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06 ottobre 2014

Juventus - Roma 3-2: Ecco cosa non si può rubare.

Juventus - Roma per un romanista vero è peggio di un derby. 

Una partita diversa dalle altre perchè non sai mai come potrà andare a finire, anzi è più corretto scrivere perchè sei curioso di capire cosa succederà questa volta. Cosa s'inventeranno per vincere questa volta, come riusciranno a "rubare" una partita. 
Questo è quello che hai in testa e quasi sempre, alla fine, il tuo presentimento prende forma e ammetti con te stessa "lo sapevo".
La Roma di quest'anno però è una Roma forte. Lo scrivo e lo penso, senza timore, senza scaramanzie.
La mia Roma quest'anno è davvero una gran bella squadra e la Juve, che è forte a sua volta, aveva solo un modo per fermarla, il solito... ottenere dei favori arbitrali. Giocare sporco, stile Juventus.
Il fatto è che questa volta è stato così palese e sfacciato da non crederci. A differenza delle volte precendenti non si sono limitati a un rigore, a un gol all'ultimo minuto o a uno in fuori gioco. No, questa volta hanno preso tutto insieme il pacchetto e ce l'hanno sbattuto in faccia con la linguaccia di Bonucci davanti alla telecamera.
Una faccia piena di rabbia come se qualcuno stesse rubando al ladro un pareggio che, nonostante i due rigori inesistenti per loro, sarebbe pure potuto essere giusto perchè la Juve è una squadra forte, molto forte. 
Ti ritrovi avvelenata a urlare e a intossicarti l'anima, l'anima e non il fegato perchè è quella che ci metti tutte le volte che guardi la tua Roma, che tifi la tua squadra.
Ti avveleni e ti ripeti con razionalità: "Chi te lo fa fare? Chi? E' ora di piantarla". 
Hai superato da un po' i trenta e ti viene da piangere.
Le lacrime le trattieni solo per rispetto di te stessa, solo perchè ti sentiresti ulteriormente fuori posto e non è giusto. Le ingoi le lacrime come le ingiustizie che già subisci nella vita di tutti i giorni e ormai ci hai fatto "il callo" , che vuoi che sia una in più o una in meno soprattutto se si parla di calcio.
Eppure non ci riesci a mantenere un certo distacco, non ce la fai proprio perchè il cuore e la ragione da sempre percorrono strade parallele e non s'incrociano mai.
Finisce una partita che sembra frutto di una droga leggera (anzi pesante!) tale è il livello di allucinazione che assume e vedi comparire sullo schermo lui: il tuo Capitano.
Gli vedi gli occhi lucidi, la faccia rassegnata, stanca... come la mia, come quella di Mirko, come quella di mio Padre e di tutti i padri che hanno trasmesso a un figlio un "credo" o una "malattia" come dice mia mamma che aggiunge:
"Che vi arrabbiate a fa' se tanto lo sapete, non capisco perchè continuate a perdere tempo con il calcio".
E per la prima volta ti accorgi che tua madre sul calcio può avere ragione.
Ci dobbiamo rassegnare? Dobbiamo smettere di andare allo stadio di parlarne, d' incazzarci??? Smettere d'indignarci, di credere che il Calcio sia un gioco e basta?
La Juventus avvelena tutto.
Anche l'esultanza di De Rossi che era così esausto che al gol d'Iturbe invece di essere felice sembrava voler ammazzare qualcuno.
Loro, la Juventus e gli Juventini (con le dovute eccezioni), hanno questa capacità di tramutare la gioia in dolore, di vincere una Champions con i morti sul campo (i morti veri).
Loro sono quelli che a fine partita, dopo aver sputato sugli avversari (sputato davvero e non per reazione a qualcuno ma per il puro gusto di schifare chi è alla loro altezza) hanno pure il coraggio di parlare di stile.
Loro cui tutto è  permesso, loro che hanno i tifosi che invece di vergognarsi (non tutti se devo essere sincera) si sentono più forti e più arroganti che mai. Scrivono "zitti" sui post perchè loro azzittiscono le persone. Loro comandano. Loro dettano legge.
Loro che, facendo così, occupano le pagine di giornale e del web della Loro presenza invece di lasciare spazio alla meraviglia del rigore realizzato da Francesco, allo spettacolo e alla gioia del gol del veloce e piccolo Iturbe. All'eleganza di Gervinho che invece di buttarsi in area di rigore resta in piedi, alla poesia dei tifosi corsi fino a Torino, alla bellezza di una squadra che ha dimostrato di essere fortissima nonostante la sconfitta e alle parole ancora più belle del nostro Capitano che la definisce la squadra sconfitta :
"...non so se dall'arbitro o meno, ma non dalla Juve...con loro è sempre così"
Già e allora ti definiscono piagnone o pippa, perchè quando uno non ha argomenti usa sempre le stesse parole. Un vocabolario fatto d'insulti il Loro, insulti e basta. 
Mister Garcia sviolina come a dire "la solita musica" e sul calcio ieri si è steso un altro velo di tristezza, come un lutto inaspettatato nonostante sei al corrente della grave malattia.
Spegni la tv con il cuore a pezzi perchè ogni volta Loro ti distruggono una speranza, quella di un Calcio migliore. Ti fanno entrare in guerra con il cuore che ti hanno appena stropicciato. 
Ma io ho deciso che voglio crederci, devo crederci a questo Sport perchè se ci togliete pure questo ditecelo che cosa ci rimane. 
Potete toglierci la certezza di un lavoro, di una famiglia, di un futuro ma la bellezza del Calcio no, mi dispiace. 
Il Calcio ha troppe varianti libere, il Calcio ha i giocatori, la gente, i campi bagnati prima di essere calpestati; ha bambini che rincorrono un pallone e sogni che profumano di terra scottata dal sole. 
Ha le ginocchia sbucciate, i capelli sudati. 
Il Calcio ha maglie strette e calzettoni da lavare, scarpini da pulire prima di andare a giocare. 
Il Calcio ha il cuore di fare gol davanti a mamma e papà, ha gli occhi azzurri del mio Capitano che non si è voluto muovere dalla sua città. 
Mi dispiace cara gente ma io non ci sto. Questo sogno me lo tengo e se non lo troverò più in un campionato di serie A poco importa
Andrò a cercarlo la domenica pomeriggio nel campetto della scuola calcio sotto casa mia, su una spiaggia in una sera d'estate, in un film di qualche tempo fa, in una foto dimenticata tra gli album di famiglia. 
Loro questo non me lo possono rubare e nemmeno la gioia sulla faccia del mio Capitano dopo aver segnato un gol, nemmeno quella me la ruberanno mai.

Juventus - Roma 3-2: la gioia del Capitano dopo il pareggio 1-1


2 commenti:

  1. Articolo stupendo e che mi auguro leggano in tanti. Sull'arroganza di certi Juventini, che con forza ordinano il silenzio, hai perfettamente ragione ma lasciami dire una cosa: la loro reputazione è compromessa per sempre. Quei titoloni dopo Juventus Roma hanno fatto il giro del mondo, le frasi pronunciate da Garcia anche. Tutti stanno urlando, coloro che ancora non dimenticano il gol di Muntari o il fallo di Juliano, ci sono passati tutti, in tante hanno perso lo scudetto come la Roma ha perso questa partita, ma lasciami dire: chi tifa Inter, Roma, Milan, Lazio ecc tifa per un amore, una passione, chi tifa Juventus (e parlo di quelli che con arroganza ordinano di stare muti, ma non sono tutti così) lo fa perchè in una vita da perdente la Juve è l'unica cosa che vince e impazziscono qualora non riuscisse o fosse smentita la loro pseudo superiorità. Un abbraccio forte e FORZA ROMA :)

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    1. Gli Juventini hanno l'arroganza del potere, la forza di essere entrati in un sistema dettando legge e, anche se hanno pagato andando in B, rimangono convinti che si siano immolati per una causa non una colpa. Quello che più spaventa è la loro libertà di parlare e agire. Si sentono i padroni, in nessun altra squadra i giocatori hanno la prepotenza di rispondere all'arbitro come fanno loro, con la faccia del "te lo dico io". L'ammonizione di Totti? Ancora non ce l'ha spiegata nessuno per esempio. Ieri sera Nedvded ha detto: "Totti non è mai stato in una grande squadra" ennesima dimostrazione di prepotenza, cosa s'intende per grande squadra??? La Roma è da anni che combatte per lo scudetto e che gioca in Champions non mi pare che la Juventus abbia fatto molto di più. Ecco quello che gli Juventini non hanno imparato ed ecco perchè tutti mal li tollerano: sono arroganti e maleducati. E' per questo motivo che se vinceranno saranno felici solo loro perchè "il ci piace vincere facile" è una legge ritenuta lodevole solo dagli stolti, solo da chi non ha capito che il calcio è un gioco di lealtà, gruppo, rispetto per l'avversario e rispetto per le regole. Forza Roma allora e forza Totti, unica bandiera di un Calcio che non c'è più.

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