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06 ottobre 2013

E il settimo giorno Totti fece il doppio del lavoro




C'è chi il settimo giorno si riposa e chi alla settima giornata di Campionato lavora il doppio. 
Facile indovinare di chi sto parlando ma procediamo con ordine. 
Da NewYork a Cagliari, passando per Roma, fino ad arrivare dentro lo stadio di SanSiro a Milano: i romanisti sono ovunque.
Così Inter - Roma è una partita dalle tante facce, dai molti aneddoti e dagli infiniti racconti. 
Fine primo tempo: 0-3 con tutti gol che parlano "romano". 
Gli amici del fantacalcio mi raccontano, tramite WhattsApp, della loro Inter - Roma in un locale di NewYork sulla 2 Avenue, che si chiama 28. 
Un locale che, ai gol di Francesco Totti, si è trasformato in una succursale dei romanisti residenti nella grande Mela, tutti rigorosamente vestiti con la maglia n10. 
A casa mia, molti km oltre oceano, la serata procedeva serena. 
L'Inter giocava bene, quindi per scaricare la tensione avevo deciso di girare per casa a vuoto e proprio mentre mi dilettavo in questo estenuante lavoro, Lui, L'Immenso, L'Unico ha segnato un gol che ancora non ho capito come. 
Un gol che diventa doppio, qualche minuto dopo, da un dischetto per un rigore che, a vederlo bene, non c'era. Deve essere stato per questo che Florenzi c'ha messo il piede e ha firmato una tripletta così da togliere ogni dubbio, ogni macchia su una vittoria che è stata netta e meritata. 
Il secondo tempo sarà quello dell'attesa. Quello del Mo' quanti gliene famo? perché, per una volta, pure se quella che hai di fronte è l'Inter (cioè una di quelle squadre di cui non fidarsi è sempre meglio), ti senti tranquillo. 
Li vedi i ragazzi sul campo.  Gestiscono così bene la palla che si arriva al 90' e al triplice fischio in un attimo, senza preoccuparsi troppo.
Cavolo tutto il secondo tempo senza segnare. Sarà crisi? 
E poi ti dimentichi che hai giocato per un pezzo in 11 contro 10 colpa di un Balzaretti finito negli spogliatoi prima del previsto. 
Ti dimentichi di un gol annullato a Ranocchia per evidente carica sul portiere. 
E trascorri il tempo cambiando canale alla ricerca delle interviste dei protagonisti. 
E vedi il Duomo giallorosso e tanti, i soliti, che rosicano. 
Poi, all'improvviso, mi ricordo del mio ex capo, interista doc, Gad Lerner che un paio di settimane fa mi aveva chiesto: 
"Come sta Er Pupone?"
e gli avevo giù risposto: 
"Er Pupone sta sempre bene". 
Mi sono ricordata di questo veloce scambio di battute ed è per questo che dopo la partita gli ho mandato un sms ribadendo: 
"Che gli avevo detto Capo?" 
Il suo "Beati Voi" unito agli applausi degli interisti a Francesco, mentre lasciava il campo, hanno definitivamente conferito al week end la sacralità che meritava. 
La Capolista ringrazia e torna a casa. 
La domenica mattina poi il risveglio è quello di un Regina o di un Re, quando facendo la rassegna stampa ti accorgi che la Roma è IN PARADISO e lo sarà almeno per altri 14 giorni, fuori può pure cadere il cielo a un romanista sembra estate piena. 
Inutile aggiungere l'ennesimo traguardo raggiunto dal Capitano e l'accoglienza dei giocatori a Fiumicino da parte di 700 supporters.
Inutile aggiungere altro...anzi una cosa si : TUTTI A NAPOLI!!!
In attesa della decisione domani del Prefetto, di una cosa sono convinta, non possono fermarci adesso...PAROLA DI TACCO12.

PostSCriptuMGuru: Chiuso con la telefonata post partita fatta a mio padre, perché in un aggettivo è racchiuso tutto lo stato d'animo di un vero romanista. 
Gli ho chiesto: "Beh, che dici?"
Il Guru ha risposto con un: "EMOZIONATO" e vi assicuro che lo era davvero molto.  

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