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20 marzo 2014

John Grisham e il mestiere di scrivere


Metti un sabato sera all'Auditorium di Roma.
Metti che in corso c'è il Festival Come Libri e che alle 21 è prevista nella Sala Sinopoli un incontro con un genio della letteratura contemporanea : John Grisham.
Era da anni che aspettavo questo incontro.
Partita da casa con la videocamera e i miei appunti in un inglese semplice e chiaro per poter, nell'eventualità, essere all'altezza di scambiare qualche battuta con il famoso narratore, mi avvio verso il quartiere Flaminio.
Al bancone per gli accrediti stampa ritiro i miei pass: uno per me e uno per il "mio"operatore.
Le addette al desk mi comunicano che "Lui" non rilascerà interviste.
Il mio volto esprime un certo disappunto. Come?
Non serviranno a nulla la telecamera e tutte quelle frasi appuntate?
Acconsento mio malgrado e con la fermezza, che solo una reporter d'assalto possiede, mi dico:
"io ce la farò".
Insieme a Mirko mi dirigo verso la platea, fila 7.
L'aula è ancora vuota e le poltrone rosse sul parquet chiaro, sono accoglienti al punto di sentirsi come nel salotto di casa propria.
palco

Il palco è illuminato sulle due poltrone rosse Frau posizionate proprio nel centro.
Dientro si loro, una pubblicità ricorda agli spettatori il titolo della manifestazione.
Un piccola sedia è collocata accanto alla poltrona rossa alla mia destra.
Un tavolino di legno basso divide le due poltrone e si fa carico di due bottigliette d'acqua e due bicchieri.
Sono le 21.10 la sala si è riempita ma non è colma.
In galleria vedo arrivare Michela e Valerio. Li saluto.
Mirko posiziona lo zoom per scattare qualche foto.
Il primo a fare il suo ingresso e Giancarlo De Cataldo.
L'autore di Romanzo Criminale prende posto sulla poltrona alla mia sinistra.
Poi entra "Lui": John Grisham seguito da una donna che gli farà da traduttrice.
Grisham con la Traduttrice

De Cataldo lo introduce e poi aspetta che la donna riporti le sue parole in inglese allo scrittore che così esordisce:
"Allora, per prima cosa Buona Sera" e dopo aver raccolto gli applausi della sala prosegue "Sono molto contento di essere a Roma".
Delizioso.
Quando si dice un uomo intelligente non solo nell'abilità della scrittura ma anche in quella dell'affabulazione.
Il primo libro di Grisham risale al 1988 e si chiama A Time To Kill (Il Momento di Uccidere), un libro rifiutato ben 30 volte e che una volta edito è stato stampato solo in 5000 copie.
Chi avrebbe mai scommesso su uno sconosciuto e, soprattutto, chi mai avrebbe pensato che il secondo romanzo sarebbe stato The Firm (Il Socio) ossia il settimo romanzo più venduto del 1991?
Il giudice di Masterpiece parla dell'ultimo libro dell'autore americano tradotto in Italia con il titolo: L'Ombra de Sicomoro una sorta di sequel del primo romanzo e poi con lui affronta temi importanti come il razzismo e la pena di morte.
Sul primo argomento Grisham dice:
 "Il problema del razzismo negli Stati Uniti è a molti livelli, si riscontra per esempio nelle vicende legali" poi cita Martin Luther King che diceva a suo tempo una grande verità ossia che il razzismo in America si vede nelle Chiese la domenica mattina, beh è ancora così".
Obama e la sua elezione è stato un bene e un male per gli Stati Uniti per quel che concerne il tema della razza.
Lo scrittore infatti ritiente che:
"Da una parte il Presidente ha fatto pensare agli Americani Neri di poter credere nel cambiamento, da un'altra di poterci credere in tempi molto veloci...ed è questo l'errore. Per i cambiamenti ci vogliono molti anni".
Sulla pena di morte invece spiega come per il suo libro, "Come si chiama?" chiede in italiano alla sua traduttrice che gli risponde: "L'Appello" mentre in sottofondo la sala sorride compiaciuta, ricorda di aver passato molto tempo in un carcere, nel braccio della morte.
Ha conosciuto tutte le persone che vivevano e lavoravano in quel settore del carcere. Dal secondino all'imputato, dal responsabile a miscelare le sostanze mortali a l'uomo che puliva i pavimenti.
In quel posto, per alcuni mesi, la sua esperienza lo ha portato a modificare la sua posizione iniziale sulla pena di morte e la domanda che si è posto alla fine è stata:  
Se uccidere è sbagliato, può lo Stato uccidere?
Fortuna che la sensibilità di De Cataldo ha deciso di alleggerire il tema, comunque trattato con toni gravi ma non troppo, passando così ad analizzare più da vicino il vero e proprio mestiere dello scrittore.
Alla domanda:
"Sei l'inventore del genere Legal Thriller?"
Grisham accenna a una smorfia divertita:
"Non ho inventato nulla. Il libro che ha dato il via a questo genere si chiama Presunto Innocente, io sono arrivato dopo".
Molti dei libri di Grisham sono diventati dei film, inevitabile dunque chiedergli:
"Qual è il rapporto dei film tratti dai tuoi romanzi?"
Questa che segue è forse la risposta che più di tutte mi è piaciuta:
"Sono stato fortunato con Hollywood con un'unica eccezione (nda che non ci ha detto!!!), comunque il mio amico Stephen King mi disse di tenere a mente tre cose:
1. Fatti dare tutti i soldi subito; 2. Saluta il tuo libro; 3. Il film sarà diverso dal tuo libro. Se questo non ti piace non prendere i soldi.
Io ho preso i soldi".
Il resto dell' incontro si è articolato su altri temi di attualità e politica come i Tea Party in America e la macchina politica negli Stati Uniti fino ad arrivare ad affrontare un'altra avventura letteraria che lo scrittore ha intrapreso negli ultimi anni: quella romanziere per ragazzi.
Un'ora di parole e storia è volata così, come le pagine dei suoi libri, come d'incanto.
Un solo rimpianto, non aver potuto fare qualche domanda.
Mi sarei concentrata di più sul tema della serata ossia sul Come Lui Scrive un Libro.
Gli avrei chiesto se ha dei ghostwriters, come pensa alle sue storie, quanto tempo impiega ad immaginare la trama...e tante altre cose ancora.
Sazia a metà ma euforica di aver avuto l'onore di poter sentir parlare uno scrittore dei nostri tempi, uno di quelli che vive con i suoi libri, mi sono diretta all'uscita.
La signorina del guardaroba aveva avvisato me e Mirko di ritirare i caschi del motorino, che le avevamo lasciato in custodia, il prima possibile.
Così abbiamo fatto e, nel tornare indietro, non avrei mai potuto immaginare di trovarmi alle spalle Mr Grisham. Mirko dice:
autografo di John Grisham
"E' lì! E' lì!"
Chi??? Non capisco più nulla.
Cerco disperatamente la mia unica penna in una borsa come al solito troppo grande.
Come una reliquia romana viene allo scoperto e mi butto letteralmente davanti agli uomini della sicurezza che lo stavano scortando verso l'uscita, munita di un foglio di carta:
"Please, Mr. Grisham, please!"
Lui sorride, scarabocchia camminando una firma incomprensibile mentre gli ripeto:
"Thank you for your books, Thank you!"
Sparisce oltre la porta dell'Auditorium. Inglobato dalla Cavea esterna. Inglobato nella notte romana che mi ha regalato un sogno e l'ennesimo insegnamento per bocca di un grande della Letturatura contemporanea:
"Io dico, se scrivi bene, insisti! Qualcuno là fuori ti aspetta".
Thank you Mr. Grisham.
 




15 marzo 2014

11 marzo 2014

Infortunio Kevin Strootman. Avanti tutta....Nonostante Tutti....

Kevin Strootman - Napoli-Roma 1-0

Non so se vi sono mancata ma il mio stato d'animo da tifosa era in lutto (per due giornate di squalifica per la CurvaSud) e lo sarebbe anche oggi (seconda sconfitta in Campionato ed infortunio per Strootman), se non fosse che un tifoso non riesce a starsene zitto, soprattutto se il un tifoso in questione è donna.
Quindi...parliamone!
Domenica sera a fine partita ero sfinita. Contro il Napoli, la mia Roma, ha giocato una partita perfetta. Nonostante le assenze giustificate (Totti) e non giustificate (De Rossi che si è fatto buttare fuori con una prova televisiva che dimostrava, per l'ennesima volta, che Daniele si deve dare una calmata).
Va beh, Kevin Strootman nonostante l'infortunio durante una partita con la sua Nazionale decide di schiaffarsi due cerotti sul ginocchio destro e scendere in campo. 
Eroico. 
La Roma domina. Il Napoli, quello costruito per vincere tutto o quasi, non esiste ad eccezione del suo portiere che para anche l'imparabile e di qualche sprazzo nel secondo tempo che si rivelerà sufficiente a vincere una partita. 
Se il giorno prima ero dell'idea che la Roma a Napoli se la sarebbe passata brutta, proprio per via delle assenze, domenica sera mi sono ricreduta subito. 
In campo è scesa una Roma meravigliosa, così affondo nervosismo e smania nel sacchetto di patatine rustiche (salatissimeee) e attaccata al collo di una birretta Peroni bella gelata. 
Mirko è muto come sempre davanti alla tv. Seppelito nel suo angolo di divano, lo lascio mimetizzarsi con la tappezzeria. 
La Roma ci prova, una...due..tre volte: niente. 
Intorno al 40' l'aria si fa pesante, nel senso che un vero romanista fiuta gli eventi 45 minuti prima...Infatti lo sa che se Gervinho e Bastos si mangiano due gol e  viene annullato un gol a Benatia per fuori gioco, qualcosa di terribile sta per accadere...lo sa!
"So' tre domeniche che esulto per niente...tre gol giusti da annullare ma che cavolo 'sti arbitri sbagliano quando gli pare!"
Così finisce il primo tempo su uno sterile e bugiardo 0-0 che nasconde una fregatura. 
Il romanista lo sa ma continua a sperare che la Roma segnerà perchè:
"E' più forte! Sta dominando!"
Qualcuno reclama Destro, qualcun altro Ljajic... non so a chi votarmi ...lo farei volentieri ad un certo Ibra ma quello non appartiene alla nostra rosa e allora preferisco urlare contro La Pantera Nera, schierata per necessità come prima punta, ruolo che non ha mai rivestito ma così è e ci prova come può. 
Scorrono altri minuti...Maicon già ammonito momenti rischia la doppia ammonizione, Strootman l'eroico ci aveva già abbandonati al primo tempo quando un brutto intervento lo fa cadere male e lui urla in un modo che è evidente che non qualcosa non va.
Prova a rialzarsi ma non ce la fa viene sostituito da Florenzi. 
"S'è fatto male all'altra gamba, quella sinistra" dico addolorata...contorcendo la mia faccia in un'espressione di dolore simile a quando ti spremi un limone in bocca. 
I telecronisti tacciono. Mirko non è convinto. 
"Si sarà fatto male alla destra, non doveva giocare era già infortunato". 
Insisto: 
"E' la sinistra..." 
Solo il giorno dopo la mazzata definitiva : lesione del legamento crociato anteriore sinistro, sarà fuori dai 6 ai 9 mesi. 
Per lui addio al Campionato e al Mondiale. 
La Roma continua a macinare il campo. Poi al minuto 81' Callejon segna. Segna lui e crolla il SanPaolo con tutta Napoli, il Vesuvio, il Golfo e le isole di Capri e Ischia. 
Crolla tutto, pure il Colosseo e io sul divano con un senso di frustrazione e sconfitta tipica di chi sentiva che sarebbe finita così ma a cui, addirittura il pareggio sarebbe andato stretto vedendo una classifica che lancia la Juve sempre più sola al primo posto. 
Me la prendo con tutti. Il gruppo dei Celata su facebook si scatena. 
Qualcuno dice che non ce la fa più e io lo so che vuole dire...perchè a fine partita ho urlato: 
"Basta! mi rifiuto di stare così per la Roma, non posso sentirmi male". 
La frase esce dalla mia bocca e la mia testa si stupisce nel sentirmi lamentare come come fa il Guru da quando sono nata. Le sue parole si sono prese possesso di me. 
Ho bisogno di un esorcista sono diventata come il Guru, liberatemi. 
Lo chiamo, immaginando il suo disappunto. 
"Che ti lamenti??? 'sta Roma ha giocato alla grande, sono tranquillo, è forte! Il Portiere loro ha parato tutto! Famme attaccà che so' incazzato nero". 
Attacco, tanto con lui non ci si può ragionare, lui la Roma la difende sempre, la ama è più forte di lui non le vede difetti, non la giudica. 
Mirko invece inveisce contro un centravanti che manca, contro una squadra cui manca sempre un soldo pe' fa 'na lira e contro i tifosi come mio padre che si accontentano di vedere il bel gioco e di non vincere mai niente. 
Me la prendo pure io a dire il vero. Me la prendo perchè mancherebbe così poco. Un giocatore buono lì davanti che la butta dentro. Solo uno. 
Vedo la Roma come una Ferrari guidata in prima, un attico senza ascensore e un granita di caffè senza panna. 
Le manca così poco per essere perfetta...così poco. 
"Si ma 'sto poco je manca da anni..." l'amarezza è tanta. 
Domenica sera qualche sogno è sfumato insieme a quel gol maledetto che ha regalato zero punti alla Roma in classifica per la seconda volta dall'inizio dell'anno. 
Che squadra ragazzi, può tanta bellezza essere tanto dolorosa?
Si che può...la bellezza spesso fa soffrire chi se ne innamora e noi pendiamo dalle sue labbra come innamorati adolescenti, come dementi. 
La bellezza però ti appaga anche solo nell'ammirarla e così noi innamorati staremo a contemplare per ancora 11 partite.
Lotteremo insieme, come sempre, magari perdendo ma mettendocela tutta perchè noi siamo La Roma e la Roma non sarà mai sola mai...parola di Tacco12. 

PostScriptumRitorni: Finalmente lunedì 17 saremo di nuovo in Curva Sud. Per onorare Kevin portiamo tutti una lavatrice allo stadio! :-) disegnata...ovviamente!

08 marzo 2014

Siete pronti per La Mossa del Pinguino?


Se non l'avete visto ancora correte al cinema!!! La Mossa del Pinguino è un film che fa sognare, ridere e piangere. 
E' una storia bella e fresca raccontata con la passione e il sentimento che contraddistingue Claudio Amendola, per la prima volta dietro la cinepresa. 
Di seguito vi lascio il link del mio pezzo per PinkRoma con le video interviste!






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