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20 ottobre 2013

Nun se dorme più


Contro l'Udinese sarà la partita fondamentale. 
Così, di domenica in domenica (si fa per dire dato che questo turno abbiamo giocato addirittura di venerdì), sposto la mia asticella verso il traguardo finale, pensando che la partita che verrà sarà quella decisiva. 
Azz...vuoi vedere che 'sto franzoso ha cambiato la mentalità pure a me??? 
Certo è che se ha ben lavorato sulla squadra su noi tifosi ha ancora abbastanza tempo da perdere dato che siamo piuttosto indisciplinati almeno nel controllo dell'euforia. 
In Curva non si può stare...sto respirando un'aria che avevo accantonato nel profondo del mio stomaco 11 anni or sono. 
Arrivata con largo anticipo, perché per me e Mirko l'appuntamento alle 19.15 da Sandro era decisamente troppo tardi per Roma-Napoli, il primo che incontro al parcheggio del motorino è un certo Vincent Candela. Arrivo al mio posto ancora più carica.
Mi godo Tanto pe' cantà e Forza Roma Forza Lupi cantando a squarciagola con l'occhio rivolto allo spicchio ospiti che in Nord è più nutrito del solito. 
Lo stadio freme. Lo si vede dalla gente che arriva con il sorriso in faccia, con la musica che sale e i corpi che ballano. Gli sguardi sempre attenti all'ora che sullo schermo luminoso batte il tempo che manca all'inzio della partita.
Cori "razzisti" (da quest'anno) s'alzano dalla Sud. A me non piacciono, non li ho mai cantati ma appartengono al repertorio storico di qualunque tifoseria ed eliminarli non credo sarà cosa semplice. Non li giustifico, sia ben inteso, però penso che per dirla alla Nino Manfredi gli insulti tanto pe' cantà fanno meno male dei coltelli e delle molotov. 
Alle 20 passate arrivano Sandro, Matteo, Marco e Christian. 
"E Antonella?" faccio sorpresa.
"Antonella è in Umbria stasera non viene". 
Ah, santa pace qua la faccenda è grave. Quando una pedina non è al suo posto saltano gli schemi e a me 'sta faccenda che Antonella manca non mi piace tanto. Allora faccio per mettermi al suo posto che è leggermente più centrale del mio ed è il quel momento che Marco mi poggia una mano sulla spalla e mi fa: "Beh, proprio oggi 'sti cambiamenti?" 
E allora nemmeno fiato, perché il dubbio già ce l'avevo avuto pure io e preferisco togliermelo. Risistemo il giornale sul mio seggiolino e con un pezzo di pizza bianca in mano aspetto il fischio d'inizio. 
Guardo i ragazzi allenarsi: Dodò al posto di Torosidis, dicono le formazioni ufficiali. 
Con Roma, Roma lo stadio s'è riempito tutto. Qualcuno si mette sulle scale, qualcun altro in piedi vicino alle vetrate.
Inizia la partita. Primi minuti così e così. Non è che ci si capisce tanto.
La Roma sembra sempre tranquilla ma il Napoli è bello avvelenato. Si vede che ha il piglio di chi viene a casa nostra per vincere. La preoccupazione però mi viene solo quando, appena raggiunta la mezzora, Totti chiede il cambio. 
"E' colpa di Maradona! E' tutta colpa sua!" commenta Mirko sconsolato. 
"Che cavolo c'entra Maradona?" gli faccio. 
"Quello a Totti gli porta sfiga" dice senza aggiungere altro.
Totti esce e la Roma barcolla.
"Cavolo quanto conta il capitano" mi arriva sul WhatsApp del gruppo di Casa Celata.
E quando la Roma sembra stia per crollare ecco che il portierone Morgan De Sanctis compie il miracolo.
La parola d'ordine diventa: Resistere! Resistere! Resistere! almeno fino alla fine del primo tempo tanto "ce pensa Garcia a sistemare tutto poi " conclude Mirko.
E la Roma non solo resiste ma passa in vantaggio con un capolavoro, l'ennesimo della stagione, che se fossero tutti quadri o canzoni, adesso sarebbero pezzi da collezione.
L'autore di questa domenica, il cantautore della colonna sonora della vittoria, si chiama Miralem Pjanic. Batte una punizione allo scadere del primo tempo che il portiere partenopeo davvero non poteva prendere.
Pausa di 15 minuti, giusto il tempo di rivedere Valentina.
Un'amica di un'altra vita, mi viene da dire, che adesso vive a Londra ed è volata in Curva Sud per sostenere la Magica di cui è tifosa da sempre. Il suo sorriso e la tenacia con cui si sta costruendo il suo futuro, mi rende fiera di lei e ancora più convinta che chi tifa Roma vince sempre anche nella vita, del resto chi sceglie la Roma sceglie un modus vivendi, una filosofia.
Si rientra nell'arena. Siamo carichi de brutto e io sono convinta che:
"Se non segnano nei primi venti minuti, qualcosa non quadra" lo dico a tutti prima che si ricominci.
Pronti via.  La partita è bella. I ritmi alti. Per un momento mi perdo nella lettura degli striscioni dei Roma Club che colorano la Tribuna Tevere. C'è tutta Europa: Norvegia, Barcellona, Copenaghen, Stoccolma, Londra. Quello che però mi sorprende di più è lo striscione italiano: Roma Club Margellina, penso ai tifosi napoletani che se lo trovano davanti allo specchio del settore ospiti e mi domando come sia possibile che dei napoletani tifino per noi.
La partita cattura di nuovo la mia attenzione.
I minuti passano e siamo quasi al limite del 70' quando capita di nuovo il miracolo.
Borriello, napoletano di nascita, si procura un rigore che il solito n15 trasforma senza grandi problemi. 2-0 Show must go on!
Lo stadio esplode letteralmente. Tutti cantano, saltano. A me viene da piangere. Mi viene sempre da piangere anche quando al 90' parte Grazie Roma e la Roma ha raggiunto la Juve di Platini: 3x8 ...24!
E i calciatori si prendono tutti per mano. E corrono, tirano le maglie in Sud, e ridono, e piangono.
La Roma è a punteggio pieno. Ha vinto una partita fondamentale e adesso come si fa a non crederci? Come si fa a scrivere sui giornali se la Roma la si può considerare una delle concorrenti allo scudetto???
Manca troppo dirà Danielino nelle interviste post partita. C'ha ragione.
Manteniamo un low profile. Almeno proviamoci.
L'inno finisce. Telefono a papà per sentire se nella cucina del ristorante sono ancora tutti vivi. Lo sono. Roma, la Capolista se ne va...avanti il prossimo non vedemo l'ora de rigiocà...tanto ormai la notte Nun Se dorme ppiù!!! Ripensi a Maicon che è rientrato. A Pjanic che esulta sotto la Curva Nord e quella degli ospiti. Pensi a Daniele che salva il risultato sulla linea di porta a Borriello che si procura il rigore. Pensi preoccupata alle condizioni del Capitano e a quelle di Furia Cavallo del West... pensi, ripensi e  pure se non dormi te pare proprio de sta a sognà.

PostScriptumLazie: c'è sta un tipo che di solito usa il fioretto che farebbe meglio a continuare nella sua arte di Scaramouche invece che in quella di commentatore di calcio...almeno parla di uno sport che conosce...parola di Tacco12. 

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