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09 ottobre 2016

Sisal WinChef e Chef Angelo Troiani, un gioco gustoso!


Mercoledì all'ora di pranzo, mentre gran parte della stampa si concentrava sull'apertura del nuovo mercato all'interno della Stazione Termini, la sottoscritta si domandava per quale motivo lo chef Angelo Troiani l'avesse invitata a pranzo insieme a pochi altri giornalisti e blogger. Era proprio il caso di domandarsi cosa stesse bollendo in pentola... 
Arrivata al Convivio Troiani ho incontrato un po' di colleghi e amici e mi sono messa con loro in attesa di qualche ulteriore chiarimento. 
Dopo un po' di tempo, e un via vai di arrivi e partenze, il mistero s'è palesato. Angelo Troiani racconta della sua partecipazione a un progetto che ha come protagonista Sisal. 

Sisal WinChef 

Lo chef Angelo Troiani si mette in gioco! Sarà lui il conduttore e giudice del contest ideato da Sisal Wincity al centro del quale ci sono il cibo e gli chef. Di cosa si tratta, vediamo insieme. Sono state selezionate 4 città italiane : Roma, Firenze, Milano e Catania oltre a 12 chef (tre per città) che si sfideranno davanti ai fornelli per ottenere lo scettro di vincitore di tappa interpretando il migliore piatto usando gli ingredienti tipici regionali che lo Angelo Troiani indicherà loro.  Unico vincolo oltre al rispetto degli ingredienti sarà che ogni piatto dovrà essere innovativo, sostenibile e replicabile. 
A giudicare una giuria di 5 esperti che valuterà l'esecuzione del piatto in base a criteri tecnici, di adattabilità e riproducibilità ai format Wincity e ai criteri assegnati di esaltazione della tradizione locale. 
Gli Chef vincitori di tappa andranno a giocarsi la sfida finale prevista a Milano presso Wincity di P.zza Diaz il 15 dicembre 2016 alle ore 19.30. 
Per la sfida finale gli chef dovranno preparare ricette ispirate agli ingredienti stagionali. Lo chef vincitore assoluto otterrà un premio in denaro oltre a firmare il piatto vincente che sarà inserito nel menu delle sale Ssal Wincity di Catania, Firenze, Milano e Roma. 

"L'obiettivo che più di tutti ci sta a cuore è quello di integrarci con le città in maniera armonica e costruttiva cogliendone sempre gli elementi caratterizzanti. Tra questi, certamente la leva enogastronomica è un ingrediente indispensabile per garantire lo spirito di leggerezza e divertimento che è proprio delle nostre sale" queste le parole di Massimo Ingrassia responsabile di Sisal Wincity. 

Tappe e Chef 

S'inizierà con Roma. Giovedì 11 ottobre - Wincity Vespasiano Roma - Via Vespasiano, 19/23. A sfidarsi saranno : Andrea Viola, attuale proprietario del ristorante San Giorgio a Maccarese; Davide Cianetti, Executive Chef del ristorante Pierluigi a Roma e Stefano Marzetti, Executive Chef presso il ristorante Mirabelle
Seconda tappa Milano, giovedì 10 novembre - Wincity Diaz Milano - Piazza Diaz,7. A partecipare saranno: Omar Allievi Personal Chef presso Attila&co; Federico Comi, Souls chef nell' Osteria Brunello e nel Bento Sushi Restaurant e Stefano Ceriani, Saucier presso il ristorante Tano passami l'olio
La terza tappa toccherà Catania, il 17 novembre - Wincity Catania - Piazza Trento, 12. I protagonisti di questa tappa saranno: Valentina Chiaramonte del locale Fud Off ; Carlo Sichel proprietario del ristorante Il Carato e Giulia Carpino, la più giovane di tutti soli 23 anni, Executive Chef dell'azienda vinicola Barone di Villagrande
Ultima tappa sarà Firenze, il 30 novembre - Wincity Firenze - Viale Giovine Italia, 11/D Rosso. Qui si sfideranno: Maria Probst, chef de La Tenda Rossa a Cerbaia in Val di Pesa; Alberto Sparacino, chef del locale Cum Quibus di San Gimignano e Beatrice Segoni, Chef del ristorante Konnubio di Firenze. 

La sfida finale si terrà il 15 dicembre al Wincity Diaz Milano. 

Sisal

Sisal è un'azienda attiva dal 1946, la prima Azienda italiana a operare nel settore del gioco come concessionario dello Stato. Oggi conta 22 punti vendita sul territorio nazionale, nei quali tutti i prodotti di gioco e servizi del Gruppo si fondono perfettamente con una ristorazione di alta qualità e con l'intrattenimento che va da eventi musicali e comici a serate a tema per il lancio di nuovi giochi, il tutto riassunto nel brand Sisal Wincity "Eat.Drink.Play".

Pranzo al Convivio Troiani

Adesso torniamo a noi. Una volta capito il "gioco" abbiamo iniziato a giocare! 
Accomodata al tavolo in ottima compagnia, dopo l'iniziale ammirazione per l'omaggio reso all'autunno con la riproduzione di un albero di grissini e patatine fritte dai colori autunnali, ho apprezzato il menu che lo chef Angelo Troiani aveva preparato per l'occasione: 



- Sfizio di Benvenuto 
-Polpo verace "Scordato" nel tegame, finta maionese di lamponi (che non è una maionese) 
- fagiolini e mele verdi 
- Sfogliatella di broccoli percorino romano e bagnacauda all'aglio nero (piatto dedicato agli ingredienti del territorio)
- Spaghetti "Felicetti" ajo e ojo, peperoncino, pecorino romano, gamberi rossi, limone, menta e scaglie di mandorle
- Agnello Dop della campagna romana
- Quasi insalata romana : arancio, finocchio, olive...cioccolato bianco! 



Il tutto accompagnato da una selezione di vini : Oltrepò pavese brut "Selezione Convivio" Pinot nero 2008, Monsupello; Pinot bianco del Collio 2013 M. Schioppetto; Merlot del Lazio "Montiano" 2009 Falesco e Mascato passito di Pantelleria "Ben Rye" 2013 Donnafugata

Cos'altro aggiungere? 

Sono andata via felice anche perchè lo chef mi ha omaggiato di un sacchetto con su scritto: "L'Amatriciana di Chef Troiani per WinChef 2016" perchè qui si gioca ma ad Amatrice no. 






02 ottobre 2016

Clicks&Heels presenta Tanya Heath: tacchi su misura


Capita di camminare per una vietta laterale di via del corso, per la precisione via Vittoria, e trovare una piccola vetrina piena di scarpe dai colori alla moda e soprattutto piena di tacchi delle più svariate misure e fantasie. Praticamente il paradiso! 
Potete immaginare la mia sorpresa e la mia gioia: esiste un posto così e io non ne sapevo nulla? 
Entro curiosa e m'imbatto nelle proprietarie Roberta, Francesca e Ilaria che mi raccontano di questa loro avventura nata circa un anno fa, che ha come protagonista un marchio francese: Tanya Heath. 
Mi mostrano la tomaia della scarpa e iniziano a sfilare e infilare tacchi di ogni tipo facendomi letteralmente uscire le papille dagli occhi. 
Una scarpa e tutti i tacchi che vuoi, di tutti i colori, larghi o a stiletto, borchiati o glitterati, monocolare o arcobaleno.

Il personaggio

Tanya Heath nasce in Canada e dopo la laurea decide di trasferirsi a Parigi, dove ormai vive da più di 20 anni. 
Dopo aver completato i suoi studi con una laurea in Business presso la ESCP Europe, studiando anche il francese, inizia la sua carriera nel campo delle strategy consulting e insegna disruptive innovation per 8 anni in una importante scuola d'ingengneria in Francia. 
Per chi si stesse chiedendo cosa sia diruptive innovation ecco la risposta in un blog di Wired: il termine disruptive innovation è stato introdotto in letteratura dal Prof. Clayton Christensen nel 1995 nell'articolo Disruptive Technologies: Catching the Wave (Harvard Business Review) scritto insieme a Joseph Bower. 
Alla base del concetto di disruptive innovation c'è una riflessione: per quale motivo le aziende di successo investono massivamente in tecnologie che soddisfano i bisogni dei propri clienti "attuali" ma falliscono al contempo nel guardare a nuovi mercati che i clienti del futuro esploreranno?
le disruptive innovations introducono un'insieme di funzionalità completamente nuove e spesso lontane da quelle richieste e valutate dal mercato attuale. Innovazioni di questo tipo portano ad una ridefinizione del prodotto, servizio o modello di business proposto al cliente nella direzione di una maggior semplificazione e democratizzazione dell'innovazione (aumento dell'accessibilità e riduzione del costo). 
Per la loro portata disruptive (traduzione nella lingua italiana: di disturbo, perturbatrici), innovazioni di questo tipo ridefiniscono radicalmente l'ecosistema e il ruolo nell'ecosistema produttivo delle imprese, il concetto di valore per il cliente e i modelli di business delle aziende stesse. 
Tutto questo lavoro per Tanya ha avuto uno scopo importante quello di riuscire a realizzare il suo sogno: ideare e creare la prima scarpa al mondo con tacchi rimovibili e intercambiabili, in altezze e stili differenti




Il progetto

Il sogno di Tanya diventa realtà grazie all'impegno, al lavoro, all'applicazione di 14 ingegneri che, nell'arco di 2 anni e mezzo, hanno reso l'arcata plantare perfetta e il meccanismo del tacco funzionale e pratico
Una scarpa dunque magica che si fonda su un dualismo: quello di rispondere alla domanda se una scarpa possa essere sia comoda e che bella.
La soluzione è presto detta: basta creare delle tomaie classiche da sdrammatizzare con dei tacchi colorati e divertenti insieme.  
Dualità che prosegue nella scelta dei nomi dati alle stesse tomaie e ai tacchi: le prime hanno tutte un nome femminile mentre le seconde un nome maschile, ispirati e dedicati alle persone che hanno contribuito alla crescita del marchio Tanya Heath. 

Tacchi

La scelta dei tacchi è incredibile! Ne esistono centinaia di diversi colori, altezze, fantasie, stili. 
Si possono combinare tra loro creando infinite combinazioni e riuscendo ad accontentare ogni gusto. 
Tre le collezioni : Power, dedicata alle donne che lavorano tutto il giorno e in continuo movimento; Liberty, linea per i momenti di libertà dalla cena fuori con le amiche, alla giornata da dedicare allo shopping; Seduction, per le donne che vogliono sedurre senza avere male ai piedi!

Un'idea geniale non proprio economica ma decisamente fattibile. 

Se qualcuna di vuoi volesse approfondire l'argomento l'appuntamento è da Clicks&Heels in via Vittoria, 71 dove non troverete solo queste favolose scarpe ma anche accessori originali che sono certa apprezzerete molto.

Le scoperte di Tacco12cm in giro per Roma e per il mondo proseguono, voi rimanete sempre connesse! 
 





25 luglio 2016

Barbie, the icon a Roma



Barbie è a Roma, per la precisione Barbara Millicent Roberts è a Roma.

Tutti la conoscono. C'è chi la ama alla follia al punto di voler diventare come lei, chi le dedica un Museo permanente ( si trova a Berlino ), chi le punta il dito contro come esempio sbagliato per tutte le adolescenti anoressiche sue emulatrici.
Insomma, la bambola più famosa di tutti i tempi non ha avuto, e non ha una vita facile nonostante le apparenze. E' stata portata più volte in tribunale e nessuno si è accorto del suo impegno civile al punto che il suo nome è diventato negli anni sinonimo di "ragazza bella ma senza testa".
La verità si trova a metà strada.
Per quello che mi riguarda Barbie è stato un bellissimo gioco, un sogno in cui proiettarsi e mai come oggi ripercorrendo i suoi 56 anni di vita mi sono resa conto di quanto di più lei abbia significato per noi bambine.
E' vero, Barbie è un'icona, un modello cui aspirare non tanto per la sua bellezza, quanto per il suo carattere, la sua forza di volontà e le sue scelte.
Altro che bambola... ce ne fossero di Barbie.

Barbie, the Icon un po' di storia

Uscita sul mercato nel lontano 9 marzo 1959, Barbara, detta Barbie, era una pallida moretta stretta in un costume intero a righe, sopra dei vertiginosi tacchi a spillo.
Come qualche anno più tardi dirà il fashion designer Robert Best:
"Faceva sembrare perfettamente normale l'abbinamento costume - tacchi a spillo".
Era quindi mora, tanto per confutare il primo punto : bionda e stupida. Negli anni poi le sue acconciature cambiano e la sua vita si arricchisce di amici e di un guardaroba da far invidia alle dive di cui la stessa Barbie vestirà i panni nel corso dei decenni.
Barbie nasce grazie alla signora Ruth Handler, moglie di Elliot Handler uno dei fondatori della famosa azienda Mattel.
La signora Ruth osserva la figlia mentre gioca. La vede spesso intenta a ritagliare i giornali ricchi di volti delle dive più famose dell'epoca: Marilyn Monroe, Liz Taylor, Sandra Dee.
Perchè non produrre una bambola con le fattezze di una diva? Del resto chi di noi non ha sognato di diventare bella come una diva del cinema?
La sua insistenza e la sua collaborazione con l'ingegnere Jack Ryan le permettono di realizzare quella che diventerà la bambola più famosa di tutti i tempi.
Lo sapete che vengono vendute 3 Barbie al secondo e che Barbie ha reso felici le bambine di oltre 150 paesi?


Barbie chi è?


Barbie nasce come modella e poi diventa responsabile di una casa di moda. Il suo curriculum vanta oltre 100 mestieri e tutti estremamente diversi l'uno dall'altro. Da insegnante di yoga a Presidente degli Stati Uniti d'America. Barbie è nata nel Wisconsin, nella cittadina di Willows è stata fidanzata per 43 anni con Ken da cui ha preso una pausa di riflessione per due anni, per poi tornare sui suoi passi. Barbie non si è mai sposata, parla 50 lingue e non si è mai laureata.
Vi rendete conto? E c'è ancora chi la chiama scema???
Ha viaggiato tantissimo e ha sempre avuto un tenore di vita molto alto: macchine di lusso, case con ascensore e barche da miliardaria. Tuttavia è una che si adatta: ha avuto un camper e una cinquecento.
Barbie ha una grande famiglia della quale però poco c'interessa. E' lei la vera rivoluzionaria, quella che ha cavalcato gli anni cercando di cambiare per rimanere coerente al suo compito: essere un'icona positiva per le bambine.
Ha ispirato famosi designer come Vera Wang e Louboutin e molti, molti altri. 

Barbie, the icon ecco alcune delle prime bambole

La mostra 

La  mostra si articola in 5 sezioni: 
Da Teenage Fashion Model Doll a Fashionista e riguarda proprio l'aspetto della moda, centrale nella vita di Barbie. 
I Can Be. Barbie Careers: mostra la filosofia di Barbie "Io posso diventare...", una filosofia che ha inspirato e incoraggiato tre generazioni di ragazze, pronte a esplorare un mondo dove tutto è possibile (nelle foto Barbie CocaCola e Barbie Pilota) 
Barbie Family: in questa sezione si scopre la grande famiglia di Barbie composta da 3 sorelle, un fratello e tanti amici. Qui si può davvero cadere nella nostalgia più profonda, davanti alla casa di Barbie con l'ascensore o guardando il camper con tutti gli accessori.
Barbie in Viaggio . Dolls of the World. E' la sezione dedicata a tutte le etnie che Barbie ha inarnato, mettendo in evidenza un legame tra culture diverse a indicare che la varietà multietnica è da intendersi come valore contemporaneo imprescindibile.
Nell'ultima sezione Barbie Divas, Barbie interpreta le icone del cinema. Quelle che non solo appartengono all'immaginario collettivo di tutti noi ma che hanno creato uno stile e un trend che solo Barbie poteva consacrare con la loro emulazione. Nella gallery di seguito potrete riconoscere Kate Middleton, Tippi Hedren protagonista del film Uccelli di Alfred Hitchcock, Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany , Olivia Newton John in Grease.

Barbie nelle nuove modalità : curvy e con altezze e etnie varie


Barbie non è molto simpatica, forse perchè appartiene a quella categoria di persone che oltre a essere bella è anche intelligente.
Decisamente insopportabile eppure è una bambola con un messaggio, anzi molti messaggi: cercare la bellezza e metterla in pratica in ogni ambito.
La  pratica della bellezza in un mondo dove il brutto, il terrificante, l'orrofico vanno sempre più prendendo spazio è una pratica difficile e dura. Barbie non è un bionda stupida, è il gioco ideato da una madre per una figlia le cui aspettative erano quelle di un mondo di uguaglianza tra razza, sesso e religione.
Ci pensate che la vendita delle Barbie è vietata dal 2003 in Arabia Saudita perchè non conforme ai principi dell'Islam?
Barbie è una rivoluzionaria che ama gli animali, ne ha posseduti ben 38 animali. E' una donna moderna, Barbie è una forma di speranza e si sa... la speranza è l'ultima a morire.

Barbie, the icon : il reportage di tacco12cm


Barbie, the Icon

Complesso del Vittoriano, Roma
Dal 15.04.2016 al 30.10.2016
Dal lun. al giov. 9.30 - 19.30 | ven. e sab. 9.30 - 22.00 | dom. 9.30 - 20.30
Costo biglietto intero 12 euro - ridotto 10 euro
sito: www.ilvittoriano.com

 





09 maggio 2016

Francesco Totti e quel giro di campo...


Roma - Chievo Verona, Francesco Totti a fine partita

Non mi é piaciuto oggi il giro di campo di Francesco, mi è sembrato teso e serio.
Quando è entrato ho pianto, perché la sola idea di non vederlo con la maglia giallorossa la prossima stagione mi ha svuotato l'anima.
Chi vestirà il numero 10? Chi sarà il nostro Capitano?
Mi sono sentita persa, senza una guida, l'unica che conosco essere, negli ultimi 20 anni, per la mia squadra. Una squadra che non può contare su una società ma su un Capitano si.
Si scrive Totti ma si legge Roma, scrive la Tribuna Tevere ed è questa una sacrosanta verità.
Qualche settimana fa, sulla Gazzetta dello Sport, un giornalista che conosco bene ha scritto un pezzo che somigliava molto alla mia vita in relazione con il personaggio Francesco Totti .
Francesco l'ho conosciuto a 16 anni, all'epoca era in classe con un mio amico del mare. La prima volta che l'ho incrociato lungo via Vetulonia, era in motorino e vestiva un bomber in pelle alla TopGun. Aveva 18 anni e un futuro (e che futuro!) tutto da scoprire. Chi glielo avrebbe mai detto a quello sciupafemmine che amava il pallone. Era tondo e massiccio, ancora non aveva conosciuto Mister Zeman.
Francesco Totti, giro di campo Roma - Chievo

Francesco era, ed è, per me uno di casa al punto che lo invitai alla festa dei miei 18 anni. Ricordo che sulla busta avevo scritto: Per Francesco Totti via Vetulonia con tanto di numero civico e cap. Era un'invito di carta. Un invito intriso di un'altra epoca, di altri sogni, di altri rapporti umani (per la cronaca non venne). Non lo vedevo ancora come un "dio", per me lui era la promessa della Roma, uno che sarebbe diventato proprio forte.
Io e lui abbiamo fatto la maturità lo stesso anno: maturità classica io, Ragioneria lui. Mentre lui svolgeva il servizio militare, io frequentavo l'Università. Poi lui è diventato il grande Totti e io sono diventata solo più grande.
'Pane e Totti', eccoci qua, generazione dal cuore spezzato perché perdere lui è perdere un pezzo della nostra gioventù.
Perché la sua grandezza la respiri e, quando lo vedi giocare con il figlio Cristian, pensi: 'è talmente un fenomeno che per non lasciarci orfani sta preparando già il suo erede? '
e allora come si fa a non piangere??? Come si fa, davanti a una scena come quella vista oggi, a non capire di avere davanti un Campione, uno che nasce una volta ogni 100 anni?
Beh, non riesco davvero a pensare alla mia Roma senza di lui e se lui se ne vuole andare lo voglio sapere e lo devo sapere, perché Francè io ti voglio salutare e voglio piangere fino a consumare tutto il tuo dolore, che quel giorno sarà anche il mio .
Il bacio tra Ilary Blasi e Francesco Totti a bordo campo

Sono passati ormai 7 anni da quando ho lasciato il mio monolocale per trasferirmi nella mia bella casetta. L'ultima volta, prima di chiudermi la porta alle spalle, sono scoppiata in un pianto liberatorio. Quel posto mi stava stretto eppure quel posto aveva una parte della mia vita che non tornerà mai più. Un po' come te France', che m'hai preso il cuore e adesso te ne porterai via un pezzetto. Si piange quando si perde qualcosa, si piange quando c'è un lutto da elaborare.
Quindi, Capitano mio Capitano, sorridi sempre quando indossi la tua maglia N 10 e quella fascia al braccio, perché solo quando toglierai quella maglia inizieremo a piangere e lo faremo tutti insieme, perchè siamo tutti...Totti.

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