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18 settembre 2012

Il tifo è comunista, perchè ci rende tutti uguali


"Aio! Aio!" Alma urlava come se i colpi ricevuti da Totti sulle caviglie fossero le sue. 
Mi trapanava il cervello come un monito, come qualcosa che aleggiava nell'aria e stava per piombarti tra capo e collo. E così eccola la botta: Gilardino insacca il terzo gol ed è delirio Bologna. E pensare che era iniziata così bene. Una domenica settembrina splendente di sole. Uno stadio ricco come un corsetto ottocentesco. La tribuna Tevere al fischio d'inizio, sembrava un'unica, gigantesca bandiera giallorossa. 
Mirko indossa la maglietta con la faccia di Zeman che fuma la sigaretta. Sandro commenta la vittoria della Lazio che ha giocato alle 12.30: "Tempo al Tempo" ripete, sperando nel profondo del suo cuore che il tempo gli dia ragione. 
"Oggi segna Totti" profetizzo come sempre, e c'è da dire che ci sono andata vicino. Christian è al suo debutto all'Olimpico, come Florenzi sul campo. Entrambi s'illudono che sarà un esordio memorabile. Florenzi realizza il primo gol mentre Christian, durante la pausa caffè, commenta sgomento: 
"Ho saltato la prima giornata ma questa Roma non la riconosco. Gioca, diverte, segna" 
Basteranno 45 minuti per farlo sentire di nuovo a casa. Dagli scalini di cemento, dove mi sono seduta, per  vedere meglio, non mi accorgo che Gilardino accorcia le distanze. Mentre scendo con gli occhi dallo schermo luminoso al campo mi accorgo che Diamanti pareggia. Incredibile. Assurdo. 
"Non è possibile" esplode una tifosa seduta davanti a me. 
Scuoto la testa come per svegliarmi. Pareggiare in due minuti fa l'effetto di una scazzottata alla Bud Spencer e Terence Hill. Mancano quindici minuti, si può fare. Tipico atteggiamento romanista, non perdersi mai d'animo soprattutto se il Mister in panchina è Zeman e devi farci l'abitudine a partite come quella che si sta manifestando in tutta la sua tragicità proprio sotto i tuoi occhi. 
I minuti aumentano e il tempo diminuisce. Un pareggio quando a venti minuti dalla fine avevi la vittoria bella salda nelle tue mani è l'equivalente di una sconfitta. Non è vero.Voglio smentire una volta per tutte questa affermazione. Un pareggio e una sconfitta sono due risultati ben distinti e me ne sono accorta al 90' quando Gilardino ha deciso di sigillare la prima vittoria del Bologna con una sua doppietta. 
Un tifoso torna a casa parlando ad alta voce: "Come mi avvelena la Roma non ci riesce nessuno". 
Quanto lo capisco. Il tifo ci rende tutti uguali: uomini, donne, ricchi e poveri. Livella tutto. 
Il Tifo è comunista non ammette distinzioni, davanti a lui siamo tutti uguali.
Il sole continua a splendere alto mentre diamo le spalle alla Curva Sud che ci saluta, per la seconda volta in questa stagione, senza nemmeno la consueta colonna sonora dei titoli di coda: Grazie Roma. 
"Tempo al tempo" continua a ripetere Sandro. Il Guru al telefono difende Zeman ed è certo che:  "Non si ripeterà più" e dato che i papà hanno sempre ragione, decido di credergli senza alcuna obiezione.

16 settembre 2012

Fashion Night's Out Rome 2012



La Vogue FashioN Night's Out è stata una delusione, lasciatemelo scrivere.
Sarà che l'aspettativa era talmente alta che la pioggia me l'ha bagnata tutta ed è venuta fuori tutta floscia. Floscia anche perchè una ad una, la Tata, Michy e Cristina mi hanno dato buca. 
La Tata ha provato fino all'ultimo: 
"Chiaré ho studiato il percorso ma sono in macchina se piove così quando arrivo?" 
Nessun argomento ragionevole l'avrebbe dissuasa, anche perché contro il traffico di Roma non esiste argomento ragionevole. 
Michy bloccata al lavoro e mi invia un sms: "In caso ti raggiungo" che di solito equivale a un bel "io me ne andrei comodamente a casa". 
Per concludere Cri, finita la riunione di redazione, passa dalla mia postazione con una faccia pallida che una mozzarella al confronto avrebbe spallidito: 
"Non mi sento tanto bene" e non stava dicendo una bugia.
"Me ne ero accorta", le rispondo e la tranquillizzo: 
"Faccio giusto un giro, tanto con la vespa non ho problemi di traffico e di parcheggio. Vedrai non ti perderai nulla". 
Bene. All'appello mancava solo Angie. Lei e il suo pancione rimanevano la mia unica speranza. Ci sentiamo un paio di volte ma alla fine si convince: "Arrivo in taxi". 
E' dalle Fashion Night's Out che si riconoscono le vere fashion addicted. Quelle che la pioggia non le ferma, quelle che passano tutto il pomeriggio a studiare il percorso e il programma, che studiano l'itinerario e segnano gli articoli "limited edition" per non lasciarsela sfuggire.
Arrivo in via Frattina alle 18.45, ho un quarto d'ora per buttare un occhio al negozietto Niki Nika, prima di raggiungere il luogo dell'appuntamento. L'obiettivo è la Mia Bag farfalle, presentata per la serata e in offerta a un  prezzo speciale. Varco l'ingresso piena di buone speranze. Chiedo della borsa: è molto carina. "Quanto costa?" rivolgo l'interrogativo con tono tra il timido e lo speranzoso. 
"Questa sera è al prezzo eccezionale di 220 euro" mi dice la commessa in preda a un orgasmo che non riesco a interpretare. 
Sbatto le ciglia e cerco di deglutire prima di domandare: 
"Ah, che meraviglia e quanto costerebbe altrimenti?" 
"260!" puntualizza con il seguente sottotesto: stronzetta non sai quanto costa un a Mia Bag?! 
Beh, se è Tua perché lo dovrei sapere? 
Da signora quale sono le ho risposto esattamente come lei: 
"Questa è ecopelle vero?" vale a dire: stronzetta mi stai vendendo un plasticone, un po' caro non trovi?
"Si, certo"
Ah, non puoi dirmi di no. Ho vinto io posso andarmene soddisfatta. 
Le sorrido e le dico un : "Ah, mi sembrava. Grazie in caso ripasso". 
Delusa solo per il prezzo che mi auguravo più onesto (ho visto svanire il mio sogno di sfoggiare la nuova borsa con le farfalle) prendo via Frattina per raggiungere il negozio di  Patrizia Pepe. 
Angie arriva e non è sola, con lei la mitica Barbie, una sua amica di vecchia data che è diventata anche amica mia. Il primo drink rosa lo beviamo al secondo piano dello Store della stilista fiorentina. "Buonoooo! Mio dio che buonooo!" Barbie si lecca i baffi mentre cerca di convincere Angie a berne "Solo un sorso, che vuoi che ti faccia?"
Chiara&Valentina Grispo
Angie è irremovibile: "Non posso!" risponde la futura mamma sempre più responsabile mentre sorseggia una lemonsoda, unica bibita analcolica che il barman improvvisato dello store ci ha potuto proporre. Una dj sbrilluccica tra i piatti dei dischi, mentre un poster con la luna (tema della serata della Maison) troneggiava alle nostre spalle. Carine le spillette colorate a disposizione delle clienti, meno la maglietta con la mezza luna a mio avviso troppo adolescenziale. 
Finito il drink entriamo da Persona dove un'orchestra ci accoglie mentre il Campari impazza sul bancone. Seduta su uno sgabello c'è la mia fashion blogger preferita: Valentina Grispo. Siamo amiche su facebook ma è il nostro primo incontro vis a vi. Valentina è simpatica, ci fa avere i cappellini antipioggia (mai gadget fu più azzeccato) e ci racconta della bellezza di Vanessa Incontrada che è al trucco da un'ora "non si capisce perché è così bella nature". 
Da lì un salto da Pinko è breve e obbligatorio. Il braccialetto al prezzo speciale è anche a tiratura limitata: solo 29 pezzi per ciascun negozio. Peccato che sia di ferro colorato con dei ciondoli che negli ovetti kinder avrebbero fabbricato più belli. Al modico prezzo di 20 euro! un affare ragazze mie...uno di quelli che si può  anche perdere. 
Angie storce la bocca. Barbie non parla. Chiara sta per perdere la pazienza ma prima che accada ci sono ancora un paio di posti da visitare. 
Intanto Aliviero Martini ci cattura per un piccolo drink alla fragola. E una commessa convince Angie a provare una serie di nuovi lucida labbra. Angie per un momento si distrae e si ritrova seduta su una sedia con una ragazza che le colora le labbra. Si dimena un po' e freme per alzarsi, solo quando saremo fuori il negozio ci confesserà: 
"Mio dio! Chissa quanti hanno provato quelle matite??? e se attacco qualcosa al bambino?" 
Barbie prova a calmarla: 
"Ma finiscila...stai tranquilla!"
Angie mentre freme...
"Passiamo a via Vittoria devo prendere le Golden Goose per Mary" ordina Angie per non pensarci troppo. 
Le Golden Goose sono delle sneakers sdrucide e sporche. Però nel nome è il loro segreto: sono Golden. Per una modica cifra ve le potrete assicurare. Fortuna Angie non ha trovato un modello che le piacesse altrimenti avrei dovuto fermarla. 
Parentesi educativa: ragazze si deve fare shopping con la testa e con il portafoglio! Quello che finirà nel vostro armadio resterà lì per anni e dovrà essere sempre perfetto e alla moda. Delle snaekers così non meritano spazio nella scarpiera, se ne posso trovare di simili, meno care e altrettanto di qualità. Questo è come la penso io ovviamente. Esiste una solo postilla alla regola sopra descritta: se ve le regalano, allora lì non avete colpa, le potrete indossare con la coscienza pulita. Quindi se proprio c'è qualcosa che vi piace molto individuate qualcuno che ve la può regalare. Questo è il mio consiglio e così chiudo la parentesi. 
Un salto in un delizioso negozio stile 10 Corso Como (meravigliosa location di  Milano fondata da Carla Sozzani) dove tra mobili e vestiti si poteva sorseggiare un tè nella saletta deliziosamente adibita. Un posto dove tornare quando farà più freddo! 
Il giro continua in via del Corso : Fornarina e Camomilla Milano si rivelano l'ennesima delusione. Prodotti niente di che e prezzi esosi. Niente maledizione, anche da qui esco a mani vuote. Ora inizio a spazientirmi. Fuori Tezenis  una calca incredibile: 
"Chi c'è? Chi c'è?" grida qualche ragazzina. 
C'è Emma vorrei risponderle ma non ne ho voglia. Nemmeno la vedo Emma e non è che mi ci sforzi troppo. 
Via Condotti non può deluderci: Stuart Weitzman infatti non delude mai...peccato però che le scatoline trasparenti con i biscottini a forma di scarpa non fossero omoggio del buffet che comunque distribuiva deliziosi food fingers. Una montagna di scarpe provocano l'acquolina più di quanto facciano gli sfizi del buffet. C'è troppa gente però, quindi dopo uno sguardo rapido mi defilo.
Pochi metri più su c'è JimmyChoo, obbligatorio gettare uno sguardo. Anche qui le scarpe del momento riempiono la vetrina. Sono le loafers, volgarmente dette ciabattine. 
"A Londra le hanno tutte" la guru Angie è sempre sul pezzo. Io e Barbie siamo leggermente perplesse. 
"Flavio Briatore è sempre avanti" conferma Angie mentre io penso che anche mio padre lo è (ne ha un paio della Church con la corona d'ora proprio come il miliardario che si è dato alla tv) e forse lo era anche mio nonne perché un paio di pantofole ce l'hanno avute tutti. Le più gettonate sono con le borchie e con la fantasia leopardata. L'unico consiglio: evitare le Jimmy Choo se si vuole spendere poco se ne trovano di carine senza spendere 450 euro. 
Ho saziato gli occhi ma solo loro, decido che è tempo di tornare a casa. Saluto Angie e Barbie che vanno verso via del Babbuino. Tornando verso la vespa incrocio Pino Strabioli e Filippa Lagerback che entrano da Louis Vuitton dove le commesse indossano caschetti rossi e sembrano dei manichini. 
Insomma da non credere nemmeno un pacchettino tra le mani. La crisi d'astinenza mi rode...non vedo l'ora che inizino i Saldiiii...parola di Tacco12.


Jimmy Choo

Modelle in vetrina
Louis Vuitton
Stwuart Weitzman




14 settembre 2012

Che il Bologna si prenda un bel Destro

Con il Bologna si torna in campo all'Olimpico. 'Na partitaccia mi viene da dire. Sia per l'avversario, che al momento ha dimostrato di essere troppo alla portata, sia per la tipologia di partita: quella del rientro. "Come, ti sei riposato, dovresti essere ancora più in forma", potrebbe obiettare qualcuno. Ed è lì che casca l'asino, proprio perché ti sei riposato hai la mente meno concentrata, soprattutto se l'avversario deve essere più attento di te per acciuffare quei tre punti che ancora mancano a una classifica che lo vede fermo al numero zero. 
Quindi prima reccommendation è: concentrazione. Osvaldo dopo le fatiche Nazionali si riposerà per via di un'espulsione piovuta dalla mente creativa di un arbitro 'nvidioso. Questo non è sempre un male, perché Destro esordirà al fianco di uno sciancato (ma sempre presente) Capitano e ci terrà a fare bella figura. Proprio come in Nazionale, dove ha dimostrato di essere all'altezza del suo compagno di squadra fresco di doppietta contro la Bulgaria. Certo che ce ne ha date di soddisfazioni la Nazionale..anche quella personale di vedere confermata la mia opinione sulle convocazioni in maglia azzurra a Campionato appena iniziato. La domanda che mi tormenta da una settimana è la seguente: perché Balzaretti dopo le visite mediche è rientrato e Capitan Futuro, reduce da una sostituzione contro l'Inter, e rimasto finendo con il farsi male??? 
La novità di questa domenica sarà andare allo stadio alle 15. Preparatevi a vivere un'emozione particolare, d'altri tempi, dal sapore un po' retrò come quando si ascolta la musichetta di Tutto il Calcio Minuto per Minuto in radio. Infatti, prima che questo miracolo possa ripetersi passerà diverso tempo. I prossimi avversari all'Olimpico saranno i sampdoriani nel turno infrasettimanale del 26 settembre alle 20.45 (turno di mercoledì anche quel famoso 28 ottobre 2008 quando a Roma si scatenò un nubifragio con  sospensione della partita). La volta successiva, in casa, sarà alle 12.30 di domenica 7 ottobre contro l'Atalanta. Poi dovremo vedercela alle 20.45 con l'Udinese il 28 ottobre. Due settimane dopo, alla stessa ora, cercheremo di vincere contro il Palermo e tutto questo per dirvi che...la prossima volta, amici e amiche abbonate e non, l'onore di vedere una partita alle ore 15 in casa (perché  loro giocano sempre in trasferta) sarà l'11 novembre nel giorno del derby: Lazie - Roma. Per i più pignoli  non so come aiutarli, perché fino alla partita n.19 del girone d'andata, in casa la Roma giocherà solo in notturna. E vogliamo parlare della partita in casa contro il Torino che sarà un bel lunedì sera, quando io lavoro per l'Infedele???
Va beh, questa lunga parentesi era per mettere al corrente, chi ancora non lo fosse, di quanto sia oggettivamente complicato essere una tifosa di calcio. Ti cambiano i giorni, le ore e poi, quando hai i giocatori buoni, te li convocano in Nazionale, così rischiano anche di saltare qualche partita insignificante come Juventus - Roma. 
L'altra novità della giornata n.3 del Campionato sarà che la sottoscritta giocherà la prima partita del fantacalcio con la squadra Tacco12. I giocatori, per questo primo turno, mi sono stati assegnati automaticamente. L'ironia vuole che oltre a non avere un solo giocatore della Roma mi ritrovo tale Diamanti del Bologna. Quindi, se proprio un gol lo dobbiamo prendere, beh, che ce lo faccia lui ma solo se la Roma è in ampio vantaggio...

PostScriptumLazie: Una squadra speciale dell'Ama è stata avvistata dalle parti del Colosseo. Pare che un gruppo di forestieri abbia sporcato il piazzale proprio davanti il monumento più famoso di Roma. Dicono che i laziali ne sanno qualcosa...dicono...Parola di Tacco12.

12 settembre 2012

Un esercito di eroi

Sono giorni in cui le notizie si sovrappongono vanno dalle più frivole alle più profonde e metterle in un ordine diventa complicato, soprattutto se si ha voglia di parlare di tutto. 
Tacco12 è una rubrica la cui peculiarità è parlare di calcio (dal punto di vista femminile) e del mondo delle donne per spiegarlo anche agli uomini. 
Ecco forse è questa la chiave che devo usare. 
Ieri mattina ho avuto un triste risveglio. Una giornalista ha deciso di togliersi la vita. Una donna. E lo ha fatto nel modo più drammatico. Si è buttata giù. Perché? Nessuno lo può sapere. Qualcuno dice che soffriva di depressione, eppure chiunque seguisse la sua trasmissione per radio la ricorda con questi termini: ironia, intelligenza, simpatia, allegria. Hanno tutti poco a che vedere con il Male Oscuro. Il mistero del suo gesto, reso ancora più drammatico perché avvenuto nel giorno del suo quarantunesimo compleanno, rimarrà tale per sempre. Se l'è portato via per farlo morire quel bastardo. Francesca, così si chiamava, non ha avuto qualcuno che l'aiutasse, qualcuno che la capisse. Si è buttata giù,  lasciandosi schiacciare da tutta la tristezza che aveva. Francesca non è passata invano su questa terra. La sua voce ha riempito i cuori e le orecchie di tante persone, per giorni e ore. Francesca è immortale. Dalla solitudine di Francesca alla gioia di Giusi. 
La nuova Miss Italia 2012 è siciliana e ha soli 19 anni. E' bella, anche se la bellezza rende soli. Forse ricchi, ma soli. Scatena una serie di invidie e falsità. E' vero il detto che "chi è bella non è mai poverella" ma è inutile stare a elencare esempi di donne belle che sono rimaste sole, soprattutto quando la bellezza passa. Giusi ha coronato un sogno che qualcuno non vuole si goda. Sterili polemiche sull'opportunità o meno del concorso di Miss Italia in prima serata si sono scatenate già dal giorno successivo alla sua incoronazione. Piantiamola con il dire che una donna bella non è intelligente! Giusi ha coronato il suo sogno e lasciamoglielo godere! Dimostrerà con i fatti che una Miss è anche intelligente (fermo restando che se si cambiasse il format del concorso ne gioverebbero anche le ragazze e non solo gli ascolti). Piantiamola con il dire che non è un programma intelligente! Lo sono l'Isola dei famosi? Il Grande Fratello e Uomini e Donne? Almeno Miss Italia ha dalla sua il fatto di avere una storia e una tradizione.  
A volte la solitudine non ce l'hai ma te la devi prendere. Come le bimbe di quattro anni e quella di un anno sopravvissute alle esecuzioni rispettivamente in Francia e a Milano, nelle quali sono rimasti uccisi i loro genitori. Bambine che non conosceranno mai il significato di famiglia. Bambine orfane. 
Questo è il mondo...è la disperazione degli operai di Alcoa, che arrivano a Roma prendendo il traghetto e  il pullman per rimediare solo manganellate. Quegli operai hanno un coraggio che scuote l'Italia intera. Un coraggio disperato che andrebbe imitato. Quegli operai sono un esempio. 
Dobbiamo pensarci tutti i giorni a Francesca, a Giusi, alle bimbe e agli operai Alcoa. Tutti i giorni. Perché sono i nostri eroi. Sono quelli che ci aprono gli occhi. Sono gli esempi che ci indicano la strada in un mondo che non ascolta più nessuno perché bisogna gridare più forte e, insieme, riesce meglio. 
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