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06 ottobre 2011

tacco12: GoD SaVe My ShoeS!!!!!!!!!!!!!!

"La follia della donna, quel bisogno di scarpe che non vuole sentire ragioni. Cosa sono i milioni quando in cambio ti danno le scarpe?", cantavano così nel 2003 Elio e le Storie Tese per descrivere, seppure ironicamente, quel rapporto misterioso e viscerale che unisce alcune donne al mondo delle calzature. Gli americani hanno addirittura coniato il termine "shoesaholic", che l'Urban Dictionary spiega come "persona che possiede più di 60 paia di scarpe", e ora a completare il quadro arriva dagli Stati Uniti il primo documentario che esplora il legame intimo tra donne e tacchi analizzandolo dal punto di vista storico, psicologico e socioculturale. Si chiama "God save my shoes 1", Che Dio salvi le mie scarpe, ed è stato girato dalla francese Julie Benasra. Presentato in anteprima mondiale durante la settimana della moda di New York e poi a Parigi, il film è stato appena trasmesso in Francia da Canal + e verrà prossimamente distribuito da Caid Production anche in dvd. Bisogna averlo, proprio come succede per le scarpe, e online si rincorrono i post di donne che chiedono dove trovarlo.
Il documentario è girato tra New York e Los Angeles, Parigi e Milano, Toronto e Firenze, tutto per dare voce ai maggiori
esperti del settore. Tra questi spiccano alcune stelle della scarpa come il padre della suola rossa Christian Louboutin, il preferito da Carrie Bradshaw Manolo Blahnik, Bruno Frisoni designer di Roger Vivier. Intervengono anche alcune dive come Dita Von Teese, Fergie, la ballerina dell'Opera francese Marie-Agnès Gillot e la baronessa Von Neumann, donne normali, collezioniste insospettabili come la campionessa di poker Beth Shak che di scarpe ne possiede ben 900 paia. Non mancano poi gli storici della moda - da Valerie Steele della Fit di New York a Elizabeth Semmelhack, curatrice del museo di Toronto  -  e i giornalisti, come Filipa Fino di Vogue Usa e Caroline de Fayet di Elle. Insomma quello che si potrebbe definire il gotha della scarpa riunito per 90 minuti intorno all'annoso quesito.

Cosa spinge una donna a stipare in un armadio fino a 300 paia di scarpe? Cosa si scatena in lei davanti alla visione di un tacco dorato o di un decoro gioiello montato su morbido camoscio verde, blu o rosa? Cos'è quel sentimento di possessione che davanti a un décolleté dai toni flou o da una zeppa stile vintage trasforma il desiderio in acquisto, l'immagine in una scatola da impilare in case sempre troppo piccole e il conto in banca in un segreto da non rivelare? "Le scarpe trasformano il corpo della donna  -  spiega nella pellicola Louboutin  -  sono una specie di lifting con la differenza che non c'è dolore". Più avanti Fergie, la cantante dei Black Eyed Peas, aggiunge: "La scarpe raccontano che tipo di donna sei, parlano della tu storia", anche se per lo stilista Pierre Hardy "non è chiaro per quale circuito passi questo desiderio di scarpe, certamente non per la ragione".

Ma è soprattutto la silhouette, quella gamba allungata oltre il possibile e raffinata da un'andatura morbida e sensuale, a conquistare il favore delle donne. Almeno secondo lo stilista Walter Steiger che commenta: "Un tacco alto fa apparire le gambe più belle e quando una donna lo indossa e si guarda allo specchio realizza che la sua figura è differente". La pensa così anche Dita Von Teese: "E' meraviglioso vedere come i tacchi trasformino il corpo". Per l'artista Nikki Shiro il segreto della scarpa invece sta nella sua forma e nell'equilibrio che tiene uniti tutti i dettagli in un solo oggetto. Un equilibrio magico fatto di design, forme, movimento e pesi capace di dare potere. "Il fatto che un oggetto che va sui piedi possa cambiare completamente il look e il comportamento fa si che la scarpa abbia un certo potere", commenta Filipa Fino di Vogue alla quale si deve un indimenticabile viaggio all'interno dell'armadio segreto dove vengono collezionate le scarpe di Vogue. E infine a ricordare il potere seduttivo di un paio di scarpe ci pensa la cantante Kelly Rowland: "Sapete fino a che punto potete far impazzire il vostro grazie a un paio di scarpe? Provate".

(articolo di Benedetta Perilli tratto da Repubblica il 5 ottobre 2011)

05 ottobre 2011

Amanda e le altre...Stivale, tacco e scarpe...

Questa settimana sembra essere costellata di vicende di cronaca legate da un unico filo: le donne. A partire da lunedì sera, quando la sentenza sull'omicidio di MEREDITH Kercher, ha assolto, "per non aver commesso il fatto", la giovane AMANDA Knox e il suo ex fidanzato Raffaele Sollecito. Quello è un uomo? Obietterete voi...(a parte che si è tagliato i capelli per sembrare meno femminile..) vi rispondo infatti che non è lui la "star" della serata. Oltre ad Amanda, a rubare la scena al giovane "per bene" c'è l''avvocato per definizione, quella che non perde un colpo: tale GIULIA Bongiorno. Il mio compito non è quello di scendere nel merito del caso giudiziari, non è questo di cui mi occupo né m'interessa. Rimango però colpita dalla vicenda sulla quale voglio trarre le seguenti considerazioni. La liberazione di Amanda, spero la renda una donna migliore. Una donna libera cui è stata "regalata" una nuova vita, quindi, una seconda possibilità. Se ha davvero ucciso o fatto male, spero che i 4 (vergognosi se è davvero innocente) anni trascorsi in carcere, l'abbiano fatta riflettere. Le auguro una vita felice. Meredith, non ha avuto scelta. E' morta senza che qualcuno le rendesse giustizia...o almeno pare che a stroncarle la vita sia stato un ragazzo di colore, povero e senza complici ( permettetemi di dubitarne). Meredith mi auguro riposi in pace e un pensiero va a quei genitori e al fratello e la sorella che quella pace, forse, non la troveranno mai.
Ieri (martedì) è crollata una palazzina a Barletta. Bilancio dei morti 5 donne. Ho molto apprezzato la rassegna stampa di questa mattina da parte di Corradino Mineo.  Ha volute chiamare per nome le viattime, per non dimenticarle. Quelle donne stavano lavorando in nero per uno stipendio da fame, i loro nomi e le loro vite non devono finire seppelliti tra quelle macerie di un' Italia sempre più fatiscente e povera. Eccoli i nomi e non dimenticateli: MATILDE (32 anni); GIOVANNA (30 anni); ANTONELLA (36 anni); TINA (37 anni) e la giovane MARIA (14 anni) figlia dei padroni, perché la morte non fa distinzioni. 
Un'altra ragazza, ALLISON, una ventitrenne americana, (oggi) è stata ritrovata cadavere nella bella Toscana. Probabilmente vittima di un pirata della strada, ha trovato la morte nella terra dove tutti sognano di vivere, dove nulla sembra cattivo. Anche qui, per il momento nessun assassino, solo una sgommata. Cosa dobbiamo aspettarci per giovedì e venerdì? Qual è il menù della settimana? Dov'è questo ruolo della donna che ha la possibilità di "scegliere" se passare a far festini a Palazzo o ribellarsi per finire cadavere dentro una casa, nel proprio posto di lavoro, o lungo il bordo di un fiume dove s'intravedono solo un il suo amato paio di scarpe??? SE NON ORA QUANDO?...è un movimento che è nato nemmeno un anno fa...in tante siamo scese in campo per gridare ADESSO...ma questo ADESSO quando arriva??? Questa mattina bevendo il caffè, leggevo un articoletto che mi ricordava che le donne a parità di ruolo nell'ambito del lavoro guadagnano meno di un uomo, per colpa della discriminazione sessuale. Se racconti queste cose dicono: che ti lamenti? ma non lo sai che ci sono Paesi dove il voto alle donne è arrivato oggi ??? (vedi le donne saudite) Beh, non mi è di grande consolazione! Questo Stivale ha consumato il Tacco da tempo... è diventato Vecchio e Puzzolente...Viva le donne perché nonostante tutto hanno una marcia in più.  L'Italia è una Femmina e puoi piegarla, denigrarla, provare a distruggerla e abbandonarla ma Lei starà sempre su come una vecchia scarpa che non si butta mai...

PS. stanno assegnando i premi Nobel...vediamo se sono capaci di far vincere una donna...finora solo uomini...

tacco12 on La vittoria di B come Bueno, O... Ovomaltino e Arnold Cicciobello!


Quel guru di mio padre l’aveva detto: “La nuova Roma è come un bambino che deve imparare a leggere. All’inizio pronuncerà una lettera alla volta, poi le sillabe e infine, acquisito il meccanismo, le parole scivoleranno fluide e leggere e allora si che sarà divertente”. La Roma di sabato è stata la più forte e convincente di quelle viste in campionato. Ha cancellato la noia delle partite precedenti e ha ostentato una sicurezza che l’ha trasformata in una lupa dominatrice. Si, perché se il calcio è maschio, la Roma è femmina ( infatti ha tanti tacchetti!) e le piace essere amata, applaudita e lodata. Da brava femmina provocante ha fatto si che La Banda del Tifo non resistesse al suo richiamo. Così Christian si è presentato con la faccia stravolta dal sonno (o ha anticipato il suo impegno oppure era una donna per la quale non ne valeva la pena…). Marco è arrivato allo stadio sorridendo. “Beh, che hai divorziato?” domanda Sandro mentre lui risponde un “No, le ho promesso che esco dieci minuti prima” con la faccia di chi sottintende che a casa comanda lui. E io dentro di me accenno un sorrisetto di consenso come a dirmi “non esistono donne che riescono nell’impresa di non far andare i loro uomini allo stadio, quindi…non sono solo io l’incapace”. Poi ci sono Sandro e il piccolo Matteo che si dice convinto che la Roma vincerà perché nonno Peppe gli ha dato i soldi e quando nonno  gli da i soldi tutto gira nel verso giusto. C’è Antonella, con le sue belle gambe abbronzate, e c’è anche Fabietto, che passata l’influenza ha scampato la seconda assenza a causa del parto programmato della consorte: “Ho detto al medico che sabato non si poteva fare, perché avevo già un impegno, fissiamolo per lunedì” , della serie al cuore non si comanda.  La signora Alma smozzica un panino “ne vuoi un pezzetto?” e me lo porge ma sono troppo agitata per mangiare e poi, prima della partita, non mangio mai. Tu chiamale se vuoi, capire tu non puoi…scaramanzie… Come quella di cambiare strada lungo il tragitto, dopo i tornelli, che conduce al nostro settore. Di solito passo al centro, questa volta ho virato dalla parte destra della colonna, così per tentare. E sarà stato merito di quell giro nuovo ma fatto sta che la Roma gioca un primo tempo da far strabuzzare gli occhi. “Non voglio crederci, me sembra un miracolo non voglio parlare” Diego fissa il campo inebedito. I minuti vanno e i ragazzi corrono. L’Atalanta, la migliore squadra del campionato, non sembra opporre alcuna resistenza e intorno al 20’ eccolo il gol che tutti aspettavamo. Nel segno della B come Bojan ma anche come Bueno, come Bello…B come Bravo, Bravissimo e come Baci, quelli che la Curva indirizza al piccolo fenomeno che si è sbloccato. Mirko controlla se Peluso, il suo amico d’infanzia che veste la maglia avversaria, si sta scaldando per entrare in campo. Non c’è tempo per distrarsi perché un proiettile, partito dalla mitraglia di un Osvaldo (che così arriva a quota 3, alla faccia di chi lo chiama tronista sbeffeggiandolo) mi trafigge. Salgo sul seggiolino e urlo con tutta me stessa un “Siii e un DAjeee!” tanto liberatori, per dirla alla maniera delFunari guzzantiano. Il primo tempo finisce così, alla rincorsa di un caffè , in uno stadio che sta per illuminarsi e non solo di luci. Poi mi viene in mente l’Ovomaltina…ve la ricordate quella bevanda a base di uovo, orzo e cacao??? Mi viene in mentre perché per me Osvaldo è come lei: energico. Sarà per l’iniziale con la O…però da oggi in poi sarà il mio Ovomaltino! Il secondo tempo inizia subito con una distrazione e un gol. Denis insacca e se ti auguravi di startene tranquillo e vincere a spasso, beh era evidente che sbagliavi almeno fino a cinque minuti dalla fine (poco più o poco meno) quando quel cicciobello al centro campo ( che vi giuro è uguale al mio cicciobello nero di quando ero bambina) ti lancia un pallone in rete che vuol dire Vittoria. Lui che ci ha già regalato emozioni e gioie…il nostro Arnold, gigante!  Il Capitano chiede il cambio si è fatto male e mi si stringe il cuore tra due settimane sarà Derby. Allora non mi resta che alzare gli occhi al cielo e aprire le mani “Sempre sia (di) Benedetto…” ripeto sperando nel miracolo.
 Post Scriptum da Femmina: “Da quando c’è Tacco12 la Roma ha preso 7 punti” qualcuno mi ha scritto in un sms a fine partita. E poi si dice che chi dice donna, dice danno!

03 ottobre 2011

DIARIO della tifosa: La BARCA è diventata un sontuoso Vascello e ora va!


Un trionfo! Vincere contro la squadra più in forma del campionato in modo così netto ti fa sentire i tre punti ottenuti pesanti come tre lingotti d’oro. La Banda del Tifo doveva essere rimaneggiata ma il richiamo per una partita che poteva significare la “svolta” l’ha radunata tutta davanti la pasticceria di Peppe. Christian è apparso ancora addormentato, per via delle ore piccole che continua a fare, “anche se non è più estate e non c’ha più l’età” commenta Sandro e poi ci racconta la storia di un amico conosciuto a Sharm El Sheik. “Un bresciano romanista, non ci si crede! Talmente tifoso che mi ha chiesto di fargli l’abbonamento”. Rarità che solo a raccontarle destano meraviglia. Antonella sfoggia una pelle abbronzata e delle belle gambe che mette in mostra grazie a una salopette corta di jeans che le da un’aria d’adolescente. Mirko smania perché siamo in ritardo e quando dice: “Il derby me lo vedrò a casa” ha il tono sicuro di chi si è stufato di fare file per i biglietti e un po’ se la fa sotto. Sandro inaspettatamente sorride, gli ha dato l’assist desiderato. Lo stadio sembra una barca metà al sole, metà all’ombra. Un veliero pronto per una traversata o per affondare ma, comunque vada, con tutti noi dentro e con un solo capitano alla guida. Sono riuscita ad accaparrarmi un posto più centrale nella speranza di godermi una bella gara senza vetri sporchi a rovinarmi la visuale. Mancano due minuti all’inizio quando appaiono prima Marco, che ha convinto la moglie a festeggiare l’anniversario di matrimonio con dieci minuti di ritardo, e Fabietto che ha fissato il parto programmato della moglie a lunedì per sicurezza: “Il dottore voleva partorisse oggi!” Tattiche romaniste, come quelle in campo che vedono schierato Simplicio. La partenza della Roma è ottima. Vedo trascorrere i minuti e rimango sorpresa da un gioco vivace e dominatore. “Peluso non gioca” sussurra Mirko al mio fianco, deluso di non poter ammirare il suo amico d’infanzia giocare in campo contro la Magica. La delusione dura poco infatti ci pensano Bojan prima e Osvaldo poi a farlo esultare come da mesi non accadeva. Impazziscono loro e noi. Quando Osvaldo spara in Curva dritto al cuore, salgo in piedi sul seggiolino e rimango lì trafitta. Finisce il primo tempo e siamo in vantaggio di due gol. Totti incanta come un mago, corre e tacchetta. De Rossi è tutto uno dalla difesa all’attacco. Il secondo tempo è tranquillo, troppo, così che Denis decide di movimentarlo con un gol. Vinciamo ancora ma abbiamo un deserto di minuti davanti. “Ma chi è quel bambino in campo?” mi viene da dire quando sotto la Curva Sud si affaccia Morales, 1.60 di altezza per 55 kg! Marco non sa decidere se rimanere o andare via, così Simplicio gli risolve il dubbio. Insacca la palla in rete a 83’ ed è trionfo. Arnold sorride e tutto lo stadio canta. Troppo bello per essere vero.  Papà telefona: “Ho visto una bella Roma finalmente” e mentre usciamo con il pensiero già a 14 giorni nel futuro esclamo: “Insomma questi biglietti per il derby quand’è che si devono fare?” La barca (e non il Barça!) è salpata e, salvo imprevisti, sembra pronta per la traversata!
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