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29 ottobre 2014

Halloween: i segreti per un party da paura


 Halloween, un party da paura


Quale che sia la sua origine, alcuni la fanno risalire addirittura alla festa romana dedicata alla dea dei frutti Pomona, Halloween è una festa per grandi e piccini.
I protagonisti indiscussi sono la zucca intagliata, le streghe e i fantasmi. Per questo motivo si può dare sfogo alla propria creatività per rendere il più "schifoso possibile" la sera del 31 Ottobre.
Si può inziare con gli addobbi per poi arrivare al cibo da servire e infine ai costumi di chi alla festa partecipa.
Ecco di seguito qualche segreto per organizzare un party da brividi. Poche idee carine, facili e veloci da mettere in pratica e la festa sarà memorabile! Vediamo se siete d'accordo con me.

Iniziamo dalle decorazioni fuori casa...

Non tutti possediamo case con grandi giardini e cortili, come in America o in Gran Bretagna, il party dunque inizia dalla porta.
Ecco un paio di soluzioni:

Halloween: ecco gli addobbi per la porta
Basta un po' di cartoncino nero per ritagliare pipistrelli di varie dimensioni che volino sulla porta di casa (anche la carta adesiva in vellutino è perfetta).
Per la ghirlanda ci vogliono dei fiori finti neri, un po' di ovatta e qualche ragnetto, tullè nero che non guasta e un bel teschio che se la rida. Si può avere una base di ramoscelli o anche una più semplice ed economica in polisterolo. Basterà distribuire a cerchio tutto e il gioco è fatto!

Una volta entrati ...

I vostri ospiti dovranno trovare spuntini paurosi... guardate cosa ho trovato...
Halloween: menù da paura

Ciambelle con dentiere in plastica e occhietti. Le dentiere finte di dracula si trovano in cartoleria i secondi possono essere realizzati con carta e pennarello oppure con zuccherini e chicchi di caffè.
Ancora più semplici realizzare gli hot dog con le dita! Wurstel, ketchup e mandorle... tutto buono e terribilmente schifoso!
Gustosi e meno "paurosi" gli spicchi di zucca fatti al forno, bucati in forme a tema come stelle e faccine e un dessert terrificante...tortino al cioccolato con spolverata di carote e bastoncini al cioccolato per creare le zampette, guardate qua:

Halloween: antipasti di zucca e dessert a forma di ragno

Per presentare una tavola spettrale ecco un'idea non troppo estrema... fatta di scopette segna posto, candele e un bel corvo nero che si guarda tutta la scena.
C'è chi è più sanguinario e mette finte bare da morto a fare da contenitori di cibi o da vassoi per un grande buffet.
Qualcuno si diverte a inscenare una scena del delitto (crime's scene) mettendo sulla tavola una camicia bianca sbottonata e sporca di sugo (sangue), abbinata a un paio di pantaloni (o a una gonna) altrettanto mal ridotti sopra i quali posizionare spuntini poco "attraenti" come siringhe ripiene di succo d'arancia rossa!
A ognuno il suo gusto, il mio è decisamente più soft...


La spettrale padrona di casa...

Ricordatevi che non esiste Halloween senza un costume che metta i brividi... un gatto nero e una Zucca gigante!
Quindi preparate un trucco da teschio messicano, un lenzuolo per trasformarvi in fantasma e una zucca svuotata con una candela accesa dentro.
Mettete un guinzaglio al gatto e portate sulla spalla un corvo o un ragno nero e peloso.



Halloween: chi sarà questa mamma cadavere???


Se non appartenete al gruppo di quelli che si vestono perchè non siete più bambini fuori (nè dentro) non dimenticatevi di preparare i dolcetti se non volete ricevere gli scherzetti...
Alla domanda "Trick or Treat?" non fatevi trovare impreparate.
Basteranno barrette di cioccolata, caramelle gelatinose e liquirizie. Se poi volete rimanere in tema sarà facile trovare in questi giorni sia negli alimentari che nelle cartolerie: caramelle di zucchero a forma di ragno, gelatine al sapore di vomito e tante belle schifezze.

Non mi resta che augurare buon Halloween a tutti voi Mostriciattoli....  

Halloween: cookies, marmellata di lamponi, marshmallow bianchi e mandorle per i canini...

27 ottobre 2014

Sampdoria - AsRoma 0-0 : non si può vincere sempre.

 
Sampdoria - As Roma: Stefano e Christian in campo con i giocatori e nei cuori di tutti

Sampdoria - As Roma reti inviolate e c'è chi la chiama crisi

Sabato pomeriggio è stato un sabato strano. La mattina ero andata a trovare la mia amica Michelangela e i suoi cuccioli Giorgio e Bianca. La città era bloccata dalla manifestazione della Cgil e tutta Roma era avvolta in un solo colore: il rosso. 
Rossa la rabbia, rosso il cuore a vederla così illuminata dal sole e abbracciata dal vento, Roma sembrava pulsare sangue
Il pomeriggio poi è passato alla ricerca di un caffè e di un pasticcino da comprare per un dessert da mangiucchiare durante la partita ed ecco che le 20.45 sono arrivate subito. 
Susan e Fabio ci avevano invitato a vedere la partita da loro ma contro la Samp è una partita strana da guardare in religioso silenzio. 
Tanto per cominciare sulla panchina della Sampdoria c'è Sinisa Mihajlovic, ex romanista ma soprattutto ex laziale. Poi la Samp ci ha regalato la gioia di uno dei più bei gol di Francesco Totti ma anche la delusione di sonore sconfitte come quel 3-1 all'esordio in panchina di Andreazzoli. 
Insomma Sampdoria - Roma è una partita mai scontata, soprattutto quest'anno che i blu cerchiati non hanno mai perso e sono terzi in classifica. 
Quindi concentrati e ai soliti posti di combattimento. 
"Come la vedi sabato?" 
Al ristorante Fabio voleva una parola di conforto mentre zio Fabrizio storceva la bocca, rispondevo con quella spalvederia tipica di chi ha fiducia nei propri mezzi: 
"Facile, cioè quest'anno in Campionato non mi voglio proprio preoccupare mica crederete a questa storia "giornalistica" della crisi?"
"No, No, non ci penso proprio" Fabio è troppo romanista per cascare nel tranello. 
Così sabato speravo in una bella vittoria ma mi sono dovuta accontentare di un pareggio e un po', un po' tanto, mi rode. 
Diciamo subito una cosa: la Roma non è in crisi, ha pareggiato una partita contro una buona squadra che tra i suoi grandi meriti ha quello di avere un bravissimo portiere. 
Ha avuto un possesso palla schiacciante, ha preso un palo e subìto una parata da parte di Romero che nemmeno se la ripete altre 100 volte gli riesce di nuovo così. 
Quindi la Roma c'è nonostante le molte assenze e non è in crisi. Come si può parlare di crisi di una squadra che ha perso in Champions malissimo ma contro una squadra fortissima (fatta da nazionali che hanno vinto la Coppa del Mondo) e che ha pareggiato una sola volta in Campionato?
La Juventus sta facendo lo stesso percorso con la differenza punti nello scontro diretto vinto alla loro maniera. Allora??? Allora siamo primi sul campo, no??? 
Papà si lamenta un po' ma non troppo: 
"Magari i cambi andavano fatti prima"
Eh, già ma se l'allenatore non l'ha fatto ci sarà un motivo. Una cosa è certa: il turno infrasettimanale che vedrà la Roma contro il Cesena, ci aiuterà a scrollarci di dosso gli insetti. 
Gli insetti, chiamo così laziali e juventini, che hanno ricominciato a ronzare. Basterà una vittoria per vederli di nuovo sparire, storditi da uno schiaffo e rimessi al loro posto. 
La partita di Genova ha poi avuto un altro importante compito. Ha celebrato, prima di entrare in campo, due persone che non ci sono più, un padre e un figlio, due angeli. 
Volutamente lo scorso post su Tacco 12 cm non ho parlato di loro. 
Una tragedia troppo grande che le parole e il ricordo potevano far scadere nella retorica, nel detto cento volte, svuotando di significato quella che è stata un'ingiustizia divina o del destino. 
I giocatori della Roma hanno deciso di ricordare Stefano e il piccolo Christian con una t-shirt con sopra impressa una foto dei due tifosi. Quello che è stato ancora più importante e che Stefano e Christian non li ha ricordati solo l'As Roma ma molti tifosi anche negli altri stadi. 
Ogni curva li ha accolti nel loro cuore a dimostrazione che non è tutto perso, che davvero davanti alla vita il calcio non ha colori e si ferma a ricordare.

22 ottobre 2014

As Roma - Bayern Monaco 1-7 : Deja vu, Curva Sud e pensieri romanisti


AsRoma - Bayern Monaco: La Curva Sud

As Roma - Bayern Monaco è finita nel peggiore dei modi: 1-7

"Che è quel 17, ahò?" il ragazzo nella fila dietro quasi allo scadere dei 90 minuti s'interroga sui numeri che appaiono sul cartellone.
"La Disgrazia!" gli rispondo e ci facciamo un mezzo sorriso.
Perchè se c'è da salvare qualcosa dalla serataccia di ieri siamo come sempre noi tifosi. Gente che ha riempito l'Olimpico al punto di farlo scoppiare. Noi che siamo arrivati in 70.544 mila chi con la febbre, chi con una caviglia slogata. Ho visto pure uno con un braccio ingessato. Tutti decisi a sostenere la Roma, tutti almeno fino a un certo punto.
Infatti alla fine del primo tempo, qualcuno ha abbandonato il proprio posto. Dopo il gol di Gervinho una lieve speranza si era di nuovo conficcata nei nostri animi come una fiammella ancora salva sotto una montagna di cenere. Una scintilla nascosta pronta a diventare un incendio.
Un primo tempo da dimenticare. Una squadra completamente ferma la nostra, merito di un Bayern Monaco fortissimo, di un'altra categoria che l'ha fatta diventare la squadra Campione di Germania prima e della Champions League dopo. Senza contare che buona parte di quei giocatori, aveva da poco inflitto 7 gol al Brasile, in casa, durante il Mondiale che poi li ha eletti i Migliori.
La Grande Madre Germania quando ha subodorato che la Roma stava prendendo coraggio, dopo due parate del portierone Neuer (classe '86) e un gol della solita pantera Gervinho, ha versato acqua su quella fiammella per spegnerla definitivamente. 
E' stato allora, sul 6-1 che qualche tifoso non ha retto all'umiliazione ed è andato via.

"Tifoso occasionale porti male! Tifoso occasionale porti male! Tifoso occasionale, tifoso occasionale, tifoso occasionale porti male!" 

La Curva Sud ha alzato questo coro mentre continuava a cantare e sbandierare, mentre continuava a fare il suo dovere. Quello di essere il dodicesimo uomo in campo.
Lo sanno i giocatori che a partita finita ci hanno applaudito. Lo sanno i tifosi tedeschi, tanti e meravigliosi nei loro colori bianco e rosso, in quello spicchio di Olimpico che sembrava uno stadio intero tanto hanno saltato e ritmato i cori a tempo con le mani. 
Meraviglioso Bayern al punto che non ti puoi nemmeno arrabbiare. La più forte squadra al mondo. Una sconfitta tattica, un gap quello tra loro e noi che solo un' intera squadra di Florenzi e Nainggolan avrebbe potuto provare a colmare. 
Alla fine del primo tempo telefono al ristorante, prima risponde Fabio con un tono che un morto resuscitato sarebbe sembrato più allegro. Dato che c'era poco di cui parlare mi sono fatta passare mio padre che per messaggio si era già preoccupato di chiedermi: "Che cazzo succede?"
"Eh, che cazzo succede secondo te?"
Sospiro e con il fiato che mi resta in corpo cerco di spiegargli che il Bayern è troppo forte. Lui litiga con zio che gli ricorda di preparare dei piatti ma lo fa in modo isterico a causa del suo umore da tifoso avvilito. Papà gli risponde male, la sconfitta brucia pure a lui. Scene da fratelli, scene da romanisti. 
Salgo le scale per tornare al mio posto e un bimbo che fa la fila al bagno ha il viso bagnato dalle lacrime come se un gavettone gli si fosse rotto in faccia. 
"E' uno scherzo!" lo avrei voluto consolare ma non sono riuscita a dirgli nulla se non a guardarlo con tenerezza. 
Sul cellulare mi arrivano gli aggiornamenti dal gruppo AsRomaForever. Famiglia Celata, Puglielli, BB e intrusi vari commentano la disfatta e poi... poi Adri, il più piccolo di casa, abbandona la conversazione.
Paolo, il padre, ci racconta che non ce l'ha fatta. A fine primo tempo ha smesso di vedere la partita. Ha abbandonato gli spalti proprio come i tifosi all'Olimpico. Paolo e il piccolo Vittorio invece hanno tenuto duro. A quel punto Adriano ha litigato con Vittorio e praticamente è successa la stessa cosa che pochi minuti prima avevo vissuto per telefono tra mio padre e mio zio solo che ci sono 50 anni di differenza!
Il calcio è così: c'è chi rimane lucido e chi proprio non ce la fa.

As Roma - Bayern : lo stadio Olimpico pieno

Siamo così, è difficile spiegare certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui... con le nostre notti bianche ma non saremo stanchi neanche quando ti diremo ancora un altro siiiii..... 

La Curva ha continuato a cantare fino alla fine, anche quando l'arbitro ha fischiato tre volte. Il ragazzo che mi sedeva davanti con una giacca imbottita ha fatto la sauna poi è andato via 10 minuti prima. mentre Annalisa scuoteva la testa sin dall'inizio con un "nun ce la posso fa" la mia memoria mi ha trascinato a 7 anni fa e a quegli altri 7 famosi gol vissuti in solitaria nel salotto dei miei genitori. 
Chi l'avrebbe mai detto che sarebbe accaduto di nuovo?
E mentre sul 5-1 qualcuno gridava verso il campo:
"Dajee so' cottiii!!!" 
Pensavo con il sorriso della serie mai arrendersi, che alla fine quei gol subiti erano meno tristi di quelli visti da sola, spalmata sul parquet per la disperazione. 
Usciamo dallo stadio ormai vuoto. 
Lorenzo, Marco, Simone e Francesco aspettano me e Mirko.
"Andiamo a mangiare una pizzetta?" 
Gli facciamo di si con la testa. Nel percorso che ci separa dalla cena, a un semaforo rosso di viale Angelico, giro la testa e nel suv affianco al mio motorino vedo Bruno Conti
"Ciao Bruno" gli faccio. 
Il suo sorriso mi mette gioia e sento l'empatia che solo i romanisti condividono al primo sguardo. 
"Ciao a voi e buona serata.. cioè... va beh, dai è una buona serata" sorride Bruno e penso che lui ha perso una finale di Coppa dei Campioni e allora:
"Si, Bruno lo è" gli rispondo. 
La cena è piena di chiacchiere, di dichiarazioni post partita e un po' di birra. Qualche battuta e i ricordi di Patricia, che ci ha raggiunto per cena, brasiliana ancora ferita. Poi al momento di salutarci Lorenzo con solennità dice la sua:
"Comunque nel 2020 noi vinceremo la Champions League, ve lo dico oggi" 
M'allarga il cuore. Quanto amo i tifosi della Roma. Ci viene da ridere a tutti ma tutti alla fine ci speriamo. 
Strana razza quella romanista. Siamo fatti così nemmeno un 1-7 c'impedisce di sognare. Montiamo di nuovo in scooter e suoniamo a un gruppo di tifosi del Bayern: 
"Dajeeee!" gli facciamo. Loro rispondono con una risata di gioia.
Del resto il vero Calcio è questo: quando a vincere è il migliore, il rivale applaude e impara... in attesa di mettere in pratica l'insegnamento appreso.  


21 ottobre 2014

AS Roma - Chievo Verona: Tea, Totti ed è già Bayern

As Roma - Chievo: Francesco Totti segna il 3-0.

As Roma - Chievo Verona, basta un tempo.

La Storia Mia con l'As Roma continua.
Sono passate due settimane da quella partita che, ad oggi, con l' ammissione di colpa dell'arbitro Rocchi, continua a far parlare di lei. 
Sono passati tre giorni da una conferenza stampa che ha visto protagonista Rudi Garcia, il Capo Branco, una conferenza stampa che ha fatto tremare le gambe a molti. 
Il nuovo Mourinho è stato definito l'allenatore della Roma, personalmente non vedo alcuna somiglianza con Mourinho un allenatore che protegge i suoi giocatori ma tratta tutti gli altri senza rispetto. Garcia rispetta tutti.
Comunque sono passati due giorni da sabato pomeriggio alle 18.00 quando l'As Roma è scesa in campo contro il Chievo Verona e ha vinto.

"Il Capo Branco sono io ma i Lupi sono loro"

E i Lupi sabato erano davvero arrabbiati. Non sono bastati 15 giorni per smaltire il nervoso e la delusione di una partita mal arbitrata e tanto importante. Ricominciare. Questa era la parola d'ordine, il monito che ogni tifoso si ripeteva nel cuore e nella testa.
Come sbollire la rabbia in un giorno in cui bolliva anche la testa per via di un clima che sembrava più appropriato a una giornata di fine Maggio che a un sabato di metà Ottobre?
Solo una vittoria avrebbe dato l'effetto "ghiaccio" su una ferita tanto gonfia e arrossata. La Sud lo sa. Inneggia alla sua Roma con più voglia e più forza che mai. 
Si sfoga la Curva Sud contro quella Juventus "padrona" non solo del Campionato ma di un sistema che sembra non trovare mai fine. 
Roma - Chievo era la partita che tutti volevamo vedere perchè si presentava come la prova del 9, la partita dove dimostrare quello che la sconfitta di Torino ci aveva insegnato: essere i più forti.
Era il momento di far di nuovo vedere che : la "Roma è forte, fortissima e vincerà lo scudetto".
Era la partita della Roma ed era la partita di Tea
Tea è una bella bimba dai capelli biondi e gli occhi azzurri, che porta il nome di un fiore e ha un cuore giallorosso. Sorella minore di Viola, è figlia di Daniela e Stefano, due persone appassionate, rispettivamente tifosi di Parma e Ascoli per nascita, poi trascinati dal tornado giallorosso dato che vivono a Roma da anni e le loro bimbe stanno crescendo nella Capitale.
Tea non ha dormito venerdì notte e, a dire la verità, sono giorni che non riusciva a prendere sonno, tanta era l'emozione. In casa hanno cercato di tenere i toni bassi ma alla fine mal si maschera l'euforia, anzi non la si maschera affatto. 
Tea vuole una foto con Totti, spera di aver il coraggio di avvicinarlo e di avere la fortuna di essere ascoltata. Deve trasformarsi in Viola per qualche minuto, sua sorella maggiore che non è timida come lei. Me la immagino la sua emozione e quella di Daniela e Stefano, tutta la loro euforia mi contagia, mi porta indietro nel tempo e mi ricorda che tifare per l'As Roma significa non crescere mai. 
Conosco bene Daniela e Stefano, conosco l'amore e la passione che trasmettono alle loro bimbe e la loro emozione, quella delle persone vere, non può che contagiarti perchè è pura come l'innocenza. 
I bambini vestiti come piccoli giocatori scendono in campo prima del fischio d'inizio per andare a fare la foto con la moscotte Romoletto come da routine. 
Vedo Tea con la divisa del Chievo, buon segno penso, vuol dire che scenderà in campo mano nella mano con un giocatore della Roma. 
Daniela, Stefano e Viola mi salutano dalla tribuna Montemario, poi Daniela m'invia un sms che urla "USCIRA' CON IL PORTIERE"! 
Grande Tea, la tua emozione è un po' anche mia
Saluto Alma, che è di nuovo all'Olimpico a farci compagnia, con i suoi anni e i suoi occhi di ricordi, mentre il mio pensiero vola a Marina che allo stadio questa sera non c'è e non ci sarà più. Che la Bionda delle Bionde tifi dal cielo come sa fare, noi da qui la sentiamo lo stesso. Ciao Sacra Sfinge.
La vita scorre nelle lancette che segnano le 14:58. 
L'Inno l'abbiamo cantato e Tea esce mano nella mano con De Sanctis proprio dietro a Francesco Totti. 
"Guarda! Guarda! Tea è dietro al Capitano" mi esalto indicando a Mirko verso il campo. 
"Sicuramente avrà fatto la foto allora!" 
Già. L'aveva fatta e l'aveva vista tutta Italia in tv. 
As Roma - Chievo: Tea con il Capitano
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