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19 marzo 2017

Roma - Lione, tre giorni dopo.

 
AsRoma - Lione 2-1

 

Roma - Lione 2-1

Il diario della tifosa riprende proprio da una vittoria imbevuta di delusione. Ho deciso di riprendere da qui perchè ci sono partite che meglio di altre spiegano la condizione dell'essere romanista. E' in partite come Roma - Lione che si riconosce un vero romanista.

Verso lo stadio

Il viaggio verso lo stadio era intriso di tensione. Mai come questa volta ho incontrato i volti degli amici di fede giallorossa con cui condividere uno sguardo, un sospiro, una speranza. 
Roma - Lione poteva essere la partita della "svolta", una di quelle in cui si può fare il miracolo anche perchè non si sarebbe trattato di un vero miracolo... il romanista lo sa che ci sono vari tipi di miracolo. 
All'As Roma sarebbe stato sufficiente un 2-0 o un 3-1, nulla di stratosferico o di paragonabile per esempio a quanto, pochi giorni prima, aveva realizzato il Barcellona in Champions League ribaltando un 0-4 con un 6-1!!!
Tutto questo ci metteva in quella condizione di "crederci", di "sperarci". Una condizione emotiva che si trova nel limbo tra il baratro e il paradiso. Insomma come essere vicino a un precipizio ma a una distanza ragionevole per non cadere nel vuoto. Eppure, la coscienza del romanista lo sa che queste speranze non le sono concesse.
Nel tragitto verso lo stadio, vi stavo raccontando, ho incontrato Federica con il suo fratellone. 
Ci siamo salutate al semaforo di Piazza Maresciallo in Giardino. Eravamo fermi con gli scooter al semaforo e ci siamo trovate fianco a fianco. Un sorriso, uno "speriamo bene" e il rosso diventa verde così schizziamo verso il nostro destino. Nel parcheggio, a farsi incontro a me e a Mirko, c'è Gabriele. Sta solo e vaga alla ricerca di Stefano, suo padre, che ancora non è arrivato. 
"Speriamo bene" dice anche lui e vedendo me scuotere la testa aggiunge : "E' che da romanista mi torna in mente un'impresa che a niente è servita" e a quel punto io lo fisso con un sorriso a metà tra il rassegnato e l'interrogativo: "Pure a me... " faccio e allora Gabriele prosegue: 
"La tua risale ai primi anni '90?" 
Gli dico di si e lui continua: 
"Allora mi sa che è la stessa... Roma - Slavia Praga 3-1 e non bastò!" (già era il 19 Marzo 1996)
A quel punto il mio ottimismo esce fuori : 
"Beh, in questo caso basterebbe".
Ci salutiamo e proseguiamo verso l'Olimpico io e Mirko più taciturni del solito. 
Passa Claudio con il suo gruppo, ci scambiamo un abbraccio forte poi lui mi saluta con un : "Tranquilla! Questa sera gliene facciamo quattro!" 
Adoro il suo ottimismo così atipico nel tifoso romanista.
Allo stadio pochi controlli e poca fila.Il mio cellulare squilla. Lampeggia la scritta "Mamma". Rispondo.
"Che stai facendo?" 
Mia mamma è la persona meno interessata al calcio che conosca, nel senso non solo che non le piace vedere le partite ma che non le capita, nemmeno per errore, d'incappare nelle notizie sportive alla fine del telegiornale il che fa di lei una vera ignorante in materia. Nel vero senso del termine. Lei semplicemente ignora il calcio. Lei non distingue una partita di campionato o di europa league o di champions league ovviamente. Lei semplicemente sa che papà e io siamo malati di As Roma e che è meglio che vinca perchè il nostro umore potrebbe essere intrattabile.
"Mammi sto andando allo stadio, oggi gioca la Roma"
"Oggi? E che partita è???"
Che partita è??? Che partita è??? Com'è possibile che mia madre non abbia idea che ci stiamo giocando un posto in Europa, in un anno in cui la competizione è alla portata nostra e potrebbe regalarci un trofeo mai vinto???
Tiro un po' il fiato per non rispondere d'istinto. Un romanista provocato diventa una bestiola. Una romanista peggio.
"Mammi" le dico "E' una partita fondamentale, ci giochiamo un posto in Europa" uso le parole più semplici che conosco per cercare di farle capire il succo della storia. 
Lei capisce e taglia corto:
"Va beh, va beh ti lascio stare allora ci sentiamo domani".
Le mando un bacio ed entro nello stadio. 

AsRoma - Lione 2-1, il goal di Strootman

Dentro lo stadio 

Gli spalti alle 20.00 sono ancora abbastanza vuoti. "Dice che hanno venduto più di 40 mila biglietti" commenta Simone, mentre gira il volto da Curva Sud a Tribuna Montemario passando per la Tribuna Tevere "a me sembra che sia ancora mezzo vuoto ma sono già le otto passate, questi che hanno comprato i biglietti dove sono?" 
In effetti anche io e Mirko sospiriamo e ci domandiamo la stessa cosa. Poi ci scattiamo un selfie da mandare nella chat AsRomaForever, di cui sono presenti anche Giacomo ed Emo che hanno postato una foto dalla Montemario con il mitico Jordan, un ragazzo canadese super romanista che per amore è arrivato in Italia e ha insegnato ai suoi alunni della classe d'inglese l'inno della Roma documentato da filmato. Un vero innamorato, un malato come noi. 
Man mano che i minuti scorrono aumentano gli spettatori. La squadra si allena con il sostegno del pubblico, anche loro sembrano particolarmente tesi.
Il telefono squilla: Gabriele.
"Oi dove sei?" Mi fa.
"Siamo qui ingresso 15 e tu?"
"Io 17... Curva"
"Ah, mannaggia siamo in un altro settore. Oh, Forza Roma!"
"Daje!"
La tensione del tifoso è strana: ti si chiude lo stomaco, senti un formicolio diffuso e soprattutto sale l'ansia che toglie il fiato e porta al sospiro facile. In tutto ciò i muscoli sono in tensione come se tenessi due pesetti nelle mani per 90 minuti. Un incubo. 
La partita inizia. I ritardatari, quelli che vengono definiti i "tifosi occasionali" , iniziano ad arrivare alla spicciolata a partita cominciata. Questa pratica è particolarmente fastidiosa per i tifosi non occasionali che sono abituati non solo ad arrivare allo stadio con 2 ore di anticipo ma soprattutto a vedere la partita senza quel via vai continuo di gente che si ferma sui gradini un po' per controllare il numero del posto sul biglietto, un po' per guardare la partita. 
Una partita fondamentale come As Roma -Lione non puoi arrivare con 15 o 20 minuti di ritardo, non è concesso.
Soprattutto quando al minuto 16, dopo un inizio scoppiettante per la Roma, a segnare è il Lione. Lo fa sotto la Curva Sud. Un gol identico a quello dell'andata. 
"Questa non ci voleva proprio, ma porca miseriaaaa!!!" 
Un ragazzo accanto a me, è la prima volta che lo vedo, per fortuna sembra una persona tranquilla. Non urla parolacce, non bestemmia, semplicemente guarda la partita e ogni tanto commenta ad alta voce. Al minuto17' però salta e come quando Strootman la butta dentro e pareggia i conti, annullando di fatto il vantaggio degli avvarsari e mettendo la Roma nella condizione di "ricominciare daccapo", servono ancora due gol e abbiamo ancora 73 minuti per provarci. Impresa possibile. 
Il Lione è una buona squadra ma subisce una Roma ordinata e ostinata. La Magica sta giocando per vincere e non sente ragioni lo farà. 
Nel frattempo la Roma si mangia parecchie occasioni, il portiere del Lione fa di tutto per perdere tempo innervosendo tutti noi sugli spalti e i giocatori della Roma escono a fine primo tempo con la maglietta sudata. 
Scendiamo le scale per andare a smaltire l'ansia. Nel cappotto tengo un pezzo di cioccolata, la mia droga contro lo stress. Passa Massi e ci saluta. Commentiamo velocemente il primo tempo. La sfiga, che un pochino ci perseguita e chiudiamo con un "speriamo bene".  Già speriamo bene, perchè alla fine noi romanisti di natura siamo ottimisti. Sono gli eventi che ci trasformano in pessimisti. Il secondo tempo è il tempo che ti toglie anni di vita. 
La Roma spinge, spinge forte infatti bastano 15 minuti per raddoppiare complice un autogol di Tousart e "mica possono essere tutti loro i rimpalli no?" 
L'arbitro mi infastidisce ha ammonito quasi tutti i nostri mentre ai francesi lascia fare quello che vogliono.. "In Europa è così" commenta evidentemente qualcuno dei tifosi occasionali. 
L'ansia aumenta. La cioccolata non basta. Non basta più nulla, nemmeno l'ingresso in campo del Capitano. 
"Lo ha messo perchè è la sua ultima partita in Europa" mi dice Mirko. Questo non mi riconsola, m'innervosisce molto per me non esiste un'ultima partita per Francesco Totti. 
Il Capitano tocca due palle che sono due meraviglie. Il tempo se ne frega di noi, continua a scorrere insesorabile e quando scatta il contropiede su una nostra azione e Alisson effettua una parata impossibile tutti gridano al segno. 
Mirko si gira verso di me : 
"Questa partita la vinciamo! Te lo dico io la vinciamo! Questo è un segno dopo una parata così non si può perdere" 
Einfatti non si perde ma non si passa il turno. La partita finisce al cardiopalma come sempre. Qualche bambino piange sugli spalti, io vorrei tanto piangere ma ho il fisico abituato alla Roma e il pianto si trasforma in mal di stomaco. Al fischio finale, come dopo un esame universitario o una prestazione sessuale particolarmente intensa, i muscoli sono completamente indolensiti. La tensione scende e il mal di testa aumenta e con il mal di testa anche le domande del dopo partita. 

AsRoma - Lione 2-1, Daniele De Rossi

Fuori lo Stadio 

Le domande del dopo partita sono tante e si mischiano alla autocommiserazione. 
"Finisce sempre così" "Che ti avevo detto...mai 'na gioia" "Però abbiamo dato il massimo" "Lo stadio questa sera è bellissimo, non ci meritano" e così via... potrei continuare per ore il repertorio è davvero nutrito. 
La verità è che l'As Roma è fuori dall'Europa e che questo obiettivo è stato fallito. La verità è che un romanista lo sapeva che anche questa sera la storia non si sarebbe fatta, che quel giorno arriverà ma non si capisce bene quando. Essere romanisti è più o meno questo: sentirsi fieri anche nella sconfitta. Siamo fatti così, sosteniamo un amore e contro l'amore non si può lottare. 
Squilla di nuovo il telefonino questa volta lampeggia il nome : Claudia. 
Mia sorella vive lontano da qui e la sera lavora fino a tardi. Rispondo subito anche se ho poca voglia, non ho chiamato nemmeno papà so che ha il mio stesso umore: 
"Oi tutto bene?" 
"Si, certo che stai facendo?" Ecco Claudia è proprio figlia di mia madre. Lei il calcio non lo concepisce proprio: 
"Sono una femminista, non perderei mai tempo per uno sport giocato da maschi!" 
La sua risposta mi fa riflettere, sempre saggia la mia piccolina... e allora perchè io perdo la ragione??? Mi girano le scatole, mi girano sempre quando la Roma non vince, quando perde un'occasione, quando t'illude fino all'ultimo per poi farti tornare alla realtà. La Roma è come un sonno dal quale ti riprendi con un paio di schiaffi in faccia o un secchio di acqua gelata...come fa a non roderti quando ti svegliano così? 
Eppure sono queste le partite in cui si capisce se si è romanisti o no. Sono le partite in cui devi avere più forza, devi decidere se restare o rimanere e posso giurare che si rimane sempre. 
Si rimane ad aspettare quel giorno che qualcuno ti ha giurato che prima o poi arriverà, di solito a prometterlo è stato il tuo vate, la persona che ti ha iniziato a questa religione. Hai fiducia in lui e hai fiducia nella tua fede e allora aspetti che quel giorno in cui la Roma farà la storia tu ci sarai, perchè magari una volta negli ultimi 17 anni ti è già capitato di esserci e ancora te la ricordi tu quella giornata, è stata la più bella della tua vita. 
Saremo di nuovo più forti di tutti per una volta ancora ed è per questo che soffro e tifo Roma.




AsRoma - Lione 2-1 , Strootman, Manolas e Daniele De Rossi


























18 marzo 2015

As Roma - Sampdoria, il silenzio di chi ama

As Roma - Sampdoria 0-2, il silenzio di chi ama

 

As Roma, assente ingiustificata


L'As Roma è assente ingiustificata, io no. Dopo 21 giorni torno a scrivere e chiedo scusa ai miei lettori. Lo so ogni tanto inizio i miei post così ma devo confessarvi che dopo le ultime partite ho avuto seriamente difficoltà a esprimere un giudizio su quanto stava capitando all'As Roma.
Dopo la vittoria con il Feyenoord ho sperato nella previsione di Capitan Totti quella che recitava:
"Se vinciamo giovedì, vinceremo anche lunedì contro la Juventus" ma così non è andata e la delusione ha prevalso sulla razionalità.
Una partita, quella contro i bianconeri, che si poteva perdere ma anche vincere. Una partita che serviva per riscattare quella "pagliacciata" dell'andata, che doveva rimettere in gioco tutto, ma che non ha rimesso in gioco niente.
Così priva di umore e di parole, dopo la fallita profezia di Totti, ho mantenuto il silenzio in attesa di un segno.

As Roma - Chievo 0-0


La settimana successiva il segno non c'è stato. Uno 0-0 contro il Chievo ci ha tenuto inchiodati miracolosamente al secondo posto, più per demerito di chi insegue che per merito della Roma stessa. A colpire, ancora una volta, la totale assenza di gioco e d'idee.
Nel mirino dei colpevoli entrano (o sarebbe giusto scrivere: entrano di nuovo) i due pilastri della squadra: Totti e De Rossi. Il primo perchè "vecchio" il secondo perchè "morto".
Certi soggetti che si definiscono tifosi ne hanno dette e scritte di tutti i colori senza vergogna, senza memoria. Penosi.
Anche per amore di Totti e De Rossi ho continuato a tacere. Ho voluto vedere fino a che punto il mio silenzio doveva protarsi. Fino a dove si può mantenere il fiato senza prendere ossigeno.

As Roma - Sampdoria 0-2: Totti e De Rossi


Fiorentina - Roma 1-1 di Europa League

Poi è stato il turno di un incontro tutto italiano per un trofeo internazionale. Quello dei Viola di Montella, presi a schiaffi dalla Lazio in Campionato, contro l'As Roma al Franchi alla ricerca ormai continua di riscatto.
Daniele De Rossi questa volta la combina davvero grossa, un suo errore procura il vantaggio della Fiorentina. Cosi "si butta malato" (si dice a Roma) ed esce, in preda ai sensi di colpa forse e alla consapevolezza che le critiche che gli vengono mosse da mesi, iniziano davvero a trovare terreno fertile.
La Roma soffre ma piano piano esce fuori.
L'uomo di questa rinascita si chiama Keita, che dopo aver pareggiato la partita con Juventus all'Olimpico, infila la testa su un cross dal calcio d'angolo di Florenzi e insacca alle spalle di Neto, che aveva già parato un rigore a LjaJic (l'unico ex che non segna).
E' ancora una volta 1-1 ma questa volta è un pareggio buono. Lo dicono tutti. Sprazzi di Roma tornano a farsi vedere. Daniele De Rossi a parte, la Roma sembra esserci, forse si può tornare a prendere fiato.
Aspetto ancora un po' prima di scrivere un post, prima di dire la mia. Come un pesce fuor d'acqua, che per paura di perdere ossigeno continua a boccheggiare, in attesa di un Roma - Sampdoria che potrebbe definitivamente getterami nel mare a nuotare.

As Roma - Fiorentina 1- 1, il gol di Keita

As Roma - Sampdoria 0-2


Si sa che, se per le quote della Snai l'As Roma è data favorita, la Roma porterà a casa il risultato meno scontato. Così è stato. Poteva vincerla, dato che non vinceva in casa dallo scorso 30 novembre 2014, e poteva addirittura pareggiarla, nessuno ne sarebbe rimasto sorpreso, ma no, no  la Roma questa partita ha deciso di perderla.
Rimanendo ancora inspiegabilmente al secondo posto ma guardando dall'alto a una sola distanza l'odiata Lazio che ha preso il volo e zitta, zitta ha ridotto la distanza.
Ecco starei trattenendo ancora il fiato se l'epilogo che mi si mostra non mi apparisse tanto tragico da togliermi definitivamente la parola. E allora ho deciso di parlare.
Per quanto ancora l'As Roma potrà rimanere incollata a questo secondo posto?
Ce la farà a vincere all'Olimpico contro la Fiorentina giovedì prossimo? Come si può risollevare una squadra che perde quando gioca bene e pareggia quando gioca male?
Che ci siano problemi grossi è evidente da tempo.
Anche se già da tempo avevo espresso il mio punto di vista, e se c'è una cosa che odio è ripetermi e dire "L'avevo detto", a questa Roma manca una Società. 

Manca una Società


Vorrei chiamare all'appello tutti quelli che se la prendevano con la famiglia Sensi, che sono gli stessi che dicono che Totti è finito o, peggio, che Totti è un problema.
Contro i blucerchiati Totti è stato il migliore in campo, unico fuoriclasse di una squadra senza palle.
All'As Roma manca una Società seria, in grado di essere presente e di tirare per le orecchie chi marcia male. Impariamo a dare un vero nome ai problemi.
Questa Società manca come un genitore in carriera, preoccupato dei suoi business e pronto a fare dei regali spropositati ai suoi pargoli per compensare le sue assenze.
"Eccoti lo Stadio, eccoti lo sposor Nike e il Roma Village. Poi un bel restyling a Roma Channel e una Radio tutta tua, contenta??? Facciamo un precampionato in Australia allora!"
Ecco le promesse di un genitore assente, uno che guarda le partite da Boston e non fa altro che viziare i suoi figli.

As Roma - Sampdoria 0-2 : il silenzio di chi ama, Emma Ferrero giallorossa

Il silenzio di chi ama


Contro la Sampdoria sono rimasta a casa. Fuori pioveva e l'umidità m'invadeva le ossa. Non avevo voglia di bagnarmi per questa Roma. Mi sono anche sentita in colpa. Mi sono detta "che razza di tifosa sei? Cosi vecchia ti sei fatta? " Poi ho aspettato.
Ho aspettato sul divano di casa di vedere una reazione in campo della squadra, di sudarsi una vittoria ma questa volta, oltre al danno anche la beffa.
Viviano para la qualunque e la Roma non concretizza anzi rimedia due gol. Sinisa dal bordo campo fa i salti di gioia, mentre il "Viperetta" si presenta alle telecamere con la figlia Emma e la sua sciarpa giallorossa al collo. Lui sbraita, inventa qualche gag e dichiara amore al suo allenatore.
Emma tace, parla solo quando interpellata. Tace con la sua sciarpa al collo e gli occhi tristi che guardano in giù.
Emma tace in un silenzio che parla d'amore, proprio come il  mio perchè chi ama aspetta in silenzio, certo che il proprio amore sarà ricambiato.
Quando uno ama con tutta l'anima, dove va a finire quella passione?  Prima o poi ritorna, ritorna per forza.

As Roma - Fiorentina, l'epilogo?

Giovedì nello Stadio Olimpico di Roma ci sarà il ritorno di Europa League contro la Fiorentina, non so come finirà e, a questo punto, sono relativamente preoccupata.
Potrebbe essere la svolta o la conferma di una stagione partita con aspettative altissime e finita a puttane.
Resterò muta, in silenzio, qualunque sarà il risultato, perchè chi ama non si accontenta di una carezza, chi ama merita molto di più. Merita amore eterno e rispetto.

26 gennaio 2015

Fiorentina - As Roma 1-1, siamo come Willy Coyote con Road Runner

 
Fiorentina - As Roma 1-1, Ljajic al momento del gol del pareggio giallorosso

Fiorentina - As Roma 1-1 ha ridimensionato le aspettative dei giallorossi sulla vittoria scudetto


A dirlo sono in molti, forse troppi. Le categorie di persone che ne sono eccole suddivise nei seguiti tipi: "Quest'anno vincemo tutto", ossia il tipico energumeno da spiaggia che inizia a sparlarla grossa già dal pranzo di Ferragosto, complice il sole o il vino verrebbe da pensare, invece no.
"Non vinceremo mai niente", soggetto depresso cui la porola ottimismo risulta un foresterismo più che un termine italiano, pronto sempre a vedere il bicchiere vuoto se non rovesciato a terra.
Infine la categoria del "E' colpa dell'allenatore che non capisce un cavolo" con variante "di De Rossi che prende troppi soldi" oppure "di Totti che è un fenomeno ma ormai ha 38 anni" e infine "E' colpa de Ilary", perchè dare la colpa a una donna ci sta sempre bene.

La categoria "Ci manca la mentalità" 

Poi c'è la categoria nella quale m'inserisco che è un insieme di "Ci manca la mentalità", "Ci manca Pogba e quindi un campione che risolva le partite da solo".
Ci tengo a precisare che non mi ritengo una catastrofista. Siamo alla prima del girone di ritorno e ci sono ancora tantissimi punti a disposizione, il problema però resta la mentalità e più passa il tempo e più è evidente.
Su questo purtroppo non riesco più a mentire. L'As Roma sa reagire a uno svantaggio, sa giocare un bellissimo calcio quando è in vena ma non ha la rabbia, la cattiveria, la voglia di portare a casa 3 punti come dovrebbe essere.
Il perchè lo ignoro, come pure continuo a non capire come mai il nostro Mister non azzecca più un primo tempo che sia uno e mi viene il dubbio che non l'abbia mai azzeccato, tanto che lo scorso anno la Roma nel primo tempo segnava pochissimo.
Dobbiamo sempre "risistemare" schemi e testa alla fine del primo tempo, perchè?
Non voglio togliere merito alle squadre avversarie come la Fiorentina di ieri, fiera e padrona del campo, orgogliosa e bramosa di mordere l'AsRoma alla giugulare in uno dei suoi momenti di sonno. Brava la Viola e il suo allenatore, un ex-giocatore che mai potrà attirare le mie ire.

La partita dell'As Roma 


Ho cercato di guardare con poco coinvolgimento la partita di ieri, almeno nel primo tempo. Quando però i minuti iniziano a scorrere memorabili e senza pietà alcuna, l'agitazione mi coglie all'improvviso e inizio a urlare come una matta in preda al "Perchè? Perchè passate la palla indietro, cazzo!!!" 
La grinta c'è stata nei soliti minuti iniziali del secondo tempo, quando un Iturbe ispirato (finalmente) ha imboccato un Ljajic, sempre tra i miei preferiti, che l'ha buttata dentro come il più classico pronostico "gol dell'ex" prevedeva.
Nainggolan, pur non disputando una delle sue gare migliori, ha comunque tirato fuori la grinta. Totti, lui è stato il solito fuoriclasse, l'unico che la Roma abbia mai avuto. L'unico che si gira al volo e lancia la palla nella pallida speranza che qualcuno lo capisca e, purtroppo, nessuno lo capisce. Una coperta di cachemire su un'isola caraibica, un piatto di matriciana nelle mani di un vegetariano.
De Rossi ha salvato una palla quasi in porta (questo lo scrivo per chi ce l'ha sempre con lui) e Strootman si è fatto male, niente di serio sembra. Per il resto incornicerei l'espressione di Maicon e Mexes che prende per il collo Mauri... ops scusate quella è stata un'altra partita.

SS Lazio - Milan, Mexes perde la testa con Mauri


Siamo come Willy Coyote e Road Runner

 

Ed è mentre mi sedevo alla mia scrivania, intenta a buttar giù questo Diario della Tifosa che mi è venuto in mente il paragone con i famosi personaggi della Warner Bros.

Chi non conosce Willy Coyote e Road Runner con il suo "Beep Beep"? Solo uno che non è mai stato un bambino e immediatamente, per associazione d'idee o forse più di parole, ho cominciato a canticchiare la canzone di quel genio di Eugenio Finardi...

"Io mi sento come Willy il Coyote che cade ma non molla mai, che fa progetti strampalati e troppo complicati e a quel Beep Beep lui non lo prenderà mai...
Ma siamo tutti come Willy il Coyote che ci ficchiamo sempre nei guai, ci può cadere il mondo addosso, finire sopra un masso ma noi non c'arrenderemo mai... "



E dato che alla fine "Siamo tutti Willy il Coyote" ho trovato che la metafora tra AsRoma e Juventus con il cartonanimato disegnato da Chuck Jones potesse davvero dimostrarsi calzante.

L' As Roma "Willy Coyote" è lì pronta che progetta, compra giocatori, studia moduli vincenti e la Juventus "Beep Beep" le passa davanti seminandola, proprio quando sembrava che questa volta la Roma ce la potesse fare. Succede così a Willy ogni puntata, come ogni campionato succede all'As Roma.
Il povero Willy corre dietro a Road Runner dal 1949 fino a quando nell'ultimo episodio, dopo decenni di corse ed esperimenti a vuoto, Willy riesce a catturare il veloce nemico.

Chissà che non capiti anche alla nostra Roma qualche volta sbruffona e sognatrice, decisamente "umana" di acchiappare la Juventus Beep Beep proprio all'ultima giornata... tanto si sa che... 
ci può cadere il mondo addosso, finire sopra un masso ma noi non c'arrenderemo mai. 

20 gennaio 2015

Palermo - As Roma: 1-1 e sto. 'Ndo sto?

Palermo - As Roma: quale sarà il futuro giallorosso? Qui Destro dopo il gol del pareggio

A Palermo si è vista la più brutta As Roma del Campionato


Un pareggio che sembra una mano a Sette e Mezzo in cui il giocatore scopre le carte e si accorge di avere un punteggio minimo, allora dice al banco: "Cala!" ed è allora che il banco cala e gira una carta che vale un punto e basta e il giocatore, senza nemmeno rischiare per un momento la fortuna, pronuncia il fatidico: "Sto!"

Sto! 'Ndo Sto???


La Roma ha fatto esattamente così, si è accontentata di un 1 punto senza nemmeno tentare di prenderne 3, dimenticando che per vincere uno Scudetto ne servono 90, se non 100, di punti e sono d'acciuffare soprattutto nelle trasferte come quella di Palermo perchè è per quelle partite che passano i punti più preziosi.

Un' AS Roma che chiamarla As Roma si fa fatica. Senza Gervinho, che ne incarna l'anima e Totti che ne sprigiona l'essenza. Senza De Rossi che rappresenta la passione o Nainggollan che ne è il carattare. 
Si fa fatica a chiamarla As Roma quando manca alla vista l'eleganza di Keita al centrocampo, come una Jaguar rigata o un tacco 12 cm indossato con una calza di 70 den.
Senza Maicon che la rende combattiva e sfacciata, e Manolas che l'addolcisce come il cacao sul tiramisù.

Si fa fatica a chiamarla Roma...eppure in campo non c'era proprio il nulla... ma quel "non nulla" non è bastato e se una doppia negazione diventa affermazione, in questo caso diventa un gol. 
Il solito gol di Mattia Destro che pure se non sa stoppare una palla, non sa fare uno scatto o saltare l'uomo, sa scivolare nella maniera giusta, sa sfiorare il pallone come solo uno che deve segnare a tutti i costi sa fare. 
La Fortuna aiuta gli audaci, il pigro si ostacola da solo scriveva Seneca e così è. 

'Ndo Sto? Al secondo posto a -5 dalla prima che è sempre la Juventus e che gioca meglio, decisamente meglio. 

Lasciamo perdere congetture del calibro: se a Torino ci avessero dato i tre punti a quest'ora staremmo +1. Lasciamole perdere per due motivi.
Il primo è che +1  non è  +5; il secondo è che partita come quella di Palermo non hanno alibi, assenze o meno, non si può prendere un gol dopo 1 minuto e 45 secondi. 

Quindi parliamo di un girone concluso in una posizione che può ancora regalarci qualche soddisfazione se si decide di cambiare la mentalità. 

Palermo - AsRoma: 1-1, il gol di Mattia Destro

Le Partite da analizzare del girone di andata


Al secondo minuto già eravamo sotto di un gol.
La Roma in svantaggio, in questa stagione non è certo una novità. Ci ha regalato questo stato d'animo già in partite come Roma - Sassuolo, Roma - Lazio, a Bergamo contro l'Atalanta il gol l'aveva subito al 1' da Moralez. A Napoli hai preso il gol al 3' perdendo l'incontro per 2-0.
Insomma una squadra per gente dal cuore forte, mettiamola così. Alcune partite si sono pareggiate, altre perse e altre addirittura vinte. 
Lo stato d'animo diffuso è quello che non si può lottare per lo Scudetto. Se giochi male e vinci potrebbe anche essere sufficiente, il problema serio è l'intesa in campo. Davanti corrono da soli, non si parlano. Quando mancano i giocatori "pilastri" di questa Roma, la palla non gira e non basta Adem Ljiajc per fare reparto. 
Poi arriva una palla sporca in rete e c'è chi si dichiara: "Felice per aver segnato anche se non abbiamo vinto",  dove si arriva con gente così? 

Questa sera ... Empoli 


E dopo la 19esima giornata di Campionato, inzia la strada per la Coppa Italia
Questa sera in uno Stadio Olimpico bagnato scenderanno in campo i reduci di Palermo per affrontare la squadra di Sarri.
Bisognerà vincere 6-1 come ha fatto la Vecchia Signora per tornare a essere credibili?

Maggio è lontano


Mozzico un cornetto riscaldato, mentre fuori continua a scendere acqua. L'inverno è inoltrato ma sulla mia terrazza scorgo ciuffi di verde qua e là. Per il mese di Maggio sarà tutto in fiore e se non lo sarà, appena smetterà di piovere, cercherò di mettere un po' in ordine.
Sono sicura che anche Rudi farà così, appena gli sarà possibile metterà un po' di ordine, non può rimandare ancora. 


26 novembre 2014

Cska Mosca - As Roma: 1-1. Un romanista lo sa.

Cska Mosca - As Roma 1-1, gol di Totti | photo www.facebook.com/officialasroma  
 

Cska Mosca - As Roma 1-1, l'approdo agli ottavi di Champions si complicano.

La penultima partita del girone di Champions League si è conclusa con un pareggio all'ultimo secondo (letteralmente) da parte dei russi. 
"Una beffa" per l'As Roma, così è stato definito da molti il risultato che complica parecchio la situazione dato che il Manchester City ha vinto contro il Bayern Monaco piazzandosi a quota 5 insieme a Cska Mosca e ad As Roma
Per quello che mi riguarda parlare di beffa è sbagliato, un romanista lo sapeva già che sarebbe finita così, nel modo più complicato possibile intendo. 
Un romanista lo sa, non perchè si piange addosso o per pessimismo, badate bene non è questo il senso del mio "un romanista lo sa". Tutt'altro. 
Un romanista lo sa perchè chi conosce e segue la Roma è come una mamma con un figlio. La conosce talmente bene che prevede le sue mosse e soprattutto entra nella sua testa. 
Ieri sera avevo amici a cena, mi ero organizzata in maniera tale che tutto fosse pronto prima del calcio d'inizio. La televisione era rimasta spenta fino a un quarto d'ora prima delle 18 proprio per ottimizzare i tempi ed evitare che la distrazione prendesse il sopravvento. 
Aliciotti in forno messi. Condimento per la pasta, già pronto in padella. Birra in frigo e ... acqua, manca l'acqua porca miseria! Sms al volo a Mirko che arriva a casa alle 18.20 tutto trafelato e senza bottiglie in mano. 
La Roma gioca bene e non mi va di arrabbiarmi e allora penso che, se per una sera si va avanti a birra, chissene frega, del resto Mirko aveva in mente solo la Roma come si può non giustificarlo considerata l'importanza della competizione?
Sul divano concentrati fino a quel minuto, il 43, quando Totti prende la palla per battere una punizione. 
Normalmente il primo pensiero davanti a quella scena è uno solo: la palla che si scaglia contro uno dei poveri malcapitati giocatori schierati in barriera. 
"Cazzarola manca Pjanic" dice Mirko preoccupato.
Questa volta però no. Mi sento stranamente tranquilla, perchè un romanista lo sa. La sensazione era sintetizzabile nella segue frase: "Il Capitano gli sfonna la porta". 
Lo penso e lo scrivo a Barbara su Whatapp. 
Francesco segna, apre le gambe e infila il dito in bocca e lo sapevo che sarebbe andata così. 
Lo sapevo perchè Totti è un fuoriclasse, lo sapevo perchè è il nostro Capitano e quando c'è da risolvere partite così, ci pensa lui, sempre. 
Lo sapevo perchè un romanista lo sa e quando rivedo le immagini e scorgo Daniele De Rossi buttarsi a terra per evitare di deviare la punizione, implodo d'amore, di quell'amore per la Roma che solo un Totti, un De Rossi e un Florenzi possono capire.
Il secondo tempo inizia in un modo che poco mi piace e allora divento insofferente. Quando gli episodi e soprattutto gli atteggiamenti prendono una piega inaspettata, l'unica cosa che mi rimane da fare è distrarmi. 
Così inizio a prendere la pentola dell'acqua e a tagliare il pane. Riscaldo i broccoletti mentre taglio in piccole parti la pizza con il rosmarino. 
Mirko si avvelena e quando Naingollan si mangia il gol del raddoppio (cosa già capitata a Florenzi nel primo tempo e prima del gol di Totti) la sensazione che qualcosa di "fastidioso" stesse per palesarsi prende il sopravvento. 
Un romanista lo sa che, se non si chiudono le partite quando ti capitano le occasioni, prima o poi il gol lo prendi. 
Così mentre avvenivano i cambi a 10 minuti dalla fine, in me cresceva la convinzione che se Mirko non fosse saltato sul divano urlando come un pazzo per il raddoppio, questa partita mi sarebbe andata di traverso come una lisca di pesce in gola o "un cazzotto di Tayson" per citare sua divinità Totti. 
Un romanista lo sa. 
Lo sa che se la Roma al minuto 92 e 50 secondi invece di spazzare la palla, se la fa scippare a metà campo, quella stessa palla finirà alle spalle del suo portiere. E così è andata. Palla persa e gol preso allo scadere del recupero. 
Peggio di così? Si, c'è sempre peggio di così, c'è la possibilità remota che un Bayern Monaco imbattuto possa essere sconfitto da un Manchester City che ha finora dimostrato di essere in pessima condizione. 
Una probabilità talmente remota che è capitata. Grazie a Benatia, che si è fatto buttare fuori costringendo la squadra di Guardiola a giocare per quasi tutta la partita in 10 contro 11. Cosa che per altro stava facendo benissimo dato che, dallo svantaggio iniziale, era passata in vantaggio in poco tempo. Però un romanista lo sa, lo sa che se non si crea la condizione peggiore, perchè unica, per la sua Roma non ci sarebbe sufficiente ansia per andare allo stadio il 10 dicembre.

Un romanista lo sa come andrà a finire?

In realtà credo che tutti possiamo fare qualcosa: per esempio evitare di andare allo stadio se non ci si va mai.
Evitalo per la Roma, tifoso occasionale, perchè ogni volta che lo stadio è quello "delle grandi occasioni" la Roma fallisce. 
Non ti è bastato vedere Roma - Bayern Monaco? E dire che lì di gol ce ne sono stati 8. Vogliamo parlare del 26 Maggio famoso allora? Ancora non ti ho convinto, se vuoi proseguo? 
Ecco, ti supplico, fatteli bastare. Rimanitene al caldo di casa tua, con un bel pezzo di pizza tra le mani, tifando come sei solito, dal posto che "per tua" scelta è quello da cui segui il Campionato. Guarda te lo suggerisco pure con un po' d'invidia, perchè al calduccio si sta tanto bene, si sta.
Un romanista lo sa che quella a Roma contro il Manchester City sarà una battaglia e non una guerra, quindi, lo sa che qualche chances di vincere la Roma ce l'ha ancora. 
Basterà scendere in campo concentrati per 90 minuti, portiere compreso.
Il rodimento prende il posto dell'euforia ma per fortuna ci sono gli amici a cena così tra una birra e un whisky anche il rodimento si scioglie e la consapevolezza prenda il posto della paura. 
Basterà non avere paura. 
L'impresa si può fare, un romanista lo sa

ps. comunque per chi ama le complicazioni ecco tutto quello che può ancora capitare perchè l'As Roma si qualifichi :  www.gazzetta.it/Calcio/Champions-League/Roma


10 novembre 2014

As Roma - Torino: il ritorno di Kevin, Totti e i Tigri

 

AsRoma - Torino 3-0 : Totti e Ljajic festeggiano il 3-0

La Roma vince contro il Torino 3-0. Altro che crisi: 6 partite su 6 in casa vincendo e senza prendere gol.

L'appuntamento è alle 19.15 davanti casa di Sandro.
Arriviamo un po' aggravati, per via di un pranzo luculliano con digestione difficile al seguito. La Juventus ha rifilato 7 gol al Parma del povero Donadoni ed è saldamente prima a 28 punti in classifica.
"Dobbiamo vincere non esiste altro risultato" Marco lo dice serio, perchè ogni domenica è una lotta alla conquista di quel primo posto così vicino, eppure sempre troppo lontano.
"La buona notizia è che la Lazio ha perso" prosegue.
"S'erano già montati la testa, s'erano" conferma Mirko tirando un sospiro di sollievo.
Arriva Christian, la "squadra" è al completo si può marciare verso l'Olimpico.
Una domenica sera di novembre, troppo calda per essere in autunno inoltrato, troppo serena perchè una sconfitta la possa rovinare.
Un po' di umidità ti afferra la pelle e le ossa, come un accappatoio bagnato o l'odore dello spogliatoio di una piscina. 
La preoccupazione non ci appartiene. Nonostante le due sconfitte con il Bayern e quella con il Napoli abbiamo tutti la sensazione che la Roma c'è, che Nun C'è Problema.
Manca ancora un'ora quando Campo Testaccio inizia la sua strofa tra le voci di chi già anima la Curva Sud sempre presente. 
Qualcuno racconta della trasferta a Monaco, di quanto sono organizzati fuori dal nostro Paese, il nostro maledetto Paese su cui non facciamo che sputare lamentele ma dal quale non riusciamo ad andare via. 
"Devi vedere la metro, ogni 5 minuti!" Massimo è tornato soddisfatto nonostante la sconfitta, Monaco è bella come tutto il resto anche con la neve.
Intanto in campo una vecchia conoscenza si riaffaccia a palleggiare. Riappare lo stesso, con la sua faccia ingrughita e il naso rosso, secco e lungo. Un fumetto di un eroe antico, un tipo dall'aria cattiva ma dal cuore tenero: Kevin Strootman, dopo 8 mesi è di nuovo in campo. 
Lo Stadio lo accoglie con un applauso lunghissimo che destabilizza il suo carattere serio. Un applauso che contagia anche i suoi compagni di squadra, emozionati di vederlo in campo quanto noi dagli spalti e che cominciato ad applaudirlo come se lo vedessero anche loro per la prima volta dopo tanto tempo.
"Eh, mo' che tornano, perchè devono tornà tutti devono,voglio vede' se ridono gli altri" mi gonfio di orgoglio e mi compiaccio che tante attese stanno per concludersi. Immagino di nuovo Castan, Maicon e Astori al loro posto. Ora che Kevin è al centrocampo a breve riavremo la nostra "vera" Roma.
La partita inizia ed è evidente, da subito, che la Roma è padrona del campo, tanto che non si arriva nemmeno al minuto 10' che Torosidis (quello che in Champions magari no ma in Campionato certo che si ) la butta dentro ed esulta come un matto, come noi. 
Francesco Totti lo trovo sublime: distribuisce palle a destra, a sinistra e al centro sempre con la testa alta, sempre alla sua maniera. Gli manca solo il gol. 
Roma - Torino procedeva come una commedia americana, una di quelle che non hai mai visto ma che già sai come va a finire, tanto sono tutte uguali.
Siamo al minuto 27' e a segnare il suo primo gol in Campionato questa volta è Keita. 
Grande e fragile Keita, sempre pronto a lavorare. Lui che segna e poi disegna nell'aria un cuore gigante con le dita e bacia la maglia. Si, bacia la maglia un gesto tanto antico, quanto meraviglioso pieno di archetipi la cui lettura passa tra mille partite e mille anni fa. 
La partita prosegue mentre si chiacchiera dell'Inter, che pareggia con il Verona, e di Yaya Touré, che manda la palla in curva e colpisce al volto una bambina. 
Chiacchiere da Stadio che si fanno per deconcentrarsi un po', stemperando la tensione che, seppur latente, non abbandona mai un tifoso. 
Al secondo tempo nulla cambia, anche il gol arriva dopo 10 minuti. Questa volta ad insaccare è Ljajic che dopo azzittisce tutti. Lo vediamo solo un attimo però perchè De Rossi corre a coprirgli la faccia con la scusa dell'esultanza per il gol. Grande Daniele, Capitano nell'anima. 
"Chi ha azzittito quello?" la Curva è risentita da un gesto così stupido, così stupido che non vale la pena per me spenderci una sola parola in più. 
"Bambini" biascico mentre applaudo per un gol davvero bello. 
La partita prosegue con un Gervinho che corre come un pazzo e che così sento commentare da una voce che proveniva dalle mie spalle: 
"Quello è abituato a core, è nato in Africa. La mattina se svegliava e coreva perchè altrimenti se lo magnavano i tigri e i leoni..."
I tigri è stata la cosa più bella di tutta la partita. Una partita bellissima macchiata da qualche gesto poco intelligente. Compreso quello del Capitano che non si discute e si ama ma è caduto nuovamente nella sua definizione di ragazzino della parocchia. Quello che gioca per vincere e per segnare incurante di un cartellino giallo e di una squalifica da non peggiorare. 
Contrattempi del mestiere, di chi gioca sempre e soprattutto per un solo scopo: dimostrare di essere il n.10 sempre, anche a 38 anni, anche quando lo sanno tutti che sei un fuoriclasse. 
La classifica compare sullo schermo: Roma 25. 
Siamo secondi e la Lazio non è più terza. Papà al telefono è di nuovo contento. Lo sento distratto e mi alleggerisco anche io un po', lo vorrei sempre sentire così: felice.
Ci sono situazioni in cui certe parole non dovrebbero esser dette, nemmeno pensate forse. Situazioni in cui la "pancia" prende il posto del "cuore" e che puntualmente le azioni che ne conseguono si dimostrano sciocche e nocive per tutti. 
Parlo della vita come dell'As Roma, che è una famiglia pure lei, e quello che capita nelle famiglie è che a volte qualcuno perda la pazienza e dica la cosa sbagliata. Così Francesco ha fatto la cosa sbagliata, uscire dal campo senza sedersi in panchina lui che è il Capitano e deve essere d'esempio a tutti non dovrebbe mai uscire dal campo in quel modo. 
Ho sempre amato il calcio perchè lo ritengo la parabola della vita è per questo che voglio concludere oggi con la frase di un Capitano, il nostro Capitano prima di Francesco, Ago che scriveva così: 

"Nel calcio si vince insieme, la squadra e quello che le sta intorno: riserve, massaggiatore, allenatori ecc. - siano essi professionisti o semplici amatori - e aiutarsi è il primo dovere di tutti, dentro e fuori dal campo, sempre". 

E aiutarsi è il primo dovere di tutti, dentro e fuori dal campo, sempre...

AsRoma - Torino 3-0: il ritorno di Kevin Strootman

11 marzo 2014

Infortunio Kevin Strootman. Avanti tutta....Nonostante Tutti....

Kevin Strootman - Napoli-Roma 1-0

Non so se vi sono mancata ma il mio stato d'animo da tifosa era in lutto (per due giornate di squalifica per la CurvaSud) e lo sarebbe anche oggi (seconda sconfitta in Campionato ed infortunio per Strootman), se non fosse che un tifoso non riesce a starsene zitto, soprattutto se il un tifoso in questione è donna.
Quindi...parliamone!
Domenica sera a fine partita ero sfinita. Contro il Napoli, la mia Roma, ha giocato una partita perfetta. Nonostante le assenze giustificate (Totti) e non giustificate (De Rossi che si è fatto buttare fuori con una prova televisiva che dimostrava, per l'ennesima volta, che Daniele si deve dare una calmata).
Va beh, Kevin Strootman nonostante l'infortunio durante una partita con la sua Nazionale decide di schiaffarsi due cerotti sul ginocchio destro e scendere in campo. 
Eroico. 
La Roma domina. Il Napoli, quello costruito per vincere tutto o quasi, non esiste ad eccezione del suo portiere che para anche l'imparabile e di qualche sprazzo nel secondo tempo che si rivelerà sufficiente a vincere una partita. 
Se il giorno prima ero dell'idea che la Roma a Napoli se la sarebbe passata brutta, proprio per via delle assenze, domenica sera mi sono ricreduta subito. 
In campo è scesa una Roma meravigliosa, così affondo nervosismo e smania nel sacchetto di patatine rustiche (salatissimeee) e attaccata al collo di una birretta Peroni bella gelata. 
Mirko è muto come sempre davanti alla tv. Seppelito nel suo angolo di divano, lo lascio mimetizzarsi con la tappezzeria. 
La Roma ci prova, una...due..tre volte: niente. 
Intorno al 40' l'aria si fa pesante, nel senso che un vero romanista fiuta gli eventi 45 minuti prima...Infatti lo sa che se Gervinho e Bastos si mangiano due gol e  viene annullato un gol a Benatia per fuori gioco, qualcosa di terribile sta per accadere...lo sa!
"So' tre domeniche che esulto per niente...tre gol giusti da annullare ma che cavolo 'sti arbitri sbagliano quando gli pare!"
Così finisce il primo tempo su uno sterile e bugiardo 0-0 che nasconde una fregatura. 
Il romanista lo sa ma continua a sperare che la Roma segnerà perchè:
"E' più forte! Sta dominando!"
Qualcuno reclama Destro, qualcun altro Ljajic... non so a chi votarmi ...lo farei volentieri ad un certo Ibra ma quello non appartiene alla nostra rosa e allora preferisco urlare contro La Pantera Nera, schierata per necessità come prima punta, ruolo che non ha mai rivestito ma così è e ci prova come può. 
Scorrono altri minuti...Maicon già ammonito momenti rischia la doppia ammonizione, Strootman l'eroico ci aveva già abbandonati al primo tempo quando un brutto intervento lo fa cadere male e lui urla in un modo che è evidente che non qualcosa non va.
Prova a rialzarsi ma non ce la fa viene sostituito da Florenzi. 
"S'è fatto male all'altra gamba, quella sinistra" dico addolorata...contorcendo la mia faccia in un'espressione di dolore simile a quando ti spremi un limone in bocca. 
I telecronisti tacciono. Mirko non è convinto. 
"Si sarà fatto male alla destra, non doveva giocare era già infortunato". 
Insisto: 
"E' la sinistra..." 
Solo il giorno dopo la mazzata definitiva : lesione del legamento crociato anteriore sinistro, sarà fuori dai 6 ai 9 mesi. 
Per lui addio al Campionato e al Mondiale. 
La Roma continua a macinare il campo. Poi al minuto 81' Callejon segna. Segna lui e crolla il SanPaolo con tutta Napoli, il Vesuvio, il Golfo e le isole di Capri e Ischia. 
Crolla tutto, pure il Colosseo e io sul divano con un senso di frustrazione e sconfitta tipica di chi sentiva che sarebbe finita così ma a cui, addirittura il pareggio sarebbe andato stretto vedendo una classifica che lancia la Juve sempre più sola al primo posto. 
Me la prendo con tutti. Il gruppo dei Celata su facebook si scatena. 
Qualcuno dice che non ce la fa più e io lo so che vuole dire...perchè a fine partita ho urlato: 
"Basta! mi rifiuto di stare così per la Roma, non posso sentirmi male". 
La frase esce dalla mia bocca e la mia testa si stupisce nel sentirmi lamentare come come fa il Guru da quando sono nata. Le sue parole si sono prese possesso di me. 
Ho bisogno di un esorcista sono diventata come il Guru, liberatemi. 
Lo chiamo, immaginando il suo disappunto. 
"Che ti lamenti??? 'sta Roma ha giocato alla grande, sono tranquillo, è forte! Il Portiere loro ha parato tutto! Famme attaccà che so' incazzato nero". 
Attacco, tanto con lui non ci si può ragionare, lui la Roma la difende sempre, la ama è più forte di lui non le vede difetti, non la giudica. 
Mirko invece inveisce contro un centravanti che manca, contro una squadra cui manca sempre un soldo pe' fa 'na lira e contro i tifosi come mio padre che si accontentano di vedere il bel gioco e di non vincere mai niente. 
Me la prendo pure io a dire il vero. Me la prendo perchè mancherebbe così poco. Un giocatore buono lì davanti che la butta dentro. Solo uno. 
Vedo la Roma come una Ferrari guidata in prima, un attico senza ascensore e un granita di caffè senza panna. 
Le manca così poco per essere perfetta...così poco. 
"Si ma 'sto poco je manca da anni..." l'amarezza è tanta. 
Domenica sera qualche sogno è sfumato insieme a quel gol maledetto che ha regalato zero punti alla Roma in classifica per la seconda volta dall'inizio dell'anno. 
Che squadra ragazzi, può tanta bellezza essere tanto dolorosa?
Si che può...la bellezza spesso fa soffrire chi se ne innamora e noi pendiamo dalle sue labbra come innamorati adolescenti, come dementi. 
La bellezza però ti appaga anche solo nell'ammirarla e così noi innamorati staremo a contemplare per ancora 11 partite.
Lotteremo insieme, come sempre, magari perdendo ma mettendocela tutta perchè noi siamo La Roma e la Roma non sarà mai sola mai...parola di Tacco12. 

PostScriptumRitorni: Finalmente lunedì 17 saremo di nuovo in Curva Sud. Per onorare Kevin portiamo tutti una lavatrice allo stadio! :-) disegnata...ovviamente!

21 dicembre 2013

La Cotoletta indigesta e il ritorno del Re

Francesco Totti

Sazia di Fiorentina e vino rosso ho perso il tempo e mi sono ritrovata direttamente a Milano, anzi alla vigilia di Roma-Catania.
Questa volta però la cotoletta mi è andata di traverso.
Una mia saggia amica ha scritto: "Milano rende brutto tutto, pure una bella Roma".
Non riesco ad immaginare una sintesi migliore.
Una Roma perfetta come quella contro la Fiorentina l'ho vista scendere a San Siro, meno precisa certo e decisamente troppo sciupona, però bella è stata bella.
Non si possono vincere tutte le partite e un pareggio contro il Milan è un signor risultato ma... quanti ma...
Seduta sul divano di casa mia non posso fare a meno di prendermela con la tv.
La Roma segna il suo primo gol quando avrebbe potuto segnarne già tre. Nonostante ciò applausi a un grandissimo Destro, due partite, due gol, l'attaccante che ci mancava.
Cerco di mantenere la calma, siamo evidentemente più forti, non c'è storia.
Daniele vola in area di rigore, nessuno lo vede, nemmeno i telecronisti.
Mi giro verso Mirko:
"Ma Daniele? No dico, l'hai visto? E' volato così da solo?!"
Tutto tace e io non mi do' pace.
Da Romanista conosco a memoria certe partite, conosco a memorie certi epiloghi.
La Roma é padrona del campo eppure basta un affondo del Milan per beccarsi il castigo.
E' 1-1 per via di un gol fortuito con il ginocchio di Zapata.
C'è da soffrire e ancora deve finire il primo tempo. Il secondo non può iniziare meglio.
La notizia buona è che il secondo portiere Gabriel rileva Abbiati e al 9' il suo intervento su Gervinho regala alla Roma un rigore. Strootman è sul dischetto: Gol!!!
La Roma è di nuovo in vantaggio.
Al momento del fallo Gabriel rimedia solo un giallo. Capisco poco, ho la sensazione, l'ennesima, che il rigore non ci venga concesso, mi tolgo uno dei miei stivaletti Ugg e lo tiro addosso allo schermo.
Mirko si gira e mi fa:
"Guarda che ce l'hanno dato il rigore eh..."
Cerco di ricompormi. Mi alzo a recuperare lo stivaletto, tirato invano, e nello stile Guru borbotto:
"E ti credo, sarebbe stato vergognoso e che cavolo, già quello di De Rossi non ce l'aveva fischiato ma che davvero, davvero...".
La partita procede, la Roma non morde, non chiude.
Balotelli non fa altro che buttarsi in area di rigore e per sua fortuna non rimedia ammonizioni, se non alla fine e non per essersi buttato.
Al minuto 64' entra in campo la Luce.
Capitan Totti è finalmente in campo. C'è un'ovazione. Lui entra con quella camminata sicura, come il Re Leone entra nella sua giungla. Si guarda attorno. Studia amici e nemici e prende posizione.
Lui entra e tutti si zittiscono. Lui entra e tutti gli portano rispetto.
Il Milan ci crede e la Roma sembra non trovare la sua strada. Mentre la cerca disperatamente prende il secondo gol, questa volta firmato Muntari.
Niente da fare Gervinho corre, Totti crea assist ma il fato ci è avverso. Mi alzo dal divano, ho il fegato arrovellato. Penso a Michele, il mio amico regista de l'Infedele, che da SanSiro ha avuto un pensiero per me:
"Che dici Chiara? Sono allo stadio, ti saluto Totti?"
Risposta mia:
"Tutto bene Michele, non ti disturbare sarà lui a salutarti da parte mia!" gli invio uno smile e più i minuti passano più m'illudo che la mia profezia si avveri.
Bradley quasi segna. Ci va vicino, vicino ma niente il pallone rimane lì sulla linea.
Maledizione. Mi alzo, mi scrocchio, controllo l'orologio. Niente. Nulla succede e tutto capita.
Arriva il 90' accompagnato da 4' minuti di recupero. La speranza è appesa ai secondi.
Rocchi fischia la fine e la Roma incassa la sua ennesima lezione: se non si chiudono le partite, non le vincerai mai.
L'ennesima volta, a quante lezioni dovremo ancora assistere?
La Juventus ci prende altri due punti. La vetta si allontana ma la Speranza no. Quella è l'ultima a morire, quella resiste a tutto e pure Papa Francesco l'ha detto: "Mai perdere la Speranza" e se l'ha detto lui che è stato eletto l'uomo dell'anno, noi ci crediamo.
Noi siamo Romanisti, ci siamo nati con la Speranza nel Dna e con un Capitano che finalmente è tornato.
Nessun problema se non che domani è il turno di Roma - Catania e il centrocampo titolare è squalificato.
Servono i tre punti. Serve la grinta.
Questa volta la Curva non sarà chiusa, questa volta hanno capito che Balotelli lo fischiano solo perché è un cattivo esempio di giocatore e non per il colore della sua pelle. Nessuno ha fischiato a Zapata o a Muntari, eppure sono neri pure loro, quindi perché fischiare il centravanti della Nazionale italiana?
Mentre il dubbio continua ad insinuarsi nelle menti di chi decide dei destini degli altri, gli altri (cioè Noi) andremo allo stadio sicuri che la Roma risplenderà della sua Luce.
Del resto Natale è arrivato, ognuno ha il suo puntale sul suo albero e la sua Stella Cometa sul Presepe. La nostra ha il n.10 sulle spalle, chi la segue non si perde mai...Parola di Tacco12.

PostScriptum: La Lazie non ha mai vinto due partite di seguito dall'inizio del Campionato. Non è detto che debba iniziare domani, non trovate?

19 marzo 2013

Auguri ai Papà, a tutti


L'argomento di oggi è facile davvero. Si parla dei Papà.
Di quelli che ci sono e di quelli che non ci sono più e il cui ricordo è bello come una foto e duro come un pugno allo stomaco (vero Simone?) 
Di quelli che sono appena diventati padri e di quelli che lo sono anni.
I padri che hanno un solo figlio e quelli che ne hanno molti.
Dei nonni, che sono papà due volte, e di quelli che sono papà tante volte anche se non hanno figli naturali, magari perché la vita non glielo ha permesso. 
Auguri ai Papà che sono stati separati dai figli e lottano per loro tutti i santi giorni e prima o poi verranno ascoltati (speriamo).
Ai papà adottivi e a quei papà che vivono insieme, perché ci sono bimbi che hanno due papà.
Auguri ai papà che non hanno più i figli che possono festeggiarli, perché la vita è bastarda dà e toglie a suo piacimento.
Auguri  ai papà cuochi e ai papà autisti.
Ai papà laziali e a tutti quelli romanisti, che festeggiano a parità di punti. 
Auguri ai papà timidi, quelli che non riescono a dare una carezza ai loro figli, perché non c'è sofferenza più grande per un papà che non riesce a dire : "Ti voglio bene". 
Auguri al Papa, che è un papà senza la A accentata, e viva la pappa, che la versione femminile di papà con la "P" doppia. Già la pappa, una delle prime parole che si impara a pronunciare e che. spesso, somiglia alla  parola papà davvero. Infatti entrambe significano nutrimento: rispettivamente dello spirito e del corpo.
Due elementi necessari per la crescita di un figlio. Se la pappa ingrassa, un padre è colui che ti educa, che ti dà l'esempio.
Poi per una donna il papà è il primo uomo della sua vita che condizionerà, nel bene e nel male, la scelta su tutti gli altri uomini che verranno. In questo, cari papà del mondo mi raccomando, avete una responsabilità enorme.
Auguri ai papà che ci vedono sempre belle, piccole e principessine di casa.
Ai papà che avranno sempre da ridire quando gli presenterai un fidanzato.
Auguri ai papà che trasmettono le loro passioni (il mio quella della Roma, della scrittura e della lettura) e che rispettano le tue ( le scarpe per esempio).
Auguri ai "Sei forte Papà", quelli che tirano le punizioni superando i 100 km orari e a quelli che segnano 226 gol superando ogni record.
Auguri a quelli che ti fanno esultare ogni domenica da tanti anni, che quando la finiranno ti mancheranno tanto.
A quelli che non li conosce nessuno, eppure qualcuno li vuole in Nazionale.
Quelli che si fanno crescere la barba e che faticano a giocare se sanno che a tornando a casa non possono abbracciare la loro bambina.
Auguri a quelli che la bimba se la portano in trasferta al posto della fidanzata quando giocano in Nazionale.
Auguri ai papà come Simone Perrotta che hanno cresciuto figli romanisti che non vogliono che il loro papà (e idolo) cambi squadra perché a loro non importa se è titolare o meno, il loro papà è sempre il migliore. 
Auguri ai papà dei campioni e dei ragazzi normali...e viva i bignè di San Giuseppe che rendono la giornata ancora più dolce...:-)

PostScriptum: Finalmente è cominciato il Campionato...e il bello deve ancora venire...parola di Capitano e di Tacco12.

PostScriptumAzzurro: Il dubbio sorge spontaneo: Totti non può uscire dal raccordo anulare, sarà stato informato l'allenatore della Nazionale?

15 gennaio 2013

Roma e tifosi nel pallone

LO SAPETE CHE VE DICO? BECCATEVE 'STO SORRISO....
Sono certa che i miei amici non hanno alcuna intenzione di parlare di Roma. Cercherò di trovare degli argomenti altrettanto validi da proporre come alternativa...ma al momento non mi sovvengono. 
Ancora mi devo riprendere, è questa la dura verità. Sono incredula e un po' sfiduciata. So che non è un bel messaggio da trasmettere ma purtroppo non ho parole. 
La saga di Trigorias sta prendendo una piega che non mi aggrada. Assolutamente fuori dagli schemi (anzi sempre nello stesso schema) mentale che mi ero posta. Zeman è così e questo me l'aspettavo è il resto che non procede secondo programma. Inutile snocciolare sempre gli stessi nomi...anche se la saga si affittisce di mistero. Nuovi personaggi entrano nel club "ognun per se'". Ad esempio tale Marquinho che sostituito in quel di Catania si è permesso di rivolgersi alla panchina con un gesto stizzito. Maleducati questi ragazzi di oggi...
Domenica è stata la classica partita della Roma di Zeman. Alla fine del primo tempo ha sciupato, il secondo tempo ha semplicemente "non giocato". Qualsiasi romanista professionista ha certamente commentato alla fine dei 45' : "Questa partita la perdiamo!" Ditemi se non è andata così?
La soluzione? La medicina a questo male che assume i toni e l'aggettivo d'incurabile? I giudizi dei medici-tifosi sono vari e questo mi allarma più di ogni altra considerazione. 
Iniziamo dalla categoria: Con Zeman tutta la vita. E' la categoria di chi si schiera con l'allenatore e ne condivide ogni scelta compresa quella di mettere De Rossi (no, dico DE ROSSI DANIELE, quello che vuole ogni società di calcio d' Europa) in panchina. Non condivido e non potrò mai condividere questa scelta, mi dispiace. So di essere ripetitiva ma, per me, De Rossi non può sedere in panchina. 
C'è poi la corrente dei tifosi che curerebbe il male mandando via l'allenatore, quindi quelli che stanno con la squadra. Bene, mi spiegate chi mettereste sulla panchina in questo momento? Le alternative possibili non mi sembrano valide. Delio Rossi, spesso nominato, è già stato preso e quel che resta in giro (con tutto il rispetto) se resta in giro ci sarà un motivo...Addirittura ho un amico, Marco, che adora Tachtsidis: 
"Mi piace moltissimo" ha detto domenica. Queste sono le affermazioni che mi tolgono le parole. Ma che partita ho visto domenica?
C'è il partito vendiamo Destro o Destro è una pippa, decidete voi l'appellativo che preferite, la sostanza è la stessa. C'è quello Odio Bradley e tutti gli americani. C'è chi se è contro Totti, perché è cavoli suoi e basta "sta bene lui, stanno bene tutti". E chi sta con il Capitano
Le correnti di pensiero non finiscono qui. Ci sono anche dei nuovi pensatori che vanno oltre. Loro sono dei veri analisti, hanno sentori e spie...uno di loro mi ha confessato che lo scudetto lo vincerà il Napoli perché "ha amici nell'ambiente partenopeo e loro già sanno". E magari! direi tirandomi ora le antipatie di altri romanisti ma se devo scegliere il male minore, permettetemi di tifare per il Napoli. L'avete vista la classifica?
Il Guru invece è di tutt'altro avviso, eh, amici miei...il Guru è romanista dentro. Lui sa. Quando si dice romanista dentro non è un modo di dire, è un modo di vivere, di pensare, di ragionare. Lui è convinto che Lotito sia a conoscenza di segreti talmente importanti da potersi permettere il lusso di ricattare il Palazzo. Un do ut des, come direbbe Lotito stesso, che gli ha permesso di contrattare per la vetta della classifica con scudetto annesso. Corrente di pensiero che non voglio in alcun modo prendere in  considerazione. 
Qualunque sia il pensiero cui si aderisce,  non possiamo esimerci dal verificare la realtà dei fatti. 
Domani si andrà a Firenze senza Osvaldo, Totti, Lamela, Marquinho e davvero non riesco a pensare nulla di buono. E se qualcuno sostiene che la Coppa Italia non conta nulla, beh, io non sono quel qualcuno. Sono anni che aspetto una Stella...e me la merito, almeno quella...

PostScriptuMercato: Galliani incontra Vigorelli agente di Destro...ma anche di Santon. Se fossi Galliani non avrei dubbi meglio un Santo(n) che un Destro...

PostScriptumRumors: Sembriamo destinati ad allenatori stranieri. Dopo l'Innominabile spagnolo, che continuo a non rimpiangere, e il Boemo già si parla di un successore tedesco...il nome è Klopp...che fa rima con flop...e non mi sembra un buon inizio...parola di Tacco12. 

20 dicembre 2012

De Rossi fondamentale come un articolo della Costituzione

Totti Babbo Natale
Ci siamo. Tra un paio di giorni tutto è finito. BooM!
E i miei regali di Natale, le mie liste infinite, i miei sforzi di essere originale e soprattutto il mio Albero di Natale stile San Pietro voleranno via nel nulla o nel tutto. 
Sparirà Totti e questa è la cosa che più mi strugge. La nebbia di Verona c'ha dato un anticipo e non è stato bello, infatti dopo 4 vittorie consecutive, è arrivata una discussa sconfitta.Talmente discussa che non ho alcuna intenzione di parlarne. Sapete è come quelle storie di cui ormai sei stufa e hai poca voglia di ricamarci su e questo lo dico, anche se detesto l'appiattimento e reputo precettivo l'approfondimento. 
Infatti, sono una di quelle che ha elogiato la performance di Benigni di lunedì sera. Il primo lunedì senza l'Infedele l'ho trascorso ascoltando la Costituzione. Un bel modo. La Costituzione, questa sconosciuta che da giorni è tornata alla ribalta. Se solo ci fossero insegnanti che la spiegassero come si deve, credo con sincerità che ci sarebbero meno qualunquisti in giro. Del resto è come avere una rosa di giocatori e metterla in campo. Ci sono giocatori che sono fondamentali come i primi 12 articoli della Costituzione e sono quelli che devono scendere in campo. Assurdo che una semplice regola venga disattesa. Eppure come in politica è così nel calcio. Per esempio, per la seconda domenica consecutiva è messo in discussione il giocatore fondamentale: De Rossi. La Roma può vincere o perdere ma quando sento la formazione e De Rossi non è in campo, è come una bestemmia urlata in una navata di una Chiesa. Un'offesa. Una mancanza di rispetto. Ci tenevo a dire questo perché Daniele è troppo importante per la mia squadra, troppo. 
Un'altra cosa sulla partita contro il Chievo la voglio aggiungere. Parliamo del Guru e del suo personaggio che a volte, da profeta, si trasforma in un comico mancato. Sentite questa: mentre guardavamo la partita insieme si alza di scatto e si dirige alla scrivania. Traffica un po' e se ne torna alla sua postazione con un paio di occhiali specchiati. Una sorta di Matrix da salotto. 
"Ma che te sei messo?" Gli faccio con una risatina sotto i baffi, che in effetti avevo perché la ceretta è giunta solo il lunedì :-) . 
"Gli occhiali antiriflesso" risponde convinto e soprattutto soddisfatto. 
Scrollo la testa, senza nascondere troppo la mia faccia divertita: 
"Ma la nebbia è lì,  che c'entra la tv?"
Dopo qualche minuto scuote la testa rassegnato: 
"Non si vede nulla". 
Ma vah, mitico. Meno male che c'è il Guru che mi fa fare due risate, tra gli sbuffi di Mirko e le chiacchiere di mia madre, direi che la partita trascorreva quasi indolore, fino al gol maledetto che nessuno ha visto, eccetto l'arbitro e alla solita convinzione che da romanista mi porto dentro: tanto vinciamo noi. 
Sabato sera, sarà un'altra storia: ci sarà Roma - Milan, una delle partite che seguo con maggior interesse da quando sono piccina. Un match che significa molto se vogliamo continuare ad andare avanti prima che la classifica diventi una montagna troppo alta da scalare.
L'unica cosa che mi auguro è che gli arbitri giudichino bene. In una recente classifica, che ho letto sul sito laroma24, pare che la nostra squadra sia la più penalizzata. Ben 6 punti in meno, nella classifica attuale. 
Il che significherebbe secondo posto. Va beh, sono dati così, buttati a caso tanto per chiacchierare...adesso vi saluto perché devo terminare i regali di Natale...la mia lista è infinita ma a tutto c'è una fine...ho fede. Parola di Tacco12. 

PostScriptuMRiflessione: Sapete che i miei Post sono seri (quasi sempre). Vorrei chiedervi un favore, cerchiamo di non dimenticare che il Natale è una festa dedicata ai bambini. Quest'anno ci sono stati molti episodi  tragici che hanno visto vittime proprio dei bimbi. Se avete tempo per una preghiera o per un pensiero per loro e le loro famiglie...perché si può dimenticare ma solo se prima si ricorda... e questa volta è parola di Benigni. 

06 dicembre 2012

Trigorias, dalla parte di Daniele

Siamo vicino al Natale e tutti dovremmo diventare più buoni. 
Così i giovani cercano di essere gentili con gli anziani ma quando gli anziani diventano cattivi, il tutto diventa ingestibile. Infatti se è vero che i ragazzi di oggi non sono come quelli di un tempo, mancano di rispetto, sono poco generosi e non vanno in Chiesa; beh, c'è da dire che i "vecchietti" non sono da meno. 
Berlusconi rilancia una candidatura alle prossime elezioni alla veneranda età di 72 anni e un certo allenatore, che a principi non ha nulla a che fare con il Silvio nazionale, decide di parlare in libertà. 
Del resto si sa come si ragiona raggiunta la soglia dei 65 anni: "Posso dire quello che penso, tanto chissene importa". 
Oddio in realtà questa sembra più la conclusione di un matto ma tanto e'. Così oggi grandi titoli sui giornali perché i nostri personaggi del giorno hanno deciso di spararla grossa. 
Zeman ha continuato il tiro al suo bersaglio preferito: "Daniele non si è integrato nel gruppo" e poi per dare la frecciatina finale aggiunge "dieci squadre che lo cercano...ne dubito". 
Bene, si fa per dire. Partendo dalle origini direi che Dubitare Humanum Est...quindi che ognuno rimanga con i suoi pensieri. I miei per esempio sono molti e sono, soprattutto, legati alla pessima gestione dello spogliatoio da parte dell'allenatore. La pessima gestione della comunicazione da parte di una società (che non c'è, dunque di un direttore sportivo o di un addetto stampa) e, per concludere, la pessima gestione di un momento paradossalmente felice, dato che veniamo da tre vittorie consecutive e non succedeva da tempo. Della serie se i pensieri non ci sono perchè non procurarseli???
Vorrei essere qui a proferire parole di speranza, come un buon Tacco12 dicembrino e pre-natalizio, invece mi ritrovo a considerare una sola soluzione per l'intricato intreccio di TrigoriaS: Mors Tua, Vita Mea
Scusate i latinismi ma sono gli unici che mi sembrano rendere bene l'idea. Quando uno è arrabbiato si dice che sia naturale esprimersi con la lingua delle origini. Oltre ai versi dunque mi affiorano parole latine perché indicano perfettamente il senso di quello che provo. La sensazione è che uno dei due se ne andrà. Chi??? Bella domanda. Posso solo limitarmi a una previsione tipicamente giallorossa. Se l'Italia che conosco è quella della Primarie appena passate, beh, uno Zeman - De Rossi ho la sensazione che possa essere paragonato a un Bersani - Renzi. Uno più anziano, l'altro più giovane. E se così è si sa che in Italia vince sempre il più vecchio. E' una regola ormai appurata. Il nostro è un Paese conservatore (se pensate che alle prossime politiche i possibili candidati saranno di nuovo Bersani - Berlusconi...la dice lunga). Un Paese folle che ripete gli stessi errori perché Cicerone diceva: Historia Magistra vitae est ma sono secoli che lo dice e nessuno l'ascolta infatti, la Storia è ciclica e si ripete sempre.
Chiacchiere o no, sabato ci sarà la Fiorentina. La squadra con il miglior gioco del campionato e con in panchina un pezzo di cuore giallorosso. Più lo guardo e più lo rimpiango, grande Montella!
Sarà una partita difficile che la sorte ci ha già alleggerito con l'assenza di Pizzarro (condoglianze a lui) e speriamo con quella di Jovetic (che oggi avrà una visita di controllo).
Dal lato nostro tornerà, salvo sorprese, De Rossi e Stekelenburg in porta, quindi direi che ce la possiamo giocare. Se poi consideriamo che l'arbitro sarà Banti di Livorno e che alla Roma porta bene, allora sperare nei tre punti non è poi tanto un miraggio...

PostScriptumSiena: Felice per Destro ma strafelice per Perrotta. Un professionista il cui esempio è troppo spesso dato per "scontato". Un gol meritato e soprattutto il più emozionante dell'anno. Simone Perrotta uno di noi.

PostScriptumLieteNotizie: Kate d'Inghilterra è incinta, la Fico ha dato alla luce la figlia di Balotelli e La Roma sbarca su Weibo, il social network più famoso della Cina. Auguri a tutti e auguri a Balzaretti. Il codino biondo della Roma spegne 31 candeline, speriamo che abbia voglia di festeggiare in campo magari sabato  con un colpo di testa...parola di Tacco12. 


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