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Visualizzazione post con etichetta Capitano. Mostra tutti i post
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09 maggio 2016

Francesco Totti e quel giro di campo...


Roma - Chievo Verona, Francesco Totti a fine partita

Non mi é piaciuto oggi il giro di campo di Francesco, mi è sembrato teso e serio.
Quando è entrato ho pianto, perché la sola idea di non vederlo con la maglia giallorossa la prossima stagione mi ha svuotato l'anima.
Chi vestirà il numero 10? Chi sarà il nostro Capitano?
Mi sono sentita persa, senza una guida, l'unica che conosco essere, negli ultimi 20 anni, per la mia squadra. Una squadra che non può contare su una società ma su un Capitano si.
Si scrive Totti ma si legge Roma, scrive la Tribuna Tevere ed è questa una sacrosanta verità.
Qualche settimana fa, sulla Gazzetta dello Sport, un giornalista che conosco bene ha scritto un pezzo che somigliava molto alla mia vita in relazione con il personaggio Francesco Totti .
Francesco l'ho conosciuto a 16 anni, all'epoca era in classe con un mio amico del mare. La prima volta che l'ho incrociato lungo via Vetulonia, era in motorino e vestiva un bomber in pelle alla TopGun. Aveva 18 anni e un futuro (e che futuro!) tutto da scoprire. Chi glielo avrebbe mai detto a quello sciupafemmine che amava il pallone. Era tondo e massiccio, ancora non aveva conosciuto Mister Zeman.
Francesco Totti, giro di campo Roma - Chievo

Francesco era, ed è, per me uno di casa al punto che lo invitai alla festa dei miei 18 anni. Ricordo che sulla busta avevo scritto: Per Francesco Totti via Vetulonia con tanto di numero civico e cap. Era un'invito di carta. Un invito intriso di un'altra epoca, di altri sogni, di altri rapporti umani (per la cronaca non venne). Non lo vedevo ancora come un "dio", per me lui era la promessa della Roma, uno che sarebbe diventato proprio forte.
Io e lui abbiamo fatto la maturità lo stesso anno: maturità classica io, Ragioneria lui. Mentre lui svolgeva il servizio militare, io frequentavo l'Università. Poi lui è diventato il grande Totti e io sono diventata solo più grande.
'Pane e Totti', eccoci qua, generazione dal cuore spezzato perché perdere lui è perdere un pezzo della nostra gioventù.
Perché la sua grandezza la respiri e, quando lo vedi giocare con il figlio Cristian, pensi: 'è talmente un fenomeno che per non lasciarci orfani sta preparando già il suo erede? '
e allora come si fa a non piangere??? Come si fa, davanti a una scena come quella vista oggi, a non capire di avere davanti un Campione, uno che nasce una volta ogni 100 anni?
Beh, non riesco davvero a pensare alla mia Roma senza di lui e se lui se ne vuole andare lo voglio sapere e lo devo sapere, perché Francè io ti voglio salutare e voglio piangere fino a consumare tutto il tuo dolore, che quel giorno sarà anche il mio .
Il bacio tra Ilary Blasi e Francesco Totti a bordo campo

Sono passati ormai 7 anni da quando ho lasciato il mio monolocale per trasferirmi nella mia bella casetta. L'ultima volta, prima di chiudermi la porta alle spalle, sono scoppiata in un pianto liberatorio. Quel posto mi stava stretto eppure quel posto aveva una parte della mia vita che non tornerà mai più. Un po' come te France', che m'hai preso il cuore e adesso te ne porterai via un pezzetto. Si piange quando si perde qualcosa, si piange quando c'è un lutto da elaborare.
Quindi, Capitano mio Capitano, sorridi sempre quando indossi la tua maglia N 10 e quella fascia al braccio, perché solo quando toglierai quella maglia inizieremo a piangere e lo faremo tutti insieme, perchè siamo tutti...Totti.

20 ottobre 2015

As Roma - Empoli 3-1: Daniele De Rossi la 500 giallorossa

 
As Roma - Empoli : Daniele De Rossi, 500 partite e gol

500 volte Daniele De Rossi o DDR, sembra una nuova autovettura da lanciare sul mercato: una macchina sicura, confortevole, bella e multifunzionale. 

Daniele De Rossi 500 partite in giallorosso e un gol per celebrare un amore che non conosce misura.  
Sono sempre stata di parte, non ho mai negato il mio debole per un giocatore che merita tutto il rispetto dalla sua tifoeeria. Si certo, ha un contratto stellare, si convengo che ha avuto periodi difficili ma Daniele De Rossi è per me una bandiera che non può, per queste ragioni, essere piegata e deposta in soffitta. 
No signori, non si fa così. Quando a Roma - Empoli lo speaker annuncia l'ingresso del n.16 in campo, aggiungendo che sta per giocare la sua partita n. 500, un vero romanista non può che emozionarsi. 
E' un'emozione strana fatta di brividi e compiacenza, di soddisfazione e orgoglio. Un'emozione giallorossa come quando scende in campo il tuo migliore amico, tuo figlio, tuo fratello o tuo cugino. E' quel feeling che lega noi spettatori sconosciuti come una grande famiglia, come la collana di perle senza valore di una nonna che non c'è più, una collana che non venderai mai perchè, per te, è una gioiello inestimabile. 

L'As Roma signori e signore non ha valore


So che il paragone non è del tutto originale, so che potrei fare di meglio per catturare la bocca del vostro stomaco e stringerla stretta in un pugno come quando il fiato si spezza per l'eccitazione e le guance diventano rosso ciliegia. 
E allora potrei dire che l'As Roma e Daniele De Rossi sono una cosa sola, prodotto di molte altre, come solo le cose buone sono in grado di essere. 
Un cibo prelibato, un quadro d'autore, una fotografia... un arcobaleno
Nessuna di queste creazioni avrebbe senso se non ci fosse una spezia segreta, una sfumatura di bianco, una luce suggestiva o l'insieme di colori. 
La Roma non avrebbe senso senza Daniele De Rossi e la sua carica con la maglia giallorossa, con la vena sul collo che ogni volta sembra pronta a scoppiare; con la sua barba da grande e le sue dichiarazioni da Capitano Coraggioso, da uno che si schiera sempre. 
Domenica Daniele ha anche segnato, con la sua rabbia buona, sempre pronto a saltare nell'area di rigore a prendere di testa quella palla maledetta per mandarla oltre il portiere. 

Daniele è così ci mette la testa e la faccia sempre, come domenica sera quando nel post partita ha dichiarato:

“Peccato per il gol sotto la Curva vuota. Il più bel regalo per le 500 presenze sarebbe la risoluzione di questo problema”

Daniele che non si dimentica mai della sua Curva, quella verso la quale corre per esultare anche quando è vuota, anche quando qualche fischio lo accoglie. 
Lui lo sa non si può fare di tutta un'erba un fascio e se qualche fischio arriva dalla "sua" Curva non importa, non possono essere tutti dalla sua parte.

As Roma - Empoli : il gol di Daniele De Rossi

As Roma - Empoli: tre gol per il secondo posto


La partita è stata deludente, un primo tempo da sonno in cui solo le battute dei miei vicini di "sofferenza" mi hanno regalato il sorriso. 
Prima un "Se po chiamà er time out?" e poi un "Stanno tutti fermi ma che è 'na rapina?" mi hanno svegliato dal torpore di una partita troppo grigia per essere giallorossa. 
Fortuna che il secondo tempo è stato disegnato dalla punizione di Pjanic, sempre più protagonista dai calci piazzati, un lusso che da anni la Roma non si concedeva; dal gol di De Rossi e dalla mini maratona di Salah, accorso a raccogliere un cross di Gervinho che sembrava cadere nel deserto dell'area piccola. 
Poi il gol lo prendi sempre, perchè altrimenti che Roma sarebbe??? 
Il resto della classifica si è ben comportata al punto che al momento l' As Roma è seconda (insieme all'Inter) a 17 punti, cioè a un punto dalla Fiorentina. Il mio commento si può riassumere in un: ce se po sta!

...e in Champions League

In Champions League contro il Leverkusen bisogna tentare l'impresa. Bisogna vincere per stanarci da quell'ultimo posto in classifica e sperare di arrivare più in alto. Se il Barcellona non commette errori si potrebbero prendere i primi tre punti in un girone decisamente difficile e dove al momento l'As Roma ha collezionato solo un pareggio e una sconfitta dolorosa.  

Concentrazione dunque... e chissà che non segni un'altra volta il nostro Daniele.



01 ottobre 2014

ManchesterCity - AsRoma 1-1: Totti segna, l'Europa s'inchina

 
Manchester City - AsRoma: Totti segna ed è Storia!

Totti segna contro il Manchester City ed entra nella Storia

Un Amore così grande, un amore così... tanto caldo dentro e fuori, intorno a noi... 

Un Amore Così Grande è la colonna sonora che ho scelto per questa pagina di diario. L'ho scelta perchè esprime bene quello che ho provato "sentendo" Manchester City - Roma

Del resto questa è una pagina che parla d'Amore. 
Solo l'Amore per mio padre poteva farmi rinunciare alla visione di una partita di Champions perchè la potesse vedere lui, tanto per cominciare. Una questione di par condicio: una volta a me e una te e questa volta è toccato a lui. 
Così, armata di buona volontà sono andata a lavorare al ristorante e sono scesa in campo, pronta a sfamare gli affamati di turno. Tutto questo mentre in un altro campo scendeva la mia Roma. 
Adesso voi capirete che quando si lavora in un ristorante al centro non si può avere la televisione o la radio accesi, l'unico lusso che ci è concesso un cellulare posizionato strategicamente per buttare un occhiolino quando si ha un attimo di tregua. 

Ore 20.10
Fabio, uno dei camerieri di sala con cui lavoro di cui ieri era anche il compleanno, mima in cucina a zio Fabrizio l'urlo di gioia al gol del pareggio di Miralem Pjianic lo scorso mercoledì. Sento un urlo e dalla sala faccio un salto:
"Ma che è iniziata?" 
Le lancette mi dicono di no. Torno a lavorare con una tensione che cresce di pari misura con lo scorrere del tempo. 
Ore 20.50
Zio Fabrizio si avvicina mentre passo un'ordinazione a Mario. 
"Perdiamo" mi sussurra in un orecchio. 
Lo guardo come quando si guarda qualcuno per capire se sta scherzando, tanto che lui precisa: 
"Maicon... hanno segnato su rigore, ha fatto fallo Maicon". 
Porca miseria allora è vero. 
So' passati solo 4 minuti, so'! Eccheccazzo! Penso.
Sta serio quando me lo confessa come se avesse sbagliato a cucinare un piatto, anzi peggio. Non so se dirlo a Fabio, quello poi si agita... cerco di non incrociare il suo sguardo. 
Un indiano con famiglia al seguito non ha prenotato ma vuole mangiare lo stesso. Continuiamo a dirgli che non abbiamo posto. Lui non molla resta fermo. Mario gli spiega che vorrebbe accontentarlo ma non può, lui è irremovibile. 
"Ora gli do una capocciata" dice Mario mentre io già isterica di mio rischio davvero di mandarlo a quel paese. La Roma perde e pure l'indiano ce se mette! 
Ore 21.05 
Nessun urlo dalla cucina, un silenzio fastidioso: come si fa a lavorare sereni quando la Roma perde? La gente chiede e rompe e parla un'altra lingua ma che vuole??? ma che scassa??? Ma a questi del calcio non gliene frega niente?
Guardo zio sperando di trovare una risposta. Lui di scatto si gira esulta. Mi precipito in cucina: 
"Cucchiaio!"
"Che cucchiaio ti serve, ce l'hai già" gli indico le posate.
"Totti!!! Ha pareggiato il Capitano, ha fatto er cucchiaio!"
Totti ha fatto er cucchiaio! Totti... solo lui può fare queste cose. Mi viene da piangere. Fabio chiede nervoso dalla sala qualche notizia, gli basta un cenno, una parola. Mi avvicino e gli dico "Totti". 
Si continua a lavorare più leggeri. Manca ancora tanto ma la Roma c'è! Totti c'è, come sempre e da sempre. 
Ore 21.45 
Fine primo tempo, corro in bagno a guardare il cellulare di straforo. Riesco a leggere al volo i commenti di Mirko che iniziano con un: 
"già perdiamo cazzo, rigore assurdo" 
proseguono con:
"traversa di Maicon" e concludono con un "Francesco dajeee, Cucchiaio dajeee". 
Faccio appena in tempo a rispondere; "Amore registraaaaa!" e a leggere un messaggio di Luciana che scrive: 
"Da pauraaa, tifiamo anche per te!"
Mi ributto in sala rosicando per non potermi godere una partita bellissima.
Ore 22.10 
La partita è ricominciata da un po'. Nessuno dice niente. Tutti evitiamo d'incrociare gli sguardi. Salgo in cucina.
"Caffè doppio" chiede Andrea dalla sala. 
Per conferma faccio un due con le dita e Fabio capisce che stiamo perdendo 2-1. Rimane per un attimo in silenzio poi : "Che è, perdiamo???" 
Mi viene da sorridere. Gli dico di stare tranquillo che la Roma lo sa che è il compleanno suo e che non gli farebbe mai un torto del genere. Tutto sottocontrollo ancora 1-1.
Ore 21.21 
Papà scrive: "Adesso stiamo soffrendo! Totti è uscito!"
Come al solito papà mi deve mettere l'ansia. Faccio finta di non aver letto. Tiro dritto fino alle 22.30 quando controllo quanti minuti mancano. Ancora 5 di recupero. Non ce la posso fare. Vorrei tanto sapere perchè cavolo uno deve soffrire in questo modo.
Ore 22.38 
Papà : "E' finita, si poteva pure vince!!!" 
Mirko:"Daje finita pari ma quante occasioni perse porca miseria!" 
Ho anche 29 notifiche dal gruppo della famiglia Celata&Co. ma non riesco a leggere tutto.
L'entusiamsmo è palpabile. Tutti sembriamo soddisfatti ma così stanchi, così stanchi che "pare che abbiamo giocato pure noi" e mentre il mondo celebra Francesco Totti con un nuovo record, quello di giocatore in attività più anziano ad aver realizzato un gol in Champions League, il mio appagamento cresce. 

    C'è il cuore che batte , sempre più veloce
Ad ogni rincorsa , esplode una voce
Chi grida vittoria , non sa darsi pace
Disegna la storia, Solo chi è capace

Un Amore Così Grande torna a girarmi in testa e non vedo l'ora di tornare a casa, di vederlo in faccia il mio Capitano mentre fa quello scatto e la butta dentro, come un ragazzino, come al campetto sotto casa sua qualche anno fa. 
Un Amore così Grande quello dei tifosi per lui, lui che gli applausi li prende negli stadi di Spagna e Inghilterra, lui che ha scelto una maglia per sempre, lui omaggiato da tutto il Mondo meglio di quanto faccia il suo stesso Paese. 
Voglio tornare a casa per vedere se qualcuno ha ancora il coraggio di mettere in discussione un Campione, voglio vedere le prime pagine che lo celebrano e quel cucchiaio di Manchester che lo ha fatto diventare Storia.
Un Amore Così Grande perchè è solo Nostro ed è per questo che la gente è 'nvidiosa. Per questo chiacchiera e se addanna cercando di smontare qualcuno che vive come una condanna.
E sapete che ve dico? Noi lasciamola parlà, tanto quello che ci godiamo è qualcosa che nessun altro tifoso mai capirà, si chiama Amore.


Fabio Caressa su Sky : "Francesco Totti, Il più grande giocatore di sempre"

29 settembre 2014

Roma - Verona 2-0: un abbraccio, un grazie e un dajeee.


Roma - Verona: Destro segna e corre ad abbracciare Rudi Garcia

Roma - Verona: Florenzi e Destro trascinano la Roma a 15 punti!

Se c'è una cosa difficile per un tifoso è lavorare durante lo svolgimento della partita della sua squadra del cuore. 
Soprattutto quando questa gioca in casa e si ha l'abbonamento in tasca, in particolare nel giorno in cui il Capitano, che del calcio e di quella squadra ti ha fatto innamorare, compie 38 anni
Insomma una tortura senza fine ma così è stato per me sabato 27 Settembre. 
Roma - Verona scorreva sulle televisioni d'Italia, nelle radio accese delle macchine in partenza per il week end e davanti gli sguardi di 30 mila spettatori seduti al loro posto nella Curva più bella del Mondo e tutto ciò mentre intrattenevo un bel po' di amanti del gelato nell'aula didattica del Gelato Festival tappa Milano Tributo all'Expo. 
Potete immaginare la mia tensione o forse no. Allora ve la spiego. 
Mentre Fabrizio Fenu iniziava a spiegare la preparazione del suo gelato al gusto: Pecorino Dop con Pere caramellate al Miele di Sulla e Pane Carasau lo incalzavo con domande legate alla stagionatura del cacio usato e delle quantità da bilanciare. 
Le sue risposte mi apparivano come degli schemi e la mia testa, in automatico, trasformava 100 gr nel numero 10 e 380 gr in 38 gli anni del Capitano.
Il nome di questo procedimento assurdo non è pazzia ma tifo. 
Dato che sono una professionista, non ho lasciato trasparire alcuna tensione sul mio volto (o almeno non credo), anche se un paio di battute le ho fatte, così per smorzare la mia tensione e strappare due risate alla platea: 
"Non c'è nessun tifoso di voi in sala?"
Si sa il calcio è uno dei pochi argomenti di conversazione che coinvolge tutti: dal bambino al novantenne, dal professionista al disoccupato e persino le donne e gli uomini. 
Si sa, è così ma di tifosi in aula a Milano alle 18.00 ce ne erano davvero pochi... del resto Milan e Inter avrebbero giocato il giorno dopo e anche se Milano è piena di bella gente del Sud, certo questi non tifavano As Roma ma certamente Juventus. 
Compresa la mia agonia, dovuta alla mancanza di notizie (anche se Mirko mi aveva inviato l'Inno che aveva registrato allo stadio con il suo cellulare, scaldando il mio animo ulteriormente), qualcuno ha pensato bene di tenermi aggiornata e così, mentre  Fabrizio Fenu (che per inciso è il migliore Gelatiere d'Italia 2013)  riempiva le coppette del suo 'originale' gelato e lanciava la sfida di un gusto al sapore di Porceddu Sardo, un ragazzo mi confessava che la Roma era passata in vantaggio.
"Chi ha segnato?" riesco a chiedere come se la cosa m'importasse relativamente.
"Florenzi!"
La mia esclamazione a quel punto esce spontanea:
"Alessandro! Dajeee! Dajeee!" 
Parole dette con il cuore prima che con la testa. Un cuore tanto pieno di amore e affetto d'arrivare a Roma, all'ingresso 15 della Curva Sud dove simbolicamente e mentalmente il mio corpo si sentiva. 
Quando inventeranno l'autotrasporto??? Anche solo per dire: "Dajeee" e poi tornare al proprio posto?

18 febbraio 2014

Vi racconto la mostra RomaTiAmo


Ex Mattatoio Testaccio ( http://www.asroma.it/romatiamo) .
Alle 17.15 eravamo già lì.
Mirko con giacca e cravatta e Jacopo con un tatuaggio che gli bruciava ancora.
Non è facile spiegare a chi non è tifoso l'emozione che si prova in certe occasioni.
Mirko ha speso gli ultimi quattro giorni a sistemare maglie nelle teche e ad organizzare il materiale dei collezionisti come lui ( http://www.asromashirt.it/ )
Ha maneggiato maglie del 1940 e sentito l'odore di giornali che solo la passione del tifo ha mantenuto intatti per 80 anni.
RomaTiAmo è un'istallazione che celebra questo Amore e questa Passione.
Mentre varcavamo l'ingresso con il nostro invito, sotto gli occhi di fotografi e giornalisti rimasti fuori, ci sentivamo orgogliosi.
La conoscevamo la Mostra, l'avevamo già vista ma questo era il giorno del "debutto in società".
Come avrebbero reagito i giocatori e il pubblico? Sarebbe piaciuta?
Le maglie per anni conservate negli armadi, accudite gelosamente e custodite come reliquie se ne stavano lì, finalmente a dare sfoggio della loro bellezza.
Sembrano vive infilate nei manichini poggiati su un pavimento verde campo.
Ti sembra di vederle sudate, reduci di una corsa eterna.
Gli scarpini giacciono sporchi e stanchi dentro gli armadietti e nelle vetrinette. Vittime di tanti minuti di corsa e ancora con il fango a testimoniare che il calcio, oltre alla passione, è soprattutto una grande fatica.
Alle 18.02 arriva il Capitano.
Le vene sui polsi cominciano a vibrare. Il cuore decide di battere per conto suo. 
Francesco vede le sue maglie sotto vetro e commenta così, con quel tono che solo lui ha:
"Ma che è una mostra su di me?"
Francè, quanto sei bello! Gli avrei urlato.
Bello come la Roma, come tutti i romanisti.
Bello perchè sei stato prima il figlio di questa città, poi fratello, fidanzato, padre e per sempre, davvero per sempre, sarai il Capitano.
Sportivo, bullo come solo lui sa essere, con quel mezzo sorriso in faccia che ti avvisa che sta per fare una battuta spiritosa, questo è Francesco Totti.
Uno che gli anni gli passano sopra, veloci, lasciandogli qualche ruga sul contorno occhi ma una camminata inconfondibile, grazie a quelle gambe che inventano capolavori e a quella sua sagoma che la riconosceresti tra mille.
Mirko lo invita a farsi una foto con lui vicino alla maglia n.10 della sua collezione privata.
Francesco dice di si e click! eccoli là immortalati in uno scatto che racchiude l'essenza della gioia pura.
Mirko e Totti posano davanti una maglia del Capitano

Un attimo che dura un click perchè al seguito del Capitano c'è una fila di persone.
Ho fatto in tempo a stringergli la mano e a guardarlo in faccia, come si guarda un miracolo.
Nessuna foto per me ma non fa niente, l'importante era esserci, l'importante sarà raccontare ai posteri di quel giorno in cui ho stretto la mano al Capitano.
Il numero 10 se ne va e arriva Alessandro Florenzi, un ragazzino con la faccia da Gian Burrasca.
A vederlo dal vivo ti domandi dove la trova tanta energia sul campo.
Gli vuoi bene perchè, a dispetto del suo fisico minuto, è uno che in campo si danna e la sua maglia è davvero sempre sudata.
Anche lui si concede per uno scatto, lo fa con piacere e senza fretta.
Poi ascolto una voce dire: "Sta arrivando anche Daniele".
Jacopo è un collezionista sui generis, infatti la sua collezione è monotematica: Daniele De Rossi.
Una passione che qualche giorno fa lo ha spinto ad arrivare fino al Nord Italia per farsi tatutare il suo idolo sulla gamba. L'autore è Alex DePase uno dei ritrattisti più bravi in assoluto nel mondo del Tattoo.
L'informazione è esatta, Daniele arriva.
Entra nella sala Subbuteo, quella dell'ingresso, e Jacopo lo blocca:
"Ti ricordi di me? Guarda cosa mi sono tatuato?"
Tira su i pantaloni e mostra a Daniele il suo ritratto. Lui sorride soddisfatto, Jacopo è in estasi eppure riesce a dire:
"Ce la facciamo una foto?"
De Rossi lo abbraccia e sorride, sorride di una gioia pari a quella che ha un tifoso qualunque.
Quando lo vedi lo capisci subito che lui è come te.
Lui bacia la maglia e anche in panchina si alza in piedi ed urla e ci crede. Per alcuni è un limite, per me un privilegio averlo in squadra.
Daniele passa e nemmeno con lui riesco a farmi una foto.
Comincio a spazientirmi così quando arriva il Mister Rudi Garcia lo fermo, gli sfoggio un sorriso e chiedo a Mirko di fermare l'attimo.
Mentre lo prendo sotto il braccio gli dico con la massima gratitudine:
"Mister, grazie...grazie di tutto quello che sta facendo"
Lui sorride alla francesce un po' Alain Delon, un po' Jean Paul Belmondo e aggiunge:
"Grazie a voi".
La sfilata prosegue. Dopo di lui arriva Morgan De Sanctis altissimo e Giacomino Losi, piccolo e curvo ma unico.
Lo abbraccio come fosse un nonno, uno di casa.
La Mostra è colma di gente. Tante le facce di amici e conoscenti che mi passano accanto.
Uno di loro mi fa un buffetto: è Luca anche lui presente per celebrare la memoria del grande Ago.
Ci sono giornalisti, commercialisti e gente comune.
C'è anche Italo Zanzi, il nostro Ceo, il capo della Roma made in Usa.
E' quello che si direbbe l'americano di Little Italy capello retrò, alto, occhi verdi una sorta di Elvis più casereccio.
Sorride, firma autografi e si concede per le foto.
"Do you prefer speak in english or in italian?" 
"In italiano è meglio così faccio pratica" risponde.
Il buffet è preso d'assalto. I giocatori sono spariti, come le grandi star sono stati inghiottiti o forse ce li siamo sognati.
Torniamo indietro nel percorso e incontriamo Sebino Nela, un altro eroe.
Sembra di essere davanti all'album delle figurine, li vedi scorrere davanti ai tuoi occhi, invecchiati, ingrassati un po' ma la mente te li riporta alla memoria sempre nella loro posa sull'album Panini: impettiti, fieri, unici.
Sguardo in avanti, sorriso accennato, mezzo busto con la maglia giallorossa.
Nella stanza dei Numeri una teca riporta le figurine più antiche e tanti numeri ci raccontano di quanto la Roma sia grande.
Bevo un analcolico, mi guardo attorno, vorrei buttarmi sul prato e rimanere lì a guardare la prima tessera di Francesco con la sua firma di bimbo delle elementari; a rivedere le partite proiettate; a sognare un altro numero in quella stanza dei numeri e un altro trofeo in quella stanza dei trofei.
L'ultima occhiata alle maglie e alla scrivania dove Italo Foschi fondò l'As Roma, una squadra che comunque vada non sarà mai sola mai....parola di Tacco12.

PostScriptum: Roma - Samp è stata la celebrazione della nostra forza e l'orgoglio della nostra tifoseria. A chi dice che il tifo non è unito, a chi prende provvedimenti sciocchi...una risposta a tutti soprattutto a quelli che sono AntiRomanisti.
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