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12 gennaio 2015

Je suis Charlie ma anche Francesco Totti (cit. dal bar sotto casa di Ilaria)

Roma - Lazio 2-2: Totti fa una doppietta, un record e un selfie

Lo spettacolare derby di Roma finisce in un pari: 2-2

Se ne parlerà per molto tempo di questo derby giocato alla penultima giornata del girone di andata e riacciuffato per i capelli dopo un pessimo primo tempo che vedeva la Roma sotto di due reti (Mauri prima e Anderson dopo).
Un derby di quelli che fanno male al cuore e lo scrivo nel senso reale, dato il numero d'interventi della Croce Rossa in Curva Sud a seguito del pareggio di Francesco Totti
Questo derby passerà alla storia per le sue coreografie ( o scenografie decidete voi quale termine preferite usare) studiate nei dettagli, frutto di un lavoro lungo e di un numero di persone corposo. 

Una Curva Sud che gridava: 
Figli di Roma, Capitani e bandiere... Questo il mio vanto che non potrai mai avere
Il derby di Roma è così, è tutto un "non vedo l'ora che finisce" e un "se semo magnati l'impossibbbile" oppure un "se semo salvati". 
La verità è che la prima domanda che ti poni quando ti metti in marcia verso l'Olimpico o prendi posizione davanti alla televisione è :
"Come te la senti?" 
E quando a questa fatidica domanda mio padre ha risposto:
"Se te può riconsolare, non me la sento male" mi sono risollevata un pochino.

Come te la senti?

Un interrogativo che ne smuove altri cento e tu nel pensier ti perdi alla ricerca di come te la sentivi quella volta che la Roma ha vinto 4-0 al primo tempo. 

Perchè è quello il mio problema tutte le sante volte. 
La prima volta che ho visto un derby allo stadio era il 21 novembre 1999. L'anno in cui la Lazio era fortissima, non a caso ha vinto lo scudetto in quella stagione, e la Roma lo era decisamente di meno. Beh, in quell'anno lontano, alla Roma è capitato di compiere il miracolo. 
E' capitata la partita perfetta: 4 gol in 31 minuti. Un' apoteosi vera, indescrivibile. 

Ecco, il mio limite è quel derby, la dimostrazione che, anche se sei favorito, puoi (e spesso accade proprio così) perdere e che la forza "sulla carta" di una squadra non sempre risponde alla forza reale di un match. 

Così se la Roma è favorita ho paura di perdere e se non lo è m'illudo nell'idea di un'impresa.


 

Il derby è una partita diversa

La mattina ti svegli con un'agitazione che non t'appartiene
Una tensione che riuscirai a lavare via come una doccia solo quando al 90' l'arbitro decreterà la fine di un incontro lungo una vita.

Perchè il derby è una partita infinita, inizia quando sei bambina e finisce che ti sei invecchiata di 30 anni.

Come che Totti all'età di 38 anni, tanto deriso (quanto temuto) dalla sponda avversaria, rispolveri un numero da numero 10 come lui: elevandosi in aria e allungandosi in un modo disumano, marziano per prendere la palla e insaccarla trasformando il risultato in un pareggio impensabile solo 20 minuti prima.

Roma-Lazio 2-2, doppietta di Totti ed è record

Il mio Capitano Francesco Totti: due gol e un selfie

E pensare che quando ho letto la formazione non ero molto tranquilla. 

E' rinomato che i romani della Roma nel giorno del derby sono più agitati di noi tifosi. Fino alle 13.00 ho cercato di capire se Mister Garcia avesse deciso di schierare Destro oppure Totti. 

Dagli spalti della Sud ho visto scendere in campo Totti, De Rossi e Florenzi.

L'entusiasmo era alle stelle e l'idea che i romani giocassero il derby mi faceva sentire ancora più vicino alla mia squadra in un giorno tanto importante. 
Da una parte però ero preoccupata che l'emozione prendesse il sopravvento sulla professionalità, che questi romani romanisti potessero innervosirsi.  Avevo sbagliato

Tranne che per Alessandro, sostituito alla fine del primo tempo per evidenti motivi tattici, Daniele e Francesco hanno espresso in tutto e per tutto la loro misura di Capitani. 
Infatti solo un Capitano è in grado di risolvere una partita storta e solo un Capitano è in grado di dire questo:
"Stare accanto a Francesco per un'intera carriera, a quello che verrà ricordato come il giocatore più grande della storia, non è normale. In questa città un po' strana qualcuno ha provato a raccontare la storia di me e di lui contro - sottolinea - , per dare forza alle sue tesi... ma sono maiali col microfono e restano maiali col microfono"

Daniele e Francesco, un binomio unico, irripetibile e inossidabile. 


Derby Roma - Lazio 2-2, le due anime di Roma: il selfie di Francesco Totti e Daniele De Rossi

Quando Capitan Totti ha segnato ed è corso sotto la Curva, non lo so dov'ero.
Ero sulle spalle di Mirko e poi tra le braccia di Christian e, dopo ancora, stavo dando pacche sulle spalle di Marco mentre scuotevo la testa perchè quell'emozione rimanesse sulla bocca dello stomaco; perchè le mie urla la potessero comprimere dentro, in fondo all'anima e nutrirla sussurandole "si può fare".

Era il minuto 19' del secondo tempo, mancava ancora molto e la Roma era tornata in palla finalmente. Francesco aveva firmato una doppietta che significava record e mentre la curva nord ammainava lo stendardo della barca in cui Caronte trascinava il tifoso romanista dall'altra parte della riva, lo stendardo di Francesco Totti rimaneva fisso e stirato in una Curva Sud ammutolita da un giocatore di una classe mai vecchia, mai stanca, mai sgualcita.
Francesco che sa sempre regalare ai tifosi un'esultanza originale, questa volta non ha resistito e si è immortalato con un selfie davanti alla sua Curva Sud. Un selfie per ridere, per divertirsi, per gente che ha ironia. Non per tutti quindi...

"Qui a Londra non si parlava d'altro" scrive la mia amica Marta sulla sua bacheca "The King of Roma is no dead" conclude. 
E il giorno dopo sul Daily Mirror così si scriveva sulle gesta del Mio Capitano:

Noi odiamo i selfie. Li odiamo. Non c'è mai una scusa ragionevole per farsene uno, specialmente nel calcio. Però li disapproviamo per coloro che sono mortali. La leggenda della Roma Francesco Totti è un tipo differente di umano; Il tipo che può fare qualunque cosa lui voglia. Se avete bisogno di una prova inconfutabile che Totti sia davvero il calciatore più cool che sia mai vissuto, questa si è manifestata durante il feroce derby di Roma di oggi tra Roma e Lazio. Dopo aver segnato il 2-2 del pareggio, Totti ha celebrato uno dei suoi gol più importanti... con un selfie.

Roma legend Francesco Totti is a different type of human; the type who can do whatever the hell he wants

E allora sapete che vi dico? The King of Rome will never die...


Derby Roma - Lazio 2-2 : il selfie di Capitan Totti dopo il secondo gol

06 ottobre 2014

Juventus - Roma 3-2: Ecco cosa non si può rubare.

Juventus - Roma per un romanista vero è peggio di un derby. 

Una partita diversa dalle altre perchè non sai mai come potrà andare a finire, anzi è più corretto scrivere perchè sei curioso di capire cosa succederà questa volta. Cosa s'inventeranno per vincere questa volta, come riusciranno a "rubare" una partita. 
Questo è quello che hai in testa e quasi sempre, alla fine, il tuo presentimento prende forma e ammetti con te stessa "lo sapevo".
La Roma di quest'anno però è una Roma forte. Lo scrivo e lo penso, senza timore, senza scaramanzie.
La mia Roma quest'anno è davvero una gran bella squadra e la Juve, che è forte a sua volta, aveva solo un modo per fermarla, il solito... ottenere dei favori arbitrali. Giocare sporco, stile Juventus.
Il fatto è che questa volta è stato così palese e sfacciato da non crederci. A differenza delle volte precendenti non si sono limitati a un rigore, a un gol all'ultimo minuto o a uno in fuori gioco. No, questa volta hanno preso tutto insieme il pacchetto e ce l'hanno sbattuto in faccia con la linguaccia di Bonucci davanti alla telecamera.
Una faccia piena di rabbia come se qualcuno stesse rubando al ladro un pareggio che, nonostante i due rigori inesistenti per loro, sarebbe pure potuto essere giusto perchè la Juve è una squadra forte, molto forte. 
Ti ritrovi avvelenata a urlare e a intossicarti l'anima, l'anima e non il fegato perchè è quella che ci metti tutte le volte che guardi la tua Roma, che tifi la tua squadra.
Ti avveleni e ti ripeti con razionalità: "Chi te lo fa fare? Chi? E' ora di piantarla". 
Hai superato da un po' i trenta e ti viene da piangere.
Le lacrime le trattieni solo per rispetto di te stessa, solo perchè ti sentiresti ulteriormente fuori posto e non è giusto. Le ingoi le lacrime come le ingiustizie che già subisci nella vita di tutti i giorni e ormai ci hai fatto "il callo" , che vuoi che sia una in più o una in meno soprattutto se si parla di calcio.
Eppure non ci riesci a mantenere un certo distacco, non ce la fai proprio perchè il cuore e la ragione da sempre percorrono strade parallele e non s'incrociano mai.
Finisce una partita che sembra frutto di una droga leggera (anzi pesante!) tale è il livello di allucinazione che assume e vedi comparire sullo schermo lui: il tuo Capitano.
Gli vedi gli occhi lucidi, la faccia rassegnata, stanca... come la mia, come quella di Mirko, come quella di mio Padre e di tutti i padri che hanno trasmesso a un figlio un "credo" o una "malattia" come dice mia mamma che aggiunge:
"Che vi arrabbiate a fa' se tanto lo sapete, non capisco perchè continuate a perdere tempo con il calcio".
E per la prima volta ti accorgi che tua madre sul calcio può avere ragione.
Ci dobbiamo rassegnare? Dobbiamo smettere di andare allo stadio di parlarne, d' incazzarci??? Smettere d'indignarci, di credere che il Calcio sia un gioco e basta?
La Juventus avvelena tutto.
Anche l'esultanza di De Rossi che era così esausto che al gol d'Iturbe invece di essere felice sembrava voler ammazzare qualcuno.
Loro, la Juventus e gli Juventini (con le dovute eccezioni), hanno questa capacità di tramutare la gioia in dolore, di vincere una Champions con i morti sul campo (i morti veri).
Loro sono quelli che a fine partita, dopo aver sputato sugli avversari (sputato davvero e non per reazione a qualcuno ma per il puro gusto di schifare chi è alla loro altezza) hanno pure il coraggio di parlare di stile.
Loro cui tutto è  permesso, loro che hanno i tifosi che invece di vergognarsi (non tutti se devo essere sincera) si sentono più forti e più arroganti che mai. Scrivono "zitti" sui post perchè loro azzittiscono le persone. Loro comandano. Loro dettano legge.
Loro che, facendo così, occupano le pagine di giornale e del web della Loro presenza invece di lasciare spazio alla meraviglia del rigore realizzato da Francesco, allo spettacolo e alla gioia del gol del veloce e piccolo Iturbe. All'eleganza di Gervinho che invece di buttarsi in area di rigore resta in piedi, alla poesia dei tifosi corsi fino a Torino, alla bellezza di una squadra che ha dimostrato di essere fortissima nonostante la sconfitta e alle parole ancora più belle del nostro Capitano che la definisce la squadra sconfitta :
"...non so se dall'arbitro o meno, ma non dalla Juve...con loro è sempre così"
Già e allora ti definiscono piagnone o pippa, perchè quando uno non ha argomenti usa sempre le stesse parole. Un vocabolario fatto d'insulti il Loro, insulti e basta. 
Mister Garcia sviolina come a dire "la solita musica" e sul calcio ieri si è steso un altro velo di tristezza, come un lutto inaspettatato nonostante sei al corrente della grave malattia.
Spegni la tv con il cuore a pezzi perchè ogni volta Loro ti distruggono una speranza, quella di un Calcio migliore. Ti fanno entrare in guerra con il cuore che ti hanno appena stropicciato. 
Ma io ho deciso che voglio crederci, devo crederci a questo Sport perchè se ci togliete pure questo ditecelo che cosa ci rimane. 
Potete toglierci la certezza di un lavoro, di una famiglia, di un futuro ma la bellezza del Calcio no, mi dispiace. 
Il Calcio ha troppe varianti libere, il Calcio ha i giocatori, la gente, i campi bagnati prima di essere calpestati; ha bambini che rincorrono un pallone e sogni che profumano di terra scottata dal sole. 
Ha le ginocchia sbucciate, i capelli sudati. 
Il Calcio ha maglie strette e calzettoni da lavare, scarpini da pulire prima di andare a giocare. 
Il Calcio ha il cuore di fare gol davanti a mamma e papà, ha gli occhi azzurri del mio Capitano che non si è voluto muovere dalla sua città. 
Mi dispiace cara gente ma io non ci sto. Questo sogno me lo tengo e se non lo troverò più in un campionato di serie A poco importa
Andrò a cercarlo la domenica pomeriggio nel campetto della scuola calcio sotto casa mia, su una spiaggia in una sera d'estate, in un film di qualche tempo fa, in una foto dimenticata tra gli album di famiglia. 
Loro questo non me lo possono rubare e nemmeno la gioia sulla faccia del mio Capitano dopo aver segnato un gol, nemmeno quella me la ruberanno mai.

Juventus - Roma 3-2: la gioia del Capitano dopo il pareggio 1-1


23 settembre 2013

Roma - Lazie: con le piccole si vince facile


Il lunedì dopo il Derby vinto è bello come il primo lunedì "dopo un anno di lavoro" per dirla alla Lorenzo. Soprattutto se da mesi vivi l'onta di una finale persa, onta che, badate bene, non viene cancellata ma superata. 
Procediamo con ordine però.
Quelli che il Derby lo soffrono li riconosci subito. Li vedi vagare dalla mattina di Domenica con occhiaie e sguardi assenti. Diventano irascibili per nulla (vedi Mirko) e non mangiano o mangiano troppo. Li vedi partire alle 13 da casa, ma sono pronti già da mezzogiorno. Li vedi carichi, come il sole di settembre che ancora riscalda come fosse Agosto. Quelli che il Derby... li riconosci subito.
Il Derby, soprattutto quello del 22 settembre 2013, è così. Era il Derby che si doveva vincere, non c'era alternativa. Non c'erano forze per pensare a qualsiasi altro risultato. Non c'era pazienza, spazio, fiato. 
No. Ieri, come aveva detto Garcia in conferenza stampa, il derby andava vinto. 
Dato che negli ultimi tempi le scaramanzie non sono riuscite, la forza della disperazione ha preteso di partorire nuove opportunità di superstizione. Dopo la mia settimana benedetta da Papa Francesco (quello vero intendo), un caffè Nespresso Roma, più quello di rito con Antonella, Sandro (che l'ha preso d'orzo perché troppo agitato), Mirko, Christian, Marco e Matteo nel solito bar, è arrivata l'alternativa al percorso da seguire sotto l'ingresso della Sud. Sempre dritto nel centro delle colonne, nessuno slalom a destra dell'ultimo pilone. Dev'essere stato quello a farci vincere. Oppure il nuovo posto,  invece di mettermi seduta terza da destra della scalinata, ho preferito mettermi seconda da destra su una fila più in basso. Pochi accorgimenti ma fondamentali. 
Per non parlare dell'abbigliamento, nel dubbio ho portato tutto: maglia Lazio no Grazie e maglia scudettata di Francesco Totti. Insomma come al solito il mio dovere lo avevo svolto a pennello. 
A differenza dei soliti Derby, questa volta al mio ingresso in Sud vedo la Nord vuota con uno striscione che diceva una cosa tipo..." buon memorial noi ci beviamo 'na birretta e poi entriamo"...una cosa così di quelle che ti dovrebbero far arrabbiare ma che a me hanno solo fatto tirare un sospiro di sollievo. Vedere la Nord vuota è un piacere di gran lunga superiore a quello di vederla piena. 
Sono le 14 e qualche minuto, quando la squadra entra in campo per allenarsi.
"Morgan De Sanctis è proprio scocciato" commenta Mirko quando il portierone passa sotto la sud e i distinti mimando con le mani il gesto di alzare la voce. 
La Curva C'è e lui e molti altri nuovi giocatori la vedono per la prima volta. Un'emozione. Il dodicesimo uomo in campo è arrivato, magico e splendido, addirittura vestito da una coreografia ( o scenografia per i puristi della lingua ) inaspettata. 
All'ingresso in campo delle squadre per l'inizio della partita, dopo aver cantato Campo Testaccio e Roma Roma, la Curva si veste d'oro e porpora e di vessilli e dice a una Curva Nord assente e muta, la più dura delle verità: 
Il MIO NOME E' IL SIMBOLO DELLA TUA ETERNA SCONFITTA : a.s. ROMA
La partita ha inizio. Tra gli spalti c'è chi guarda e chi no. C'è chi sente nelle cuffiette, chi strappa  nervoso pagine di giornale. Il primo tempo di questa squadra, si sa, parte sempre un po' male. La Lazio è ben piazzata, me l'aspettavo fortuna su Candreva c'è la doppia marcatura. 
"Balzaretti da solo non gliela fa'!" è stato questo il ritornello di tutta la settimana. Già Balzaretti, croce e delizia di questa Roma e del mio fantacalcio (per scaramanzia l'avevo messo in tribuna), Balzaretti che invece da' a tutti (compresa me) una lezione: basta correre quando è necessario...anche poco ma bene. 
Grande Balza, che nel momento in cui aveva preso un palo e dagli spalti mi ha fatto pensare "ci risiamo", si è rimesso in piedi e ha trafitto Marchetti. Federico che è corso in Sud ed è tornato in campo asciugandosi le lacrime "Perché Daniele piangeva e ha fatto piangere pure me". 
E pure noi, a tutti. Nemmeno me lo ricordo come ho esultato, so solo che ho visto un 1 sullo schermo e finalmente ho sentito svanire quella sensazione d'ingiustizia che portavo dentro da mesi. 
La partita a quel punto diventava più tesa che mai. Da buona romanista ogni presagio oscuro prendeva forma nella mia mente. 
"Se non chiudiamo questa pratica c'è il rischio di una beffa" come Castroman, anni indietro ci insegnò. 
Concentrati dunque. La Curva è grande. La Curva è oltre. 
Arriva fino a casa di papà e mamma. Arriva a Torino dove zio Bri è scappato prendendo un treno alle 8 pur di evitare lo stress del derby. Arriva da Flavio nel giorno del suo ventiduesimo compleanno festeggiato davanti alla partita. Arriva alla reception dove mia sorella Claudia lavora e mi manda un messaggio per sapere come procede, con più grinta e tifo del solito da quando si è lasciata con il suo ex laziale. La Curva arriva anche da Fabiana, che divide casa con un marito juventino. Alla Garbatella da Alma, che la vecchiaia ha fermato nel fisico ma non nel tifo. Arriva a Salerno dove Serena ritrova qualche ora di svago e gioia. Arriva fino a Piccadilly Circus a Londra, invasa da tifosi giallorossi. 
La Curva arriva sulle montagne dove Giulia ed Elena Vittoria simpatizzano per la mia squadra. A Genova dove Guja ha la Roma nel cuore perché mi vuole bene. La Curva è ovunque ci sia un cuore. 
E' oltre lo Stadio e a concentrarci siamo in tanti, romanisti e gente di buona volontà, quella che non c'è più e guarda da lassù.  
A volte basta il pensiero, si dice, e così è stato. 
Così, quando nei minuti di recupero, Ljajic ha trasformato il rigore in un raddoppio  è scoppiata la gioia che attendeva di evadere dal 13 marzo 2011 quando la Roma vinse con una doppietta di Francesco, non il Papa lui è stato eletto sempre il 13 marzo ma del 2013. Coincidenze di Roma, viene da osservare. 
Grazie Roma accompagna squadra e allenatore in una corsa sotto la Sud. L'allenatore sul quale avevo detto di pronunciarmi solo dopo il 22 settembre, perché prima di tutto andava vinto il derby. 
E allora adesso lo posso dire: Garcia è un grande allenatore, uno che ha rimesso la Chiesa al centro del Paese. Certo con un Francesco in squadra l'impresa sembrava facile. Bravo lui e bravi tutti!
A fine gara telefonata a papà e a Fabiana. Poi Antonella si mette a ridere per un messaggio che gli ha mandato Luca, il fratello: 
"Nun c'è niente da fa' quest'anno con le piccole se vince facile"...quanto c'ha ragione...parola sua e di Tacco12.  

PostScriptumLazie: Vi ostinate a chiamare Memorial un derby che, comunque, valeva 3 punti... a tal proposito non sentite un venticello strano? Le temperature sono calate di botto. 

10 novembre 2012

Appuntamento con la Lazio: pronti con stile


Voglio farvi una domanda: siete pronti? Vi siete preparati?
Per quel che mi riguarda sto facendo del mio meglio.
Oggi palestra e domani, se ci riesco, corsetta. Voglio potermi dire: ce l'ho messa tutta. Io al fatidico appuntamento con la stracittadina voglio arrivarci in forma e preparata. 
In realtà la mia è una grande fatica dato che mi accorgo di essere molto diversa dal profilo tipico della "sportiva", intendo della "sportiva" intesa nel senso di persona che vive per lo sport. Per esempio ho sentito una ragazza dire negli spogliatoi:
"Ieri avevo un sacco di dolori dappertutto, si vede che ho ricominciato da poco" e un'altra che le rispondeva: "Sono dolori piacevoli, ne vorrei avere tanti di dolori così". 
Dolori piacevoli??? In italiano questa figura retorica è detta ossimoro proprio perché sono frutto di due parole contrarie avvicinate per dare un senso paradossale alla frase. Non ho mai avuto un dolore piacevole, per niente. Anche se il mio muscolo ha lavorato e quindi è indolenzito, quello che provo è dolore punto. Le persone che vanno in palestra sono poi delle extra terrestri a loro si blocca la fame. A me aumenta. Questa cosa mi sconvolge perché "la fame" deve essere sempre tanta se si vogliono ottenere dei risultati. I giocatori della Roma si stanno allenando e devono avere fame perché domenica il pranzo potrebbe essere davvero ghiotto e sarebbe un peccato non approfittarne. 
I tifosi romanisti e laziali tacciono, anche se devo ammettere che contrariamente al solito, i secondi parlano molto di più. Ho come la sensazione che la vittoria in Europa League di ieri sera li abbia ricaricati, gli abbia dato coraggio e umore. Bene, così vi voglio. Tanto domenica  allo stadio non  ci sarò. 
Il Guru, tra i suoi precetti, ha sempre ripetuto che quando il derby è "fuori casa" non si va perché non si finanzia la SSLazie mai. E io mi attengo a quando imparato. Qualche volta non ho applicato la regola e devo riconoscere l'enorme sofferenza nel vedere quella Curva Nord piena e scenografica. Da casa però il derby, se possibile è peggio. Le inquadrature saranno impietose. Se l'arbitro Rocchi commetterà dei torti me ne accorgerò subito, se ci segneranno vedrò i gol a ripetizione e i fuori gioco, i falli e i cartellini...oddio che ansia, più ci penso e peggio è. Dovrò mettere in pratica qualche rito: il più antico dei quali è indossare una maglietta, come quella che indossò capitan Giannini, con uno smile che recita Lazio no Grazie!
A volte basta un cimelio come quello per illuderti che sei la prescelta e godi di un'aura di protezione dentro la quale nessun laziale può entrare. Ricordo un Lazio - Roma in solitaria, davanti alla tv (perdevamo 1-0 e poi abbiamo vinto 1-2). Ricordo quelli in compagnia vinti quando tutto sembrava impossibile. Ero in settimana bianca il giorno del  derby  famoso vinto per 1-5 con quattro gol di Montella. E se è vero che Zeman allenando la Roma ha perso 4 derby è anche vero che noi abbiamo perso anche i due derby dello scorso anno e che non esiste un pareggio dal lontano 29 aprile 2007.
Quindi una sola è la certezza : sarà una partita aperta..pronti alle emozioni forti? E per questo che bisogna arrivare preparati.
Oltre alla corsa e alla palestra, come dicevo prima, un altro metodo anti stress è lo shopping. La signora Totti fa spese a NewYork, io on line. Tutto del resto è a misura di portafogli. E sempre sulla scia della moda vogliamo commentare le nuove divise dell'AsRoma? Lo stilista scelto, tale Philipp Plein, è un tedesco, tanto per non farci mancare nulla, che personalmente non mi piace molto, ma devo ammettere che Totti&Co hanno la fortuna di sfoggiare fisici statuari ai quali qualsiasi abito calza a pennello. Quindi in giacca e cravatta sono proprio belli. Bene stemperiamola così, oggi è ancora venerdì. Domani vi voglio in forma perché in campo scendiamo anche noi…

PostScriptumLazie: Sapete che il PostScritpum lo dedico solo ai commenti seri. Ecco dunque: Lotito ha detto che devono vincere. Ergo hanno già vinto...parola di Tacco12.

PostScriptumSchedina: 

Cagliari - Catania         X
Pescara - Juventus        2
Palermo - Sampdoria    1
Chievo - Udinese          2
Genoa - Napoli            X2 
Lazio - Roma               1
Milan - Fiorentina         1X2
Parma - Siena              1X
Torino - Bologna          1  
Atalanta - Inter             2

07 novembre 2012

La settimana di passione ha inizio


Sono in silenzio stampa. Lo sapete del Derby non amo parlare. Preferisco commentare il post Palermo anche se pare che questa partita non ci sia mai stata.
La sensazione che ho, già da domenica allo stadio, è che quella è stata una partita archiviata prima di cominciare. A momenti non importava a nessuno nemmeno di segnare o no.
A fine gara chiedo a Mirko: "Contento?"
Risponde: "Beh, oggi dovevamo vincere"
Perchè le altre volte no? Mi viene da domandare ma sto zitta. Qualcuno, come Christian, se la prende con Destro e con la sua espulsione. Pensare che a metà gara avevo detto le seguenti parole:
"Ascoltami bene" rivolta a Mirko, tanto per rompergli le scatole mentre guarda la partita "Sappi che Destro, anche se oggi non gioca, Domenica prossima sarà l'uomo partita ". 
A Roma qualcuno potrebbe commentare : "'A fenomenooo, ma che te chiamano Cassandra?"
La sciagura, perché di dramma si tratta, non ha tardato ad arrivare. L'attacco titolare ha fatto del suo meglio. Hanno segnato tutti e, considerando i risultati delle partite precendenti, beh questo lunedì è da segnare sul calendario con un cerchio rosso, quello che si usa per evidenziare i grandi eventi.
Miccoli, piccolo e tondo, ha provato a farsi notare ma nulla ha potuto la squadra siciliana, troppo piccola davanti a una Roma devastante per fortuna per 90 minuti interi. E comunque nel mio post schedina di Tacco12  l'avevo scritto...per la prima volta non avevo usato la tripla ma avevo messo 1.
Nemmeno il tempo di godersi il lunedì che le puntate della telenovela TrigoriaS sono ricominciate ricche di colpi di scena, anche se alla fine il colpo di scena è sempre lo stesso: De Rossi è sul mercato o no???
Basta. Facciamola finita. De Rossi è come il Colosseo, voi vendereste il Colosseo perché è tutto nero di smog?
Luned' sera a Sfide è andata in onda una puntata su Fabio Cannavaro. Quando ho visto quanto ha sofferto quando la società Napoli Calcio ha deciso di cederlo al Parma, il pensiero è andato a  Daniele. Cannavaro alla fine è andato via ma non voleva anche se è stata la sua fortuna andarsene, oggi il suo più grande rimpianto e di non aver vinto nulla con la sua squadra del cuore. Daniele non vuole quel rimpianto. Daniele vuole vincere qui e mi auguro con tutto il cuore che questa speranza diventi realtà. Deve scendere in campo e dimostrare lì quanto è importante, davanti a 26 mila innamorati che hanno già comprato il biglietto, sempre che giochi perché ad ora sembra che la sua presenza sia in forse.
Eccola là, sono tornata di nuovo sulla partita di domenica prossima. Eppure di cose importanti in fieri ci sono: per dirne una Obama ha vinto.
Il sogno americano continua e lui commenta come farebbe il nostro Capitano: Il bello deve ancora venire.
E se da una parte c'è uno come Barack che dichiara al Mondo l'amore per sua moglie, dall'altra parte del globo c'è una moglie di un'altro, che inizia con la O e finisce con Svaldo, che chiede rispetto perché mamma delle sue due bambine (una che ancora deve nascere). Che la vittoria di un uomo sia anche nella famiglia? Certo che CapitaN Totti anche in questo sembra essere il numero 1. Sugli spalti domenica ci saranno Ilary e i suoi bimbi (auguri a Christian per il suo compleanno che è stato ieri), farà di tutto per regalare loro una domenica indimenticabile. Consiglio per il morale: le strisce di Charlie Brown...sentite questa:
Linus dice a Piperita Patty: "Oggi ho ricevuto 6 complimenti"
Piperita risponde: "bene sono tanti 6" e Linus: "Si, non capita tutti i giorni di ricevere 6 complimenti e pensa, 2 erano sinceri!" 
Ecco vorrei applicare la massima di Peanuts alla Roma:
"Oggi mi sono capitate 6 occasioni da goal"
"Beh, non sono poche 6 occasioni"
"E pensa 4 sono diventati gol"
Ecco, il segreto è tutto qua, meditate gente, meditate... 

PostScriptumLazie: Tornando al Derby, perché per quanto mi sforzi torno sempre là, abbiamo due speranze: 1. Di segnare più di loro 2.Che giovedì qualche titolare (perché qualche titolare giocherà) si stanchi. Per il resto abbiamo già perso...sono troppo forti...Parola di Tacco12.

06 novembre 2012

Il Diario della Tifosa è in edicola

Da Il Romanista di oggi 6 Novembre 2012

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