivo un'altra. Finalmente Chiara&TheEternalCity è nei suoi panni e ha i suoi poteri magici!!!
Un piano sopra, la scena che si stava verificando nei bagni del prestigioso Open, era sublime...
Ella (in realtà Hela) SuperStar, molto più bella del cartone animato ma pazza e potente come la nanetta con il caschetto, era all'opera.
La Marescialla Angie si lasciava torturare.
"Via il Velo, via i gioielli "casti" da chiesa e uno...e due...e tre ...e quatto..." giri di perle grosse come palline da ping pong "e bianche...e grigie...e nere...."
Mary lascia l'abito da cerimonia , che ha visto solo lei, per uscire fasciata in un luccicante abito da sera. Paillettes a destra e a sinistra, sopra e sotto.
Ella passa dalle perle alla cipria, dalla cipria al rimmel, dal rimmel al profumo...poi smetto di seguirla e la perdono, perchè le sue scarpe sono meravigliose.
Il Piccolo Eddie fuori dal bagno è un po' spazientito "E' un'ora che è chiusa lì dentro"
L'ora dell'antipasto è giunta al termine. Finalmente si cena.
Il mio tavolo è il più bello di tutti, anche se sento una profonda nostalgia di Mary, Barbie ed Ella. La Marescialla Angie li ha messi, comunque al tavolo accanto.
Luisa ed Emanuele; Alessandra e il Professore...poi Lisa, Fabrizio, Antonella e Giovanni per concludere il cerchio con il mitico BigFrancesco.
Unico problema è stata la disposizione tattica: mi sono scelta la sedia tra Fabrizio e il Professore. Ora per chi non conosce Fabrizio, capire è difficile. Non solo è il ragazzo più curioso del mondo ma è anche uno che ha studiato alla Bocconi e ha fatto un master alla Columbia. Potete immaginare quando ha scoperto che Il Professore, detto così perchè insegna a RomaTre e solo per questo motivo, ha studiato per molto tempo alla Columbia di NewYork.
Fabrizio incalzava con le domande e Il Professore rispondeva sperando di abbeverare la sua curiosità. Niente. E mentre gli sposi facevano il giro dei tavoli, si baciavano su richiesta e si assicuravano che tutto andasse bene, avviene il miracolo.
Ella si avvicina a me e con tono preoccupato, e insieme seccato,  mi comunica:
"Ci hanno rimproverate! hanno detto ad Angie che ha delle amiche mosce!"
Mosce??? Ma che siamo banane? Devo dire che l'attacco mi ha colpito dritto al cuore...non si può dire a una tacco12 di essere moscia! E soprattutto non si può dire ad Ella! Lei che ha picconato la salita ghiacciata di Santa Costanza. Lei che ha il suo amico arredatore sempre al seguito. Lei..semplicemente Lei, che ha resto perfetto ogni dettaglio.
Dovevamo combattere e spremere le meningi per umiliare il nostro accusatore...
Ella illuminata, come solo lei può esserlo, partorisce un'idea geniale: "Facciamo cantare a Giorgio la canzone demenziale Angela di Checco Zalone!"
Chi non conosce Giorgio non può capire a quale meraviglioso spettacolo stavamo per assistere. Un Principino con riccioli biondini che ti canta:
...no Angela, io pagherò
pagherò i migliori dottori per curare le malattie
che ti colpiranno, perchè le malattie arrivano
ragazzi non dobbiamo nascondercelo
ma saremo in due a curarle le tue malattie
e guadanche saranno loro ad averla vinta su di te
tu non dovrai mai temerle, mai, mai o mia bella
la spingo io la carrozzella Angela...

Ecco, Amiche mie considerate che sulla parola Carrozzella ho avuto un mancamento.
Il timido Giorgio prende sempre più coraggio. Ogni parola, ogni applauso, sono uno stimolo a dare il meglio di lui. Il top arriva quando socchiude gli occhi e si porta una mano sul cuore, mentre Ella ed io onduliamo a destra e sinistra come due vocalist esperte.
Avete presente il film About a boy, quando Hugh Grant si augura che il bambino non chiuda gli occhi sul ritornello Killing me softly??? Ecco noi gli occhi li abbiamo chiusi in tre.
La Marescialla apprezza e canta insieme a Giorgio, mentre Ella cerca di bloccarlo nel suo lancio un po' troppo esagerato. Giorgio non lo fermi più. Cioè, non lo ferma più nessuno che non sia la sua delicata mammina Ella, che lo prende per il collo, cuore di mamma, e lo trascina via, mentre Giorgio continua con in piedi striscianti fino all'ultimo fiato di voce:

...ami solo me, spositi con me
che in viaggio di nozze io ti porto a Losangela...

Uno show così te l'organizzano due mosce??? Cerco l'accusatore nella folla con lo sguardo...poi gli faccio un V orizzontale con le dita, come DeNiro in "Ti Presento i Miei" fa a Ben Stiller. Ti tengo d'occhio, è il messaggio inconfutabile.

La torta di bottoni che si avvicina al tavolo degli sposi smorza i toni. Dopo il gelato Pane e Cioccolato, cosa ancora ci potrà stupire?
La Marescialla Angie e il Piccolo Eddy stappano lo spumante e tagliano la torta.
Fabrizio continua a parlare con il Professore che a un certo punto chiede di andare in bagno, mentra Alessandra mi prega d'intervenire con una delle mie domande intelligenti della serie:
"Emanueleee (urlando, perché sedeva dall'altra parte del tavolo) ma 'sta Virtus Roma?"
Sapevo di aver colpito al cuore.
L'argomento passa al basket finquando una torta di compleanno, per festeggiare alcuni invitati, irrompe con la sua canzoncina.
Tutti in piedi! All'Open sembra di essere ai tropici. Dimentico di aver tolto le calze e che fuori c'è la neve.
Al piano rialzato scoppia la discoteca e fioccano confetti e liquori. Mary Fascio di Paillettes, ha preparato dei deliziosi biscotti con le sue manine.
Open Bar! diventala parola d'ordine, mentre una masnada di baldi giovani e caciaroni iniziavano a festeggiare con un Piccolo Eddy in grandissima forma.
Il vino era buono ma quando pizzico Ezio appoggiato al bancone che mi lascia il suo Moito...non resisto:
"Una volta che non guido...ne approfitto!"
"E si vede!" risponde da grande signore qual è.
Senza dirmi che ero brilla ma lasciandomelo raccontare dalla sua faccetta sorniona. Fortuna che non sono la sola. Mary Fascio di Paillettes si avvicina e mi chiede cosa bevo, le rispondo porgendole il mio bicchiere.
Un sorso e : "Cameriere!!! Uno per me", mancava il rutto e la faesta sarebbe stata completa...soprattutto sarebbe stato completo il senso di rivalsa nei confronti di un assente, in grado di disturbare anche solo il pensiero. Facciamo che il rutto lo emetto io? mi viene da dire ma taccio per eleganza.
In pista lo sposo è scatenato. Cravatta in testa e ballerine improvvisate, pronte a volare tra le sue braccia. La sposa si concede ma per un giro solo, in tono sobrio come lei.
A un tratto mi sento afferrare la mano e mi ritrovo in un'arena festante.
Gira che gira, che ti rigira, va bene che sui tacchi sono una professionista ma con la testa lucida....mentre volteggiavo, fingendo un sorriso sicuro, ho avuto una visione.
Una folla di uomini che batteva le mani...tra questi un mio ex fidanzato con la sua compagna attuale...e se fossi caracollata su di loro? mio dio sarebbe satato imbarazzante! Decido, dunque che se mancassi la presa di Eddy Ballerino, mi sarei fiondata su Barbie Nude Look...così l'avrei spogliata del tutto e nessuno si sarebbe accorta del mio volo ed Ezio sarebbe stato costretto a ballare. Un piano perfetto: ah, sono un genio.
Fortuna ha voluto che la professionista del tacco e del vino rimane in piedi. Superando con la lode l'esame. Lascio lo sposo, prendo Luisa e ballo un altro po' con lei.
La mitica Letizia si aggiunge al gruppo, mentre due Bravi degli Sposi, non più Promessi, rapiscono Mary Fascio di Pailletes che sbarra gli occhi nella mia direzione preoccupata.
Luisa mi comunica che devo andare...Peccato! Mi stavo divertendo...ma va bene così...un matrimonio perfetto...finita in cinque in una macchina in giro per Roma...con meta la casa del mio Principe che mi ha lasciato con le scarpette sola al ballo. Detto tra noi l'importante è che si lascino sempre le scarpette...se le tenesse m'incazzerei un pochino...
Una favola al passo con i tempi, l'importante è che ci sia sempre il lieto fine.
Il Piccolo Eddy e la Marescialla hanno trascorso altre ore in compagnia dei loro amici.
Il giorno seguente si sono accorti della fede al dito e per non pensare troppo a quello che avevano combinato sono volati al mare. Lontani dalla neve e dai pensieri, là dove qualcuno ha inventato il lieto fine che non è un The End ma un Vissero per sempre felici e contenti....


S.O.S.Marescialla: dopo aver consumato ogni kg a sua disposizione ed essersi trasformata nella SposaCadavere (per magrezza intendo), le sue amiche reclamano la vecchia AngieSuperStar...sono pronte a pagare un riscatto per riaverla in carne più che in ossa!


06 marzo 2012

Aspettiamo senza paura, domani


Da Agosto non c'è fine settimana in cui non mi convinca che sarà l'ultima figuraccia, che il gioco abbia bisogno di tempo e che con il passare dei mesi, questo famoso tempo diminuirà.
Peccato che debba ricredermi in modo sistematico alla fine dei 90 minuti di gioco. Bergonzi era al primo derby e si é visto.
Un rigore con espulsione al 7' non é il miglior modo di esordire ma é pur sempre un modo. All'andata è mancava l'esperienza dei giocatori. Al ritorno l'esperienza del direttore di gara. Unica soluzione: reagire. L'ha fatto Borini, che ha messo in porta (non in rete) una palla spinta, oltre la linea, da tutta la grinta che ha dentro. L'unico che ha potuto lottare perché a Lamela, nel giorno del suo compleanno, nessuno ha concesso questo regalo.
Erano 14 anni che la Roma non perdeva in casa contro la Lazio, posso esse 'n tantino incazzato? Il Marchese del Grillo commenterebbe
la sconfitta con questa domanda e di Marchesi la nostra tifoseria è piena.Un Derby perso contro una Lazie rimaneggiata, con Scaloni e Garrido che non hanno sfigurato. Ci rendiamo conto???
Mi rassegno all'idea che quest'anno è così. Eppure di derby me ne ricordo tanti. La delusione era nell'aria. La Curva Sud non mette in scena nemmeno uno striscione, mentre la Nord si veste delle solite bandierine, e sfoggia come scenografia una strofa tratta da Fiori
Trasteverini. Una strofa in verità che in pochi sapevano.
"Ma che vor dì? Se capiscono da soli" Sandro abbassa il labbro inferiore assumendo l'espressione di chi non capisce. Mi torna in mente quello stornello che continua con
un fiorin fiorello, fiorin de sale, l'amore fa penà
ma nun se more, de amore nun se more ma se sta male...
Se sta male... con il senno di poi, quel ritornello aveva l'aria di un avvertimento. Mi guardo attorno, mi sento persa. La Curva è muta non risponde. Solo fumogeni. Afferro la mia sciarpa giallorossa, fiera come mai e la stendo in alto. Guardatela bene, questa è la Roma. Inizio a cantare il mio inno con tutto il fiato che ho dentro. Vorrei cantarlo in faccia a Luis Enrique, in faccia agli Americani...e più che Attenti al Lupo avrei voluto che le parole di Futura riempissero l'Olimpico. Lamela, il Predestinato, fuori e non connetto più. C'è un preciso momento in cui il cervello decide di scollegarsi dalla testa. La bocca pronuncia parole senza controllo. E' il momento in cui il Tifo prende il sopravvento, in cui mi odio. Chiamo il Guru, in barba alla superstizione di sentirci a fine gara: "C'era questo rigore???" Dall'altra parte una voce più arrabbiata della mia dice un "si" poco convinto e aggiunge: "Però non era da espulsione...ha tolto le mani subito, lasciami stare che sono avvelenato"
Due giorni dopo, mia mamma mi ha confessato che il Guru ha urlato come un pazzo per tutta la partita.
Niente da fare quest'anno nemmeno un briciolo di fortuna. Cerco di non pensare alla sconfitta e la mia mente viaggia sui campetti di calcetto imbevuti di umidità d'inverno e arsi dal sole d'estate. Nei miei occhi scivolano le immagini  di ragazzi zuppi d'acqua e di sudore che corrono e credono nella vittoria. Ragazzi che pagano un campetto di pariferia o acconsentono di andare a messa la domenica pur di ottenere da un Parroco inflessibile, un rettangolo di prato verde per giocare. Questo mi mette in pace con il pallone. La vista poco prima accecata dalla rabbia, diventa nitida. Spesso la concitazione delle partite, i contratti, gli infortuni, gli schemi, ci fanno perdere di vista l'elemento principale: il calcio è un gioco, vince chi combatte.
Juan zittisce i cori razzisti e per la prima volta mi fa tenerezza. Non può giocare con questo modulo, non ce la fa. 
Mi stringe il cuore De Rossi che continua a credere nel progetto ma chiede "giocatori ed esperienza".
Mi inorgoglisce il mio Capitano che a 35 anni non si è fermato un attimo e ha costruito le uniche due palle gol del match.
Soffro per Taddei che si sacrifica sempre...e per Borini che non smette di crederci fino alla fine.
Ed è questa la mia TopFive della Sconfitta. E se devo dedicargli una colonna sonora le parole in una domenica 4 Marzo le lascio al poeta Dalla:

aspettiamo che ritorni la luce
di sentire una voce
aspettiamo senza avere paura, domani …
Parola di Tacco12

PostScriptumTifosi: La squadra ha ripreso gli allenamenti oggi a Trigoria. Nessun tifoso presente...che sia questo lo schema vincente? 

PostScriptumRosa: De Rossi e la sua barbetta si guadagnano il quinto posto nella classifica dei belli ...magari la Roma seguirà l'esempio di Capitan Futuro...

02 marzo 2012

Derby nun te temo

Manca un giorno e, a me, manca l'aria.
Ci sono romanisti per i quali : "Il derby è una partita come le altre, anzi...è per poracci". L'ho sentito con le mie orecchie. "Non m'interessano i derby della rometta di Zeman. Mi sa che nemmeno vado allo stadio!"
Mentre queste parole prendevano suono nell'aria, la mia faccia inorridiva.
Ci sono, poi, i romanisti come me che, per colpa "di una partita come le altre",  soffrono di nausea da una settimana.
L'ultimo derby ha bruciato troppo nello stomaco, che ha bisogno di una cura immediata.
In questi giorni, come sempre, ci si dedica a statistiche e pretattiche.
Così Totti prima si fa male in allenamento, poi torna ad essere disponibile. Nel frattempo esce la designazione dell'arbitro: sarà Bergonzi a dirigere il match.
E' al suo esordio in un derby di serie A. I precedenti incontri della Roma in cui ha arbitrato sono finiti quasi tutti a favore dei giallorossi. E' sempre lui il direttore di gara del famoso Roma-Messina, terminato 2-1, in cui De Rossi ammise di aver segnato un gol con la mano ( e con questo ricordo, rispondo al signor Buffon che ha dichiarato: "Faccio il giocatore e non l'arbitro". Daniele De Rossi anche è un giocatore).
Dulcis in fundo l'ultima partita della Roma che ha visto il fischietto Bergonzi, è stata quella contro il Palermo, vinta dalla Roma per 1-0 con gol di Lamela.
L'argentino fresco di convocazione nella Nazionale di Leo Messi, compirà vent'anni esattamente il 4 Marzo.
Il Predestinato, così l'avevo soprannominato al suo arrivo, e non dimentico mai il perché assegno certi soprannomi. Nel derby di andata Il Predestinato non c'era e non c'era il Capitano.
Quindi nonostante inon sappia come andrà a finire e non ami indovinare risultati per Roma - Lazie...mi limiterò a dire che Domenica, sarà un'altra partita. Non riesco a sbilanciarmi di più, nonostante sia tutto il giorno che mi viene rivolta la seguente domanda:
"Come te la senti?" E come me la sento??? Avere la risposta sarebbe meraviglioso. Il mio amico Maurizio ha esposto così la sua teoria:
"Siamo tornati la Roma di Zeman: una si vince, una si perde. La buona notizia è che questa dovrebbe essere la domenica si!"
Capire se è una domenica giusta o meno è lavoro da bookmakers.
A Paolo ho risposto che: "Me la sento sempre buona" con disappunto del'aquilotto Francesco Izzi: "non è un discorso" mi ha rimproverato.
Lo è. Per me la Roma non può perdere contro la Lazie, è come se al posto di Messi avesse vinto il Pallone d'Oro Klose. Klose, l'uomo partita dell'andata e, ahimè, credo sarà sempre lui, l'uomo partita del ritorno. Nel senso che farà lui la differenza.
Mirko tace. Zio Fabrizio tace. Il Guru non si esprime. E' in stato comatoso già da lunedì. L'unica certezza è che non vorrà vederla con me ma il pericolo è scampato.
Domenica 4 Marzo, quando Olimpia guarderà la sua Lazie con occhio da predatore, ci sarò insieme a uno stadio intero (compresa la tribuna Tevere, all'andata semi vuota) con occhi da lupo famelico. Così se l'impresa riesce meglio a stomaco vuoto, partiremo con vantaggio perchè la fame non ci manca di certo...parola di Tacco12

PostScriptumDalla: Sarebbe meraviglioso se domenica, a inizio gara, la Curva Sud intonasse un Attenti al Lupo da far tremare i laziali...per arrivare lì in alto, fin dove è arrivato il Poeta Lucio Dalla.

PostScriptumSvago: consiglio a tutti i  romanisti con i nervi tesi, di andare domani all'appuntamento annuale delle Figurine Panini all'Eur sabato 3 e domenica 4 Marzo.
Il divertimento, almeno lì, è garantito! Parola di...Tacco12.
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