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20 gennaio 2014

Avanti tutta!

Gli autori della Vittoria!

Buon inizio settimana a tutti.
La Roma c'è ed è proprio lì, sotto alla prima in classifica con la mano sulla fronte e all'orizzonte la vista della terra. Avanti Tutta!
Non fermiamoci ora che dietro di noi si cominciano a perdere i pezzi.
Il Napoli ieri si è fermato e l'Inter è in caduta libera. Insomma un oceano tra noi e il resto della classifica. Il problema é cercare di superare quella maledetta nave da combattimento che abbiamo davanti, tra noi e la terra ferma.
Il tragitto è ancora lungo e il segreto è non mollare.
Sabato pomeriggio alle 18 contro il Livorno la Roma ha giocato con padronanza e facilità.
Ha insaccato il pallone, nella porta avversaria, meno di quanto avrebbe potuto ed è salita ancora nella classifica.
La Curva Sud, meno piena del solito, ha urlato e gioito ma la testa di noi tifosi era tutta a martedì.
Domani vorrei andare allo Stadio con la stessa sensazione di tranquillità.
Tenuta da Stadio
Dimenticherò i panini, dato che l'ultima volta che l'ho fatto ha portato bene, e continuerò a farmi scaldare dalla sciarpona home made che finora mi ha garantito 4 gol contro il Genoa e 3 contro il Livorno.
"Se continua così martedì saranno due" ha giustamente osservato Mirko..
"Speriamo siano sufficienti" ho risposto.
Insomma, con il Livorno sono andata a cuor leggero.
Troppo difficile perdere contro di loro ma la Juventus, con loro è un'altra storia...la solita mi verrebbe da dire.
Sandro non viene...Diego idem, eppure si parla di 60mila spettatori.
Per un quarto di Coppa Italia l'Olimpico pieno credo non si sia mai visto.
Allora si vedrà in tutto il suo colore, il suo chiasso e la sua forza..perché se a Torino hanno uno stadio loro, Roma ha i suoi tifosi..tutti home made, proprio come la mia sciarpa...Dajeeee!

Post Scriptum Lazie: tra i post che ho visto, a commento sulla vittoria di ieri contro l'Udinese, quello più bello è stato:  "E' tornato Mauri" riferito alla mancata esultanza dei giocatori laziali sul 2-3...comunque la prossima è contro la Juve e la cosa buffa è che molti tra laziali e romansti (esclusa me) per un giorno, tiferanno per la stessa squadra...parola di Tacco12.

23 settembre 2013

Roma - Lazie: con le piccole si vince facile


Il lunedì dopo il Derby vinto è bello come il primo lunedì "dopo un anno di lavoro" per dirla alla Lorenzo. Soprattutto se da mesi vivi l'onta di una finale persa, onta che, badate bene, non viene cancellata ma superata. 
Procediamo con ordine però.
Quelli che il Derby lo soffrono li riconosci subito. Li vedi vagare dalla mattina di Domenica con occhiaie e sguardi assenti. Diventano irascibili per nulla (vedi Mirko) e non mangiano o mangiano troppo. Li vedi partire alle 13 da casa, ma sono pronti già da mezzogiorno. Li vedi carichi, come il sole di settembre che ancora riscalda come fosse Agosto. Quelli che il Derby... li riconosci subito.
Il Derby, soprattutto quello del 22 settembre 2013, è così. Era il Derby che si doveva vincere, non c'era alternativa. Non c'erano forze per pensare a qualsiasi altro risultato. Non c'era pazienza, spazio, fiato. 
No. Ieri, come aveva detto Garcia in conferenza stampa, il derby andava vinto. 
Dato che negli ultimi tempi le scaramanzie non sono riuscite, la forza della disperazione ha preteso di partorire nuove opportunità di superstizione. Dopo la mia settimana benedetta da Papa Francesco (quello vero intendo), un caffè Nespresso Roma, più quello di rito con Antonella, Sandro (che l'ha preso d'orzo perché troppo agitato), Mirko, Christian, Marco e Matteo nel solito bar, è arrivata l'alternativa al percorso da seguire sotto l'ingresso della Sud. Sempre dritto nel centro delle colonne, nessuno slalom a destra dell'ultimo pilone. Dev'essere stato quello a farci vincere. Oppure il nuovo posto,  invece di mettermi seduta terza da destra della scalinata, ho preferito mettermi seconda da destra su una fila più in basso. Pochi accorgimenti ma fondamentali. 
Per non parlare dell'abbigliamento, nel dubbio ho portato tutto: maglia Lazio no Grazie e maglia scudettata di Francesco Totti. Insomma come al solito il mio dovere lo avevo svolto a pennello. 
A differenza dei soliti Derby, questa volta al mio ingresso in Sud vedo la Nord vuota con uno striscione che diceva una cosa tipo..." buon memorial noi ci beviamo 'na birretta e poi entriamo"...una cosa così di quelle che ti dovrebbero far arrabbiare ma che a me hanno solo fatto tirare un sospiro di sollievo. Vedere la Nord vuota è un piacere di gran lunga superiore a quello di vederla piena. 
Sono le 14 e qualche minuto, quando la squadra entra in campo per allenarsi.
"Morgan De Sanctis è proprio scocciato" commenta Mirko quando il portierone passa sotto la sud e i distinti mimando con le mani il gesto di alzare la voce. 
La Curva C'è e lui e molti altri nuovi giocatori la vedono per la prima volta. Un'emozione. Il dodicesimo uomo in campo è arrivato, magico e splendido, addirittura vestito da una coreografia ( o scenografia per i puristi della lingua ) inaspettata. 
All'ingresso in campo delle squadre per l'inizio della partita, dopo aver cantato Campo Testaccio e Roma Roma, la Curva si veste d'oro e porpora e di vessilli e dice a una Curva Nord assente e muta, la più dura delle verità: 
Il MIO NOME E' IL SIMBOLO DELLA TUA ETERNA SCONFITTA : a.s. ROMA
La partita ha inizio. Tra gli spalti c'è chi guarda e chi no. C'è chi sente nelle cuffiette, chi strappa  nervoso pagine di giornale. Il primo tempo di questa squadra, si sa, parte sempre un po' male. La Lazio è ben piazzata, me l'aspettavo fortuna su Candreva c'è la doppia marcatura. 
"Balzaretti da solo non gliela fa'!" è stato questo il ritornello di tutta la settimana. Già Balzaretti, croce e delizia di questa Roma e del mio fantacalcio (per scaramanzia l'avevo messo in tribuna), Balzaretti che invece da' a tutti (compresa me) una lezione: basta correre quando è necessario...anche poco ma bene. 
Grande Balza, che nel momento in cui aveva preso un palo e dagli spalti mi ha fatto pensare "ci risiamo", si è rimesso in piedi e ha trafitto Marchetti. Federico che è corso in Sud ed è tornato in campo asciugandosi le lacrime "Perché Daniele piangeva e ha fatto piangere pure me". 
E pure noi, a tutti. Nemmeno me lo ricordo come ho esultato, so solo che ho visto un 1 sullo schermo e finalmente ho sentito svanire quella sensazione d'ingiustizia che portavo dentro da mesi. 
La partita a quel punto diventava più tesa che mai. Da buona romanista ogni presagio oscuro prendeva forma nella mia mente. 
"Se non chiudiamo questa pratica c'è il rischio di una beffa" come Castroman, anni indietro ci insegnò. 
Concentrati dunque. La Curva è grande. La Curva è oltre. 
Arriva fino a casa di papà e mamma. Arriva a Torino dove zio Bri è scappato prendendo un treno alle 8 pur di evitare lo stress del derby. Arriva da Flavio nel giorno del suo ventiduesimo compleanno festeggiato davanti alla partita. Arriva alla reception dove mia sorella Claudia lavora e mi manda un messaggio per sapere come procede, con più grinta e tifo del solito da quando si è lasciata con il suo ex laziale. La Curva arriva anche da Fabiana, che divide casa con un marito juventino. Alla Garbatella da Alma, che la vecchiaia ha fermato nel fisico ma non nel tifo. Arriva a Salerno dove Serena ritrova qualche ora di svago e gioia. Arriva fino a Piccadilly Circus a Londra, invasa da tifosi giallorossi. 
La Curva arriva sulle montagne dove Giulia ed Elena Vittoria simpatizzano per la mia squadra. A Genova dove Guja ha la Roma nel cuore perché mi vuole bene. La Curva è ovunque ci sia un cuore. 
E' oltre lo Stadio e a concentrarci siamo in tanti, romanisti e gente di buona volontà, quella che non c'è più e guarda da lassù.  
A volte basta il pensiero, si dice, e così è stato. 
Così, quando nei minuti di recupero, Ljajic ha trasformato il rigore in un raddoppio  è scoppiata la gioia che attendeva di evadere dal 13 marzo 2011 quando la Roma vinse con una doppietta di Francesco, non il Papa lui è stato eletto sempre il 13 marzo ma del 2013. Coincidenze di Roma, viene da osservare. 
Grazie Roma accompagna squadra e allenatore in una corsa sotto la Sud. L'allenatore sul quale avevo detto di pronunciarmi solo dopo il 22 settembre, perché prima di tutto andava vinto il derby. 
E allora adesso lo posso dire: Garcia è un grande allenatore, uno che ha rimesso la Chiesa al centro del Paese. Certo con un Francesco in squadra l'impresa sembrava facile. Bravo lui e bravi tutti!
A fine gara telefonata a papà e a Fabiana. Poi Antonella si mette a ridere per un messaggio che gli ha mandato Luca, il fratello: 
"Nun c'è niente da fa' quest'anno con le piccole se vince facile"...quanto c'ha ragione...parola sua e di Tacco12.  

PostScriptumLazie: Vi ostinate a chiamare Memorial un derby che, comunque, valeva 3 punti... a tal proposito non sentite un venticello strano? Le temperature sono calate di botto. 

27 maggio 2013

26 Maggio 2013: quanto è brutto er Niente

- ER NIENTE - 

E capita che la mattina te svegli e non te ricordi se quello che te crea tanto malumore è stato solo un incubo o è successo davvero. Basta poco a capillo, infatti te torna tutto in mente appena t' affacci alla finestra e vedi sventolà, dal balcone del palazzo proprio davanti a te, una bandiera che c'ha i colori che non sono quelli della squadra tua. Allora abbassi lo sguardo ma è peggio, perché trovi 'na bandiera brutta uguale pure al piano de sotto. Pensi che è il caso di chiudere la finestra, bere un caffè e decidere se andare a lavorare o meno. 
Sarà una giornata molto dura. Molto. Però tu sei 'na professionista e allora te vesti e cerchi de supera' quel mal di stomaco disturbatore. Salti in vespa con il viso triste e un abbigliamento grigio. Speri quasi che non ci sia nemmeno er sole ma per fortuna lui c'è. Entri a lavoro quatta, quatta, come 'n sorcio che ruba er formaggio. Prendi possesso della tua postazione e speri che nessuno se ricordi de te, almeno oggi, almeno per un giorno.
Capita però che nel fare il  tragitto incontri un laziale che : "Non te dico niente" e 'nvece t'ha detto tutto. 
E una collega a cui non frega nulla però ci tiene ad avvisarti che 'naltro malato come te de Roma oggi : 
"S'è buttato secco" ossia malato.
Allora ce ridi un po' su, su una disgrazia che poi essendo sportiva è comunque 'na disgrazia relativa. Quello che te manda in bestia e che era l'unica partita che bisognava giocare e vincere. L'unica. 
Parti da casa con 'na tensione, che invece nasce dal giorno stesso che hai saputo che devi andà a ffà la finale proprio con la Lazio, in casa con il tuo peggior nemico. Arrivi prima allo stadio,sopporti tutto, pure 'n cinese ballerino che vorrei sapé che male abbiamo fatto per dovercelo subire. Sopporti l'inno Nazionale, anche se a giocare non è l'Italia e pure se la Coppa e d'Italia tu vorresti sentì l'inno tuo, perché l'inno tuo te fa' senti' forte e unico. 
Sotto la  Curva si riscalda la squadra . "C'hanno certe facce" commenta Marco. Già, c'hanno le facce nostre e questo non è mai un buon segno. Inizia la partita, ma inizia??? Perché la Roma mai come in quest'occasione non ha giocato a calcio. Avessi visto 'na azione, 'n angolo, 'na punizione. 
"Aspetta, abbi fede" te dici dentro, mentre quelli, che non so' i giocatori tuoi, te d'anno l'idea che la palla la prendono a calci un po' mejo. Allora te convinci che il secondo tempo sarà migliore, che magari entra Osvaldo (visto che Destro 'na strusciato 'na palla) e che alla fine tutto sarà come deve da esse del resto: "Nun se po perde 'sta partita giusto? Nun se po proprio" Antonello ne è convinto e cerca il mio assenso che arriva con un cenno della testa. Fosse almeno per statistica il Derby dovevamo vincerlo noi, anche se quel non c'è due senza tre riferendolo alle finali di Coppa Italia perse dalla Roma, mi continuava a ronzare in testa da parecchio tempo e infatti.  
Insomma inizia il secondo tempo e nulla cambia. Pure l'orologio pare essersi fermato.
"Prendi il tempo" faccio a Mirko come se controllando il tempo potessi decidere di soffrire di più o di meno.  Il sole è leggermente calato, e per fortuna, dato che tutto il primo tempo me lo sono visto con il riflesso della Curva Sud e della mia faccia sulla vetrata che separa la Curva dalla Montemario. Con il senno de poi era pure mejo che il sole c'era ancora, perché almeno non vedevo quel gol che al 70' ha gelato mezzo stadio. "Ma come ha segnato? Ha segnato?" e allora vedi che mancano 20 minuti e pensi che il Manchester United ha vinto 'na Champions League in 2 minuti e allora tu (che te senti tanto Manchester) ce la poi fa'! che nun ce la poi fa'??? non è possibile no? Ora je la faranno vede' de che stoffa è fatta la Roma...je la faranno vedé te dici ma continui a non vede' Niente, anzi si. Dopo appena un minuto 'na traversa, 'na palla che forse è entrata, mi sa di no e poi? e poi er Niente. Poi er Niente. La Roma non c'è e l'allenatore butta dentro Osvaldo ma è tardi, troppo tardi. Te torna in mente che 'n sei il Manchester, che i miracoli capitano solo agli altri. 
Guardi i quattro minuti di recupero, speri che accada 'n miracolo eppure se sa' che i miracoli so' rari...ma tu ce speri perché senti che c'hai diritto porcaccia la miseria a 'n miracolo. Er Niente. O forse si, perché la Coppa l'alza la Lazio e allora pe' loro er miracolo c'è stato e vaglielo a spiegare all'Onnipotente che ha sbagliato lato? 
Mentre t'avvii all'uscita prima del fischio finale fai 'n tempo a manda' qualche maledizione a te che vai allo stadio e a loro che so' dei disgraziati. 
"La cosa che me rode è perde co' 'ste pippe" è l'unica dichiarazione che rilascia Mirko a fine partita, ed è in quel momento che divento 'na bestia. Basta prenderci in giro, basta! E' proprio perché ce raccontiamo balle che alla fine ce rimanemo peggio. La Lazio è più squadra. La Roma ha degli individui più forti ma se questi non fanno la differenza, non giocano insieme, è 'na squadra de Niente. 
E' brutto er Niente. Er Niente non se acchiappa e non se vede. Er Niente è come 'n omo senza fede. 
La Lazio è 'na signora squadra e come tale andava affrontata e 'nvece ora ce resta l'amarezza de 'na stagione iniziata male e finita peggio. Er Niente è quello che abbiamo raccolto alla fine de quest'anno. Er Niente è quello che c'aspetta per la prossima stagione. Er Niente è brutto come la fame ed è un male che se poteva evitare. Ritorni a casa e mangi un po' di dolci per appagare quella fame che nessuna vittoria t'ha dato di soddisfare.
Per ironia te guardi un film sul Liverpool e la Coppa dei Campioni (però contro il Milan) e pensi che al masochismo romanista non esistono limitazioni. 
Er vero dramma sta nel nome che porta addosso la squadra per la quale tifiamo, quello è la vera croce nostra e dell'aquillotto. Infatti la Lazio può vince quanto je pare ma se non te chiami Roma c'hai poco da fare. Mentre per il Romanista il problema è inverso, te senti un gladiatore di un impero pure se questo è un impero che ha perso, pure se brucia e tu ce bruci appresso....

chi ama non perde mai
PostScriptumElezioni: per diritto di cronaca oltre a Marchini la prossima volta la Curva Nord se la prendesse pure con il candidato del Movimento a 5 stelle, stava in Curva Sud vicino al posto mio...come mai saranno tutti romanisti???

PostScriptumStriscioniCurvaNord: I laziali hanno sfoggiato citazioni di Tito Livio, Trilussa e usato il nome di Collodi...(con tanto di asterisco e spiegazioni) Bravi, bella la curva, bello lo striscione, bello tutto... avete imparato a copiare vi faccio le mie vive congratulazioni ma quanti derby dobbiamo aspettare per vedere una frase che non sia una citazione? Cari laziali in quante cose siamo lontani: c'è chi copia e c'è chi crea è sempre una questione di stile...parola di Tacco12.

09 aprile 2013

Contro la Lazie, solo Totti


Le avrei perdonato tutto. Tutta una stagione, forse due, buttate all'aria. Le avrei perdonato le serate di freddo e pioggia; la sconfitta 2-3 per mano del Bologna e dell' Udinese in casa. Il 3-2 con il Parma fuori casa. L'1-0 alla fine dei 90' minuti a Verona con il Chievo. L'umiliazione a Torino contro la Juventus e quella a Napoli. Il Derby dell'andata. La sconfitta di Catania. La drammatica partita contro il Cagliari. Quella del 3-1 per mano della Sampdoria e quella che ha visto la rinascita del Palermo. Le ho dette tutte...ed ero pronta a perdonarle tutte per la partita dell'anno. Poi li ho visti scendere in campo e ho capito che, come sempre, uno solo meritava d'indossare la maglia giallorossa. Sempre lui. 
Ho passato la mattinata tranquilla, poi nel pomeriggio mi è iniziata a salire l'agitazione.
"Non andiamo tardi! Voglio arrivare per il giro di campo di Del Vecchio e Da Costa" incalzava Mirko alimentando la mia ansia. Odio arrivare troppo presto allo stadio, fin quando sono a casa faccio in modo di non pensarci ma quando arrivo lì. Tutti prendono il caffè, tranne me. Già dato. A casa ne ho presi almeno 4. due all'aroma Roma di Nespresso, come da copione, per una scaramanzia che non conosce freno. Prima di uscire faccio la lista dei riti praticati:
- Panini, presi
- Passata da Pierlugi sabato per saluto settimanale (s'è negato) ma io ci sono passata lo stesso
- Caffè Roma presi (due per sicurezza, contro la Lazio non si sa mai)
- Maglietta Derby ...mi manca...
Così, come una pazza, ho iniziato a cercare la maglietta "LAZIO NO GRAZIE" per tutta casa. Trovata e indossata, delle serie ho fatto tutto il possibile. 
La cosa strana era che non avevo alcun presentimento. Il Guru anche non si era sbilanciato, incrociato nel garage il pomeriggio, dopo aver parcheggiato il motorino, mi parlava e poi di botto si aveva riindossato il casco pronto a montare di nuovo in sella. Poi si era fermato. 
Gli dico: "Ma dove vai, sei appena arrivato?"  Ride. Si toglie il casco e mi risponde: "So' 'n po' nervoso, ho la testa fra le nuvole". 'Namo bene. 
Intorno alle 19 si decide di andare. Christian era a fare passeggiate solitarie dall'ora di pranzo. La sottoscritta vegetava come un malata mentale che ogni tanto rifletteva ad alta voce ripetendosi: "Non possono vincere anche questo derby".
All'Olimpico, nonostante la guerriglia e gli accoltellati, come i madia hanno messo in evidenza (sotto la Sud non c'era assolutamente nulla), ci arriviamo dopo la mini maratona di Primavera dato che i motorini li abbiamo dovuti lasciare a diversi km di distanza.
Dopo aver applaudito al saluto di Del Vecchio e Da Costa sotto la Sud, mi concentro sull'incontro. Dopo gli inni la Curva Nord srotola la sua coreografia e rosico, sono anni che la Curva Sud non si veste a festa e mi dispiace. Fosse niente...15 minuti ed ecco quello che non avresti mai voluto considerare: la Lazio in vantaggio. 
Non ho più l'età. Ha ragione Zio Bri, con il tempo si peggiora. Prendo la borsa, mi alzo e me ne vado sotto lo sguardo sconcertato di Mirko. 
Una volta scese le scale del settore mi siedo sul muretto vicino alla fontanella, chiamo mia sorella Fabiana e le dico: "Fammi la telecronaca" 
Quella è sgomenta: "Ma non stai allo stadio?" 
In effetti è brava, meglio di Caressa, mi racconta un po' di partita ma era sempre in ritardo, quindi io sentivo delle urla e le facevo: "Che è successo?" e lei: "Niente...aspetta ah, si adesso..." 
E così per una ventina di minuti. Poi trovo il coraggio di tornare al mio posto. Su un WhatUp ritardatario una mia amica mi chiede a che ora inizia la partita. L'avrei ammazzata. Ecco, donne che di calcio non v'interessate, sappiate che se c'è una domanda che fa andare fuori di testa un qualsiasi tifoso è: "Dove sei?" o "A che ora inizia ?" se la partita in questione è il Derby, figurarsi se si sta perdendo il quarto derby degli ultimi due anni quanto mi potevano girare a me! 
Il secondo tempo inizia e mi attacco alla cioccolata. Quando il Profeta va sul dischetto penso che nessuno ci può salvare. La partita è segnata. Abbasso lo sguardo e sento un boato. 
"Ma quanti sono questi laziali? Al primo gol sembravano di meno". 
E infatti erano i romanisti: rigore sbagliato...L'aveva sbagliato! E allora ho capito che c'era speranza. E così, pochi minuti e sul dischetto ci finisce il Capitano. Guardo o non guardo? Se tira Francesco io guardo sempre, fiera. E lui non mi tradisce mai. Lui non tradisce mai nessun tifoso romanista. E salta, esulta, gode come un maiale e pure noi. Poi arriva si arriva al 90' sempre con quella speranza giallorossa di vincere che puntualmente non si realizza e allora speri almeno di non perdere. 
Marchetti passa tutto il secondo tempo a perdere tempo. La Lazio è fallosa e rimane in 10 ma la Roma non ne approfitta. Finisce con un pareggio, che è sempre meglio che una sconfitta ma ti lascia insoddisfatto. 
"Va bene così, prove per la Finale" dice il Guru. Già la Finale, sempre che ci si arrivi, ma a questo punto ce lo devono. Una coppa per salvare una stagione e a chi dice che un portaombrelli gli rispondo che quest'anno è piovuto tanto, meglio avercelo...parola di Tacco12.


PostScriptumDiStile: Parliamo di Stile. Iniziamo con sua maestà Balotelli, quello che  Totti ha preso a calci. Si è preso tre giornate di squalifica per aver preso a belle parole l'arbitro. Complimenti, come sempre. E finiamo con il Derby. La Lazie ha ottenuto: un' espulsione, un rigore sbagliato, tre capitani in 90 minuti e un giocatore che dice Roma Merda sotto la Curva...caro tifoso laziale, c'hai pure il coraggio di parlare stile e di dire che il nostro Capitano è un coatto? Al prossimo Derby propongo colluttorio gratis sotto la Nord...parola di Tacco12.

10 novembre 2012

Appuntamento con la Lazio: pronti con stile


Voglio farvi una domanda: siete pronti? Vi siete preparati?
Per quel che mi riguarda sto facendo del mio meglio.
Oggi palestra e domani, se ci riesco, corsetta. Voglio potermi dire: ce l'ho messa tutta. Io al fatidico appuntamento con la stracittadina voglio arrivarci in forma e preparata. 
In realtà la mia è una grande fatica dato che mi accorgo di essere molto diversa dal profilo tipico della "sportiva", intendo della "sportiva" intesa nel senso di persona che vive per lo sport. Per esempio ho sentito una ragazza dire negli spogliatoi:
"Ieri avevo un sacco di dolori dappertutto, si vede che ho ricominciato da poco" e un'altra che le rispondeva: "Sono dolori piacevoli, ne vorrei avere tanti di dolori così". 
Dolori piacevoli??? In italiano questa figura retorica è detta ossimoro proprio perché sono frutto di due parole contrarie avvicinate per dare un senso paradossale alla frase. Non ho mai avuto un dolore piacevole, per niente. Anche se il mio muscolo ha lavorato e quindi è indolenzito, quello che provo è dolore punto. Le persone che vanno in palestra sono poi delle extra terrestri a loro si blocca la fame. A me aumenta. Questa cosa mi sconvolge perché "la fame" deve essere sempre tanta se si vogliono ottenere dei risultati. I giocatori della Roma si stanno allenando e devono avere fame perché domenica il pranzo potrebbe essere davvero ghiotto e sarebbe un peccato non approfittarne. 
I tifosi romanisti e laziali tacciono, anche se devo ammettere che contrariamente al solito, i secondi parlano molto di più. Ho come la sensazione che la vittoria in Europa League di ieri sera li abbia ricaricati, gli abbia dato coraggio e umore. Bene, così vi voglio. Tanto domenica  allo stadio non  ci sarò. 
Il Guru, tra i suoi precetti, ha sempre ripetuto che quando il derby è "fuori casa" non si va perché non si finanzia la SSLazie mai. E io mi attengo a quando imparato. Qualche volta non ho applicato la regola e devo riconoscere l'enorme sofferenza nel vedere quella Curva Nord piena e scenografica. Da casa però il derby, se possibile è peggio. Le inquadrature saranno impietose. Se l'arbitro Rocchi commetterà dei torti me ne accorgerò subito, se ci segneranno vedrò i gol a ripetizione e i fuori gioco, i falli e i cartellini...oddio che ansia, più ci penso e peggio è. Dovrò mettere in pratica qualche rito: il più antico dei quali è indossare una maglietta, come quella che indossò capitan Giannini, con uno smile che recita Lazio no Grazie!
A volte basta un cimelio come quello per illuderti che sei la prescelta e godi di un'aura di protezione dentro la quale nessun laziale può entrare. Ricordo un Lazio - Roma in solitaria, davanti alla tv (perdevamo 1-0 e poi abbiamo vinto 1-2). Ricordo quelli in compagnia vinti quando tutto sembrava impossibile. Ero in settimana bianca il giorno del  derby  famoso vinto per 1-5 con quattro gol di Montella. E se è vero che Zeman allenando la Roma ha perso 4 derby è anche vero che noi abbiamo perso anche i due derby dello scorso anno e che non esiste un pareggio dal lontano 29 aprile 2007.
Quindi una sola è la certezza : sarà una partita aperta..pronti alle emozioni forti? E per questo che bisogna arrivare preparati.
Oltre alla corsa e alla palestra, come dicevo prima, un altro metodo anti stress è lo shopping. La signora Totti fa spese a NewYork, io on line. Tutto del resto è a misura di portafogli. E sempre sulla scia della moda vogliamo commentare le nuove divise dell'AsRoma? Lo stilista scelto, tale Philipp Plein, è un tedesco, tanto per non farci mancare nulla, che personalmente non mi piace molto, ma devo ammettere che Totti&Co hanno la fortuna di sfoggiare fisici statuari ai quali qualsiasi abito calza a pennello. Quindi in giacca e cravatta sono proprio belli. Bene stemperiamola così, oggi è ancora venerdì. Domani vi voglio in forma perché in campo scendiamo anche noi…

PostScriptumLazie: Sapete che il PostScritpum lo dedico solo ai commenti seri. Ecco dunque: Lotito ha detto che devono vincere. Ergo hanno già vinto...parola di Tacco12.

PostScriptumSchedina: 

Cagliari - Catania         X
Pescara - Juventus        2
Palermo - Sampdoria    1
Chievo - Udinese          2
Genoa - Napoli            X2 
Lazio - Roma               1
Milan - Fiorentina         1X2
Parma - Siena              1X
Torino - Bologna          1  
Atalanta - Inter             2

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