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Visualizzazione post con etichetta Luis Enrique. Mostra tutti i post
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27 aprile 2012

Il giorno delle Lacrime...

E' estate...siamo pronti ad uscire dal letargo.
Addirittura il delitto di via Poma ha avuto il suo epilogo. Lacrime e abbracci per un'assoluzione che lascia qualche dubbio ma che libera il presunto assassino da un peso schiacciante. Lacrime per lui "Che ricomincerà a vivere" e per la moglie sempre al suo fianco. 
Lacrime per i tifosi del Barça, questa volta, non di gioia ma di tristezza, il loro Pep ha deciso di lasciare la panchina: "Sono stanco, non me la sento più" 
E' il giorno delle decisioni e delle liberazioni.
Sapete che vi dico? Voglio piangere anche io!!! Voglio liberarmi di questo peso schiacciante, di questo campionato faticoso e delle delusioni e i record negativi. Ah, quanto voglio piangere di liberazione...
Alla vigilia di Roma - Napoli la situazione è tesa. "Stiamo ai ferri corti" , il regista Fabio, antiLuis dall'inizio del campionato, finalmente accenna a un sorriso. Luis Enrique, che aveva promesso di dimettersi, qualora anche la tifoseria non l'avesse più sostenuto, ha oggi avuto conferma di non essere benvoluto.
Uno striscione lasciato all'ingresso di Trigoria lo invita a tornarsene a casa.
"Saprà leggere?" ci si domanda.  Per sicurezza, chiunque l'abbia scritto, l'ha fatto in spagnolo. Dopo l'ennesima sconfitta, contro una squadra da serie B, in molti non andranno allo stadio. "Non mi aspettate nemmeno" ci ha avvertito Christian, mercoledì sera, mentre ci rivestivamo dei giacchetti pronti a lasciare uno stadio desolato.
La Curva in sottofondo cantava ai giocatori:  "Sotto la Curva" ma loro hanno imboccato l'ingresso degli spogliatoi e si sono defilati. Oggi fuori Trigoria c'era uno striscione anche per loro. Li esortava a "togliersi la maglia". Da questo consiglio ci tengo a dissociarmi.
La maglia va onorata e non tolta. La maglia va lavata e conservata. La maglia e' cio' che ti veste e lo fa in ogni senso, è il tuo lavoro, un privilegio raro con i tempi che corrono.
In passato le maglie erano uniche. I soldi non c'erano e ciascun giocatore aveva una maglietta sola. Erano di materiali pesanti, perchè non si logorassero troppo presto. Erano monostagione, nulla importava se erano troppo calde. Venivano lavate in casa e, all'occorrenza, rattoppate. Nessuno poteva regalarle. Erano rare e preziose.
La Maglia un tempo era una sola.
Quindi no, tifosi, i nostri ragazzi sono dei privilegiati e devono ricordarlo ogni giorno. Devono strizzare la maglia e sentire la puzza del loro sudore, perchè se la puzza non arriva vuol dire che non hanno corso abbastanza.
Oggi Luis Enrique ha detto che i giocatori devono indossare la maglia con più orgoglio. La devono onorare. Bene, è giusto. E lui? Lui che la maglia non la porta, cosa pensa di dover fare? Crede che assumersi la responsabilità sia sufficiente? Scegliesse bene la formazione da schierare in campo, facendo il suo lavoro. Come fa sempre Francesco Totti. Tacco, gol e la Roma è sempre e solo lui.
Contro il Napoli sarà ancora più dura. Senza gli squalificati Osvaldo (che si è comportato da idiota), Lamela (su cui nemmeno voglio esprimermi) e De Rossi. Mercoledì qualcuno se l'è presa anche con lui. Io non ci riesco. All'andata ricordo una partita sorprendete, che ci aveva illuso d'iniziare un percorso nuovo.
Domani non so che partita sarà. So che non andrò allo stadio e non lo farò per amore della maglia e di me stessa. Guarderò la partita (come esimermi da un obbligo che sento morale?) Lo farò gridando Forza Roma e possibilmente mangiando una bella pizza Napoletana.
Meglio arrabbiarsi a stomaco pieno...consiglio di Tacco12.

PostScriptumRoma: Le statistiche dicono che la Roma è ok con il Napoli quando segna Totti. Non lo dite all'allenatore potrebbe lasciarlo in panchina...

PostScriptumClaudia: Permettetemi di fare gli auguri a una lupacchiotta che oltre ad essere mia sorella sopporta un fidanzato laziale. BuonCompleanno!

08 novembre 2011

Novara - Roma la sintesi

“L’Italia ha un problema che si chiama Berlusconi. La Roma uno che si chiama Luis Enrique”.
Questa la sintesi del dopo Novara – Roma per il Guru. Mi ha fatto ridere e se la si legge con attenzione qualche giorno dopo, ha un che di miracoloso. 
Infatti il “problema” Berlusconi sta per essere messo fuori gioco e chissà che il “problema” Luis non venga superato. Intanto il suo sostituto più accreditato siede comodamente sulla panchina della Fiorentina (un laziale per un laziale) e poi spero che, dopo la dodicesima formazione, abbia finalmente trovato i magnifici 11 più o meno definitivi.
La Roma di sabato sera, schierata in campo a inizio partita, mi ha sorpreso e non poco. Soprattutto per la presenza di Cassetti (che è rimasto inspiegabilmente in campo nonostante l’ammonizione fino al 90’) e Taddei ( che il Mister ha voluto ringraziare pubblicamente per la sua professionalità e vorrei vedere).
Certe volte ho la percezione che la caricatura del Mister Enrique fatta da Fiorello, sia meno comica del personaggio reale.
Comunque, lo scenario della partita per urlare alla miracolosa vittoria, è stato quello della casa di Massimo e Luciana.
Eravamo tutte anime in pena che, per sconfiggere l’ansia, non hanno fatto altro che mangiare! Prima “ per appoggiarsi lo stomaco” (e giù di mozzarelline di bufala e melanzane sottolio fatte in casa) e perché il mio di stomaco a digiuno non avrebbe digerito nessun risultato.
E poi, loro, hanno proseguito alla fine del primo tempo “per consolarsi” ( ed è stata la volta della frittata di carciofi e della Porchetta d’Ariccia!) e alla fine della partita “per festeggiare” (dulcis in fundo: ciambelline al cioccolato!).
Il brindisi finale l’ho fatto con la tazzina del caffè che aveva assunto la forma di un flute.
Nel Tacco 12 prepartita mi ero sbilanciata nominando i migliori in campo: Lamela e De Rossi. Non hanno segnato ma devo dire che hanno fatto la differenza.
Il primo continua a rivelarsi un fuoriclasse senza esclusione di colpi. Prende la palla e non la molla più.
Il secondo l’ho visto di nuovo grandioso. Bentornato Danielino!!!
Il mio applauso più entusiastico è però per Bojan, che da oggi in poi chiamerò il Piccolo Principe.
Mi pare un nome calzante non credete?
Piccolo è piccolo, e Principe, un po’, lo è davvero, essendo l’eletto dell’allenatore Luis.
Dopo di che, direi che l’ovazione finale è sempre per il mio OVOMALTINO!!!
Ormai l’ho eletto uomo simbolo. Insieme a De Rossi è il giallorosso a vestire la maglia della Nazionale e capocannoniere dell’As Roma…ma io non ci capisco nulla  perché sono donna…e allora tifo Osvaldo perché è bello.  
Siamo nella settimana delle stranezze: il Governo è stato appena battuto alla Camera; Fabio Junior ha segnato con la sua America contro il Corinthians e la Lazie…beh, la Lazie è prima in classifica.
E mentre qui si sta facendo notte (per dirla alla Renato Zero), per qualcuno più che per altri, contro il Lecce tornerà la nostra Luce: il nostro Capitano.
Comunque per la partita c’è molto tempo sarà il 20 Novembre alle 20.45. Potranno essere cambiate molte cose….per esempio io sarò al mio 32 esimo giorno di Dieta e i miei obiettivi si concretizzeranno. Speriamo che la Roma segua il mio esempio.
Ma parliamo di Tacchi!!! Avete visto quello magico con doppio passo di Neymar???
Ve lo dico sempre che il Tacco fa la differenza…se ne era accorto anche il nostro Premier il suo problema è stato quello.
Nell’attesa del ritorno di Campionato tifo Italia e mi auguro che segni Ovomaltino naturalmente.

Post Scriptum della serie quando il calcio va oltre:
Per la prima volta Genoa e Samp giocheranno insieme contro il Manchester City dell’ex doriano Mancini. Sarà una partita volta a raccogliere i fondi per gli alluvionati. Sarebbe bello, davvero, che la società As Roma accogliesse la richiesta del papà di Gabriele Sandri, di porre il logo della Fondazione dedicata al figlio, sulle magliette della prima squadra. Ci sono cause, per le quali, le squadre hanno tutte lo stesso colore. Parola di Tacco 12.

28 ottobre 2011

Voglio un dolcetto

Il termine PROGETTO, deriva dal latino proiectum, (participio passato del verbo proicere) letteralmente traducibile con gettare avanti; il che spiega anche l'assonanza etimologica dei verbi italiani proiettare e progettare.
Questo significato è l’unico che si può attribuire alla Roma allenata da Luis Enrique: gettata in avanti.
Non ho mai creduto che mandare via gli allenatori sia la soluzione ai problemi. Mai. Non lo credevo per Ranieri, né per Montella (forse l'ho pensato per Voeller, lo ammetto!) però devo confessare di essere molto perplessa.
Mercoledì ho visto la partita a casa mia, certa che avremmo fatto una buona prova. La formazione apparsa sullo schermo mi ha da subito spiazzata. Non tanto per la spregiudicatezza, diventata ormai usuale, ma per la totale assenza di logica nelle scelte (anche queste sempre più usuale).
Mi sono chiesta: "Ovomaltino non gioca?" e risposta: "Il Mister avrà le sue ragioni".
In campo dopo è successo quello che era prevedibile. Una squadra addirittura con 4 attaccanti e due difensori centrali nel secondo tempo è difficile che vinca.
Questo per me è un insulto a qualsiasi pazienza. Per gli altri no perché di fronte a un Luis ( e non Luigi) che dice di aver visto la migliore Roma della Stagione, non uno che si sdegni e che risponda: “Ma che stai dicendo??? Ma cosa hai visto???”
Anzi la stampa elogia e sostiene quello che ormai ha l’aria di essere un beniamino.  
Per me giocare a calcio richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice far girare palla.
Tentare un commento tecnico (di cui non mi ritengo all'altezza) di una partita che è già negli annali della storia non mi diverte.
Quando questa mattina il GuRu mi ha rimproverato, perché troppo rigida nei miei commenti sull’allenatore spagnolo, ho capito che non c’è più speranza.
Ragazzi qui si sta perdendo il senso della ragione, qualcuno è stato capace di appannare tutte le viste o, peggio ancora, è giunta l’ora di chiamare la mia oculista perché temo di aver avuto un crollo vertiginoso della miopia.
La chiamo subito l’oculista, oggi stesso, perché domani spero proprio di vederci meglio! Infatti alle 18.00 sarà Roma – Milan. Una partita e tanti ricordi.
Il Milan è una delle squadra che ho sempre avuto in simpatia (come tutti i bambini degli anni '90). Sono cresciuta con quello di Sacchi, l’unico che per un attimo ha fatto vacillare la mia fede giallorossa (ma solo perché vinceva sempre e avevo 10 anni!)
Il GuRu mi rimise sulla strada giusta minacciando di mandarmi il collegio.
Il Milan che vince lo scudetto al posto della Lazie. La cavalcata di Weah lungo il prato dell’Olimpico fino a segnare una rete da far piangere.
Il Milan che mette sempre paura, anche la scorsa stagione quando si è messo a festeggiare sotto la nostra curva il suo ennesimo scudetto.
Una squadra con la doppia faccia come Apollo e Dionisio. Il  cui lato scuro è composto dal suo Presidente; da Galliani che esulta; da Nesta in difesa (che ha sempre il sapore della Lazio); da Ibra quando segna (sempre!) e da tanto altro ancora.
Il Milan è anche la squadra a provato a strapparci Francesco Totti, che contro la squadra di Milano (di solito a SanSiro) ha sempre giocato egregiamente, per sfregio a chi lo voleva rossonero.
E allora mi augurerei che fosse lui l'Apollo di questo incontro: il dio che illumina e regala gol ma non ci sarà e vincere sarà dura ma possibile.
Per allentare la tensione in questa settimana pregna di calcio, e calci, ho deciso di dedicarmi una Notte al Museo. Così questa sera, persa con lo sguardo sulla volta della Sistina, cercherò di redimermi. 
Consiglio a tutti di procurarsi un’azione “sana” : Mens sana in corpore sano, è l’adagio antico che ha sempre ragione.
Questo week end è anche quello del ponte della Festa dei Santi…sembra che questa aurea di santità e di benedizione continui ad accompagnarci ma prima c’è la notte di Halloween e tra dolcetto e scherzetto questa volta vorrei un dolcetto.
Per concludere per Tutti (o Totti è uguale), i Tacchi e i Tacchetti!!! Speriamo che la Rotaciòn Cultural si fermi qua e propongo l'attacco che vorrei: Borriello, Ovomaltino e il Predistinato dal primo minuto insieme.

POST SCRIPTUM:
Tornando a Halloween.
Pare che, lo scorso anno, la signora Totti, alla fatidica domanda: “Dolcetto o Scherzetto?” Abbia risposto: “Scherzetto” e si sia mangiata i dolcetti dei bambini, suoi vicini di casa, lasciandoli di stucco.
La cosa l’ho trovata davvero divertente, speriamo che in campo la Roma prenda esempio dalla bella Ilary, lasciando di stucco l’avversario.
Parola di Tacco 12.
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