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08 marzo 2012

Matrimonio di Angie - seconda parte -

Quel vestito da dove è sbucato, che impressione vederlo indossato....


Dopo le preghiere non resta che il fatidico scambio delle fedi.
Ci si avvicina inesorabili al momento clou della cerimonia, mentre i miei piedi diventano due iceberg e le mani smettono di sfrugugliarsi alla ricerca di un po' di calore.
Dal fondo ( sarebbe più appropriato dire...dal rotondo) della Chiesa i violini si levano in suono.
Il Piccolo Eddi, guarda la sua Angie negli occhi e tutte noi (amiche della Eternal City) eravamo nei suoi occhi in quel momento.
"Prendo te Angela come mia sposa"
Tiro su con il naso e faccio gli addominali con le fessure degli occhi per evitare che due lacrime si suicidino sulle mie guance. La notizia ragazze è ...che non ce l'ho fatta.
Proprio quando le stavo ricacciando dentro con un piccolo calcetto nel di dietro, i violini in volo compongono la melodia di Nuovo Cinema Paradiso.
L'effetto è stato immediato e devastante. Come il fuoco per il ghiaccio, come l'acqua per il cioccolato, le due lacrime bastarde si sono buttate a gocciafitta sulle mie guance.
Miracolo dei pani e dei pesci!!! Si sono anche moltiplicate, scivolando fino al mento e pendendomi dal naso. Raccapricciante vedermi in quello stato. Nel mio cappottino celeste con la pelliccia. Sembravo quasi una signora d'altri tempi e invece loro mi hanno teso l'agguato trasformandomi in una mocciosa di tre anni.
Cosiderando che il mio volto era completamentamente gelato, la pelle non ha potuto esercitare la minima resistenza. Si è lasciata attraversare e inumidire.
La Marescialla ha afferrato con finta delicatezza la mano sinistra del Piccolo Eddie e lo ha letteralmente preso come suo sposo, per sempre.
A quel punto nessuno poteva più tornare indietro. Incrociavo la vista dei due sposi con quella di una commossa Ella che con fare gentile si pizzicava il naso con un fazzoletto (rigorosamente di seta o di un cotone intrecciato da ragni cinesi),  per poi controllare che il trucco non fosse colato.
Mary continuava ad avere un' espressione contrita d'amore, credo che anche a lei abbiano fatto un agguato le lacrime suicide.
Mamma e Papà controllano meglio di tutti le emozioni. Qualcuno ridacchia, una tipica reazione nervosa di solito attribuibile ad ex fidanzate o corteggiatori di vecchia data che hanno perso ogni speranza.
Decido di defilarmi dalla prima fila perchè essere una persona seria non è proprio il mio forte e poi la cerimonia era diventata peggio di Viaggi di Nozze di Verdone...non finiva più.
Fuori il buio risplende di candida neve. Riesco ad acciufare al volo un sacchetto di riso  a forma di cuore. Un po' lo lancio come tradizione richiede, un po' lo infilo in tasca, è troppo bello per essere buttato. Mi sembra davvero un peccato.
Archiviata la parte "istituzionale" era giunta l'ora del divertimento e della cena.
Primo problema: recuperare la  borsa con il cambio scarpe. Tampino Barbie ma lei tampina Ezio...e le perde Ezio e io perdo Lei.
Il Manager Mary mi comunica che non andrò in macchina con Barbie (che deve accompagnare alcuni parenti piedimuniti). Disperazione! la mia borsa è nel suo bagagliaio pretendo da Mary la matematica certezza che mi venga consegnata: "ho i sandali da indossare!"
Lisa, Fabrizio e soprattutto il fratellone Francesco mi accolgono nella possente macchinona di BigFrancesco e si prendono cura di me.
Arriviamo per primi alla meravigliosa location: l'Open Colonna del maestro Antonello Colonna. Un posto molto Angie e molto Chiara...la prima per lo stile, elegante e fashion insieme; la seconda per la qualità del cibo un po' gourmet, molto fighetto.
Al piano terra sono previsti una serie di PitStop. Prima al guardaroba dove lascio la mia borsa e il soprabito. Mi lancio verso l'ingresso ma Stop! un altro bancone pretende la mia attenzione. Una signorina mi chiede il nome, poi spunta una lista lunghissima e scopre che io sarò al tavolo 14. Mi lascia il fogliettino e mi congeda.
Guardo nervosamente il cellulare sperando che Mary si sia ricordata di dire a Barbie della mia borsa. Per i primi dieci minuti buio. Mi dirigo con gli altri al piano superiore.
Lo Chef ci dà il benvenuto, lo saluto perchè è collega di mio papà ed è soprattutto un collaboratore prezioso dell'inserto gastronomico che ho curato.
Al piano rialzato iniziano a servire l'aperitivo.
Alzo gli occhi al cielo e un soffitto trasparente mi offre una parete di nuvole e stelle: incantata.
Un cameriere passa con il panino ripieno di porchetta e, per un momento, tra uno sprizz e una fetta di maiale che mi pende dalle labbra, dimentico che la mia borsa è sparsa in un bagagliaio in giro per Roma. Poi arriva la telefonata.
"Si! Si" la porchetta si scioglie nella mia bocca.
Sento la voce di Barbie: "Chiara la tua borsa è qui, la lascio al guardaroba"
Non fa in tempo a chiudere la comunicazione, che mollo tutto e mi presento al piano inferiore chiedendo di una borsa nera. Me la mostrano: é lei e la sua vista porta pace al mio cuore.
"Dove posso cambiarmi?" chiedo educata alla signorina.
Quella mi indica uno spazietto accanto al bancone. Una specie di sorta di parete separè...per anoressiche invisibili.
Mi c'infilo, tirando il fiato, e cerco di non farmi vedere dagli altri ospiti in arrivo.
Sfilo le calze e tiro fuori i sandali oro gioiello...
Come si può spiegare a un uomo che una scarpa gioiello, quando la osservi fasciarti il piede, è come se ti dicesse: Mon Amour, è per sempre???
Mi sentivo un'altra. Finalmente Chiara&TheEternalCity è nei suoi panni e ha i suoi poteri magici!!!
Un piano sopra, la scena che si stava verificando nei bagni del prestigioso Open, era sublime...
Ella (in realtà Hela) SuperStar, molto più bella del cartone animato ma pazza e potente come la nanetta con il caschetto, era all'opera.
La Marescialla Angie si lasciava torturare.
"Via il Velo, via i gioielli "casti" da chiesa e uno...e due...e tre ...e quatto..." giri di perle grosse come palline da ping pong "e bianche...e grigie...e nere...."
Mary lascia l'abito da cerimonia , che ha visto solo lei, per uscire fasciata in un luccicante abito da sera. Paillettes a destra e a sinistra, sopra e sotto.
Ella passa dalle perle alla cipria, dalla cipria al rimmel, dal rimmel al profumo...poi smetto di seguirla e la perdono, perchè le sue scarpe sono meravigliose.
Il Piccolo Eddie fuori dal bagno è un po' spazientito "E' un'ora che è chiusa lì dentro"
L'ora dell'antipasto è giunta al termine. Finalmente si cena.
Il mio tavolo è il più bello di tutti, anche se sento una profonda nostalgia di Mary, Barbie ed Ella. La Marescialla Angie li ha messi, comunque al tavolo accanto.
Luisa ed Emanuele; Alessandra e il Professore...poi Lisa, Fabrizio, Antonella e Giovanni per concludere il cerchio con il mitico BigFrancesco.
Unico problema è stata la disposizione tattica: mi sono scelta la sedia tra Fabrizio e il Professore. Ora per chi non conosce Fabrizio, capire è difficile. Non solo è il ragazzo più curioso del mondo ma è anche uno che ha studiato alla Bocconi e ha fatto un master alla Columbia. Potete immaginare quando ha scoperto che Il Professore, detto così perchè insegna a RomaTre e solo per questo motivo, ha studiato per molto tempo alla Columbia di NewYork.
Fabrizio incalzava con le domande e Il Professore rispondeva sperando di abbeverare la sua curiosità. Niente. E mentre gli sposi facevano il giro dei tavoli, si baciavano su richiesta e si assicuravano che tutto andasse bene, avviene il miracolo.
Ella si avvicina a me e con tono preoccupato, e insieme seccato,  mi comunica:
"Ci hanno rimproverate! hanno detto ad Angie che ha delle amiche mosce!"
Mosce??? Ma che siamo banane? Devo dire che l'attacco mi ha colpito dritto al cuore...non si può dire a una tacco12 di essere moscia! E soprattutto non si può dire ad Ella! Lei che ha picconato la salita ghiacciata di Santa Costanza. Lei che ha il suo amico arredatore sempre al seguito. Lei..semplicemente Lei, che ha resto perfetto ogni dettaglio.
Dovevamo combattere e spremere le meningi per umiliare il nostro accusatore...
Ella illuminata, come solo lei può esserlo, partorisce un'idea geniale: "Facciamo cantare a Giorgio la canzone demenziale Angela di Checco Zalone!"
Chi non conosce Giorgio non può capire a quale meraviglioso spettacolo stavamo per assistere. Un Principino con riccioli biondini che ti canta:
...no Angela, io pagherò
pagherò i migliori dottori per curare le malattie
che ti colpiranno, perchè le malattie arrivano
ragazzi non dobbiamo nascondercelo
ma saremo in due a curarle le tue malattie
e guadanche saranno loro ad averla vinta su di te
tu non dovrai mai temerle, mai, mai o mia bella
la spingo io la carrozzella Angela...

Ecco, Amiche mie considerate che sulla parola Carrozzella ho avuto un mancamento.
Il timido Giorgio prende sempre più coraggio. Ogni parola, ogni applauso, sono uno stimolo a dare il meglio di lui. Il top arriva quando socchiude gli occhi e si porta una mano sul cuore, mentre Ella ed io onduliamo a destra e sinistra come due vocalist esperte.
Avete presente il film About a boy, quando Hugh Grant si augura che il bambino non chiuda gli occhi sul ritornello Killing me softly??? Ecco noi gli occhi li abbiamo chiusi in tre.
La Marescialla apprezza e canta insieme a Giorgio, mentre Ella cerca di bloccarlo nel suo lancio un po' troppo esagerato. Giorgio non lo fermi più. Cioè, non lo ferma più nessuno che non sia la sua delicata mammina Ella, che lo prende per il collo, cuore di mamma, e lo trascina via, mentre Giorgio continua con in piedi striscianti fino all'ultimo fiato di voce:

...ami solo me, spositi con me
che in viaggio di nozze io ti porto a Losangela...

Uno show così te l'organizzano due mosce??? Cerco l'accusatore nella folla con lo sguardo...poi gli faccio un V orizzontale con le dita, come DeNiro in "Ti Presento i Miei" fa a Ben Stiller. Ti tengo d'occhio, è il messaggio inconfutabile.

La torta di bottoni che si avvicina al tavolo degli sposi smorza i toni. Dopo il gelato Pane e Cioccolato, cosa ancora ci potrà stupire?
La Marescialla Angie e il Piccolo Eddy stappano lo spumante e tagliano la torta.
Fabrizio continua a parlare con il Professore che a un certo punto chiede di andare in bagno, mentra Alessandra mi prega d'intervenire con una delle mie domande intelligenti della serie:
"Emanueleee (urlando, perché sedeva dall'altra parte del tavolo) ma 'sta Virtus Roma?"
Sapevo di aver colpito al cuore.
L'argomento passa al basket finquando una torta di compleanno, per festeggiare alcuni invitati, irrompe con la sua canzoncina.
Tutti in piedi! All'Open sembra di essere ai tropici. Dimentico di aver tolto le calze e che fuori c'è la neve.
Al piano rialzato scoppia la discoteca e fioccano confetti e liquori. Mary Fascio di Paillettes, ha preparato dei deliziosi biscotti con le sue manine.
Open Bar! diventala parola d'ordine, mentre una masnada di baldi giovani e caciaroni iniziavano a festeggiare con un Piccolo Eddy in grandissima forma.
Il vino era buono ma quando pizzico Ezio appoggiato al bancone che mi lascia il suo Moito...non resisto:
"Una volta che non guido...ne approfitto!"
"E si vede!" risponde da grande signore qual è.
Senza dirmi che ero brilla ma lasciandomelo raccontare dalla sua faccetta sorniona. Fortuna che non sono la sola. Mary Fascio di Paillettes si avvicina e mi chiede cosa bevo, le rispondo porgendole il mio bicchiere.
Un sorso e : "Cameriere!!! Uno per me", mancava il rutto e la faesta sarebbe stata completa...soprattutto sarebbe stato completo il senso di rivalsa nei confronti di un assente, in grado di disturbare anche solo il pensiero. Facciamo che il rutto lo emetto io? mi viene da dire ma taccio per eleganza.
In pista lo sposo è scatenato. Cravatta in testa e ballerine improvvisate, pronte a volare tra le sue braccia. La sposa si concede ma per un giro solo, in tono sobrio come lei.
A un tratto mi sento afferrare la mano e mi ritrovo in un'arena festante.
Gira che gira, che ti rigira, va bene che sui tacchi sono una professionista ma con la testa lucida....mentre volteggiavo, fingendo un sorriso sicuro, ho avuto una visione.
Una folla di uomini che batteva le mani...tra questi un mio ex fidanzato con la sua compagna attuale...e se fossi caracollata su di loro? mio dio sarebbe satato imbarazzante! Decido, dunque che se mancassi la presa di Eddy Ballerino, mi sarei fiondata su Barbie Nude Look...così l'avrei spogliata del tutto e nessuno si sarebbe accorta del mio volo ed Ezio sarebbe stato costretto a ballare. Un piano perfetto: ah, sono un genio.
Fortuna ha voluto che la professionista del tacco e del vino rimane in piedi. Superando con la lode l'esame. Lascio lo sposo, prendo Luisa e ballo un altro po' con lei.
La mitica Letizia si aggiunge al gruppo, mentre due Bravi degli Sposi, non più Promessi, rapiscono Mary Fascio di Pailletes che sbarra gli occhi nella mia direzione preoccupata.
Luisa mi comunica che devo andare...Peccato! Mi stavo divertendo...ma va bene così...un matrimonio perfetto...finita in cinque in una macchina in giro per Roma...con meta la casa del mio Principe che mi ha lasciato con le scarpette sola al ballo. Detto tra noi l'importante è che si lascino sempre le scarpette...se le tenesse m'incazzerei un pochino...
Una favola al passo con i tempi, l'importante è che ci sia sempre il lieto fine.
Il Piccolo Eddy e la Marescialla hanno trascorso altre ore in compagnia dei loro amici.
Il giorno seguente si sono accorti della fede al dito e per non pensare troppo a quello che avevano combinato sono volati al mare. Lontani dalla neve e dai pensieri, là dove qualcuno ha inventato il lieto fine che non è un The End ma un Vissero per sempre felici e contenti....


S.O.S.Marescialla: dopo aver consumato ogni kg a sua disposizione ed essersi trasformata nella SposaCadavere (per magrezza intendo), le sue amiche reclamano la vecchia AngieSuperStar...sono pronte a pagare un riscatto per riaverla in carne più che in ossa!


15 febbraio 2012

Il Matrimonio di Angie - prima parte -


Quando ti ho vista arrivare, bella così, come sei...non mi sembrava possibile che...


Angie ce l'aveva fatta! Assediata dai flash dei fotografi e degli amici proprio come una star, mi sono commossa: era bellissima.
Le storie non si raccontano mai dalla "fine" o dal "lieto fine", però questa merita d'iniziare così.
Dopo l'addio al nubilato di Paris, la nostra Angie, ce l'ha fatta! Oggi è una signora con tanto di fede al dito e cuore colmo di gioia e amore.
Tuttavia la neve a Roma e il colpo di stato alle Maldive (meta della luna di Miele di Angie) hanno movimento l'ultima settimana di preparativi.
Sposarsi a febbraio nella EternalCity è già una scelta di per sè stessa coraggiosa ma nessuno poteva immaginare che nevicasse, nemmeno la Marescialla Angie che, fonti segrete dell' Fbi, mi hanno detto essere incappata più volte in qualche lacrimuccia.
Leggende metropolitane, Angie SuperStar non teme nessuno. Già me la vedo con la faccia in posa mussoliniana rivolgersi all'indirizzo della neve con un:
"Non ti temo! Neve m'hai provocato e io me te magno"
L'idea che a una catanese parli romanaccio può sembrare assurda, ma non lo è nella mia testa, dato che da oggi Angie è la signora Amoretti, quindi per metà parla come noi.
Torniamo alla sposa che mostrava alcuni segni d'isteria evidenti. Vi assicuro che gli invitati non erano da meno. Soprattutto le invitate...ergo le amiche della sposa.
Le suddette, essendo molto intelligenti, hanno evitato di dire alla bride dei loro attacchi di ansia. Il fatto lo ritengo normale perché, io che sono bionda, non conosco l'ansia...mi limito a non pensare.
La mia totale mancanza di cervello ha fatto si che nulla dei miei piani legati all'abbigliamento, venisse stravolto. Così, ho chiamato Angie la sera prima del grande evento per darle conforto:
"Ehi sposina come va?"
Non avevo nemmeno finito di formulare la domanda che la furia della Marescialla mi ha sbattutto a terra:
"Solo telefonate di conforto!!! non accetto altre lamentele!"
Dopo aver riavvicinato la cornetta, opportunamente allontanata per evitare un perforamento del timpano (che si, sarebbe stata una tragedia!) rispondo sorridendo:
"Quali lamentele? ti dico solo che non mi sono comprata le calze. Indosserò i sandali gioiello come da programma".
Non so se mi ha creduto, ma devo averla risollevata, perchè per un attimo ho avvertito il ritorno della mia sweet Angie, quella delle fragole con la panna nelle sere di giugno.
Attacco la cornetta touch dell'Iphone e volgo lo sguardo fuori dalla finestra: ...DISASTROOOO!!!
Una tormenta di neve si stava abbattendo sulla città.
Problema numero uno: come rientro a casa? Sono a piedi con gli UGG che sono caldi ma se s'impregnano d'acqua le mie unghie appena fatte si dovranno munite di pinne.
Problema numero due: come raggiungere per tempo la Chiesa il giorno successivo, dato che si trova esattamente dall'altra parte di Roma rispetto a casa mia?
Questi interrogativi avevano tempo per essere risolti, cosa che non potevo concedere al dubbio d'inizio settimana. Munita della mia usuale nonchalance avevo chiamato Super Angie per la fatidica domanda:
"Dovrò leggere il Salmo Responsoriale oppure scrivere una delle preghiere dei fedeli?"
Dall'altra parte della cornetta ho sentito un battito accelerato del cuore e un principio di ictus seguito da un filo di voce:
"Chiara, a meno sei giorni dal matrimonio ancora non hai capito cosa devi fare?"
Ho cercato con tutto il mio Blondie Power di ricordare se avessi ricevuto indicazioni a tal proposito... ..ma niente...ero rimasta che Barbie doveva decidere di leggere o meno il salmo ma nessuno mi aveva comunicato la sua decisione.
Qualora lei avesse deciso di non leggere il Salmo sarei subentrata io, altrimenti, mi sarebbe toccata la preghiera dei fedeli.
Non ho fatto in tempo a riferirle tutto il mio ragionamento che la Marescialla mi ha ordinato:
"Scrivitelo! il Salmo responsoriale è obbligatorio che lo legga tu...la preghiera dei fedeli solo se vuoi ma dato che Eddi ha già tre amici che leggono le preghiere e io solo due...." tradotto significava: scrivi anche la preghiera.
Ho annuito e le ho chiesto di farmi avere il testo non appena avesse potuto.
La mattina del sabato uno strano senso di angoscia stava prendendosi possesso del mio corpo. Mi sveglio e guardo fuori dalla finestra. Tetti bianchi, terrazze bianche e, soprattutto, la discesa di casa mia tutta bianca.
Chiudo la tenda, bianca anche lei, e fingo non curanza. Nel guardaroba è appeso il mio abito blu elettrico di seta. Posso abbinare accessori argento oppure oro. Per la messa avrò degli stivaletti di renna blu elettrici come l'abito. Poi dovrò andare a comprare un paio di calze per la Chiesa e scegliere se è più adatto il cappotto bianco o celeste. Ufff...questi matrimoni sono un lavoro neanche fossero matrimoni miei!
Dopo aver saccheggiato i gioielli della mamma, divoro un panino e inizio le prove. Sul più bello la neve inizia a fioccare di nuovo.
La scelta è obbligata, per raggiungere il taxi, sarà quella dì indossare le Hunter.
Scelta poco chic ma l'importante è arrivare perfette alla meta. L'alter ego di Angie é Barbie e se non posso angosciare la bride, almeno angoscerò lei!
Dopo essermi assicurata con Mary che l'orario della cerimonia era alle 18, telefono a Barbie:
"Barbie, vorrei prendere il taxi per le 16 così sono tranquilla di arrivare"
Barbie asseconda la mia scelta e aggiunge:
"Al limite passa a casa mia se arrivi presto e poi andremo insieme".
Detto fatto. Non potevo correre il rischio di arrivare tardi. Questo avrebbe significato un infarto alla Marescialla con conseguente fine di una solida amicizia. Preparo la Borsa del Matrimonio...trucchi, due paia di scarpe, sciarpa elegante, giacchetto di lana, macchinetta fotografica, carica batterie, borsetta elegante.
Chiamo il taxi che: "arriva in 4 minuti" dice la vocina. Com'è possibile??? Venerdì sono stata 40 minuti al telefono e oggi arriva in 4 minuti? Arriverò due ore prima.
Lungo la strada cumuletti di neve, sapientemente depositati da quei due spazza neve che circolano per Roma. Arrivo da Barbara che quando apre la porta e mi vede in Hunter scoppia a ridere!
"Se Angie si sposa con la neve bisogna pure attrezzarsi" cerco di giustificare così la mia mise decisamente poco elegante.  
Dopo un'ora siamo davanti alla salita del Mausoleo di Santa Costanza.
Ora vi lascio immaginare la scena. Davanti a me la testimone Ella. Meravigliosa. Avvolta nella sua pelliccia su un Tacco12 che mi ha reso orgogliosa, soprattutto quando l'ho ammirata scalare l'ingresso appoggiata al marito, picconando il ghiaccio con i tacchi come una vera scalatrice. Barbara ha preso il piccolo Giorgio come suo salvatore e io??? Io oltre a non avere un piccolo Giorgio e un marito che s'immolavano, dovevo fare da bastone alla zia di Angie che a sua volta teneva per mano il piccolo pagetto. La voce dell'innocenza a un certo punto dice alla nonna, che temeva di scivolare:
"E che sarà mai un po' di neve". Detto da un bimbo che vive ad Aosta è una perla di saggezza. L'equilibrista Chiara ha però vinto la sfida. E' arrivata sana e salva in cima, insieme alla zia e al pagetto. 
All'ingresso un emozionato Edo aspettava di andare incontro al suo destino.
Alla spicciolata arrivano tutte le mie Girls: Mary, Lisa, Luisa ed Anto.
Mary nel suo cappotto blu, completamente calata nel ruolo di coordinatrice. Già con le lacrime agli occhi ma senza il tempo di potersi commuovere.
Lisa in pantaloni, scelta da vera fashion girl, con il suo maritino esperto di arte (e di storia, di libri, di chimica, di scienza, di giardinaggio, ecc...Grande Fabrizio!)
Luisa con il suo sorriso, nonostante le delusioni del lavoro e della vita. Del resto, al suo fianco c'è Emanuele e questo basta e avanza. Sono speciali.
Antonella è arrivata per prima, come la lettura che deve leggere: "Tu sei dopo di me con il salmo?" m'interroga. Le dico di si e presa da un momento di ansia mi accanisco sul libretto alla ricerca della lettura.
La chiesa si riempie ma sembra sempre vuota.
"Angela ha detto che è riscaldata" accenna Lisa battendo i denti. "Sarà! io sento freddo" le rispondo. Poi cala il silenzio e iniziano i flash.
La Chiesa non ha la navata ed è un peccato perchè non sono riuscita a godermi a pieno l'ingresso della mia Angie. Ero troppo lontana e già la commozione stava per per stringermi lo stomaco.
"Ora piango" confesso ad Antonella per poi aggiungere:
"E non mi sono portata nemmeno un fazzoletto!"
La intravedo da lontano. La mia Angie è meravigliosa. E' meglio di Carrie Bradshaw nel suo abito da sposa di Vivienne Westwood. E' radiosa. Riesce a nascondere le preoccupazioni e le paure. Sorride, ha l'aria di chi pensa: "Ce l'ho fatta!" Ed è quell'aria che mi commuove. Ho assistito a tanti matrimoni e non ho mai visto quell'espressione di fierezza e successo. Molte delle mie amiche desideravano il matrimonio come coronamento, come ornamento. Lei no. Lei voleva questa festa con tutta se' stessa e voleva fosse perfetta. Lei se l'era sudata quella giornata di gioia, dopo tutte le lacrime, le delusioni e gli uomini sbagliati. Ha accumulato più dolore lei di chiunque altra. Lei se lo meritava quel giorno ed è per questo che volevo piangere. Avrei voluto diventare una fontana, perchè le lacrime zampillassero in segno di festa. Il problema era che, se avessi pianto, se ne sarebbero accorti tutti visto che dovevo leggere. Quindi ho dovuto fare forza sulle mie narici per impedire che le maledette lacrime scendessero giù. Facevo talmente forza che ho temuto che mi si ritirassero tutte e che la mia faccia dall'esterno apparisse come quella di Michael Jackson (pace all'anima sua!) : due buchi impiantati nel bel mezzo della mia faccia! Orrore!
Due splendidi occhi neri uscivano dal bianco del velo, incorniciati dalle sopracciglia perfettamente simmetriche. I denti perlati rilucevano insieme alle candele adagiate a terra e miste ai tulipani bianchi, che rendevano la Basilica un piccolo tempio sacro.
Edoardo era tesissimo. Lui che scherza sempre, questa volta non scherzava affatto. Se l'è presa al suo fianco e non l'ha più lasciata. La messa inizia con tutti i buoni auspici poi il freddo e il prete hanno complicato le cose.
"La Chiesa è riscaldata" aveva avvisato la Marescialla che con le spalle coperte da un delizioso cachemire (firmato Antonella) batteva i denti e assumeva un colorito livido. Il prete continuava nella sua predica in italo-africano e io desideravo sempre più avere 5 anni e correre su e giù per il tempietto come i bimbi che mi giravano attorno.
Il momento della preghiera dei fedeli è poi stato fatale.
Mary, da brava organizzatrice emozionata più della sorella, mi si avvicina con il suo foglietto. Lisa è già davanti al microfono e prega "perchè gli sposi siano sempre uniti anche nelle avversità".
Arriva il turno degli amici di Edo e qui è iniziato lo show.
Lettere meravigliose e piene di spunti interessanti ma decisamente troppo lunghe per le preghiere dei fedeli. Più loro leggevano, più io non volevo esprimere il mio piccolo pensiero per gli sposi. Avevo gli occhi a forma di pesce palla. Guardavo Mary e per fortuna li aveva anche lei così:
"Chiara non ti preoccupare, anche la mia è una preghiera piccola" faceva per incoraggiarmi.
I say a little pray for you...ci sarebbe voluta Aretha ma c'ero io e quella canzone che avrebbe dato un tocco alla Alley McBeal al tutto non poteva esserci.
Così quando è arrivato il mio turno ho fatto appello al freddo  per augurare agli sposi un amore candido e speciale come la Neve a Roma.
Angie mi sorride e io so che sarà così finchè morte non li separi. (Fine prima parte...)
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