TinyDropdown Menu

27 febbraio 2015

Feyenoord - As Roma 1-2 e la previsione di Capitan Totti continua...

 
Feyenoord - As Roma 1-2: il primo gol di Adem Ljajic

Feyenord - As Roma 1 - 2 : il gioco continua...


Qualche giorno fa avevo iniziato il post sul dopo Hellas Verona - Roma con la seguente considerazione:
"Trovare le parole per consolare qualcuno tradito dal suo amore a volte può essere davvero difficile. Soprattutto se il primo a sentirsi ferito è chi deve consolare, perchè l'amore per la Roma è oltre la comprensione di qualcuno che non sia tifoso. A volte è oltre la comprensione dello stesso tifoso al punto che se qualcuno ti chiede: "Ma chi te lo fa fare?"
Poi mi ero fermata, incapace di scrivere considerazioni originali su quanto stava accadendo alla mia Roma. Così non avevo pubblicato il post in attesa che la partita di Europa League mi desse qualche spunto.

Impeccabilmente, dopo Feyenoord - As Roma 1-2, con gli spunti arriva anche la risposta alla domanda che poco sopra mi sono posta: ma chi me lo fa fare?
Il calcio me lo fa fare. Un gioco in cui si può vincere e perdere, si può avere fortuna o sfortuna, si può morire e risorgere.

Se nell'incontro di Verona, l'unico che meritava la mia nota di merito, era l'immenso Capitano Francesco Totti che al minuto 25' aveva segnato il suo gol n. 240 portando la Roma in vantaggio, in quel di Rotterdam voglio parlare di tutti, perchè finalmente ha giocato una squadra.

Feyenoord - AsRoma 1-2 : finalmente gioco di squadra

Il segreto della vittoria

La partita di Rotterdam ha dimostrato due cose: 1. Quando l'As Roma gioca da squadra, vince;
2. L'As Roma non ha dimenticato come si gioca e questa è la notizia più notevole. 
Certo non è stata una Roma impeccabile, ma nel complesso ha gestito una gara difficile, in un ambiente ostico e in uno stadio dove il Feyenoord non aveva mai perso. 
Il tutto con un atteggiamento maturo, che non ha ceduto alle provocazioni, e che l'ha premiata facendole guadagnare 3 punti e un passaggio di turno che, in questo momento, era fondamentale. 

Ogni maledetto giovedì

Ogni maledetto giovedì lavoro al ristorante di famiglia Armando Al Pantheon, del resto tra una cameriera e una giornalista la differenza è minima (se non per il trattamento economico che per il cameriere è migliore ovviamente). 
Potete immaginare cosa significhi per una famiglia di malati romanisti non vedere la partita? Qualche volta già ve ne ho parlato ma vi assicuro che ogni volta è un'agonia.
La tensione è sempre altissima, soprattutto se si gioca in Europa e se le altre squadre italiane si stanno qualificando tutte. Inoltre considerando il periodo poco "felice" della Roma, è ovvio che l'umore non sia proprio alle stelle.
In cucina zio Fabrizio è talmente agitato che non vuole sapere nulla, mentre mio cugino Flavio si sintonizza con il cellulare sulla frequenza radio che trasmette il match. 
Il mio via vai, dalla cucina alla sala, non mi permette di cogliere nessuna notizia. Ogni tanto chiedo frettolosamente a Flavio: "'Mbè come va?" e lui mi risponde con un: "Totti palonetto fuori" e dopo qualche minuto "Totti palo"!
"Eh cavolo però! Allora c'ha ragione papà siamo pure sfigati!!!" Papà che, da romanista malata, ha preferito una serata al teatro senza sapere cosa si sarebbe perso.
Zio mi azzittisce : "Non comincià adesso!"
E chi comincia??? Mi defilo in sala alla ricerca di piatti da alzare, di dolci da consigliare e caffè da distribuire. 
Intanto dalla radio si sentono solo fischi, tanti fischi, assordanti, fastidiosi, fino al minuto 47 del primo tempo quando Ljajic segna e allora ai fischi, si sostituisce un unico e fragoroso urlo di gioia del radiocronista. L'ansia si rompe e, in quel momento, quell'urlo interpreta lo stato d'animo di tutti noi all'ascolto. 
Salgo in cucina (scrivo salgo perchè ci sono 3 scalini che dalla sala conducono alla cucina a "vista") e mi nascondo nell'angolo, dove si trova mio cugino per un'esultanza muta ma tanto liberatoria. 
Il primo tempo termina così con Fabio, il cameriere di sala, che chiede: 
"Che succede? Chi ha segnato? Che dice Mirko (infatti Mirko di solito mi aggiorana via whatsapp)?" per poi commentare a risultato positivo raggiunto: 
"Tanto lo sapevo". 
Eppure a me quando la Roma segna la gioia dura un attimo. Vorrei che la partita terminasse, che tutto si concludesse all'istante perchè l'ansia mi uccide. 

Feyenoord - As Roma 1-2: il raddoppio di Gervinho


Il secondo tempo riprende sommerso da fischi. 
Il radiocronista parla di oggetti in campo e Mirko mi scrive di "partita cattiva" e "continue provocazioni da parte dei giocatori del Feyenoord". 
All'ansia si unisce un po' di preoccupazione: Perchè una partita di calcio deve trasformarsi in un incontro di pugilato?
Pochi minuti e Flavio mi avverte che la partita è sospesa.
Sospesa? E fino a quando? Dieci minuti non passsano mai. Dalla radio si sente di nuovo qualche fischio e una voce che descrive il gioco. 
Flavio è serio e mi comunica che il Feyenoord ha pareggiato
Non ci voglio credere. Questi hanno avuto un comportamento inadeguato in trasferta, oggi tirano oggetti in campo fermando una partita e tutto è "normale"? Magari passano pure il turno? 
Non parlerò di questo perchè non voglio rubare la scena alla festa... quindi proseguiamo.
Flavio dice che tanto la Roma fa ricorso ma l'assurdità della situazione m'innervosisce, senza considerare che dal minuto 9', esattamente quando la partita è stata sospesa, il Feyenoord giocava in 10 per l'espulsione di uno che ho soprannominato Tè Verde, per l'assonanza del suo nome alla bevanda, ironia della sorte nota per le sue doti calmanti.
Scendo di nuovo in sala. 
Meglio sparecchiare e scambiare qualche chiacchiera con i clienti. 
Dalla cucina trascorrono pochi minuti e si affaccia Flavio che, con le mani infilati nei guantoni gialli di gomma per pulire i piatti, mi indica un 1 con la destra e un 2 con la sinistra. Sorride e il nome di Gervinho arriva fino a Piazza del Pantheon. 
Ora bisogna solo tener duro. 

Appuntamento a lunedì sera

Quando l'arbitra fischia è finalmente vittoria. E allora a quel paese i mulini, i tulipani, gli zoccoli di legno e la sirenetta. A quel paese l'Olanda e la paura, la sfiga e la violenza. 
La Roma ha ritrovato un po' di quella fiducia che era sparita. Ha capito che l'Europa League si può fare, che la squadra non è sparita, che la vittoria ha un gusto più buono della sconfitta o del pareggio. 
Ed è fondamentale che tutto ciò sia successo alla vigilia di una partita tutta da giocare, di una rivincita tutta da vincere. 
Nel calcio ci sono match che durano 90' e match che durano una vita. 
Roma - Juventus è uno di quei match. L'As Roma lo sa e dopo la vittoria di ieri ne è certa: As Roma - Juventus è  pronta per essere giocata. 
Lo ha detto anche Capitan Totti ieri in conferenza stampa e in Totti we trust.
La vendetta va servita fredda... alle 20.45 di un lunedì 2 Marzo 2015, in uno stadio Olimpico pieno. Loro contro noi. 11 contro 12 e questa volta non basteranno 3 gol in fuori gioco per vincere.


20 febbraio 2015

As Roma - Feyenoord 1-1: #SiamoTuttiLaBarcaccia

As Roma - Feyenoord 1-1 ; #SiamoTuttiLaBarcaccia

 

As Roma - Feyenoord, un pareggio ma solo sul campo.


Solo chi ha una coscienza e un'amore incondizionato per il nostro Paese e per la sua città, può capire il mio stato d'animo nello scrivere questo pezzo. 
Ho una tazza di tè fumante a fianco al mio pc per cercare di sedare i crampi alla pancia e allo stomaco che mi assediano da ieri. 
La Roma gioca una competizione europea, l'Europa League, e lo fa spalancando le sue porte ai tifosi ospiti e questi, da due giorni, la mettono sotto assedio e tutti glielo lasciamo fare. 
Hanno violentato Roma nostra sotto i nostri occhi e noi non li abbiamo fermati. 
Immobili, con gli sguardi pietrificati da un terrore che non può appartenere a un popolo la cui "ferocia" e "forza" sono state per secoli segni distintivi di un dominio indiscusso in Europa e nel Mondo. 
Le mie parole non vogliono essere da esortazione alla violenza ma semplice reminiscienza di un'anima combattente che tutti abbiamo perso: sia noi come popolo italiano, sia i giocatori come "gladiatori" in campo. A chi si paralizzano gli occhi, a chi le gambe. 
Un popolo che "non è in salute" e  che, nella sua malattia, si crogiola come un bambino influenzato che esaspera i suoi lamenti pechè il rientro a scuola sia il più tardi possibile. 

Quanto ancora, quanto ancora questa messa in scena dovrà durare? 

Gli Olandesi arrivati per vedere una partita di calcio e finiti protagonisti di deprecabili azioni, con una multa di 45 mila euro a testa per aver rovinato la Barcaccia di Piazza di Spagna, non erano tifosi
Erano teppisti, gli stessi che in varie quantità occupano le curve di tutte le tifoserie. 
Gli stessi che, ogni prefettura, conosce a memoria e studia e scheda sistematicamente. 
A questo punto l'unica cosa che c'è da chiedersi è : perchè questa gente non viene "bloccata"? 
Qual è l'interesse invisibile che si nasconde dietro questa "leggerezza" che si perpetra regolarmente ogni volta?

As Roma - Feyenoord 1-1, il gol al 22' pt di Gervinho


La partita

Ieri sera era il mio turno al ristorante. Nessuna televisione o radio accessa, solo una voce a balzi che, di tanto in tanto, usciva dal telefonino di mio cugino Flavio. 
Il gol di Gervinho, gridato a più non posso mi aveva rimesso in pace con il mondo, almeno per qualche momento. 
"Lo vedi quanto sono cretini? Erano solo orfani di Gervi! Ma puo' una squadra essere dipendente da un giocatore?" Poi ho pensato a Totti e "si" mi sono detta " certo che può! Del resto in un ristorante quando manca lo Chef è un problema, perchè non può esserlo quando manca un giocatore in una squadra?" 
Domande e risposte che il mio cervello si dava in una serata assurda, in cui il Prefetto di Roma ha disposto di non vendere, nè somministrare alcolici a nessuno fino alle 24.00. 
Potete immaginare per un ristorante cosa significhi? Provvedimento a dir poco assurdo per le modalità con cui è stato applicato e richiesto.
La Roma finiva il primo tempo in vantaggio e c'era ancora qualcosa da sperare. 
Per esempio, che lo scempio compiuto da quei tifosi olandesi irrispettosi potesse essere in parte cancellato con una bella lezione di calcio. Sarebbe stato troppo semplice e soprattutto troppo normale. 
La Roma non è una squadra "normale", non ci s'innamora di una normale. E' piena di contraddizioni, di eros e thanatos, di pulsione per la vita in quantità uguale a quella per la morte. 
Così, è durante il secondo tempo che Fabio, il cameriere di sala  mi passa a fianco sussurrando qualcosa. Presa da miei pensieri non l'ho nemmeno ascoltato. 
Quando raggiungo la cassa, Mario, mio cognato, mi dice che la Roma pareggia 1-1. 

Il mio personale calvario

"Ma come cazzo è possibile??? Quanto tempo manca???" 
Ogni tanto mi affaccio in cucina, cercando nella voce che viene dal telefonino di Flavio e dallo sguardo di mio cugino, un cenno di speranza. Nulla. Sento solo fischi, tanti fischi e lo stomaco mi si fa piccolo e la rabbia mi assale. 
Fischi come pugnalate, come calci distribuiti per tutto il corpo, perchè fischiare la propria squadra è un dolore enorme. 
Come padre quando deve dare uno schiaffo al proprio figlio perchè capisca che certe cose non si fanno. 
Ecco la Roma certe cose non le deve fare
E come un padre o una madre ti viene da dirle di non farle soprattutto per lei stessa, perchè si fa del male da sola e ne procura agli altri. 
Fischi senza applausi e mentre i minuti scorrevano, si concretizzava la convinzione che nessun risultato sarebbe cambiato e che, anche questa volta, la Roma che aspettavi si era persa chissà dove e chissà perchè. 

As Roma - Feyenoord, 1-1; Alessandro Florenzi


Florenzi e Garcia e quel "come sempre"

Alessandro Florenzi e Mister Rudi Garcia del resto avevano detto di crederci. 
"Venite a sostenerci, daremo tutto come sempre". 
Era quel "come sempre" che non mi convinceva e adesso tutti ce l'hanno con loro. Eppure lo avevano detto "come sempre" e hanno tenuto fede alla loro promessa. 
La Roma non vince da novembre e "come sempre" ieri non ha vinto. Adesso rimaniamo nel limbo una settimana, con discussioni legate allo sport e al teppismo, alla Roma in crisi e a una partita in trasferta da vincere in uno stadio, quello del Feyenoord, dove la squadra olandese non perde praticamente mai. 

AsRoma - Feyenoord 1-1, #SiamoTuttiLaBarcaccia


#SiamoTuttiLaBarcaccia
 
Vorrei lanciare il mio hashtag #SiamoTuttiLaBarcaccia
Credo che la Barcaccia di Piazza di Spagna in questo momento rispecchi anche l'As Roma. 
Metà in acqua, metà alla deriva. 
Bellissima, dopo un'estate passata a restaurarsi, eppure di nuovo sfregiata, senza nessun motivo se non quello di essere priva di un comandante che la difenda e la tragga in salvo.

16 febbraio 2015

As Roma - Parma 0-0: Pierrot, Lady Gaga e chissà...

As Roma - Parma 0-0, una partita triste come Pierrot

 

As Roma - Parma 0-0, una brutta partita 


Nel periodo di Carnevale alla Roma capita spesso d'incappare in partite tristi e piatte, che a volte si fermano a un insignificante 0 a 0, mentre altre si trasformano in disastri epocali (ricordo per esempio un Roma - Cagliari giocata di 1 febbraio 2013 finita 2-4).
Le cause di queste prestazioni potrebbero essere molteplici, la sostanza però è che non si vince da tempo e, soprattutto, che non lo si fa in casa contro squadre sull'orlo della disperazione come il Parma di Donadoni.
Nel mio cuore era riposta la possibilità che il ritorno di Gervinho potesse scuotere l'umore dello spogliatoio. Avevo la sensazione che potesse ricaricarlo un po' ma, evidentemente, mi sbagliavo.
In giro leggo che qualcuno se la prende con Mister Garcia, qualcun altro con i giocatori. E' un compito arduo ricercare le cause e forse non è così costruttivo.
Sarebbe forse il caso di concentrarsi sugli errori evidenti commessi da giocatori e tecnico per evitare il loro ripetersi.



Errare humanum est. Perseverare autem diabolicum. 


Iniziamo dal dire che sbagliare è umano, quindi che tutto può essere aggiustato. Quello che mi disturba terribilmente è la perseveranza con cui si prosegue nell'errore.
Mister Garcia per esempio ha schierato Doumbia.  Pur comprendendo la necessità di avere in campo una squadra offensiva, davvero non riesco a capire per quale ragione il francese abbia esposto un giocatore appena arrivato e, naturalmente spaesato, ai fischi (a mio parere inopportuni e ingiusti) della Curva Sud.
Errore, questo, che già aveva compiuto in precedenza quando aveva mandato in campo Ibarbo nonostante le sollecitazioni del Cagliari di farlo giocare dopo il 9 febbraio, giorno della visita medica. Il risultato è stato che Ibarbo sarà fuori almeno un altro mese.
Qual è questa fretta di voler buttare in campo i giocatori appena comprati quando in panchina ce ne sono di giovani con tanto di precampionato ben giocato sulle spalle?
Un altro errore lo imputo ai giocatori, anche quelli più bravi vedi Radja Nainggollan e Gervinho: il calcio è gioco di squadra, allora perchè giocate da soli? Perchè non correte insieme verso la meta invece d'innamorarvi di giocate singole che non portano a nulla?
L'ultimo errore è della società e delle maledette maglie con lo sponsor "speciale", come la migliore delle tradizioni anche questa volta con la scritta "buon anno" in cinese siamo stati capace di pareggiare. Non abbiamo vinto una sola volta, consiglierei d'indossare sponsor speciali solo in occasioni speciali.

As Roma - Parma 0-0, il Pierrot di Lady Gaga sulla cover di Applause


Perchè Pierrot?


Pierrot è una maschera della tradizione del Carnevale italiano.
Nata alla fine del '500 è stata, negli anni successivi, esportata in Francia prima e in Germania dopo, per poi essere conosciuta in tutto il Mondo. Una maschera triste con una lacrima dipinta sulla guancia.
Ecco questo Carnevale, che per fortuna finirà il prossimo mercoledì,  l'As Roma ha scelto la sua maschera, una maschera italiana trasformata da un francese. Una maschera triste.

Parma gioie e dolori


E pensare che la mia prima partita allo stadio fu proprio un Roma - Parma di qualche secolo fa.
Uno di quelli in cui la Curva cantava ancora "Solo i prosciutti, c'avete solo i prosciutti!"
Adesso nemmeno quelli c'ha il Parma, povera squadra in mano a una società che non paga i suoi dipendenti da mesi. Eppure nella loro povertà hanno più carattere della Roma, un allenatore che nonostante l'evidenza non si arrende e soprattutto una voglia di lottare finchè si può'.
Roma - Parma 17 giugno 2001 rimane poi "La Partita", quella che nessun tifoso romanista potrà mai dimenticare. Con i cancelli dell'Olimpico aperti dalle 10 di mattina e poi la festa, la grande festa del terzo scudetto.
Un'altra Roma... un altro Parma...

Il fatto però che il Napoli abbia perso e la Juventus non abbia preso tre punti contro il Cesena, m'induce ad avere speranza. C'è ancora un po' di tempo da mordere.
Questo è senza dubbio un Campionato giocato  sotto la media, pieno di ostacoli durante il percorso, e allora ho come la un'intuizione, come la sensazione che la famosa maschera di Pierrot sia più quella di Lady Gaga sulla copertina del suo singolo "Applause" che quella dei carri carnevaleschi.

Vuoi vedere che appena l'As Roma si cala la maschera, scattano gli applausi???




11 febbraio 2015

Sanremo 2015: Il Festival dei ricordi

  Sanremo 2015 è iniziato. 


Sanremo è arrivato, meno in pompa magna del solito ma in gran stile. Lo hanno già definito nazional popolare più del solito e così è stato.
Personalmente Sanremo per me è un rito. Lo è perchè è una di quelle "tradizioni" che mi accompagnano dalla nascita. Non esiste un anno della mia vita in cui Sanremo non sia andato in onda. Figlia di una mamma appassionata solo di musica italiana, Sanremo era l'appuntamento con le canzoni della colonna sonora di un'intero anno della mia vita. Aspettavo sognante di vedere i fiori sul palco (soddisfazione cui purtroppo ci hanno disabituato da diversi anni) e i vestiti delle vallette, di ascoltare le canzoni dei miei cantanti preferiti.

I fantastici anni 80


Sarà per questo motivo che quando ieri sera ho visto scendere dalla scalinata dell'Ariston, niente poco di meno che Albano e Romina Power mi sono sentita catapultata nel lontano 1984. Nonostante la forma "appesantita" di una coppia all'epoca inossidabile (oggi un po' meno), una serie di stonature e qualche reciproca "frecciatina" di troppo, ho avuto la netta percezione di un'emozione dimenticata quando li ho sentiti intonare "Ci sarà".
Come Linguini in Ratatouille, ho rivisto la tv con i miei occhi di bambina seduta sul divano di casa dei miei, ipnotizzata su quella che era una Romina Power angelica nel suo abito bianco e meravigliosa con un grande fiore incastrato trai capelli lunghissimi.
Questa emozione antica l'hanno provata solo quelli che negli anni '80 erano bambini. Anni in cui tutto sembrava essere perfetto. Il boom economico rendeva tutti benestanti e non era un problema mettere al mondo i figli, mantenerli e permettersi delle lunghe vacanze.
Era il Febbraio 1984 l'anno in cui la Roma ancora non aveva ancora perso la finale di Coppa dei Campioni, in cui sogni erano a portata di mano e tutto poteva cambiare. Tutto sarebbe potuto diventare realtà proprio come in un grande sogno americano. Sarei dovuta essere adulta in quegli anni lì, la mia vita sarebbe stata completamente diversa.
Ci sarà una storia d'amore e un mondo migliore, ci sarà la tua ombra al mio fianco vestita di bianco...  
Loro cantavano e Romina sorrideva ad Albano che, solo qualche anno più tardi, avrebbe avuto altri due figli con una che a Romina non le può nemmeno pulire i tacchi. E' mancata quella complicità sul palco, quell'amore è sfiorito come quel fiore che trai capelli Romina non porta più. Quella canzone ha scosso quelle certezze italiane fatte di speranza, famiglia e voglia di riscatto.
Come da tradizione, ogni anno, appena il Festival comincia telefono alla mia amica Roberta e per tutta la sera commentiamo: palco, canzoni, ospiti e vallette.
All'epoca dei social il commento parte online e la condivisione è quella di una community gigante.
Quello non mi piace, quello si...
Ieri sera mi sono piaciuti Chiara, sempre impeccabile; Malika Ayane, che mi ha fatto venire i brividi; e Alex Britti,  il mio musicista preferito.
Ho applaudito Nek, che si sta invecchiando magnificamente, e apprezzato il coraggio di Grazia Di Michele con Mauro Coruzzi (conosciuto come Platinette).
Mi sono inorgoglita con la performance di Tiziano Ferro perchè è uno che "ce l'ha fatta" nonostante sia un personaggio fuori dai canoni dello star system. Lui un ex grasso, gay che tutti adorano perchè è bravo, simpatico e "mi ricorda troppo Massimo Ranieri" per dirla alla Mirko.
A me ricorda più un Michael Buble italiano, sarà per questo che mi piace tanto.

Una montagna di ricordi

Dicevo che Sanremo per me è una tradizione e una montagna di ricordi.
Per esempio l'anno che fecero gli accoppiamenti italiani-stranieri ricordo che passai la serata a piangere al bagno perchè "gli stranieri a Sanremo non ci devono essere". Mio padre e mia madre devono aver capito in quel momento di avere una figlia totalmente scema.
Ricordo un Sanremo trascorso in ospedale, in quelle sere in cui avresti voglia di startene a casa, Sanremo a casa ti ci faceva sentire soprattutto se usciva dalla televisione piccola della cucina che tuo padre era stato costretto a collocarti piedi a letto in uno stanzone con 6 persone. Era il 1996 e quell'anno vinse la magnifica coppia Ron e Tosca con la canzone: Vorrei incontrarti tra cent'anni che l'allora mia prof d'inglese assicurò essere un sonetto di William Sheakspeare.
Sanremo è gareggiare per la canzone preferita e rimanerci male quando sul podio non c'è il tuo cantante del cuore, anche se questo non è garanzia d'insuccesso anzi.
Per esempio non amavo affatto la canzone di Luca Barbarossa la proclamarono tardissimo. Non mi piaceva perchè la trovavo triste da morire con quel ritornello "portami a ballare, uno di quei balli lenti che nessuno balla più" era il 1992.
Tuttavia i miei ricordi più affezionati risalgono ai Festival della fine degli anni '80.  
Si può dare di più di Tozzi, Morandi e Ruggeri; Perdere l'amore di Massimo Ranieri e Ti lascerò cantata da Anna Oxa e Fausto Leali.

Festival di Sanremo 2015, le vallette e Carlo Conti

Un look da Festival 


Il Festival è una questione di cuore e di vestiti. Le vallette non rispondono certo ai canoni tradizionali: la Rocio Munoz Morales è un pesce fuor d'acqua, strizzata nei suoi bei vestiti e indottrinata con qualche "proverbio". Non mi pare una bellezza mozzafiato al livello di Valeria Mazza, Eva Herzigova o Letitia Casta.
Ricordo che per la festa dei miei 18 anni ho preteso la stessa pettinatura di Valeria Mazza, treccine che partivano dalla parte alta della fronte e rimanevano fisse per tutta la testa, perdendosi nei capelli sciolti verso la fine. Ho seri dubbi che qualcuno chiederà il look di Arisa per i suoi 18 anni, considerando che le diciottenni potendo permettersi un abito senza reggiseno non copierebbero nessun plagio anzi... ne farebbero un'imitazione senza dubbio "migliorata".
Lupus in fabula parliamo di Arisa. L'incarnazione perfetta del brutto anatroccolo invidioso, non riesco proprio a farmela stare simpatica mi dispiace per chi la pensa diversamente da me. Mentre salvo, quasi a pieni voti, Emma perchè è genuina e spontanea.
Carlo Conti non mi è simpatico ma il suo mestiere lo fa bene e ho apprezzato molto il ricordo melodico (affidato alla musica di Renato Zero) cantato dalle vallette-cantanti (anche questo è un punto a suo favore) degli interpreti della musica italiana scomparsi negli ultimi anni.

Festival di Sanremo 2015, i concorrenti Big

A volte ricordare è doloroso, a volte nel ricordo si trova conforto

Il Festival di Sanremo 2015 è un'edizione che non vuole dimenticare l'Italia, gli italiani e quello di buono che il nostro popolo ha creato.
L'unica nota stonata è stata l'intervento di Siani decisamente in imbarazzo, con battute fuori luogo e scontate. Anche questo ci sta, del resto se tutto fosse andato alla perfezione non sarebbe stato Sanremo.
Per concludere voglio rispondere a chi fa il solito "fighetto" della situazione. A quelli che "il Festival fa schifo" , "la canzone italiana blaaa" e "il Festival andrebbe cancellato"... beh, cari miei il Festival di Sanremo è come il giorno del compleanno, può non piacerti ma c'è e ci sarà ogni anno.
Si vede che non avete ricordi che ve lo lasciano amare come il vostro primo giocattolo passato ormai di moda. Siete orfani di una nonna che voleva ascoltare Toto Cotugno o una madre innamorata di Michele Zarrillo. Perchè dovete passare la vita ad andare controcorrente per forza??? Sanremo è una parte del Dna, fate prima a rassegnarvi e adesso... che vinca il migliore!

Festival di Sanremo 2015: Albano e Romina sul palco dell'Ariston

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...