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30 settembre 2014

Lakimi regala la felpa Circus alla più Tacco 12cm di voi!!!

 
Lakimi: la felpa My T-Shirt Life is a Circus vi aspetta!

Autunno appena entrato, nessun problema la felpa ve la regala Lakimi!

Le incursioni di Tacco 12 cm nei posti più cool, fashion e very glamour della Capitale sono ricominciate. 
Questa volta sono andata a trovare le miei amiche Fabiana Mosetti e Teti Corsi in vicolo de' Bovari, 7 A in quello che non è un semplice negozio di abbigliamento ma un vero e proprio cocept store
Fabiana e Teti infatti si occupano di ricercare stilisti emergenti e rigorosamente italiani per commerciare le loro creazioni, garantendo alle proprie clienti capi d'indubbia originalità per taglio e tiratura limitata.
Sono entrata nella loro boutique lo scorso inverno, attratta dalla pubblicità che una mia cara amica aveva fatto loro e dalla voglia di prendere un buon thè caldo, rito delle domeniche invernali. 
Il tè ancora non è tornato (bisognerà aspettare metà Novembre) ma da quest'anno farà la sua apparizione anche la cioccolata e qualche sfizioso dolce in questo angolo, piuttosto grande, di paradiso proprio dietro Piazza Navona.
Da Lakimi dunque, oltre alla moda, si può trovare cibo ma soprattutto arte. Il locale, strutturato su due piani, vede nella parte superiore svilupparsi il negozio di abbigliamento e in quella inferiore uno spazio grande a disposizione di artisti per le loro mostre; di liberi professionisti per i loro uffici o di ragazzi e adulti per una party in pieno centro storico. Basta contattarle sulla loro pagina Facebook e il gioco è fatto e se volete sapere il calendario degli eventi basta consultare il calendario che Teti e Fabiana di volta in volta pubblicheranno sempre su facebook.
Ogni volta che entro da Lakimi il mio sguardo si perde negli stand e nei meravigliosi abiti sportivi ed eleganti che riempiono lo spazio di colore.
Lakimi, per chi se lo stesse chiedendo, significa Lucky "fortunata" me e dato che lo slogan di Fabiana e Teti è : Be fashion, be lucky! L'augurio è quello che chi vestirà Lakimi sarà una ragazza fortunata. Mi è parso un ottimo auspicio per indossare qualche modello... che la fortuna sia come me!

Ho scelto per voi quattro outfit, siete pronte??? Il primo è romantico e rock insieme.
Un pull rosa DV IN MOHAIR E PIZZO abbinato a una gonna corta LES FLEURS PLASTIQUE FELPATO SPALMATO e un paio di scarpe ES'GIVIEN PELLE
Lakimi: non pensateci su... correte da Lakimi!


Il secondo è un completo che mi appartiene totalmente. Come l'ho indossato mi sono sentita a mio agio: Cappello AMELIE ALLURE e Vestito AMELIE ALLURE di broccato .


Lakimi: una vera signora con il vestito di Amelie Allure

29 settembre 2014

Roma - Verona 2-0: un abbraccio, un grazie e un dajeee.


Roma - Verona: Destro segna e corre ad abbracciare Rudi Garcia

Roma - Verona: Florenzi e Destro trascinano la Roma a 15 punti!

Se c'è una cosa difficile per un tifoso è lavorare durante lo svolgimento della partita della sua squadra del cuore. 
Soprattutto quando questa gioca in casa e si ha l'abbonamento in tasca, in particolare nel giorno in cui il Capitano, che del calcio e di quella squadra ti ha fatto innamorare, compie 38 anni
Insomma una tortura senza fine ma così è stato per me sabato 27 Settembre. 
Roma - Verona scorreva sulle televisioni d'Italia, nelle radio accese delle macchine in partenza per il week end e davanti gli sguardi di 30 mila spettatori seduti al loro posto nella Curva più bella del Mondo e tutto ciò mentre intrattenevo un bel po' di amanti del gelato nell'aula didattica del Gelato Festival tappa Milano Tributo all'Expo. 
Potete immaginare la mia tensione o forse no. Allora ve la spiego. 
Mentre Fabrizio Fenu iniziava a spiegare la preparazione del suo gelato al gusto: Pecorino Dop con Pere caramellate al Miele di Sulla e Pane Carasau lo incalzavo con domande legate alla stagionatura del cacio usato e delle quantità da bilanciare. 
Le sue risposte mi apparivano come degli schemi e la mia testa, in automatico, trasformava 100 gr nel numero 10 e 380 gr in 38 gli anni del Capitano.
Il nome di questo procedimento assurdo non è pazzia ma tifo. 
Dato che sono una professionista, non ho lasciato trasparire alcuna tensione sul mio volto (o almeno non credo), anche se un paio di battute le ho fatte, così per smorzare la mia tensione e strappare due risate alla platea: 
"Non c'è nessun tifoso di voi in sala?"
Si sa il calcio è uno dei pochi argomenti di conversazione che coinvolge tutti: dal bambino al novantenne, dal professionista al disoccupato e persino le donne e gli uomini. 
Si sa, è così ma di tifosi in aula a Milano alle 18.00 ce ne erano davvero pochi... del resto Milan e Inter avrebbero giocato il giorno dopo e anche se Milano è piena di bella gente del Sud, certo questi non tifavano As Roma ma certamente Juventus. 
Compresa la mia agonia, dovuta alla mancanza di notizie (anche se Mirko mi aveva inviato l'Inno che aveva registrato allo stadio con il suo cellulare, scaldando il mio animo ulteriormente), qualcuno ha pensato bene di tenermi aggiornata e così, mentre  Fabrizio Fenu (che per inciso è il migliore Gelatiere d'Italia 2013)  riempiva le coppette del suo 'originale' gelato e lanciava la sfida di un gusto al sapore di Porceddu Sardo, un ragazzo mi confessava che la Roma era passata in vantaggio.
"Chi ha segnato?" riesco a chiedere come se la cosa m'importasse relativamente.
"Florenzi!"
La mia esclamazione a quel punto esce spontanea:
"Alessandro! Dajeee! Dajeee!" 
Parole dette con il cuore prima che con la testa. Un cuore tanto pieno di amore e affetto d'arrivare a Roma, all'ingresso 15 della Curva Sud dove simbolicamente e mentalmente il mio corpo si sentiva. 
Quando inventeranno l'autotrasporto??? Anche solo per dire: "Dajeee" e poi tornare al proprio posto?

25 settembre 2014

Parma - Roma 1-2: Miralem, il nostro miracolo!

booking@nonsolofood.com

Parma-Roma: la squadra torna a casa vittoriosa!


Parma - Roma: quattro su quattro!!!

La Storia Mia é iniziata tanti anni fa urlando: 
'Roma!!!' per tre volte ed ogni volta sempre più forte a mio padre che, prima di andare allo stadio e chiudere la porta di casa, chiedeva a me e a mia sorella:
'Forza?' 
E noi :
'Roma!'
E lui: 
'Più forte! Forza???' 
E noi:
'Romaaa!'
E lui non contento: 
'Ancora di più, non sento!!! Forza???' 
E noi piccole, con il volto paonazzo per l'impegno: 
'Romaaaaaaaaa!!!'
Ecco più o meno ieri al minuto 88 di una partita lunghissima, l'urlo di gioia é stato intenso allo stesso modo di quel "Roma!!!" gridato a più non posso circa 30 anni fa. 
Miralem batte la punizione e vince una partita fondamentale contro il Parma, in trasferta!
Miralem sta per Pjanic, ovviamente, noi tifosi chiamiamo per nome i giocatori perchè li consideriamo amici, frattelli, figli. 
Ieri la partita l'ho ascoltata a tratti per radio, perché  ogni tanto vado a dare una mano (anzi due) nel ristorante di famiglia. 
In cucina mia padre fremeva. In sala soffrivo insieme a Fabio.
La partita inizia. Radio spenta per scaramanzia ma cellulari a portata d'occhio,  per controllare sms o notifiche dai siti sportivi.
La sala è piena, come sempre. Italiani e stranieri. Un signore chiede timidamente se sappiamo che cosa sta facendo il Torino. 
Tra gli ospiti di questa sera c'è il mio amico Dario, grande romanista anche lui.
Si soffre tra un piatto di Cacio e Pepe e uno di Pollo con i Peperoni.
In cucina Willy, l'aiuto cuoco, non appena intuisce che il Parma ha pareggiato al gol che Ljajic aveva fatto nel primo tempo, comincia a prendere in giro:
"Che c'avete? Siete tristi? Tanto avete già vinto lo scudetto no?"
Fabio mi chiede di rispondere alla provocazione prima che lo faccia lui malamente. 
Intanto la Juve ha sbloccato il risultato con il solito rigore inesistente.
"Se siamo forti vinciamo anche noi" dice papà, che era sceso in sala per salutare alcuni amici e conoscere Dario dal quale si congeda con le seguenti parole:
"Scusate un attimo vado in cucina a far segnare la Roma" 
Detto, fatto.
Continuo a parlare con Dario e il suo amico di musica e calcio, quando a un certo punto, un urlo soffocato (ma non troppo) attira l'attenzione di tutti.
Il nervosismo che avevo, via via si trasforma in un sentimento di goduria e appagamento. Conosco i miei polli so che quell'urlo vuol dire solo una cosa: Goal!
Dico a Dario che vado a sentire chi è stato l'autore dell'impresa, un goal a fine partita è uno dei motivi per i quali i tifosi amano il calcio. Una di quelle gioie paragonabili a poche.
E' come acciuffare le ferie un giorno prima o tornare un giorno dopo. Quando il peggio o l'invetabile sta per verificarsi, arriva puntuale il miracolo!
E quanto è bello il miracolo alle 22.30 di sera dopo quasi tre ore di lavoro intenso, con il diluvio universale che si abbatte fuori sulle strade della città  e una sveglia già puntata all'alba.

Mirko mi aggiorna con i commenti.
Alla fine del primo tempo mi aveva scritto: Totti strepitoso. Holebas un mostro!
A metà serata: Troppi gol mangiati, è arrivato il pareggio del Parma da un calcio d'angolo.
A fine serata: Cosi si vincono gli scudetti!!! Miralem su punizione!!! Dajeeeee.... 

Il tifoso vive per quei minuti sospesi tra l'euforia della vittoria, che ti regala un senso di onnipotenza, e quella della sofferenza e tragedia, che ti getta nell'Olimpo delle pippe o nel loop "sempre la stessa storia" "mai 'na gioia".
Nel momento del pareggio il mio stomaco era stretto come in una cintura per pantaloni tg38.
Avevo un umore nero, che mi faceva lavorare male. Ero insofferente, mi mancava l'aria e odiavo tutti.
Poi per magia Miralem ha battuto una punizione ed è stato meglio di un digestive.
Un bel piatto di pasta con le rigaje di pollo, accompagnato da un bicchiere di vino rosso per festeggiare una vittoria fondamentale.
Il locale si svuota. Willy non parla più. Fabio già è pronto per tornare a casa a rimirar l'impresa. Papà commenta la partita per telefono con zio Bri e io mi godo il vino e una classifica che recita: Roma 12 punti. Prima. Quattro vittorie su quattro. 
Ci si sente proprio soddisfatti, come se ogni tanto il mondo fosse meritocratico e la fortuna meno cieca. A volte capita l'evento straordinario, che qualcosa vada in modo diverso dal suo disegno originario. A volte capita ed è capitato a Parma e quando succede si può chiamare Miracolo, lo puoi romanticamente definire Magia oppure lo chiami Miralem, semplicemente Miralem.

22 settembre 2014

Roma - Cagliari: Florenzi, la Nonna e quel bacio

Roma - Cagliari: Florenzi segna e corre da nonna Aurora in tribuna

 

Florenzi corre a baciare la nonna dopo aver segnato un gol.

La Storia Mia con l'As Roma si arricchisce di un nuovo capitolo. Un episodio che racchiude in una promessa, una corsa, un bacio l'essenza del Calcio, quello con la C maiuscola ma come sempre procediamo per ordine.
Terza partita di Campionato.
Una domenica "normale" nel senso che la Roma gioca alle 15.00 di domenica. Una rarità di questi tempi, dove i diritti tv prendono il sopravvento e la "partita della domenica" in realtà è divenuta locuzione di un partita che si gioca indifferentemente il sabato come il mercoledì o il lunedì sera.
Una volta si pranzava veloce perchè bisognava vedere la partita alle 14.30. Nessun anticipo o posticipo solo mia madre che si lamentava:
"E' domenica, si mangia con calma!!!"
Appunto. Ora, per far contente le donne come lei che si lamentavano per così poco, il Calcio ha deciso d'imperversare ogni momento della settimana.
Comunque riprendiamo il nostro discorso.
Finisco di prepare i panini: uno con frittata di zucchine e cipolla rossa di Tropea e l'altro con petto di pollo panato e rucola e ci si avvia, con tutta la ciurma di amici verso sua maestà lo stadio Olimpico.
Giornata speciale anche perchè si festeggiava il doppio compleanno di Alessandro e di Matteo, padre e figlio e già in questo dovevamo accorgersi che qualcosa di romantico era nell'aria.
Per cominciare l'avversario sul campo era il Cagliari, allenato dal Boemo Zeman. Allenatore che per ben due volte ha preso posto sulla panchina giallorossa. Sempre accolto con grande entusiasmo, paladino di un calcio pulito e onesto, non ha mai ottenuto grandi successi.
Eppure il calcio è strano. Ci ha fatto perdere derby e partite all'ultimo minuto ma per Mister Zeman, l'uomo dalla sigaretta sempre accesa, c'è sempre un rispetto incredibile.
Cosa che manca per un altro personaggio. Capitano del Cagliari e figlio di uno dei più grandi e amati giocatori della Roma: Daniele Conti.

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