Questa mattina look per una colazione da campioni con la mia amica Angie, super mamma di Giorgio. Informale e sprint con camicia e pantaloncino jeans:
14 settembre 2013
09 settembre 2013
Scampoli di Shopping Settembrino...per le strade di Roma.
Scritto da
chiara maria gargioli
Ve lo avevo promesso ed eccomi qua. Senza speranze. Posso confermare che sono una shopping Girl da ricovero. La colpa però non è tutta mia. Insomma questa crisi ci sta mettendo a dura prova, molto dura. A prezzo pieno non si può comprare nulla (o quasi) e così, ci si pensa su tutta l'estate e il giorno in cui il dubbio t'assale: passeggiatina in centro o giornata al mare? scegli la prima opzione perché due passi costano meno...La mia carta di credito ride! Meno???
Così venerdì decido di prendere la vespa e dirigermi in centro.
Andare in centro per me è come andare a casa. Fermo restando che conosco quasi tutti i commercianti, in quanto figlia di ristoratore, in quei vicoli tra Piazza Navona e Piazza della Rotonda ci sono praticamente cresciuta. La mia maestra ed educatrice è stata la mamma. Lei ogni sabato, giorno in cui non si andava a scuola, caricava me e le mie sorelle in macchina e ci portava a fare la passeggiatina in centro.
La cosa fa sorridere perché altre mamme, probabilmente, portano i figli a passeggio nelle ville romane o sul litorale per respirare l'aria buona, ma le altre mamme non sono la mia.
Lei ci ha insegnato, l'arte dello shopping e il gusto del bello. Devo ringraziarla oggi quando torno a casa con buste piene e soprattutto dopo aver consumato "spese intelligenti".
Venerdì, come vi dicevo, ho parcheggiato la mia vespa davanti a San Carlo ai Catinari (inizio via dei Giubbonari) e poi ho iniziato il mio giro. Era già ora di pranzo quando sono giunta in quei lidi e dunque la mia prima tappa è stata il Panificio Roscioli.
Se alla mamma riconosco il merito dell'arte dello shopping e a mio padre che devo quella per la buona cucina. Così la pizza non è pizza se non è mangiata in certi posti. Uno di questi è senza dubbio Roscioli. Dopo una chiacchierata con Pierluigi, che ha solo il difetto di essere della lazio, ed aver gustato un bel pezzo di pizza rossa con la mozzarella e un supplì, mi dirigo al ristorante da Armando al Pantheon (fresco di apertura e di restauro ma di questo ne parlerò in un altro post).
Lungo il percorso però mi ricordo che c'è un negozio della catena NOTA BENE, l'unico sopravvissuto in tutta Roma. Butto un occhio dentro, così tanto per...e cosa vedo??? Tutto tra il 50 e il 70%! Nei miei occhi i pallini del segno percentuale hanno iniziato a brillare come negli occhi di Poldo i panini con l'hamburger...avete presente??? Entro e scopro una commessa che deve partire per la Norvegia, una titolare che mi offre il caffè e un sacco di cose carine. Me ne accaparro due: un pantalone 100% in viscosa, color panna con dei motivi di farfalle celesti e una maglia in merletto a maniche lunghe. Il tutto a 60 euro. Non male considerando che le marche sono le danesi Margit Brandt e Keffe. Proseguo il mio tragitto e fino ad Armando e non compio ulteriori danni alla mia carta di credito. Saluto la mia famiglia, sento com'è andato il primo giorno di riapertura e mio cognato, proprio quando sto per uscire, lancia l'amo cui abbocco senza nemmeno provare ad affrancarmi.
"Da George's fanno il 70% di sconto".
Deglutisco e vado oltre. La mia meta è la Nespresso per le cialde, non sono previsti altri pit-stop.
Arrivo, più o meno salva, a SanLorenzo in Lucina e scopro che la Nespresso è stata spostata in Piazza di Spagna. Proseguo per via Frattina e taglio in via Borgognona. Compro le cialde, compresi i nuovi aromi e torno verso via dei Giubbonari. Nel tornare indietro però devo passare da George's, devo! Hai visto mai che trovo qualcosa di veramente necessario. Così alcuni km e minuti dopo mi trovo davanti alla vetrina della boutique in via della Rotonda. Altro insegnamento ricevuto dalla mamma:
"Non lasciarti intimorire dalle vetrine delle grandi firme. Entra sempre nei negozi possono nascondersi piacevoli sorprese!"
E così ho fatto. Saluto le signore che lavorano lì e conoscono mia sorella (che compra spesso da loro). Provo un po' di cose e alla fine compro: due maglie a canotta una bianca e una nera e una maglietta nera di cotone a maniche corte ( sono dei must, servono sempre e di ottima qualità non ne ho mai ); una camicia bianca di Paul Smith rapisce il mio cuore come pure la maglia in seta rossa di Sophie. Ovviamente però che Tacco12 sarei se dopo una seduta del genere non avessi comprato nemmeno un paio di scarpe??? La vincitrice è stata una bella zeppa color neutro e cinturino in cuoio di Ash.
Il senso di colpa mi divora, nonostante il risparmio devo riconoscere sia stato piuttosto consistente. Torno a casa soddisfatta e perplessa. Devo trovarmi un lavoro, qualcuno ha bisogno di me??? Ho un tenore di vita troppo alto. Mi piacciono le cose belle e lo shopping di settembre.
Lo so che in Siria c'è la guerra, lo so che Papa Francesco predica il digiuno e questo mi fa sentire ancora più meschina...ma so che ogni giorno una notizia tremenda mi scheggia il cuore e se decido di coprirlo con un bel vestito, forse m'illudo che sanguini di meno...a volte ci vuole. Parola di Tacco12.
02 settembre 2013
Il teppismo non appartiene al calcio
Scritto da
chiara maria gargioli
Il giorno dopo il gusto della vittoria rimane in bocca e si sparge con una rapidità tale da esplodere nel palato e ricoprendo tutti i sensi.
Una partita che ha confermato la voglia di una squadra di esserci. Di rimanere in cima almeno per un'altra domenica. Lo stadio baciato dal sole rideva come un bambino che non parla e usa il sorriso come unico modo per comunicare. Rideva l'Olimpico quando il gigante Maicon insaccava il primo gol e portava la Roma in vantaggio. Il pubblico lo ammirava estasiato e da casa mi sbucciavo le ginocchia per buttarmi esultante a terra. Si a terra, sul tappeto del salotto, davanti alla tv con la voglia di abbracciare Maicon di tirarlo fuori dallo schermo, con la speranza che le mie urla di giubilo arrivassero a far tremare i suoi timpani.
Sono una della Curva io, una che comunque c'è, mi senti???
Forse loro mi hanno sentita e l'euforia si è elevata a livelli tali da esaltare tutta la squadra.
Segna Pjanic con un pallonetto che definire superbo è peccato e alla fine ecco la bomba di Ljajic, il neo acquisto. Una bomba che se esplode manda in frantumi la gioia: un pezzo sul campo, un pezzo sulle tribune e poi sulle case, negli uffici e nelle macchine. La gioia esplode e copre tutto e tutti o quasi...C'è sempre qualcuno che è allergico alla gioia.
La mia professoressa di Greco e Latino diceva:
"La madre del cretino è sempre incinta" e quanto aveva ragione.
Piccoli tafferugli nel settore ospiti si erano avvertiti anche da casa. La Curva Sud vuota aveva lasciato spazio ai cori della tifoseria avversaria contestati da molti fischi.
"Cretini questi eh?" veniva da dire dal divano di casa.
Poi scopri che i cretini veri sono altri. Dopo una vittoria splendida invece di festeggiare un gruppo d'ingnoranti ha deciso di andare a tirare sassi al pulman del Verona, come se la sconfitta non fosse già sufficiente.
Tragedia sfiorata, dicono i tg. Sfiorata per chi? per cosa? E' una tragedia solo se ci scappa il morto o il ferito? Dobbiamo piantarla di giudicare i drammi con il numero di vittime, anzi dovremmo iniziare a considerare il numero di vittime reale e non quello presunto o cadavere.
Siamo tutti vittime. Mi sento ferita come se un sasso mi avesse preso in pieno la faccia spaccandomi il naso. Sono rimasta a casa per cori razzisti e cosa devo sopportare? Che dei teppisti, qualificati con l'aggettivo di Romanisti, mostrino al mondo una faccia violenta e crudele usando il nome della mia squadra. Quando la smetteranno di giocare alla guerra invece che al calcio? Quando capiranno che il pallone può essere davvero il più bel gioco del mondo? Un gioco...e basta???
Vorrei da qui lanciare un appello.
Pregherei tutti i mezzi di comunicazione: dai giornali alle radio, dalle tv e ai siti web di adottare la parola TEPPISTA per indicare questi delinquenti che meritano i lavori forzati.
Basta dare a questa gentaccia una collocazione sportiva, un aggettivo che gli dia l'appartenenza a una tifoseria. BASTA! Chi ama il calcio e tifa il calcio non è uno che tira sassi e soprattutto non è un ROMANISTA....parola di Tacco12.
01 settembre 2013
Mi chiamo Chiara, sono tifosa romanista tesserata in Curva Sud e non vado allo Stadio da 98 giorni.
Scritto da
chiara maria gargioli
Ci s'indigna anche per il calcio oggi. Il movimento degli Indignados è globale.
Oggi 1 settembre, nonostante abbia per fede e amore sottoscritto il mio abbonamento annuale all'As Roma, sono costretta a vedere la partita, Roma - Verona, dalla Curva del Divano di Casa Mia.
Comoda senza dubbio, soprattutto circondata da cose che amo e da una serie di confort che nemmeno lo Juventus Stadium mi garantirebbe.
Sono solita cercare il lato buono dalle situazioni che si pongono a mio svantaggio. Quindi per iniziare direi che se ho sete o fame posso accedere al frigorifero senza problemi e soprattutto gratis. Inoltre se devo andare al bagno non ho problemi di pulizia o di attese per lunghe file. Non patirò né il caldo, né il freddo...e posso restarmene scalza senza paura di pestare cicche e altre sporcizie.
Bisogna poi aggiungere che rimarrò a casa senza la preoccupazione di uscire alle 16.00 con ancora il pranzo sullo stomaco e quella sensazione di pennichella che si prende possesso di me regolarmente nel pomeriggio appena iniziato.
Sembrano tutte ottime motivazioni per non sentirsi dispiaciuta e con quella sensazione d'incompletezza che solo un pranzo terminato senza dolce può somigliare.
Tutto bene dunque, se non fosse che la partita in tv è un'altra cosa. Essere lì ti rende partecipe in modo totale a quello che si dice il gioco di squadra. Diventi parte dei giocatori. Condividi con loro la gioia del gol. Respiri l'adrenalina del campo e ti convinci che sei la dodicesima persona a correre verso la vittoria. Ti emozioni come un neo acquisto che mette piede per la prima volta dentro lo Stadio Olimpico. Ti esalti nel vedere il nuovo allenatore guardare dalla tua parte. Si perché non esiste giocatore, allenatore o qualsiasi membro del team che entrando nello Stadio Olimpico non volga il suo sguardo verso la Curva Sud. Verso quel dodicesimo in campo che, se canta e si colora, sembra già farti archiviare la vittoria. Quale squadra può perdere con dei tifosi così??? Quale???
Senza parlare del fatto che questa sarebbe la prima partita dopo quella maledetta del 26 maggio.
Il destino a volte è crudele, infatti sarò di nuovo al mio posto, con l'ennesima ansia (anzi maggiore), ad osservare la partita contro una squadra che mi ha beffato una Coppa proprio tre mesi fa. L'ultima partita che cui ho assistito sarà la prima che aprirà la mia stagione in Curva.
Non è giusto! direbbe un laziale ma dato che laziale non sono, dirò con filosofia che certi incroci sono voluti dal destino e che, il destino, va' affrontato a testa alta.
Allora saremo lì tutti insieme: io, Mirko, Sandro, Christian e Antonella. Spalle larghe e petto in fuori a prendere per il collo quella partita che ha significato sofferenza e umiliazione. Pronti a sfotterla e, perché no, a riprenderci Roma!
Per questa domenica quindi appuntamento alle 18.00 davanti alla tv...già ma perché?
Chi segue il calcio lo sa perfettamente ma le mie lettrici più modaiole, che sportive, potrebbero ignorarne la causa. Allora, per quanto assurda, voglio spiegarla loro.
La Tifosa Indignata nasce proprio dalla motivazione di un provvedimento, a mio avviso, improprio.
Un gruppo di idioti, perché solo così definisco chi nel 2013 per offendere un uomo negro compie il vergognoso verso BuBuBu imitando quello di una scimmia, hanno innalzato cori razzisti nei confronti di Mario Balotelli.
Fermo restando che il giocatore in questione non lo considero particolarmente simpatico, ciò non toglie che qualsiasi insulto è una forma d'ignoranza e come tale deve essere condannata. Qualsiasi insulto (compresi i cori: Vesuvio lavali col fuoco, rivolto ai tifosi napoletani e gli annessi e connessi tipo Roma Ladrona).
Così la Corte di Giustizia della Federazione Italiana Gioco Calcio ha stabilito che la punizione più adatta fosse chiudere la Curva Sud ai suoi sostenitori. Fin qui tutto bene, se non fosse che gli idioti, pure se arrivano a 100, non sono tutta la Curva e quindi per colpa dei "Soliti" ci rimettono tutti. Dei "Soliti" soggetti facilmente identificabili dalla Questura.
Pare che l'antico adagio: Punirne uno per educarne 100 non abbia proseliti nei vertici della Figc.
Qui infatti il detto si è capovolto: punire tutti e in modo assoluto. Tanto da non concedere alcuna possibilità, a coloro che sono idioti per il solo fatto di avere un abbonamento in CurvaSud, di acquistare i biglietti in un altro settore.
Insomma una beffa totale per chi voleva concludere le vacanze godendosi la sua passione, il suo tormento, il suo stupefacente preferito.
Non è la prima volta che vengono prese queste decisioni. Speriamo almeno che sia l'ultima. Se questo "sacrificio" serve a risolvere il problema, ben venga. Mi sento come un membro dei Tifosi Anonimi:
Salve, mi chiamo Chiara e sono una Tifosa romanista tesserata in Curva Sud. Non vado allo Stadio da 98 giorni e dovrò resistere altre tre settimane.
Ora beviamoci un caffè e concentriamoci su Roma - Verona e sempre forza Roma!
PostScriptuMLazie: Ieri contro la Juventus a Torino i Laziali avevano dichiarato:
"Ci prenderemo la nostra rivincita!" riferendosi alla sconfitta subita in SuperCoppa.
Non ho capito...a me pare che l'unica cosa che si sono presi sono stati altri quattro gol...poi dici che quando parlano uno non li capisce...parola di Tacco12.
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