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Visualizzazione post con etichetta As Roma - Cesena. Mostra tutti i post
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24 marzo 2015

Cesena - As Roma 0-1 Daniele De Rossi, anima romanista

Cesena - As Roma 0-1, Daniele De Rossi segna e la Roma vince.

 Daniele De Rossi segna e l'As Roma vince una partita fondamentale.


Daniele De Rossi, il giocatore più discusso degli ultimi tempi, ha siglato una rete importantissima. Inutile scendere in tecnicismi, mettersi a parlare di una partita ancora una volta poco interessante. Non voglio raccontare la desolazione del vedere una squadra senza le gambe, sono mesi che non si parla di altro. Quindi oggi voglio esprimere le mie riflessioni su una squadra che, pur senza le gambe, ha tirato fuori di nuovo la sua anima, un'anima romanista, un'anima vera, un'anima con un nome e un cognome: Daniele De Rossi.

E già lo so, perchè l'ho sentito dire e l'ho letto, che qualcuno lo continua a mettere sulla gogna Daniele quello che "un gol casuale lo salverà per sempre", "misterseimilioniemezzo all'anno" e tante altre cattiverie. Per carità ognuno può pensare quello che vuole, e non sono certo io a dover convincere una parte del tifo giallorosso a perdonare un calo vistoso e indiscutibile di prestazioni da parte del nostro numero 16.
Quello non è discutibile, ahimè e sarebbe fazioso e poco obiettivo ammettere che negli ultimi tempi Daniele De Rossi ci ha fatto più ridere che disperare.
Quello che invece voglio mettere, e lo voglio mettere fortemente, in discussione è il concetto di "anima" di una squadra. 

Il Capitano e le sue due anime


Cosa s'intende per Anima di una squadra?
Il Capitano è colui che la squadra la trascina, la supporta e la motiva in campo e negli spogliatoi. A Roma questo ruolo è sdoppiato.
Ci sono giocatori che sono dei campioni, il loro ascendente è talmente forte che chiunque giochi con loro non può che subirlo e positivamente esserne vittima, come se la forza del campione lo motivasse a dare e fare del suo meglio.
La maggior parte questi campioni sapendo di esercitare questo potere, non si sforzano di motivare la squadra e i propri compagni in un modo diverso da quello che può essere l'esempio in campo, il gesto atletico, la generosità nel gioco, il rispetto delle scelte. I campioni di questo tipo sono come i primi della classe, quelli che raramente cogli impreparati. Loro sono fighi e tanto basta.
Poi ci sono quei giocatori che hanno una marcia in più anche se non sono dei fuoriclasse. Quelli che non ci stanno a prerdere, non ci stanno a giocare male e soffrono quando questo accade. Questa categoria è rara, talmente rara che se mi chiedete un'esempio della prima specie mi viene facile dire : Totti, Del Piero, Baggio. Mentre della seconda tipologia mi vengono in mente esempi come De Rossi, Inzaghi, Mancini. Giocatori rari e ormai passati... eppure noi due di loro ancora li abbiamo in squadra.
Ecco la Roma ha un Capitano solo fatto di due animequelle di Francesco e Daniele ed è questa la sua più grande fortuna.
E non esiste un Capitano Futuro perchè Daniele è da tempo che interpreta l'anima grintosa e passionale di Capitano, lui è un Capitano vero. 

Le critiche di chi non capisce

Chi critica queste due anime vuol dire che non è meritevole, a mio avviso, di essere considerato un romanista per il semplice fatto che nega l'identità di una squadra, nega la sua peculiarità più bella.
L'As Roma a differenza di altre realtà calcistiche ha un cuore, ha dei giocatori romani, romanisti che quando scendono in campo (nel bene come nel male) credono davvero nei colori che indossano e non è retorica o fantasia, ci credono e soffrono per quella maglia. 
Loro sono la nostra ricchezza, sono quelli che ci distinuguono dalle altre squadre fatte per vincere o sopravvivere, fatte di giocatori che la maglia la cambiano ogni anno o quasi. A cui non interessa essere ceduti durante il mercato di gennaio. Giocatori che vivono il calcio come un mestiere senza nessun particolare attaccamento ai colori che indossano.
Per questa ragione  bisogna avere il doppio del rispetto per Francesco e Daniele.

L'esultanza

Basta vedere la sua esultanza, quella vena sul collo (anche quella sono stati capaci di criticare) che mi piace tanto perchè quando Daniele è corso dopo il gol segnato contro il Cesena, ha urlato cosi forte da far andar via la mia voce, ha corso così tanto da farmi perdere il fiato.
Una partita sofferta ma con una certezza rinnovata, questa Roma non si è venduta l'anima, questa Roma c'è ancora. 


01 novembre 2014

As Roma - Cesena: De Rossi segna ed è di nuovo vetta

As Roma - Cesena 2-0 : Daniele De Rossi segna il gol della vittoria | photo: www.sportmain.it

 

As Roma - Cesena, una vittoria che vale la vetta


Odio il turno infrasettimanale.
Lo odio perchè non posso essere nel mio Stadio a tifare la Mia Roma.  Lo odio, perchè mi perdo partite come Roma - Cesena, apparentemente insignificanti, facili, dal risultato scontato eppure imbevute di quello spirito che può dare alla testa tanto sono forti le emozioni che provocano.
Una partita iniziata con un commovente applauso per Stefano e Cristian, padre e figlio morti in un incidente stradale dopo Roma - Bayern.
In Curva Sud a prendere il loro posto la moglie di Stefano e la piccola sorellina di Christian. 
Un applauso lungo diversi minuti ha ammorbidito l'area umida della serata quando Morgan De Sanctis ha portato un grande mazzo di fiori giallorossi in omaggio ai due tifosi scomparsi. 
La commozione è tanta. La gente ha gli occhi umidi di una tristezza nata dall'incredulità per un episodio che la ragione non può comprendere. 
Tanti occhi d'acqua proprio come quella del mare dove Christian e il suo papà sono stati felici giusto un'estate fa. 
L'emozione è ancora stagna nei cuori quando Destro, a pochi minuti dal dal fischio d'inizio, grazie alla generosità di Gervinho, la butta dentro per l'1-0.
Non esulta Destro come un ragazzo ventenne dovrebbe fare. Esulta piuttosto come se segnare, quindi svolgere il proprio compito d'attaccante, fosse qualcosa di cui vantarsi. Come se essere primi in classifica, fosse solo merito suo. Peccato, non è l'atteggiamento di un vincente magari aveva solo una giornata storta. 
Tutto questo accade allo Stadio mentre mi trovo a lavorare al ristorante, con il cellulare a portata di vista, una cugina che non vuole sapere nulla perchè la partita poi la deve rivedere a casa, un collega (Fabio) più pazzo di me e papà che in cucina riesce a tenerci aggiornati in tempo reale. 
Mirko mi aggiorna dallo stadio ma dopo il primo gol non arriva nessun messaggio. 
"Possibile che solo 1-0 contro il Cesena?" 
Fabio non è tranquillo e sinceramente nemmeno io. Nel frattempo la Juventus continua a pareggiare. 
"Figurateee" dice papà.
Il tempo scorre da Armando al Pantheon, tra un piatto di fettuccine alle rigaje di pollo e un ossobuco. Scorre anche all'Olimpico e la cronologia della mia app sportiva recita: partita noiosa. 
Ancora 1-0. 
Risultato balordo perchè può trasformarsi in un pareggio all'ultimo minuto. La Juve intanto continua a pareggiare.
Salgo in cucina e vedo mio padre dimenarsi muto come in preda a una danza pugliese. 
"2! 2!" fa a bassa voce perchè mia cugina non senta. 
"Chi?" faccio io
"Chi?" replica Fabio
"Danielino". 
Ecco che me lo vedo sul campo mentre gli scoppia la vena dal collo su quella pelle chiara diventata paonazza dalla gioia. 
Mirko m'informa subito dell'aggiornamento dalla Curva Sud. Muovo le braccia in gesto di vittoria, Daniele ha finalmente segnato alla faccia di chi lo critica sempre, di chi lo chiama merceneraio, di chi mette in dubbio la sua professionalità e la sua importanza

Daniele non è Capitano futuro, Daniele è uno di noi. 

Uno che si sente male se la Roma perde, uno che darebbe la vita per la maglia che indossa e che merita d'indossare perchè solo chi ama la maglia sa cosa significa onorarla. 
Daniele De Rossi è un'esemplare raro del nostro Calcio, raro e come specie da proteggere ha un costo ed è per questo che merita rispetto. 

Scendo in sala più sorridente e rilassata, scambio qualche battuta con i clienti e poi sento un clacson dalla strada. 
"Un clacson? E' successo qualcosa" dico a Fabio che non mi ascolta. 
Salgo di nuovo in cucina. Su Whatsapp un delirio di messaggi: gruppo Celata, Puglielli, Burattini e co. è impazzito.  Mirko chiaramente delira. 
Eurosport dice: Genoa - Juventus 1-0 Antonini al 94'. 

Sono in giornate come queste, apparentemente insignificanti, che tutto ha un senso e che il sapore del calcio prende gusto nella bocca. La Juventus ha perso a Genova e La Roma è di nuovo prima in classifica a pari punti con la Vecchia Signora. 
Adesso si può ricominciare. 
Fabio corre a sfottere Willy, l'aiuto cuoco juventino che non gli risparmia mai battute velenose. Papà è incontenibile. Io cerco di capire da Mirko com'è andata e lui mi scrive così: 

"Una cosa incredibile. La partita era finita e i giocatori erano in campo, si stavano salutando con gli avversari quando sullo schermo compare il risultato di Genova. Una bolgia. I giocatori indicano a Mister Garcia il tabellone. Meraviglioso"

Così penso che la mia massima la vittoria della Juventus contro la Roma sarà il suo 26 Maggio è sempre più reale anche se a Napoli sarà una partita tosta e bisognerà usare un unica "arma": la gioia e il rispetto.

Amo il turno infrasettimanale, perchè è in un giorno qualsiasi della settimana che può tornare la meraviglia del calcio fatta di una vittoria, di una sconfitta, di un primo posto in classifica e di un bambino diventato angelo che da una foto mostra un 2-0 come se già lo sapesse, come se non fosse possibile nessun altro risultato.

As Roma - Cesena 2-0, il piccolo Cristian ce lo aveva predetto.

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