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13 ottobre 2015

As Roma dopo due settimane di stop ci serve un riassunto

 
Senza As Roma il tempo non vola

Senza Roma il tempo non vola


E' sicuramente questo il sottotitolo più adeguato per il post di oggi, che in realtà dovrebbe ricordare le ultime due partite disputate dall'As Roma: quella in Campionato contro il Palermo e quella in Champions League contro il Bate Borisov.

Champions


La partita contro il Bate Borisov la vorrei rimuovere, non tanto per il risultato quanto per l'evoluzione della partita stessa.
Un primo tempo finito 3-0 con un susseguirsi di parolacce cui è meglio sorvolare.
L'ennesima "ottima prestazione" europea che stava per sistemarci sul trampolino di lancio per la "figura di merda" della stagione.
Si perchè ormai la Roma in Champions sembra essere garanzia, per altre squadre, di successi pieni di gol. Proprio mentre rimuginavo sulla sconfitta e sulla figuraccia iniziava il secondo tempo che ha rivelato tracce di orgoglio giallorosso. Infatti, invece di soccombere definitivamente, l'As Roma ha deciso di sollevare la testa e reagire.
Così al minuto 66 ha segnato Gervinho e  all'82esimo ha raddoppiato Torosidis. Due gol che hanno raddrizzato un dramma che poteva diventare una tragedia.
Certo stiamo parlando dell' As Roma quindi, ai lettori che credono nel lieto fine e nei miracoli dico subito di abbandonare la lettura, perchè la Roma non ha nè vinto nè tantomeno pareggiato.
Ha perso con "orgoglio", il che è comunque un merito quasi e sempre romanista. Certo adesso la squadra dovrà dimostrare di saper giocare a calcio il prima possibile se vuole ottenere il passaggio del girone ma questo lo sapremo solo tra una settimana quando affronterà fuori casa il Leverkusen.

Bate Borisov - As Roma: 3-2 una Champions League amara


In Campionato


E così dopo la sveglia in Champions League, la Roma si sveglia e a Palermo nel giro di 27 minuti ha fatto quello che il Bate Borisov aveva fatto a lei qualche giorno prima.
Pjanic, Florenzi e Gervinho firmano quella che sembrava una partita facile, facile... sembrava.
Però non dimentichiamoci che si parla della Roma e che nulla può essere dato per scontato.
Così il secondo tempo non scorre liscio come il primo anzi, la Roma se lo complica per benino tanto da rimediare 2 gol quasi allo scadere del tempo regolamentare.
Fortuna che Gervinho non vuole correre il rischio di pareggiare una partita dominata e vola in contropiede rifilando un gol liberatorio (oltre che bello ma non come quello segnato nel primo tempo) che alleggerisce tutti dalla paura di entrare in un tunnel troppo lungo per tornare a intravedere la luce nel giro di poco tempo.

Palermo - As Roma : 2-4, il gol di Pjanic


Tutto questo avveniva quasi due settimane fa, poi la pausa per la Nazionale ci ha lasciati orfani di Campionato e Champions che sono pronte a tornare questo fine settimana.

L'As Roma sarà la prima a riaprire le danze alle ore 18.00 contro l'Empoli in casa.

La domanda è sempre la stessa: sarà riuscito Mister Garcia a fondere le due ultime prestazioni della squadra in modo tale da far uscir fuori una preparazione atletica e tattica in grado di sopportare ben due tempi da 45 minuti?

La speranza è che sia così dato che la classifica si è accorciata: l'Inter ha perso la vetta e la Roma è quarta a quattro punti dalla Fiorentina, prima della classifica dopo 16 anni.

Così mentre il nostro giocatore più informa tale Florenzi, detto anche Bello de Nonna, si prepara a scendere in campo con la Nazionale Italiana contro la Norvegia, a Trigoria si tengono doppie sedute per evitare figuracce mentre il signor Carli, il ds dell'Empoli annuncia: "A Roma per tentare l'impresa!"

Inoltre importanti quesiti appesantiscono i nostri pensieri: giocherà Dzeko contro la Bosnia questa sera?

Insomma oggi è solo martedì ve l'avevo detto no, senza AsRoma il tempo non vola... speriamo che che Mister Garcia abbia un po' della filosofia del Piccolo Principe :


E’ il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante

As Roma impara dal Piccolo Principe, un grande francese


 






28 settembre 2015

As Roma - Carpi 5-1 e tanti #AuguriCapitano

As Roma - Carpi 5-1: una vittoria per l'umore

 

As Roma - Carpi 5-1 : la Roma c'è


Sabato pomeriggio alle 18.00 si è disputata la sesta giornata di Campionato. L'As Roma ha incontrato la neopromossa Carpi.
Il risultato è stato quello "pronosticato" , ossia una vittoria di larga misura e questa è già una buona notizia.
In realtà in questo fine settimana le buone notizie non sono state sufficienti a bilanciare le brutte: fuori Totti, Dezko, Keita per almeno 20 giorni.
Allo Stadio Olimpico la Curva Sud ha proseguito il suo sciopero e il gioco, detto inter nos, continua a mancare.
Tre punti però sono arrivati e hanno fatto raggiungere alla Roma quota 11 riconsegnando a tutti un po' di umore, soprattutto dopo la sconfitta dell'Inter (la fortuna è eterna finchè dura) con la Fiorentina che l'ha agganciata a 15 punti.

As Roma - Carpi 5-1: quando la vittoria è del gruppo

La partita e i suoi marcatori


Ho dovuto lavorare al ristorante anche sabato a pranzo. Il pranzo è più veloce della cena e il servizio deve essere rapido. Una tavolata di 8 uomini di varie età aveva occupato gran parte della piccola sala. A servirli Marco che dopo un po' di tempo arriva in cucina con un dubbio:
"Secondo me quelli so' del Carpi"
Ci guardiamo tutti dubbiosi, così quando consegno loro il caffè a tavola lo faccio aggiungendo:
"Mica sarete venuti a vedere la partita?"
Un coro di "Si, certo!" si eleva durante la presa della tazzina ed è stato al momento di questa conferma che ho aggiunto:
"I vostri primi tre punti non avrete intenzione di prenderli con noi spero..."
E ancora una volta il coro unanime è stato:
"Certo! Cosi Garcia salta e arriva Carletto"
Il mio sorriso eloquente, come quello di chi sente una barzelletta poco divertente li ha portati alla resa:
"Però non fateci più di 3 gol e se segnamo noi ti penseremo"
"Voi segnerete sicuramente, però noi vinciamo e non so se con 3 o più gol".
Una premonizione niente male che però non aveva incluso 5 gol per opera di 5 marcatori diversi: il primo gol di Manolas, alla faccia di chi sul web lo ha preso in giro; il capolavoro Pjanic su punizione; la resurrezione di Gervinho; la zampata di Salah che ha tolto la gioia a Totti e il primo gol di Digne.
Una cinquina in cui stride l'assenza dell'unico marcatore che le scommesse avrebbero visto protagonista: Dzeko.
Una squadra che continua a segnare con tutti tranne con il suo centravanti...qualcosa continua a quadrare poco, qualcuno continua a non cambiare gioco.
Un'altra bella notizia è stato vedere Morgan De Sanctis parare il generoso rigore concesso al Carpi.
Si perchè questo Roma - Carpi è sembrata la partita del riscatto per chi aveva sbagliato nelle passate giornate. Così dopo l'esplosione di gioia di Manolas per il gol che lo libera dall'errore di un autogol maledetto a Genova, arriva la risposta del portierone giallorosso molto criticato in queste prime giornate. Bravo Morgan!

Insomma 90' minuti di calcio vero, quello che non puoi programmare, dove i marcatori sono quelli che si vogliono far perdonare e i portieri tornano ad accarezzare con voli e manate i volti di chi li ha derisi.

Come ogni copione ben scritto non poteva mancare il gol dell'ex. Marco Borriello ha fatto il suo sporco lavoro ma non ha esultato e, quando è stato sostituito, solo un parte di pubblico, decisamente poco intelligente, ha deciso di fischiarlo. Il resto degli spettatori gli ha tributato l'applauso dovuto a un professionista.

#AuguriCapitano anche da #Tacco12cm | photo: www.asromashirt.it


Totti, 39 anni e tripletta


La notizia più bella di questo fine settimana è stata sicuramente legata al nostro Capitano, non per il suo infortunio, che lo terrà fuori per un mese, ma per il suo compleanno e la sua ufficiale (e soprattutto vera) terza paternità.
Ieri sera Ilary Blasi durante il programma le Iene ha deciso di fare il regalo di compleanno al Pupone e a tutti i suoi ammiratori, dando l'annuncio della sua terza gravidanza.
La gioia è dilagata online e il compleanno di Francesco è apparso consacrato anche dall'alto.
Sembra proprio che il 3 e i suoi multipli siano diventati delle costanti nella vita di Francesco. 3 come i figli, 39 come gli anni, 300 come i gol... 3 il simbolo della vitalità e di molto altro.

Che un altro Totti venga alla luce perchè il Pupone resti eterno, per sempre.

#AuguriCapitano... #AuguriFrancè!


16 settembre 2015

Aspettando il Barça: Frosinone - Roma 0-2, una partita storica


Frosinone - As Roma 0-2, in campo si fa la storia

Quando li ho visti scendere in campo ero ancora incredula. Come la Juventus in serie B, così veder scendere l'As Roma sul campo del Frosinone è stata davvero un'esperienza atipica. Una di quelle cui credevi di non poter mai assistere nella tua vita ma che tuttavia crea uno stato d'animo di speranza ed ottimismo perchè ti fa pensare che tutto è davvero possibile e mai come oggi questa speranza è quella che ci occorre.
A Frosinone ho molti amici, gente con cui sono cresciuta fin da bambina sulle spiagge di Circeo e Terracina, in quel fazzoletto di costa sabbiosa  stretto tra il profilo della Maga Circe e la piccola Rio de Janeiro (così un giorno un turista francese ribattezzò il Monte Giove che sovrasta Terracina).
Li conosco bene i ciociari: fieri, appassionati, simpatici e orgogliosi.
Nemmeno loro ci credevano che sarebbe finita così, con una promozione in serie A intendo, e domenica scorso il pensiero di essere invasi dai romani alla sola terza giornata di Campionato li metteva decisamente in apprensione.
Il Matusa visto dalla tv è decisamente uno stadio da categoria minore: piccolo e non adatto al pubblico delle grandi occasioni.
"Madò guarda che stadio ma come si può giocare una partita di serie A in uno stadio così?"
Mirko è incredulo quando me, noi che a Frosinone ci volevamo andare ma alla fine abbiamo desistito sotto consiglio degli stessi amici ciociari che ci avevano preannunciato:
"Ci saranno al massimo 2500 biglietti ospiti" il che equivaleva a file lunghissime con il rischio che al proprio turno non si trovasse più posto.

Frosinone - Roma 0-2, il gol di Iturbe


La partita


Il divano di casa in queste occasioni è molto comodo. Certo, vista la formazione azzardata da Mister Garcia mi aspettavo un risultato decisamente più schiacciante. Devo riconoscere che Capitan Totti ha disatteso un po' le mie  aspettative, ero certa che con Dzeko lì davanti i suoi palloni sarebbero state rime baciate, codici decodificati, ami per pesci e versioni di latino tradotte dal greco. Insomma, nella mia testa di tifosa malata, con la sciarpa poggiata sul divano e un caffè stretto tra le mani, immaginavo uno spettacolo dalla facile esultanza.
Invece, invece i ciociari sono orgogliosi, Stellone è in gamba e l'As Roma è la solita As Roma un po' presuntuosa e con la testa altrove.
Così c'è toccato soffrire anche per una partita sulla carta "semplice" e questo non lo scrivo tanto per i rischi corsi in area di rigore, oggettivamente poco pervenuti, soprattutto per la mancanza di risoluzione da parte dell'As Roma che è riuscita a sbloccare il risultato solo allo scadere del primo tempo.
Circostanza per altro che non ha minimamente scalfito il Frosinone tornato in campo, dopo il break, più convincente che mai.
Devo confessare che all'ammonizione di Totti, sono scattata in piedi e come un'isterica ho iniziato a urlare per casa "arbitro cornuto" dato che i cartellini (pur se entrambi corretti) erano stati tirati fuori solo per i giallorossi mentre per i gialloblu niente anche se erano stati decisamente fallosi e sanzionabili in molte occasioni.
Fortuna che mentre sbraitavo per casa, passando dal bagno alla camera da letto, Iago Falque l'ha buttata dentro.
Mirko urla, io corro davanti alla tv. Salto un po' e sbiascico un delicato "ECCHECAZZO!" che mette in luce i miei studi dalle suore con orgoglio dei miei genitori.
Il secondo tempo la storia non cambia di molto. Due sostituzioni del Mister, piuttosto incomprensibili, salvo non li si vedano in ottica Champions che vuol dire: Roma - Barcellona.
Esce Dzeko, con la testa fasciata dal primo tempo per una botta rimediata in area di rigore ed entra Radja Nainggolan; poi esce l'autore del gol ed entra Iturbe.
Gervinho resta in campo e il Capitano pure, nonostante una prestazione sotto le media. Fortuna che il Frosinone non ne approfitta, un po' perchè il suo di capitano è dovuto uscire nel primo tempo per infortunio ed era l'unico in grado di sfruttare i calci piazzati, un po' perchè la qualità delle due rose era davvero troppo diversa.
C'è da dire che il Frosinone ha giustamente recriminato un calcio di rigore non concesso ma per fortuna Iturbe, l'uomo cui i tifosi ripongono altissime aspettative, ha chiuso i conti allo scadere del secondo tempo: firmando uno 0-2 che è entrato di merito nelle statistiche di una partita giocata per la prima volta nella storia.

Frosinone - Rome 0-1, gol di Iago Falque


Aspettando il Barcellona


La Roma è quindi arrivata a  7 punti e,  pur non essendo in testa a risultato pieno, si può ritenere soddisfatta. Intanto stasera si torna al debutto in Champions League con una squadra che amo profondamente e che come ogni grande amore conosco bene e temo anche perchè è la più forte de mondo: il Barcellona.
I blaugrana dell'ex Louis Enrique  sono un po' come la Roma per il Frosinone: una montagna insormontabile.
Una squadra praticamente perfetta la cui apparenza non mostra difetti e punti deboli.
Eppure... eppure qualche partita l'hanno persa anche loro, eppure anche Achille aveva il suo tallone e allora perchè no? Perchè non sperare almeno in una sconfitta dignitosa come quella che ha subito il Frosinone? O in una vittoria fortuita?
L'importante è crederci e non perdere la faccia per non perdere la testa. Sembra un gioco di parole ma è così che dovrà andare.
In campo avremo la migliore formazione possibile (Pjanic a parte purtroppo) e una certezza: non possiamo ripetere la Waterloo dello scorso anno contro il Bayern.
Il lavoro mi costringe lontana dallo stadio, in una serata che sarà frenetica e tremendamente isterica. Il cuore comunque sarà là con loro, come sempre, pronto a scoppiare di gioia e a innamorarsi ancora come ogni maledetta domenica e ogni maledetto mercoledì e chissà che la Roma non ci faccia un inaspettato regalo.

Leo Messi e Francesco Totti






07 settembre 2015

Roma - Juventus: 2-1 : il Gigante Dzeko e la Juve lillipuziana

Roma - Juventus 2-1: il Gigante Dzeko schiaccia una lillipuziana Juventus

Roma - Juventus 2-1 mettiamo subito le cose in chiaro


C'è qualcosa di più bello di un lunedì che segue la domenica della vittoria della Roma sulla Juventus?
Due lunedì dopo la vittoria della Roma sulla Juventus!
Non scrivo il diario della Tifosa dalla fine di Aprile, quando lo scoraggiamento per una stagione calcistica deludente mi ha completamente pervasa, lasciando la mia testa priva di elaborare concetti originali in merito alla mancanza di gioco della squadra. Nemmeno il derby con la Lazio, vinto grazie al gol di Yanga Mbiwa (aspettato da me per un anno intero) mi aveva fatto cambiare idea.
Certo quel successo avera risollevato il mio umore ma il dispiacere per i punti persi nel girone di ritorno non li avremmo più recuperati e un'altra stagione era terminata "solo" con un prezioso secondo posto, per l'ennesima volta.
Così quando sabato 22 agosto il Campionato 2015-2016 ha avuto inizio, dopo un mercato estivo questa volta decisamente gratificante, ho visto la Roma scendere in campo contro il Verona, ero certa che ne avrei avuti di concetti da esprimere.
Purtroppo il debutto finito 1-1 non ha fatto che tirar fuori di nuovo i vecchi problemi. Come una coppia che si ama e si allontanta per qualche mese, nella speranza che una pausa di riflessione sia il rimedio sufficiente per appianare i diverbi cronicizzati dall'abitudine e alla prima occasione capisce che nulla è cambiato.
Così dopo Verona - Roma non ho scritto nulla e ho aspettato che Roma - Juventus venisse giocata.

Roma - Juventus, la prova del 9


Ai laziali e agli juventini che mi dicono: "Tanto ad Agosto voi vincete sempre il Campionato" rispondo lapidaria: "Nessuno qui ha parlato di Campionato. Abbiamo vinto una partita però, questo lo possiamo dire?"
Allora tacciono, abbassano gli occhi, si mordono le labbra e annuiscono. La verità non si può negare. La Roma finalmente è tornata. Rudi Garcia finalmente è tornato.
Una squadra rinnovata, ancora una volta ma questa con i giusti innesti, Dzeko in primis, che ha saputo gestire una Juventus, rimaneggiata dalla perdita di Pirlo, Tevez e Vidal, e vincere uno scontro diretto importantissimo.
Dopo un'estate all'insegna di colpi di mercato e una Curva Sud da dividere, con conseguente perdita di posti per gli abbonati già tesserati, la stagione in casa si è aperta con la protesta della Sud.
Una Curva Sud piena e muta, capace di cantare solo cori contro la polizia e i celerini mandati irresponsabilmente a offrire la propria pelle a 10 mila tifosi arrabbiati.
Un esordio pessimo sugli spalti che per fortuna non ha rispecchiato quello in campo. Lo Stadio strabordava di tutto. Il sole scioglieva i volti abbronzati e rilassati, il numero 10 di Totti campeggiava sulle spalle di donne, uomini e bambini mentre bicchieri di acqua fresca e birra gelata dissetavano bocche pronte a schiarire la voce per esultare.
Il numero 10 di Francesco Totti, il nostro Capitano che per la prima volta  a Verona non è stato schierato in campo e non è subentrato nei 90' per "scelta tattica".
Il nostro Capitano che anche contro la Juventus resterà in panchina, perchè gli anni passano per tutti e di lui avremo bisogno molto quest'anno e dobbiamo farlo giocare quando è necessario.
La banda degli Ultras Gonzaga era al completo: Marco, Christian, Sandro, Matteo, Mirko, Chiara e Antonella.
Sugli spalti Alma e i suoi 80 anni superati da tempo, aspettavano l'ennesima stagione dell'As Roma con lo stesso fremito di un ragazzino di 5 anni .
Marco torna all'Olimpico da papà, Christian da uomo innamorato, Sandro da padre attento e lavoratore premiato, Matteo da adolescente sempre meno bambino, Mirko da collezionista attento, Chiara da scrittrice curiosa e Antonella da cinquantenne favolosa.
Ognuno al suo posto, pronto per affrontare una nuova stagione proprio come Massimo che fisicamente si trovava davanti a un forno a sfornare pizza ma con il cuore era proprio dove eravano noi.

La partita


La formazione della Roma non era quella tipo.  Daniele De Rossi viene schierato come centrale di difesa, ruolo in cui si rivelerà perfetto (e guai a chi mi parla male di Daniele) ma che non è certo il suo, almeno non lo era stato fino a quel momento.
Francesco Totti è spettatore, un leone in gabbia. La partita inizia ed è subito Roma - Juventus con un rigore a favore della Roma, non concesso, dopo nemmeno un minuto di gioco.
La Roma non si arrende, continua a pressare mentre la Juventus si chiude nella sua area come una squadra provinciale, incapace di uscire fuori se non con sterili contropiedi .
Pogba è nervoso, forse troppo per essere un fuoriclasse, dimostra che la Juventus ha paura... che fine hanno fatto gli schemi di Conte? E Allegri che cosa è in grado di fare adesso che è orfano di un'eredità che ha sciupato con maestria nella scorsa stagione?
Nonostante qualche giallo non distribuito da Rizzoli e un predominio giallorosso evidente, chiedetelo al palo sotto la curva nord, la partita finisce i primi 45' con un risultato di parità 0-0.
Pieghiamo i giornali disposti sui sedili blu e ce li portiamo con noi mentre scendiamo le scale del settore 15 alla ricerca di un caffè e di un po' di acqua prima che di sgranchirci le gambe.
La Roma ci sta piacendo. L'ottimismo trapela dagli occhi del vecchio con la sigaretta in bocca, dalle fossette del bambino che divora il gelato e soprattutto dal chiacchiericcio divertito dei tifosi in fila al bar. La Roma c'è e questo oltre ad essere un conforto è una gran bella notizia.
Il secondo tempo assomiglia al primo: la Roma pressa mentre la Juventus aspetta.
Questa volta però la Roma attacca verso la Curva Sud. E' il 61' quando Pjanic batte una punizione al limite dell'area e lascia Buffon fermo. L'esplosione di gioia è incontenibile. Mi aggrappo a Mirko e non voglio si muova, ho bisogno di stritolare qualcunoper essere certa che quel gol meraviglia sia vero. La Roma vince 1-0 meritatamente.
La Curva Sud smette di protestare, di prendersela con l'altra Curva Sud che incita la squadra, e si accorge del vero motivo per il quale è allo stadio: tifare.
La Roma continua a pressare, Mister Garcia sostituisce Salah con Iturbe che rimedia subito un giallo per la Juventus e poi.. poi Evra viene espulso  ( del resto sempre meglio che mettere fuori Pogba) e al 79' Dzeko corre sotto la Sud per abbracciarla tutta: è 2-0 e Dzeko segna il suo primo gol giallorosso lasciando Chiellini inebetito. 
Lo Stadio impazzisce letteralmente. La gente salta da una fila all'altra. Mi giro per dare un cinque ai ragazzi dietro di me, non trovo nessuno. Sono tutti corsi verso il campo, come se potessero abbracciare quel gigante arrivato dal Nord, il gigante Dzeko - Gulliver cui basta una pedata per schiacciare gli juventini - lillipuziani che cercano di legare mani e piedi a una Roma troppo grande per rimanere vinta.
Un gol bianconero all'87' di Dyabala non rovina la festa a nessuno, anche se una parata incredibile di Szczesny allo scadere della partita, per un attimo blocca la digestione a una vittoria che aveva già profuso il suo sapore di pasta fatta in casa, un sapore autentico.

La vittoria

Un successo voluto, ecco il significato di Roma - Juventus.  Una Roma coraggiosa che ha inflitto alla Juventus, per la prima volta nella sua storia, la seconda sconfitta successiva in campionato lasciandola a 0 punti.
Qualcosa forse sta cambiando lo dice l'arbitro che nonostante la sua direzione di gara insufficiente non è stato capace di fermare il successo giallorosso. Lo dice il palo che ancora trema e lo dice Pogba miracolosamente sfuggito al cartellino rosso, oltre al rigore negato di cui tutti dobbiamo parlare perchè è quando si vince che certe cose vanno dette.
Una vittoria voluta dal gruppo che significa: Totti in panchina e Digne, appena arrivato e già combattente, in campo. Signifia Falque titotale e Gervinho a guardare.
Significa De Rossi Capitano vero, con buona pace di chi gli vuole male. La Roma è pronta per raggiungere un traguardo e siamo pronti anche noi. 

28 aprile 2015

Inter - Roma 2-1: in scena il Calcio che non piace più a nessuno


Si scende di nuovo in campo

Non facciamo in tempo a mangiarci il fegato per una partita che subito ne arriva un'altra.
Domani sarà il turno del Sassuolo. Seconda trasferta consecutiva dopo il "disastro" di Milano e non dite che sono esagerata.
La Roma non vuole più vincere, non vuole più segnare e ha una sfortuna tipica degli "sfigati" e di quelli poco audaci.

La fortuna aiuta chi la cerca


Sabato non aveva iniziato male. Il gioco c'era, poi un gol inventato da Hernanes e un palo preso hanno trasformato la scena in un copione, ahimè, letto e recitato a memoria.
Il secondo tempo con l'uscita di Capitan Totti ha visto una squadra più dinamica e veloce, pronta a prendersi un punto con un gol rabbia di Radja Nainggolan che qualcuno vorrebbe sacrificare sulla via di Manchester per tenere Miralem Pjanic (almeno così leggo questa mattina su alcuni giornali).
Se la notizia fosse confermata non mi meraviglierebbe di certo perchè è questo che capita alla mia Roma ultimamente, essere lo specchio dell'Italia, del Paese di cui è Capitale: mandare via chi fa qualcosa di buono in nome e in sacrificio di cosa e di chi soprattutto?
Non ci sto.


Domenica allo scadere del tempo regolamentare Mauro Icardi ha segnato un gol "scontato" agli occhi di chi la Roma la conosce bene.
La Roma ha perso una partita con una squadra assolutamente mediocre ma l'ha persa meritatamente perchè vince chi davvero vuole vincere.
Non bisogna essere i più forti, bisogna avere voglia.
Troppe chiacchiere su mister Garcia che vuole andare via, su partenze senza ritorno di altri giocatori e su contratti in scadenza che non verranno rinnovati.
Basta.
Chiedo pietà a tutto questo girotondo che fa venire il volta stomaco lasciando chi è sulla giostra senza punti fermi, in balia del nulla.
Se a Francesco non rinnovano il contratto che problema c'è??? Lo dico da innamorata tottiana convinta ma Francesco ha quasi 39 anni ed è normale che possa non essere riconfermato almeno per quanto concerne una lunga durata. Magari gli proporranno altro ma, in finale, lui quello che può dare lo continua a dare sempre e da una vita, per quanto ancora potremo contare sul nostro Capitano?
Preoccupiamoci di avere una squadra, di non cambiare di nuovo tutti, di non ricominciare di nuovo. L'allenatore cambierà?
Forse si, e già questo potrebbe creare un problema perchè le squadre che vincono sono quelle che hanno un assetto ben definito, ricominciare ancora significherà aspettare ancora.


Dove si arriverà


Domenica quando la Lazio ha pareggiato in casa con il Chievo e la Juventus ha perso il derby di Torino, a differenza di molti romanisti, il mio umore è diventato ancora più insopportabile.
Un campionato senza padroni (Juve a parte, che comunque perde molti più colpi di quanto abbia fatto lo scorso anno) che si poteva gestire in modo diverso. Un'altra occasione persa, l'ennesima.
Tanto basta. 
L'Inter gioisce per i tre punti e tu scivoli al terzo posto con il Napoli a due punti e il fiato sul collo. Nemmeno una certezza nelle gambe e nella testa. La solita cantilena che recita: "Dobbiamo rialzarci subito".
La conferma di non conoscere più la propria indentità, la propria forza. Una squadra costruita per arrivare in Europa?
Mentre Allegri piange ai microfoni, guardo una classifica infame che getta dubbi su un secondo posto fino a due settimane fa certo. I conti dicono che ce la faremo ma se la Roma non torna a crederci nemmeno il 4 posto sarà certo.
E se pure lo acciuffassimo significherebbe preliminari il che sarebbe un pessimo inizio.
Non rimane che sperare nel Bayern Campione in Champions League per rendere meno ridicola la nostra figura europea. Certa che la Lazio vincerà la Coppa Italia, rimane una sola data per risollevarci dalla delusione. Una sola data ed è sempre più vicina.


Che calcio è questo 


Nel frattempo non scrivo più della malafede arbitrale che vedo dilagare di partita in partita, di squadra in squadra.
Piccole cose: un giallo non dato per evitare un'espulsione, punizioni non viste ecc.. ecc.. il "solito" direi e questo mi rattrista più di tutto.
Ho iniziato a perdere fiducia in un sistema che ho messo in discussione ma non ho mai abbandonato. Il sistema calcio che impazzisce da solo con una bomba carta che scoppia e per la quale si "sospende il giudizio" solo perchè si tratta di una tifoseria che non si chiama Roma o Napoli.
Siamo sinceri ma se una bomba carta fosse scoppiata a Roma al San Paolo o in qualsiasi altro stadio,  quanti giorni la curva Sud o Nord sarebbe rimasta chiusa??? Quanti???
Invece per Torino si sospende il giudizio.
Vogliamo poi dire qualcosa su Denis e delle sue 5 giornate per un pugno sferrato negli spogliatoi?
I giocatori sono saturi anche quando pareggiano all'ultimo minuto una partita importante non riescono a liberarsi dai rancori e a non cedere alle provocazioni.
Male lui e Tonelli che l'ha provacato.
Male perchè il calcio è altro... o almeno lo era appena qualche anno fa. 

14 aprile 2015

Torino - As Roma 1-1 e terzo posto sia

Torino - As Roma 1-1, la Roma scivola al terzo posto

Torino - As Roma 1-1, è arrivato il giorno del terzo posto in classifica


Ancora un pareggio. Ancora una volta 1-1, un risultato che significa terzo posto. 
Ne parlo solo ora di Roma, non per rabbia o delusione, non per mancanza di tempo (anche) ma soprattutto per snobismo
Mettetevela come vi pare: la Lazio sta giocando meglio, la classifica ci vede scivolare in terza posizione, eppure per me la Lazio non esiste.

Dietro ogni tipo di filosofia, dietro ogni antagonismo, l'unica domanda che mi disturba è : com'è stato possibile in Campionato pareggiare 6 partite per 1-1, 2 per 2-2 e 4 partite per 0-0 prendendo su 12 partite (36 punti in palio) solo 10 punti???
Siamo rusciti a farci superare dalla Lazio che ha perso 8 volte contro le 3 della Roma ma ha pareggiato solo 4 partite e ne ha vinte 18 mentre la Roma ne ha vinte 15.
Un problema matematico che indiscutibilmente provoca una disquisizione filosofica sull'importanza della strategia d'adottare in campo. E' colpa degli attaccanti che mancano, dell'abilità del Mister o dei giocatori tutti che sono dei sopravvalutati? E il Capitano quanto abbiamo ancora bisogno di lui?

L' equivalenza sembra banale: se non si segna non si vince. Lo so che lo dicono tutti e che il problema è stato messo a fuoco da tempo ma la mia preoccupazione è sostenuta dalla mancanza di risoluzione del problema. Senza considerare che al fattore "gol" manca un altro enorme e fondamentale fattore quello "fortuna".

La Roma oltretutto non è stata fortunata


Nelle ultime due prestazioni, quella contro il Torino dopo e quella contro il Napoli prima, la Roma ha dimostrato di esserci. Di avere avuto un ritorno di forma e di carattere ma la fortuna l'ha poco assistita.
Si è tornati alla vittoria in alcuni casi ma sempre con un gol di misura che poco aiuta a sentirsi padroni della partita. In bilico fino alla fine contro pali e scelte arbitrali che, nessuno vuole discutere, ma che nel discorso complessivo vanno incluse.

Secondo uno studio attento delle partite è evidente però che 12 vittorie su 15 sono state realizzate entro il 6 Gennaio 2015. Il che significa che questo famoso "crollo" non risale a Novembre, come a molti piace dire, ma all'inzio dell'anno quando, uscita dalla Champions League, la Roma avrebbe dovuto rafforzare la sua posizione in Coppa Italia ed Europa League ed invece si è fatta maldestramente cacciar via da ogni parte.

Come un ragazzino intelligente che non si applica la Roma ha ancora 8 partite, quindi 24 punti, per evitare di essere rimandata a settembre. Ce la farà?

As Roma - Napoli 1-0, la Roma torna a vincere all'Olimpico dopo mesi.

Sarà in grado di sostenere lo sprint finale


Certo, collezionare 6 vittorie, 1 sconfitta e 1 pareggio, come nelle prime 8 partite, sarebbe da considerare la migliore delle  prospettive e permetterebbe di prendere 19 punti.
Se invece si contano i punti fatti, contro le squadre d'affrontare, nel girone di andata si tratterebbe di 16 punti ottenuti con  4 vittorie e 4 pareggi, nemmeno una sconfitta per un totale di 16 punti.
Nel complesso, dunque, un rendimento costante che ci fa ben sperare se consideriamo che la Lazio, contro le squadre che deve affrontare, nel girone di andata ha preso solo 12 punti  (perse 2, pareggiate 3 e vinte 3) mentre nelle prime otto partite, volendo ripercorrere il Campionato a specchio, collezionò 5 vittorie e 3 sconfitte per un totale di 15 punti, meno di quanto ha fatto la Roma.

Inoltre la Lazio è in finale di Coppa Italia... una finale che vincerà, date retta a me.
La matematica e la statistica possono anche non piacere ma sono materie scientifiche che parlano chiaro... che il Campionato sia a specchio o no, la Roma è più forte e lo dimostrerà. 

Questa è la buona notizia che volevo darvi prima della buona notte e adesso staremo a vedere... e volevo anche aggiungere che i romanisti hanno il diritto di crederci, l'obbligo di crederci perchè altrimenti non ha senso tifare AsRoma.


24 marzo 2015

Cesena - As Roma 0-1 Daniele De Rossi, anima romanista

Cesena - As Roma 0-1, Daniele De Rossi segna e la Roma vince.

 Daniele De Rossi segna e l'As Roma vince una partita fondamentale.


Daniele De Rossi, il giocatore più discusso degli ultimi tempi, ha siglato una rete importantissima. Inutile scendere in tecnicismi, mettersi a parlare di una partita ancora una volta poco interessante. Non voglio raccontare la desolazione del vedere una squadra senza le gambe, sono mesi che non si parla di altro. Quindi oggi voglio esprimere le mie riflessioni su una squadra che, pur senza le gambe, ha tirato fuori di nuovo la sua anima, un'anima romanista, un'anima vera, un'anima con un nome e un cognome: Daniele De Rossi.

E già lo so, perchè l'ho sentito dire e l'ho letto, che qualcuno lo continua a mettere sulla gogna Daniele quello che "un gol casuale lo salverà per sempre", "misterseimilioniemezzo all'anno" e tante altre cattiverie. Per carità ognuno può pensare quello che vuole, e non sono certo io a dover convincere una parte del tifo giallorosso a perdonare un calo vistoso e indiscutibile di prestazioni da parte del nostro numero 16.
Quello non è discutibile, ahimè e sarebbe fazioso e poco obiettivo ammettere che negli ultimi tempi Daniele De Rossi ci ha fatto più ridere che disperare.
Quello che invece voglio mettere, e lo voglio mettere fortemente, in discussione è il concetto di "anima" di una squadra. 

Il Capitano e le sue due anime


Cosa s'intende per Anima di una squadra?
Il Capitano è colui che la squadra la trascina, la supporta e la motiva in campo e negli spogliatoi. A Roma questo ruolo è sdoppiato.
Ci sono giocatori che sono dei campioni, il loro ascendente è talmente forte che chiunque giochi con loro non può che subirlo e positivamente esserne vittima, come se la forza del campione lo motivasse a dare e fare del suo meglio.
La maggior parte questi campioni sapendo di esercitare questo potere, non si sforzano di motivare la squadra e i propri compagni in un modo diverso da quello che può essere l'esempio in campo, il gesto atletico, la generosità nel gioco, il rispetto delle scelte. I campioni di questo tipo sono come i primi della classe, quelli che raramente cogli impreparati. Loro sono fighi e tanto basta.
Poi ci sono quei giocatori che hanno una marcia in più anche se non sono dei fuoriclasse. Quelli che non ci stanno a prerdere, non ci stanno a giocare male e soffrono quando questo accade. Questa categoria è rara, talmente rara che se mi chiedete un'esempio della prima specie mi viene facile dire : Totti, Del Piero, Baggio. Mentre della seconda tipologia mi vengono in mente esempi come De Rossi, Inzaghi, Mancini. Giocatori rari e ormai passati... eppure noi due di loro ancora li abbiamo in squadra.
Ecco la Roma ha un Capitano solo fatto di due animequelle di Francesco e Daniele ed è questa la sua più grande fortuna.
E non esiste un Capitano Futuro perchè Daniele è da tempo che interpreta l'anima grintosa e passionale di Capitano, lui è un Capitano vero. 

Le critiche di chi non capisce

Chi critica queste due anime vuol dire che non è meritevole, a mio avviso, di essere considerato un romanista per il semplice fatto che nega l'identità di una squadra, nega la sua peculiarità più bella.
L'As Roma a differenza di altre realtà calcistiche ha un cuore, ha dei giocatori romani, romanisti che quando scendono in campo (nel bene come nel male) credono davvero nei colori che indossano e non è retorica o fantasia, ci credono e soffrono per quella maglia. 
Loro sono la nostra ricchezza, sono quelli che ci distinuguono dalle altre squadre fatte per vincere o sopravvivere, fatte di giocatori che la maglia la cambiano ogni anno o quasi. A cui non interessa essere ceduti durante il mercato di gennaio. Giocatori che vivono il calcio come un mestiere senza nessun particolare attaccamento ai colori che indossano.
Per questa ragione  bisogna avere il doppio del rispetto per Francesco e Daniele.

L'esultanza

Basta vedere la sua esultanza, quella vena sul collo (anche quella sono stati capaci di criticare) che mi piace tanto perchè quando Daniele è corso dopo il gol segnato contro il Cesena, ha urlato cosi forte da far andar via la mia voce, ha corso così tanto da farmi perdere il fiato.
Una partita sofferta ma con una certezza rinnovata, questa Roma non si è venduta l'anima, questa Roma c'è ancora. 


18 marzo 2015

As Roma - Sampdoria, il silenzio di chi ama

As Roma - Sampdoria 0-2, il silenzio di chi ama

 

As Roma, assente ingiustificata


L'As Roma è assente ingiustificata, io no. Dopo 21 giorni torno a scrivere e chiedo scusa ai miei lettori. Lo so ogni tanto inizio i miei post così ma devo confessarvi che dopo le ultime partite ho avuto seriamente difficoltà a esprimere un giudizio su quanto stava capitando all'As Roma.
Dopo la vittoria con il Feyenoord ho sperato nella previsione di Capitan Totti quella che recitava:
"Se vinciamo giovedì, vinceremo anche lunedì contro la Juventus" ma così non è andata e la delusione ha prevalso sulla razionalità.
Una partita, quella contro i bianconeri, che si poteva perdere ma anche vincere. Una partita che serviva per riscattare quella "pagliacciata" dell'andata, che doveva rimettere in gioco tutto, ma che non ha rimesso in gioco niente.
Così priva di umore e di parole, dopo la fallita profezia di Totti, ho mantenuto il silenzio in attesa di un segno.

As Roma - Chievo 0-0


La settimana successiva il segno non c'è stato. Uno 0-0 contro il Chievo ci ha tenuto inchiodati miracolosamente al secondo posto, più per demerito di chi insegue che per merito della Roma stessa. A colpire, ancora una volta, la totale assenza di gioco e d'idee.
Nel mirino dei colpevoli entrano (o sarebbe giusto scrivere: entrano di nuovo) i due pilastri della squadra: Totti e De Rossi. Il primo perchè "vecchio" il secondo perchè "morto".
Certi soggetti che si definiscono tifosi ne hanno dette e scritte di tutti i colori senza vergogna, senza memoria. Penosi.
Anche per amore di Totti e De Rossi ho continuato a tacere. Ho voluto vedere fino a che punto il mio silenzio doveva protarsi. Fino a dove si può mantenere il fiato senza prendere ossigeno.

As Roma - Sampdoria 0-2: Totti e De Rossi


Fiorentina - Roma 1-1 di Europa League

Poi è stato il turno di un incontro tutto italiano per un trofeo internazionale. Quello dei Viola di Montella, presi a schiaffi dalla Lazio in Campionato, contro l'As Roma al Franchi alla ricerca ormai continua di riscatto.
Daniele De Rossi questa volta la combina davvero grossa, un suo errore procura il vantaggio della Fiorentina. Cosi "si butta malato" (si dice a Roma) ed esce, in preda ai sensi di colpa forse e alla consapevolezza che le critiche che gli vengono mosse da mesi, iniziano davvero a trovare terreno fertile.
La Roma soffre ma piano piano esce fuori.
L'uomo di questa rinascita si chiama Keita, che dopo aver pareggiato la partita con Juventus all'Olimpico, infila la testa su un cross dal calcio d'angolo di Florenzi e insacca alle spalle di Neto, che aveva già parato un rigore a LjaJic (l'unico ex che non segna).
E' ancora una volta 1-1 ma questa volta è un pareggio buono. Lo dicono tutti. Sprazzi di Roma tornano a farsi vedere. Daniele De Rossi a parte, la Roma sembra esserci, forse si può tornare a prendere fiato.
Aspetto ancora un po' prima di scrivere un post, prima di dire la mia. Come un pesce fuor d'acqua, che per paura di perdere ossigeno continua a boccheggiare, in attesa di un Roma - Sampdoria che potrebbe definitivamente getterami nel mare a nuotare.

As Roma - Fiorentina 1- 1, il gol di Keita

As Roma - Sampdoria 0-2


Si sa che, se per le quote della Snai l'As Roma è data favorita, la Roma porterà a casa il risultato meno scontato. Così è stato. Poteva vincerla, dato che non vinceva in casa dallo scorso 30 novembre 2014, e poteva addirittura pareggiarla, nessuno ne sarebbe rimasto sorpreso, ma no, no  la Roma questa partita ha deciso di perderla.
Rimanendo ancora inspiegabilmente al secondo posto ma guardando dall'alto a una sola distanza l'odiata Lazio che ha preso il volo e zitta, zitta ha ridotto la distanza.
Ecco starei trattenendo ancora il fiato se l'epilogo che mi si mostra non mi apparisse tanto tragico da togliermi definitivamente la parola. E allora ho deciso di parlare.
Per quanto ancora l'As Roma potrà rimanere incollata a questo secondo posto?
Ce la farà a vincere all'Olimpico contro la Fiorentina giovedì prossimo? Come si può risollevare una squadra che perde quando gioca bene e pareggia quando gioca male?
Che ci siano problemi grossi è evidente da tempo.
Anche se già da tempo avevo espresso il mio punto di vista, e se c'è una cosa che odio è ripetermi e dire "L'avevo detto", a questa Roma manca una Società. 

Manca una Società


Vorrei chiamare all'appello tutti quelli che se la prendevano con la famiglia Sensi, che sono gli stessi che dicono che Totti è finito o, peggio, che Totti è un problema.
Contro i blucerchiati Totti è stato il migliore in campo, unico fuoriclasse di una squadra senza palle.
All'As Roma manca una Società seria, in grado di essere presente e di tirare per le orecchie chi marcia male. Impariamo a dare un vero nome ai problemi.
Questa Società manca come un genitore in carriera, preoccupato dei suoi business e pronto a fare dei regali spropositati ai suoi pargoli per compensare le sue assenze.
"Eccoti lo Stadio, eccoti lo sposor Nike e il Roma Village. Poi un bel restyling a Roma Channel e una Radio tutta tua, contenta??? Facciamo un precampionato in Australia allora!"
Ecco le promesse di un genitore assente, uno che guarda le partite da Boston e non fa altro che viziare i suoi figli.

As Roma - Sampdoria 0-2 : il silenzio di chi ama, Emma Ferrero giallorossa

Il silenzio di chi ama


Contro la Sampdoria sono rimasta a casa. Fuori pioveva e l'umidità m'invadeva le ossa. Non avevo voglia di bagnarmi per questa Roma. Mi sono anche sentita in colpa. Mi sono detta "che razza di tifosa sei? Cosi vecchia ti sei fatta? " Poi ho aspettato.
Ho aspettato sul divano di casa di vedere una reazione in campo della squadra, di sudarsi una vittoria ma questa volta, oltre al danno anche la beffa.
Viviano para la qualunque e la Roma non concretizza anzi rimedia due gol. Sinisa dal bordo campo fa i salti di gioia, mentre il "Viperetta" si presenta alle telecamere con la figlia Emma e la sua sciarpa giallorossa al collo. Lui sbraita, inventa qualche gag e dichiara amore al suo allenatore.
Emma tace, parla solo quando interpellata. Tace con la sua sciarpa al collo e gli occhi tristi che guardano in giù.
Emma tace in un silenzio che parla d'amore, proprio come il  mio perchè chi ama aspetta in silenzio, certo che il proprio amore sarà ricambiato.
Quando uno ama con tutta l'anima, dove va a finire quella passione?  Prima o poi ritorna, ritorna per forza.

As Roma - Fiorentina, l'epilogo?

Giovedì nello Stadio Olimpico di Roma ci sarà il ritorno di Europa League contro la Fiorentina, non so come finirà e, a questo punto, sono relativamente preoccupata.
Potrebbe essere la svolta o la conferma di una stagione partita con aspettative altissime e finita a puttane.
Resterò muta, in silenzio, qualunque sarà il risultato, perchè chi ama non si accontenta di una carezza, chi ama merita molto di più. Merita amore eterno e rispetto.

16 febbraio 2015

As Roma - Parma 0-0: Pierrot, Lady Gaga e chissà...

As Roma - Parma 0-0, una partita triste come Pierrot

 

As Roma - Parma 0-0, una brutta partita 


Nel periodo di Carnevale alla Roma capita spesso d'incappare in partite tristi e piatte, che a volte si fermano a un insignificante 0 a 0, mentre altre si trasformano in disastri epocali (ricordo per esempio un Roma - Cagliari giocata di 1 febbraio 2013 finita 2-4).
Le cause di queste prestazioni potrebbero essere molteplici, la sostanza però è che non si vince da tempo e, soprattutto, che non lo si fa in casa contro squadre sull'orlo della disperazione come il Parma di Donadoni.
Nel mio cuore era riposta la possibilità che il ritorno di Gervinho potesse scuotere l'umore dello spogliatoio. Avevo la sensazione che potesse ricaricarlo un po' ma, evidentemente, mi sbagliavo.
In giro leggo che qualcuno se la prende con Mister Garcia, qualcun altro con i giocatori. E' un compito arduo ricercare le cause e forse non è così costruttivo.
Sarebbe forse il caso di concentrarsi sugli errori evidenti commessi da giocatori e tecnico per evitare il loro ripetersi.



Errare humanum est. Perseverare autem diabolicum. 


Iniziamo dal dire che sbagliare è umano, quindi che tutto può essere aggiustato. Quello che mi disturba terribilmente è la perseveranza con cui si prosegue nell'errore.
Mister Garcia per esempio ha schierato Doumbia.  Pur comprendendo la necessità di avere in campo una squadra offensiva, davvero non riesco a capire per quale ragione il francese abbia esposto un giocatore appena arrivato e, naturalmente spaesato, ai fischi (a mio parere inopportuni e ingiusti) della Curva Sud.
Errore, questo, che già aveva compiuto in precedenza quando aveva mandato in campo Ibarbo nonostante le sollecitazioni del Cagliari di farlo giocare dopo il 9 febbraio, giorno della visita medica. Il risultato è stato che Ibarbo sarà fuori almeno un altro mese.
Qual è questa fretta di voler buttare in campo i giocatori appena comprati quando in panchina ce ne sono di giovani con tanto di precampionato ben giocato sulle spalle?
Un altro errore lo imputo ai giocatori, anche quelli più bravi vedi Radja Nainggollan e Gervinho: il calcio è gioco di squadra, allora perchè giocate da soli? Perchè non correte insieme verso la meta invece d'innamorarvi di giocate singole che non portano a nulla?
L'ultimo errore è della società e delle maledette maglie con lo sponsor "speciale", come la migliore delle tradizioni anche questa volta con la scritta "buon anno" in cinese siamo stati capace di pareggiare. Non abbiamo vinto una sola volta, consiglierei d'indossare sponsor speciali solo in occasioni speciali.

As Roma - Parma 0-0, il Pierrot di Lady Gaga sulla cover di Applause


Perchè Pierrot?


Pierrot è una maschera della tradizione del Carnevale italiano.
Nata alla fine del '500 è stata, negli anni successivi, esportata in Francia prima e in Germania dopo, per poi essere conosciuta in tutto il Mondo. Una maschera triste con una lacrima dipinta sulla guancia.
Ecco questo Carnevale, che per fortuna finirà il prossimo mercoledì,  l'As Roma ha scelto la sua maschera, una maschera italiana trasformata da un francese. Una maschera triste.

Parma gioie e dolori


E pensare che la mia prima partita allo stadio fu proprio un Roma - Parma di qualche secolo fa.
Uno di quelli in cui la Curva cantava ancora "Solo i prosciutti, c'avete solo i prosciutti!"
Adesso nemmeno quelli c'ha il Parma, povera squadra in mano a una società che non paga i suoi dipendenti da mesi. Eppure nella loro povertà hanno più carattere della Roma, un allenatore che nonostante l'evidenza non si arrende e soprattutto una voglia di lottare finchè si può'.
Roma - Parma 17 giugno 2001 rimane poi "La Partita", quella che nessun tifoso romanista potrà mai dimenticare. Con i cancelli dell'Olimpico aperti dalle 10 di mattina e poi la festa, la grande festa del terzo scudetto.
Un'altra Roma... un altro Parma...

Il fatto però che il Napoli abbia perso e la Juventus non abbia preso tre punti contro il Cesena, m'induce ad avere speranza. C'è ancora un po' di tempo da mordere.
Questo è senza dubbio un Campionato giocato  sotto la media, pieno di ostacoli durante il percorso, e allora ho come la un'intuizione, come la sensazione che la famosa maschera di Pierrot sia più quella di Lady Gaga sulla copertina del suo singolo "Applause" che quella dei carri carnevaleschi.

Vuoi vedere che appena l'As Roma si cala la maschera, scattano gli applausi???




04 febbraio 2015

L'As Roma è come la Gioconda, quali misteri nasconde?

 
L'As Roma è come la Gioconda, quali misteri nasconde?

 

As Roma - Empoli 1-1, la Curva fischia e aspetta il riscatto

Due partite nel giro di 4 giorni e tanta, troppa confusione. 
Già sabato sera in casa contro l'Empoli, la Roma aveva dimostrato di essere fuori condizione. 
Un pareggio all'Olimpico, il quarto nell'ultimo mese, contro una squadra che si considera "piccola" non è certo un risultato che ci si aspettava dalla seconda in classifica. Poi quella data che salta all'occhio 30 novembre 2014, l'ultima vittoria in casa, ben due mesi fa, è la certezza di un periodo no.
La Curva Sud in parte è vuota, per scontare la giornata di squalifica frutto di qualche settimana fa, e il suo vuoto riflette in campo come una pozzanghera: solo uomini bagnati e sfocati. 
Totti sbaglia un paio di palloni ed è quando sbaglia anche lui che ti rendi conto che "qualche problemino c'è davvero". 
Il mio è un blog e posso scrivere quello che voglio, senza starmi a preoccupare troppo di come reagirà l'ambiente (tanto "l'ambiente" legge e ascolta sempre le stesse persone), sono una outsider, una che dall'alto dei miei Tacco12 cm  può permettersi il lusso di dirla come la pensa, senza paura che "il capo" la possa licenziare, senza il terrore di schierarsi dalla parte sbagliata, perchè per me non esiste una parte esistono solo interpretazioni della realtà.
Così le chiacchiere invadono lo Stadio. C'è chi se la prende con Garcia e in particolare alla sua mancata concentrazione la cui causa potrebbe essere duplice: sarà colpa della giovane fidanzata oppure il nostro Napoleone è giunto alla sua Waterloo (1815... non a caso 2015) dopo solo un anno e mezzo da condottiero e con zero, dico e ribadisco zero, trofei in bacheca???
Certo la sorte non ci appare benevola dato che Iturbe, quello più in forma, ha rimediato un'infortunio che lo terrà fuori dal campo per un mese e mezzo. 
C'è da credere che una nonna del sud debba togliere il malacchio a una squadra che macina infortuni con una media imbarazzante. Strootman, Castan, la por'anima de Balzaretti, Maicon, De Rossi e così via. 
Con l'Empoli la partita è stata ripresa per il colletto della camicia, come un bambino che cade dalla bicicletta e ha già sbattuto le ginocchia sul cemento ma è stato provvidenzialmente sollevato da una mano prima che a toccare terra fosse anche la sua faccia. Così Maicon, uno che corre e s'arrabbia, uno che ha vinto e che ha ancora fame, ha deciso di buttarla lui dentro quella maledetta palla, dato che nessun altro aveva intenzione di provvedere. E' stato 1-1, come a dire "rimandati a martedì".

As Roma - Fiorentina 0-2: Gomez "McFly" con una doppietta elimina l'As Roma dalla Coppa Italia

As Roma - Fiorentina 0-2, la reazione: Roma fuori dalla Coppa Italia 

Puntuale la bocciatura arriva di martedì. Può uno che non ha studiato recuperare un'insufficienza grave in 4 giorni? 
La Roma scende in campo con la formazione che può ma questa volta dalla Toscana non arriva una squadra "piccola", arriva la Fiorentina. I Viola hanno perso Cuadrado e questo ci potrebbe far ben sperare ma Montella, che non è uno scemo e punta non solo alla qualificazione ma anche alla prima fottuta vittoria contro la Roma, schiera Alessandro Diamanti. 
Adesso qualcuno lo definisce "stronzo" io lo definisco un giocatore di carattere e devo ammettere che  Francesco Totti, da me adorato e venerato, durante la partita ha commesso nei confronti di Diamanti una serie di ingenuità che non si addicono al suo ruolo da Capitano: come negare la stretta di mano quando lui gli ha chiesto scusa dopo un fallo commesso. 
Comunque non è quel gesto che ci ha fatto perdere la partita. Ancora una volta la partita l'abbiamo persa perchè non abbiamo un attaccante, uno che come Mario Gomez si mette davanti la porta e la butta giù. 
Per fortuna ero rimasta a casa, con la mia lasagna radicchio, funghi e salsiccia accompagnata da un bicchiere di vino rosso e avvolta nel cuscino del mio comodo divano. 
Avevamo deciso di non prendere acqua con il motorino, non perchè la Roma non lo meritasse, perchè la squadra non lo meritava. 
Quella squadra lì che "non tira fuori le palle", quella che "tutto gli è concesso e perdonato, sempre". Eh già alla mia pellaccia ci tengo, non posso permettermi un'influenza per loro dato che devo fare tre lavori per arrivare a fine mese e quando sento: "Non sono in forma" m'incazzo. E' come dire a uno scrittore "non ha idee", cazzo cambia mestiere! Sei profumatamente pagato per giocare a calcio, devi fare quello e basta dalla mattina alla sera e non sei in forma???


La Roma è come la Gioconda


Avete presente il quadro di Leonardo, la Monna Lisa meglio conosciuta come La Gioconda
Ecco l'As Roma è tale e quale. 
Un piccolo dipinto (77x53) eseguito da Leonardo da Vinci e custodito nel Museo del Louvre di Parigi. Una donna che accenna appena a un sorriso e la cui discussa bellezza l'ha resa il quadro più celebre al mondo. Sulla Monna Lisa sono stati fatti studi psicoanalitici e scritte pagine di critica e letteratura. Qualcuno sostiene sia un autoritratto del pittore, qualcun altro che nelle curve della sua bocca si nasconda un'enigma da sciogliere. La Gioconda è anche il quadro più parodiato di tutti.
Ecco, la Roma è un quadro indecifrabile, considerato meraviglioso ma a guardarlo bene non si capisce per quale ragione. Cambia spesso faccia ed è chiuso in un "museo" francese, scippato all'Italia dagli americani. Ha un nome immortale e una fama mondiale. Quando si legge la sua formazione si è certi che possa vincere tutto, eppure... quali misteri nasconde dietro gli acquisti che non schiera, i giocatori che si fanno male e quelli che davanti alla porta preferiscono fare un retropassaggio invece di tirare?

As Roma - Fiorentina 0-2, Coppa Italia: l'espressione di Totti dice tutto.

Cause e rimedi


Può una squadra diventare grande se non ha una società dietro che la tutela? 
La colpa è sempre dei giornalisti? Per favore, sono anni che vado a caccia di notizie e una cosa è certa: puoi essere anche il Premio Pulitzer, puoi trasformarti all'occasione da infiltrato, puoi ricorrere a telecamere nascoste ma se qualcuno vuole proteggere la sua privacy ti rende il compito praticamente impossibile.
La Roma non ha privacy. La Roma è di tutti con le sue fughe notturne in discoteca, i selfie del Mister e della sua bambolina, gli sfoghi di Destro e le speranze twittate di Borriello. La Roma ha una Società che lava i panni sporchi in piazza, come in una comune, come se risolverli in privato fosse troppo faticoso. 
Può una società decidere di cedere Destro, cessione per la quale ero profondamente d'accordo, senza prima assicurarsi un attaccante al suo posto? E non venite a dirmi Iturbe, perchè lui non è un attaccante come Destro. Certo, certo Mister Garcia "non vede" quel ruolo però poi è arrivato Ibarbo, perchè? E vogliamo parlare dell'arrivo di Spolli oppure della sparizione di Ucan, che aveva fatto vedere ottime prestazioni? Delle chiacchiere su Eto'o, ora della Sampdoria o su Salah alla fine approdato alla Fiorentina? 
Troppe indizi e prove inquinate. E' una scena del delitto con molti indagati ma tutti con poche prove a loro carico. Possono decidere di scagionarsi da soli, di vuotare il sacco e di farlo sul campo prima che sia troppo tardi. 

Del resto la Gioconda sono anni che se la ride, nascondendo al mondo i suoi misteri, chiusa dentro una cornice con la gente che fa la fila per ammirarla sempre certa che il giorno dopo ci sarà la fila di nuovo...a buon intenditor poche parole e sempre Forza Roma.

26 gennaio 2015

Fiorentina - As Roma 1-1, siamo come Willy Coyote con Road Runner

 
Fiorentina - As Roma 1-1, Ljajic al momento del gol del pareggio giallorosso

Fiorentina - As Roma 1-1 ha ridimensionato le aspettative dei giallorossi sulla vittoria scudetto


A dirlo sono in molti, forse troppi. Le categorie di persone che ne sono eccole suddivise nei seguiti tipi: "Quest'anno vincemo tutto", ossia il tipico energumeno da spiaggia che inizia a sparlarla grossa già dal pranzo di Ferragosto, complice il sole o il vino verrebbe da pensare, invece no.
"Non vinceremo mai niente", soggetto depresso cui la porola ottimismo risulta un foresterismo più che un termine italiano, pronto sempre a vedere il bicchiere vuoto se non rovesciato a terra.
Infine la categoria del "E' colpa dell'allenatore che non capisce un cavolo" con variante "di De Rossi che prende troppi soldi" oppure "di Totti che è un fenomeno ma ormai ha 38 anni" e infine "E' colpa de Ilary", perchè dare la colpa a una donna ci sta sempre bene.

La categoria "Ci manca la mentalità" 

Poi c'è la categoria nella quale m'inserisco che è un insieme di "Ci manca la mentalità", "Ci manca Pogba e quindi un campione che risolva le partite da solo".
Ci tengo a precisare che non mi ritengo una catastrofista. Siamo alla prima del girone di ritorno e ci sono ancora tantissimi punti a disposizione, il problema però resta la mentalità e più passa il tempo e più è evidente.
Su questo purtroppo non riesco più a mentire. L'As Roma sa reagire a uno svantaggio, sa giocare un bellissimo calcio quando è in vena ma non ha la rabbia, la cattiveria, la voglia di portare a casa 3 punti come dovrebbe essere.
Il perchè lo ignoro, come pure continuo a non capire come mai il nostro Mister non azzecca più un primo tempo che sia uno e mi viene il dubbio che non l'abbia mai azzeccato, tanto che lo scorso anno la Roma nel primo tempo segnava pochissimo.
Dobbiamo sempre "risistemare" schemi e testa alla fine del primo tempo, perchè?
Non voglio togliere merito alle squadre avversarie come la Fiorentina di ieri, fiera e padrona del campo, orgogliosa e bramosa di mordere l'AsRoma alla giugulare in uno dei suoi momenti di sonno. Brava la Viola e il suo allenatore, un ex-giocatore che mai potrà attirare le mie ire.

La partita dell'As Roma 


Ho cercato di guardare con poco coinvolgimento la partita di ieri, almeno nel primo tempo. Quando però i minuti iniziano a scorrere memorabili e senza pietà alcuna, l'agitazione mi coglie all'improvviso e inizio a urlare come una matta in preda al "Perchè? Perchè passate la palla indietro, cazzo!!!" 
La grinta c'è stata nei soliti minuti iniziali del secondo tempo, quando un Iturbe ispirato (finalmente) ha imboccato un Ljajic, sempre tra i miei preferiti, che l'ha buttata dentro come il più classico pronostico "gol dell'ex" prevedeva.
Nainggolan, pur non disputando una delle sue gare migliori, ha comunque tirato fuori la grinta. Totti, lui è stato il solito fuoriclasse, l'unico che la Roma abbia mai avuto. L'unico che si gira al volo e lancia la palla nella pallida speranza che qualcuno lo capisca e, purtroppo, nessuno lo capisce. Una coperta di cachemire su un'isola caraibica, un piatto di matriciana nelle mani di un vegetariano.
De Rossi ha salvato una palla quasi in porta (questo lo scrivo per chi ce l'ha sempre con lui) e Strootman si è fatto male, niente di serio sembra. Per il resto incornicerei l'espressione di Maicon e Mexes che prende per il collo Mauri... ops scusate quella è stata un'altra partita.

SS Lazio - Milan, Mexes perde la testa con Mauri


Siamo come Willy Coyote e Road Runner

 

Ed è mentre mi sedevo alla mia scrivania, intenta a buttar giù questo Diario della Tifosa che mi è venuto in mente il paragone con i famosi personaggi della Warner Bros.

Chi non conosce Willy Coyote e Road Runner con il suo "Beep Beep"? Solo uno che non è mai stato un bambino e immediatamente, per associazione d'idee o forse più di parole, ho cominciato a canticchiare la canzone di quel genio di Eugenio Finardi...

"Io mi sento come Willy il Coyote che cade ma non molla mai, che fa progetti strampalati e troppo complicati e a quel Beep Beep lui non lo prenderà mai...
Ma siamo tutti come Willy il Coyote che ci ficchiamo sempre nei guai, ci può cadere il mondo addosso, finire sopra un masso ma noi non c'arrenderemo mai... "



E dato che alla fine "Siamo tutti Willy il Coyote" ho trovato che la metafora tra AsRoma e Juventus con il cartonanimato disegnato da Chuck Jones potesse davvero dimostrarsi calzante.

L' As Roma "Willy Coyote" è lì pronta che progetta, compra giocatori, studia moduli vincenti e la Juventus "Beep Beep" le passa davanti seminandola, proprio quando sembrava che questa volta la Roma ce la potesse fare. Succede così a Willy ogni puntata, come ogni campionato succede all'As Roma.
Il povero Willy corre dietro a Road Runner dal 1949 fino a quando nell'ultimo episodio, dopo decenni di corse ed esperimenti a vuoto, Willy riesce a catturare il veloce nemico.

Chissà che non capiti anche alla nostra Roma qualche volta sbruffona e sognatrice, decisamente "umana" di acchiappare la Juventus Beep Beep proprio all'ultima giornata... tanto si sa che... 
ci può cadere il mondo addosso, finire sopra un masso ma noi non c'arrenderemo mai. 

15 dicembre 2014

Genoa - As Roma 0-1: la vetta è vicina

Genoa - As Roma 0-1: Naingollan, il nostro ninja esulta dopo il gol del vantaggio

 

Genoa - As Roma 0-1, la Roma vince eppure qualcuno non è contento

I tifosi so' strani. Ce ne sono di tanti i tipi come le piante, come gli animali. Ci sono quelli che tifano la maglia e quelli che tifano i giocatori, quelli pessimisti di natura e quelli che non si arrendono mai nemmeno al 90' sul 4-0. 
Del primo tipo ne conosco davvero pochi, di solito sono i bambini alla prima fase del tifo. Del secondo ne conosco uno in particolare: mio padre. Per lui la Roma è al di sopra di ogni dubbio. Lui è l'incarnazione del motto "non si discute, si Ama".
Tutto questo per raccontarvi della partita di domenica. Protagonisti : Chiara e Mirko, due tipi di tifoso diversi. 
La posizione sul divano era quella comoda della partita di domenica finalmente alle 15.00. Pancia piena e piedi scalzi, cellulare nella mano per controllare i commenti del gruppo Fantacalcio su WhatsApp e tazzina di caffè che mi guarda per essere svuotata. 
La partita inizia, il campo di Genova è sempre disastrato ma non abbiamo scuse dobbiamo vincere infatti la Juventus ci ha nuovamente servito sul palmo della mano la possibilità di accorciare le distanze. 
Online e su Sky i commenti sull'incapacità della Roma di approfittarne m'innervosiscono. 
"Ne approfitteremo come le altre volte" commenta qualcuno credendosi simpatico, uno di quei tifosi "pessimisti" di cui accennavo sopra. 
I telecronisti Sky mettono in dubbio le potenzialità della Roma dicendo che "il contraccolpo psicologico" per l'uscita dalla Champions League può aver "buttato giù" l'umore della squadra, "bisogna vedere che reazione avranno i giocatori" dice uno dei commentatori. 
La Roma è uscita dalla Champions perchè non era forte abbastanza, cosa che invece è (e lo è abbastanza) per il Campionato Italiano.
Avvelenata dalla visione di Juventus - Sampdoria, per le valutazione arbitrali come sempre a senso unico, vi lascio immaginare la mia reazione quando, a meno di un minuto dall'inizio, c'è un fallo da giallo per il Genoa che viene graziato dall'arbitro. Grazia che non spetta ad Astori e, dopo qualche minuto, nemmeno a Yanga - MBiwa che si prendono un bel cartellino giallo che per Astori, diffidato, significa squalifica al prossimo turno. 
Stessa sorte per Pjanic e poi c'è chi si lamenta a fine partita dell'arbitraggio, va beh procediamo. 
La Roma fa la partita. Nessun pericolo dalle parte di De Sanctis. 
Tanti gol mangiati e poi arriva l'episodio: Nainggolan, atterrato da Perin, cade in area di rigore. Perin espulso e alla Roma viene assegnato il calcio di rigore. 
Ora qualcuno dovrebbe spiegarmi perchè se a cadere è Naingollan a calciare deve essere Ljajic. Al posto di Perin subentra l'esordiente portiere Lamanna.
Alla parola "esordiente" io e Mirko ci siamo guardati in faccia sicuri di quello che sarebbe accaduto e infatti non esistono distinzioni di tifoseria davanti a queste cose. Il tifoso romanista lo sa, quando entra un esordiente farà di certo il fenomeno. Così Ljajic tira e Lamanna para. Il risultato è fermo sullo 0-0 ma il Genoa giocherà in 10 per 60 minuti, l'idea di potercela fare è tangibile. 
Il tempo di pensare si può fare, che il solito, unico, immenso, fenomeno, ninja Nainggolan sforbicia dal limite dell'area e segna un gol meraviglioso. 
Io e Mirko saltiamo in piedi dal divano, urlando come matti un "Dajeee" lungo da qui fino a Marassi. Pochi minuti e finisce il primo tempo. 
Rifacciamo il caffè e prendiamo un dolcetto. Nell'attesa ricontrolliamo le occasioni. Scende nella gola l'ultimo pezzo di pasticcino e la partita ha nuovamente inizio. 
Il copione è sempre lo stesso ma con i due centrali giallorossi ammoniti bisogna stare attenti. Per fortuna Maicon è, insieme al Ninja, instancabile.
La Roma nonostante gli sforzi, spreca e non raddoppia. Il fantasma di un nuovo passo falso avanza terrificante ed è a questo punto che escono fuori le due anime del tifoso. 
Mirko inizia a inveire contro una squadra che "gioca male e non si può vedere" mentre io tiro fuori la migliore delle arringhe di difesa sostenendo che la Roma ha costruito tanto e che gli è mancato il gol ma "questa partita la vince, la vince per forza". 
Quando Totti sta per entrare in campo, un siparietto bellissimo si mostra alle telecamere. 
Keita vuole dare la fascia al Capitano ma lui lo rimanda in campo alla sua maniera : 
"Nooo, va' a giocà!"
Al 93' quando il Genoa segna un gol, successivamente annullato, Mirko giaceva morto sul divano e io per alcuni attimi ho pensato di non potercela fare, poi il miracolo: gol in fuorigioco (e c'era!) quindi non convalidato. 
Mi giro verso Mirko e inizio a cantargli : "Tifoso occasionale porti male! Tifoso occasionale porti male!" e poi aggiungo "Hai visto? Hai finito di piangere e lamentarti? Abbiamo vinto, abbiamo! e gioisci invece di lamentarti".
Lui se la prende e dice che sono i tifosi come me, quelli che esaltano la squadra a non farla crescere. Non ne usciamo, per me ieri la Roma ha fatto il suo dovere: accorciare le distanze con la Juventus e collocarsi al secondo posto in classifica a -1 dalla vetta. 
Non m'interessa come ha vinto, se poteva farne altri 3, non me ne importa nulla perchè i Campionati si vincono anche così, soprattutto così. Come credete che li abbia "vinti" la Juventus giocando sempre bene???
Ho gioito perchè Roma Mia è andata contro i pronostici dei soliti lamentosi, di quelli che la davano già morta.
Una partita difficile che, secondo me, merita di essere segnata sul calendario come quella di qualche anno fa, quando un'altro giocatore con gli occhi a mandorla, segnò un gol che avrebbe significato terzo scudetto. 
Nel frattempo oggi è stato sorteggiato il nostro avversario in Europa League, sarà il Feyenoord. Tifosi paura? Io No. Daje Roma, Daje!!!




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