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28 giugno 2017

We Love Tasting Umbria : Orvieto 29 giugno - 2 luglio 2017

We Love Tasting Umbria, nella bellissima Orvieto


Dal 29 giugno al 2 luglio 2017 Orvieto è pronto per ospitare We Love Tasting Umbria

Un evento targato Excellence nato per celebrare e valorizzare il patrimonio enogastronomico dell'Umbria. E chi se lo vuole perdere?  
La quarta edizione dell'Orvieto Tango Festival dunque non sarà solo ballo e musica ma anche cibo e vino
Tra un passo e l'altro di danza si passerà trai banchi di degustazione dei vini Consorzio Vino Orvieto e si scivolerà nei Cooking Show di chef di alto livello, fino a volteggiare nei laboratori sensoriali per i bambini e cedere con tutti i sensi ai Blind taste e ascoltare Masterclass  su vino e birra, Convegni e Focus su Marketing e Territorio, Comunicazione e Accoglienza. 
Tra gli ospiti di indubbio spessore si segnala la presenza di Nerina Di Nunzio, direttore dello IED - Istituto Europeo di Design di Roma e fondatore di Food Confidential e Antonio Paolini, nota firma de L'Espresso. Ci sarà Donatella Cinelli Colombini, Presidente dell'Associazione Nazionale "Le Donne del Vino"  e  il Presidente del "Consorzio Vino Orvieto" Vincenzo Cecci

Cooking Show - gli Chef 

I numeri da tenere a mente sono : 4,questi i giorni in cui si svolgerà We Love Tasting Umbria e poi 19, questo il numero degli Chef che delizieranno i palati di quanti avranno la fortuna di partecipare a questa prima edizione. 
Lo Chef Ambassador della Regione e della città di Orvieto sarà Paolo Trippini del Ristorante Trippini a Civitella del lago e del Ristorante Trippini presso La Badia all'interno della suggestiva abbazia dei Santi Severo e Martino. E' qui che lo Chef crea e porta in tavola piatti come Bosco Umbro, un mix innovativo e ricercato che però non perde di vista la territorialità e la tradizione. 
Dalle Marche segnalo la presenza di Nikita Sergeev de L'Arcade di Porto San Giorgio mentre dalla Toscana arriva direttamente da La Terrazza del Chiostro lo chef Alessandro Rossi. 
Da Roma un importante sostegno quello di Fundim Gjepali de l'Antico Arco a Porta San Pancrazio e Paola Colucci del sempre più in voga Pianostrada, nato come laboratorio e diventato una realtà sempre più importante della ristorazione romana. Fabrizio Sepe del ristorante Le Tre Zucche è ormai una certezza così come Roberto Campitelli de L'Osteria di Monteverde reduce del recentissimo premio conferito dal Gambero Rosso all'Osteria sua e di Fabio Tenderini per miglior "rapporto qualità - prezzo". 
Altra novità sempre meno novità quella di Osteria Fernanda e della bravura del suo chef Davide Del Duca che arriverà in quel di Orvieto anche lui da Roma con altri colleghi autorevoli come Giovanni Cappelli di Le Tamerici e, una conoscenza a me nota che merita un abbraccio virtuale Raffaele De Mase ora al Rome Marriot Grand Hotel Flora ma prima all'Osteria 140
Ma gli chef non finiscono qui... la lista è lunga : felice anche di segnalare la presenza di Marco Claroni di Osteria dell'Orologio, un piccolo miracolo di ristorante in quel di Fiumicino e poi Antonio Magliulo La Posta Vecchia di Ladispoli e Laura Marciani del Ristorante degli Angeli di Magliano Sabina. Anche la Campania sarà presente con Faby Scarica di Villa Chiara Orto e Cucina di Vico Equense. 
Spazio anche per alcuni ospiti d'onore: Gianluca Renzi, pupillo di Heinz Beck del Castello di Fighine ; Iside De Cesare della Parolina di Trevinano; Giuseppe Di Iorio del ristorante Aroma di Palazzo Manfredi con affaccio direttamente sul Colosseo e Paolo Gramglia chef del President di Pompei. Per concludere Katia Maccari, guida e anima del ristorante 
I Salotti del Patriarca di Chianciano Terme, una stella Michelin.


Il logo di We Love Tasting Umbria - Orvieto 2017



TANGO FESTIVAL 

Per chi ama il ballo imperdibile il Tango Festival, giunto alla IV edizione. 
Saranno 6 le coppie di ballerini di fama internazionale a far sognare chi li ammirerà ballare, si tratta di Alberto Colombo (anche direttore artistico) e Celine Ruiz, Adriel Bournissen e Sole Mallo, Gianpiero Galdi e Maria Filali, Simone Facchini e Giaioia Abballe, Eloy Octavio Souto e Laura Elizondo, Bruno Ciarfella e Alessandra Moro.  
Altra novità di questa edizione sarà l'anteprima dello spettacolo “Rojo Tango Show”, che andrà in scena al teatro Mancinelli.  
Saranno loro i protagonisti dei pomeriggi e delle serate di piazza Duomo che sarà aperta al pubblico gratuitamente dalle 19,00 alle 21,30 di venerdì 30 giugno, sabato 1 e domenica 2 luglio. 
La musica, rigorosamente dal vivo, sarà affidata all'Orchestra Solo Tango: il 29 giugno suonerà al Teatro Mancinelli, mentre il 30 giugno e il 1 luglio concerto in Piazza Duomo a partire dalle 22,00. 
Milonghe durante il giorno e la notte, nelle suggestive location di Piazza Duomo, dove sarà allestito il villaggio dedicato al tango, oltre Chiesa S. Giacomo e il Palazzo del Capitano. 
Il Festival è organizzato dalla scuola Alice Tango di Orvieto, scuola di tango argentino insieme al Comune di Orvieto.


I LUOGHI DI WE LOVE TASTING UMBRIA 

Cartina alla mano ecco a voi dove dovete andare per poter godere a pieno di We Love Tasting Umbria: il Teatro Mancinelli, dove si svolgerà la serata inaugurale, il Palazzo del Capitano del Popolo, dove si terranno i Convegni, e la Chiesa di San Giacomo, dove troveranno un’inedita cornice i Cooking Show, le Degustazioni dei Vini del Consorzio Orvieto, i Laboratori e le Masterclass sulla birra artigianale con Birra del Borgo ed un Contest sull'Olio Evo coordinato da Diana De Santis, Docente e Responsabile del Laboratorio Sensoriale didattico della Facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia.


Segnate l'indirizzo e lasciate travolgervi dal gusto e dalla tradizione. 

WE LOVE TASTING UMBRIA 
29 giugno e 2 luglio 2017 - info: www.orvietocentro.it/eventi



24 maggio 2017

L'aperitivo a Roma è Cool con i TheGiornalisti e con il gelato multietnico firmato Andrea Fassi e Chef Rubio

Andrea Fassi e Chef Rubio insieme per il progetto #ONETASTE ESQUILINO. 

Se siete a Roma non abbiate dubbi oggi è domani due iniziative very very cool che Tacco12cm non poteva far passare inosservate.

Iniziamo dal Mad Tea Happy Hour powered by Nastro Azzurro , appuntamento ormai consueto presso il gazebo di Via Veneto dell'Hard Rock Cafe che oggi 24 maggio si trasforma nel tempio del rock. 
Infatti ad animare la festa ci saranno:  Marco Rissa dei The Giornalisti in consolle e Giorgio Chiarello, tra i migliori flair bartender italiani. L’happy hour solo per oggi durerà fino alle ore 21.00.


Dalle 19 la musica di Marco Rissa farà da "ambient" al vostro aperitivo ricco di  Infusions a firma di Giorgio Chiarello. Gli amanti dei cocktails resteranno molto soddisfatti dalla selezione dalle esclusive infusions a base di Nastro Azzurro, birra, prosecco e vino. 

Il Mood

Nel Mad Tea Happy Hour powered by Nastro Azzurro dell’Hard Rock Cafe però nulla è come sembra. 
L’allestimento ricrea una celebre scena di Alice in Wonderland ma nelle teiere si trovano i cocktails, la birra o il vino e nelle classiche alzatine nachos e salsa al posto dei biscotti. Un mix tra fantasia e realtà infatti troverete frasi e cartelli con folli indicazioni per sentirsi davvero immersi nel mondo magico di Alice nel Paese delle Meraviglie.
E’ possibile acquistare i drinks con la formula 2 al prezzo di 1.Tutti i drinks vengono accompagnati da nachos e salsa. A voi il divertimento e il gusto di assaporare esperienze di sapore. 

Basta perdere tempo se la voglia vi stuzzica ecco qui come partecipare, scrivete o telefonate subito a: Info e prenotazioni: 06/4203051; rome_sales@hardrock.com




SANPIETRINO EDIZIONE SPECIALE 


Un'altra iniziativa però voglio segnalarvi. Se oggi proprio non sarete fortunati nessuna paura, altrettanto glamour e altrettanto cool sarà l'incontro tra Andrea Fassi, Ceo dello storico marchio di gelati, e lo Chef Rubio (al secolo Gabriele Rubini) : cosa combineranno insieme ? 

#ONETASTEESQUILINO


Chef Rubio e Andrea Fassi si uniscono per realizzare un progetto food di educazione sulle differenze culturali rivolto alle scuole di Roma e lanciano un’edizione speciale e limitata del celebre semifreddo Sanpietrino
I proventi della vendita di beneficenza saranno destinati al centro di aggregazione del Cies “MaTeMù”.

Il progetto si chiama proprio : #ONETASTE ESQUILINO, nasce nel cuore del rione XV, quello più multietnico della Capitale e punta a promuovere la conoscenza dell’altro attraverso buone pratiche dell’alimentazione, elemento necessario se si vuole favorire la cultura dell’integrazione, e quindi dell’accoglienza. Perché la vera  ricchezza si trova nelldifferenze culturali. 

Lo fa attraverso il Sanpietrino, prodotto di punta della gelateria Palazzo del Freddo di Giovanni Fassi, ispirato alle pietre della pavimentazione romana.

Per Chef Rubio e Andrea Fassi il cibo è un veicolo per emozionarsi e per condividere l'emozione senza discriminazioni.  Per questo hanno usato il Sanpietrino trasformandolo in tante varietà atte a insegnare ai ragazzi delle scuole, la cultura dei vari paesi attraverso gli ingredienti che ogni Sampietrino interpreterà.  I Sampietrini saranno abbinati a culture diverse da quella italiana ma facenti parte della stessa, un gioco di gusto che porterà i ragazzi a confrontarsi sulla riconoscibilità delle varie cucine etniche racchiuse in quello che per eccellenza è un dolce romano. Un'idea ambiziosa che passa per il palato. 

La lezione-degustazione di Sanpietrini 



La mattinata del 25 Maggio dalle 9:30 alle 13:30 circa, sarà dedicata alle scuole, che aderiranno su prenotazione;il progetto ha ottenuto il patrocinio del Municipio I Roma Centro.
Il pomeriggio, dalle 15 alle 19, Chef Rubio e Andrea Fassi accoglieranno la cittadinanza e il mondo dell’associazionismo, che potranno aderire attraverso prenotazione.
 Dalla data del 25 maggio, per tre settimane, le scatole di Sanpietrini speciali saranno messe in vendita in edizione limitata e i proventi devoluti in beneficenza a MaTeMù, il Centro di Aggregazione Giovanile del CIES aperto nella zona dell’Esquilino, un luogo in cui i ragazzi di tutte le culture e provenienze possono esprimere la propria creatività, trovare ascolto e sostegno, dove le differenze sono valori e stimoli per migliorarsi.

In particolare, i proventi andranno a finanziare l’area di programma di MaTeMù per la gastronomia interculturale con “Altrove”, il ristorante dove lavorano i ragazzi del centro e che si trova in via Girolamo Benzoni 34, nel cuore del food district di Roma Ostiense.

#ONETASTEESQUILINO : 00185 – Roma – via Principe Eugenio, 65-67/A – Tel: +39 064464740 – Fax: +39 0649383354 – e-mail: fassitour@gmail.com


Andrea Fassi e Chef Rubio per il progetto #ONETASTE ESQUILINO



09 aprile 2017

Birretta Wine and Food, hamburgers d'autore a Roma

Birretta Wine and Food, una degustazione appetitosa


Birretta Wine and Food è stata decisamente una bella scoperta. Quando si fa questo lavoro, ossia scrivere di posti dove mangiare, l'impresa spesso diventa ardua. Si rischia di suggerire mete buone nella sostanza ma scadenti nella forma o di suggerire location cool dal punto di vista del design ma prive di verità nel gusto.  Ecco, se volete leggere questo articolo posso tranquillizzarvi su un punto: Birretta Wine and Food è un posto con un giusto equilibrio perfetto tra estetica e verità.

La degustazione di 9 mini burgers

Birretta Wine and Food, 9 mini burgers da degustare
Estetica e verità nel senso che i bei panini farciti non sono solo attraenti alla vista ma sono decisamente seducenti al palato e ve lo posso dire con certezza perchè, i panini sopra, io li ho mangiati tutti! 
Un menu degustazione che è stato un misto di sorpresa e tenacia: provateci voi a mangiare 9 tipi di hamburgers sfiziosi e appetitosi senza lasciarne nemmeno un morso! 
Ogni panino, rigorosamente creato con il pane di Romeo Chef and Baker, era diverso e unico se non ci credete leggete pure qui:

- Spanish Burger: 220 gr di manzo; pane nero al carbone vegetale; insalata di cavolo rosso con mayo; chorizo; queso; guacamole; jalapeno e cheddar; 
- Bacon Cheese Burger: 200 gr manzo; pane con semi di sesamo; cheddar; bacon croccante; pomodoro; insalata; salsa ketchup; cipolla e cetriolo; 
- Pastrami Burger: pastrami a fette (punta di petto di vitella affumicata e ripassata con salsa bbq); pane al latte; cheddar; cetrioli e salsa segreta; 
- Chili Burger: 200 gr di manzo; pane nero al carbone vegetale; anello di cipolla fritto; salsa chili; pomodoro; salsa tzatziky; 
- Birretta&Wine: roast beef di manzo al sangue; pane ai semi di papavero nero; cipolla caramellata; cheddar; salsa bbq; sale maldon e guacamole; 
- Ladispoli Burger: 200 gr di manzo; pane con semi di papavero nero; provola; uovo grigliato; carciofi fritti e rosti di patate piccanti al curry; 
- Veggie Burger: burger di soia; humus di fagioli; insalata di carote al cumino e pane con semi di sesamo; 
- Red Burger: petto di pollo alla piastra; verza rossa ripassata; pita araba; salsa allo yogurt e pesto di basilico; 
- Burino Burger: spalla di maiale sfilacciata (cotta lentamente e ripassata con salsa bbq); pane al latte; cicoria ripassata; cheddar e salsa tzatziky.
 Tutti caratterizzati da una forte personalità e non sono gli unici, infatti il menu di Birretta Wine and Food conta ben 18 tipi di panini classici più 4 speciali e due "estremi". Ci sono poi 8 panini "della settimana" che sono le novità che ruotano ogni 7 giorni. Non solo... ogni panino può avere una versione "veggie" (con hamburger di soia) e una versione celiaca (con pane gluteen free). 
La carne è di Angelo Feroci, una delle macellerie più rinomate di Roma.
La carne usata non è solo manzo ma anche quella di pollo e di maiale. Tante insalate e verdure e una parte di friggitoria sempre accesa. 
Le patate poi, beh le patate sono fresche... e questa è una notizia che vale la visita. Per questo il loro sapore è diverso da quello delle altre e per questo risultano molto croccanti... e te ne mangeresti fino a farti venire il mal di pancia.

La Storia

Qualcuno forse si ricorderà del Beer Shop, nato qualche anno fa, proprio dove ore c'è Birretta and Wine in via Simone Saint de Bon, 69 quartiere Prati, Roma.
I giovani si affezionarono subito a quel locale, grazie alla vasta offerta di birre alla spina e in bottiglia, all'ambiente accogliente e informale. 
Era perfetto per un target di clienti alla ricerca di un posto fuori casa che somigliasse al calore di una casa di amici. 
Alla guida, allora come oggi, Riccardo e Sissy Giorni sono loro che decidono che si può fare di più ed è cos' che, dopo solo 3 anni, provano a compiere il salto di qualità. 
Come? Aggiungendo alla Birretta... sia il Wine che il Food!!!
L'ambizione era quella di trasformare il locale in una delle hamburgerie più rinomate in città grazie alla scelta di materie prime di qualità e alle serate a tema (e su prenotazione) con personaggi in vista nel mondo gastronomico come quelle già organizzate col vincitore di Masterchef Stefano Callegaro.

Un'ambizione al momento decisamente premiata dai clienti e dai nuovi volti che popolano tavoli in ogni momento della giornata. 
 
Cos'altro posso aggiungere? Birretta, Wine and Food è un posto che consiglio vivamente, dove potete andare anche con amici vegani o con intolleranze al glutine infatti ci sono panini pensati anche per loro. 
Un locale informale ma raffinato, che riesce a soddisfare ogni palato per golosi di alto livello. 
Si, Birretta, Wine and Food... mi è proprio piaciuto!

Birretta Wine and Food, via Simone Saint de Bon, 69  

T. 06 37527062 | e.mail : birrettaandwine@gmail.com | sito: www.birrettaandwine.it | aperto sempre | Fb

 
Birretta Wine and Food : tacco12cm vi augura buon appettito!

19 marzo 2017

Roma - Lione, tre giorni dopo.

 
AsRoma - Lione 2-1

 

Roma - Lione 2-1

Il diario della tifosa riprende proprio da una vittoria imbevuta di delusione. Ho deciso di riprendere da qui perchè ci sono partite che meglio di altre spiegano la condizione dell'essere romanista. E' in partite come Roma - Lione che si riconosce un vero romanista.

Verso lo stadio

Il viaggio verso lo stadio era intriso di tensione. Mai come questa volta ho incontrato i volti degli amici di fede giallorossa con cui condividere uno sguardo, un sospiro, una speranza. 
Roma - Lione poteva essere la partita della "svolta", una di quelle in cui si può fare il miracolo anche perchè non si sarebbe trattato di un vero miracolo... il romanista lo sa che ci sono vari tipi di miracolo. 
All'As Roma sarebbe stato sufficiente un 2-0 o un 3-1, nulla di stratosferico o di paragonabile per esempio a quanto, pochi giorni prima, aveva realizzato il Barcellona in Champions League ribaltando un 0-4 con un 6-1!!!
Tutto questo ci metteva in quella condizione di "crederci", di "sperarci". Una condizione emotiva che si trova nel limbo tra il baratro e il paradiso. Insomma come essere vicino a un precipizio ma a una distanza ragionevole per non cadere nel vuoto. Eppure, la coscienza del romanista lo sa che queste speranze non le sono concesse.
Nel tragitto verso lo stadio, vi stavo raccontando, ho incontrato Federica con il suo fratellone. 
Ci siamo salutate al semaforo di Piazza Maresciallo in Giardino. Eravamo fermi con gli scooter al semaforo e ci siamo trovate fianco a fianco. Un sorriso, uno "speriamo bene" e il rosso diventa verde così schizziamo verso il nostro destino. Nel parcheggio, a farsi incontro a me e a Mirko, c'è Gabriele. Sta solo e vaga alla ricerca di Stefano, suo padre, che ancora non è arrivato. 
"Speriamo bene" dice anche lui e vedendo me scuotere la testa aggiunge : "E' che da romanista mi torna in mente un'impresa che a niente è servita" e a quel punto io lo fisso con un sorriso a metà tra il rassegnato e l'interrogativo: "Pure a me... " faccio e allora Gabriele prosegue: 
"La tua risale ai primi anni '90?" 
Gli dico di si e lui continua: 
"Allora mi sa che è la stessa... Roma - Slavia Praga 3-1 e non bastò!" (già era il 19 Marzo 1996)
A quel punto il mio ottimismo esce fuori : 
"Beh, in questo caso basterebbe".
Ci salutiamo e proseguiamo verso l'Olimpico io e Mirko più taciturni del solito. 
Passa Claudio con il suo gruppo, ci scambiamo un abbraccio forte poi lui mi saluta con un : "Tranquilla! Questa sera gliene facciamo quattro!" 
Adoro il suo ottimismo così atipico nel tifoso romanista.
Allo stadio pochi controlli e poca fila.Il mio cellulare squilla. Lampeggia la scritta "Mamma". Rispondo.
"Che stai facendo?" 
Mia mamma è la persona meno interessata al calcio che conosca, nel senso non solo che non le piace vedere le partite ma che non le capita, nemmeno per errore, d'incappare nelle notizie sportive alla fine del telegiornale il che fa di lei una vera ignorante in materia. Nel vero senso del termine. Lei semplicemente ignora il calcio. Lei non distingue una partita di campionato o di europa league o di champions league ovviamente. Lei semplicemente sa che papà e io siamo malati di As Roma e che è meglio che vinca perchè il nostro umore potrebbe essere intrattabile.
"Mammi sto andando allo stadio, oggi gioca la Roma"
"Oggi? E che partita è???"
Che partita è??? Che partita è??? Com'è possibile che mia madre non abbia idea che ci stiamo giocando un posto in Europa, in un anno in cui la competizione è alla portata nostra e potrebbe regalarci un trofeo mai vinto???
Tiro un po' il fiato per non rispondere d'istinto. Un romanista provocato diventa una bestiola. Una romanista peggio.
"Mammi" le dico "E' una partita fondamentale, ci giochiamo un posto in Europa" uso le parole più semplici che conosco per cercare di farle capire il succo della storia. 
Lei capisce e taglia corto:
"Va beh, va beh ti lascio stare allora ci sentiamo domani".
Le mando un bacio ed entro nello stadio. 

AsRoma - Lione 2-1, il goal di Strootman

Dentro lo stadio 

Gli spalti alle 20.00 sono ancora abbastanza vuoti. "Dice che hanno venduto più di 40 mila biglietti" commenta Simone, mentre gira il volto da Curva Sud a Tribuna Montemario passando per la Tribuna Tevere "a me sembra che sia ancora mezzo vuoto ma sono già le otto passate, questi che hanno comprato i biglietti dove sono?" 
In effetti anche io e Mirko sospiriamo e ci domandiamo la stessa cosa. Poi ci scattiamo un selfie da mandare nella chat AsRomaForever, di cui sono presenti anche Giacomo ed Emo che hanno postato una foto dalla Montemario con il mitico Jordan, un ragazzo canadese super romanista che per amore è arrivato in Italia e ha insegnato ai suoi alunni della classe d'inglese l'inno della Roma documentato da filmato. Un vero innamorato, un malato come noi. 
Man mano che i minuti scorrono aumentano gli spettatori. La squadra si allena con il sostegno del pubblico, anche loro sembrano particolarmente tesi.
Il telefono squilla: Gabriele.
"Oi dove sei?" Mi fa.
"Siamo qui ingresso 15 e tu?"
"Io 17... Curva"
"Ah, mannaggia siamo in un altro settore. Oh, Forza Roma!"
"Daje!"
La tensione del tifoso è strana: ti si chiude lo stomaco, senti un formicolio diffuso e soprattutto sale l'ansia che toglie il fiato e porta al sospiro facile. In tutto ciò i muscoli sono in tensione come se tenessi due pesetti nelle mani per 90 minuti. Un incubo. 
La partita inizia. I ritardatari, quelli che vengono definiti i "tifosi occasionali" , iniziano ad arrivare alla spicciolata a partita cominciata. Questa pratica è particolarmente fastidiosa per i tifosi non occasionali che sono abituati non solo ad arrivare allo stadio con 2 ore di anticipo ma soprattutto a vedere la partita senza quel via vai continuo di gente che si ferma sui gradini un po' per controllare il numero del posto sul biglietto, un po' per guardare la partita. 
Una partita fondamentale come As Roma -Lione non puoi arrivare con 15 o 20 minuti di ritardo, non è concesso.
Soprattutto quando al minuto 16, dopo un inizio scoppiettante per la Roma, a segnare è il Lione. Lo fa sotto la Curva Sud. Un gol identico a quello dell'andata. 
"Questa non ci voleva proprio, ma porca miseriaaaa!!!" 
Un ragazzo accanto a me, è la prima volta che lo vedo, per fortuna sembra una persona tranquilla. Non urla parolacce, non bestemmia, semplicemente guarda la partita e ogni tanto commenta ad alta voce. Al minuto17' però salta e come quando Strootman la butta dentro e pareggia i conti, annullando di fatto il vantaggio degli avvarsari e mettendo la Roma nella condizione di "ricominciare daccapo", servono ancora due gol e abbiamo ancora 73 minuti per provarci. Impresa possibile. 
Il Lione è una buona squadra ma subisce una Roma ordinata e ostinata. La Magica sta giocando per vincere e non sente ragioni lo farà. 
Nel frattempo la Roma si mangia parecchie occasioni, il portiere del Lione fa di tutto per perdere tempo innervosendo tutti noi sugli spalti e i giocatori della Roma escono a fine primo tempo con la maglietta sudata. 
Scendiamo le scale per andare a smaltire l'ansia. Nel cappotto tengo un pezzo di cioccolata, la mia droga contro lo stress. Passa Massi e ci saluta. Commentiamo velocemente il primo tempo. La sfiga, che un pochino ci perseguita e chiudiamo con un "speriamo bene".  Già speriamo bene, perchè alla fine noi romanisti di natura siamo ottimisti. Sono gli eventi che ci trasformano in pessimisti. Il secondo tempo è il tempo che ti toglie anni di vita. 
La Roma spinge, spinge forte infatti bastano 15 minuti per raddoppiare complice un autogol di Tousart e "mica possono essere tutti loro i rimpalli no?" 
L'arbitro mi infastidisce ha ammonito quasi tutti i nostri mentre ai francesi lascia fare quello che vogliono.. "In Europa è così" commenta evidentemente qualcuno dei tifosi occasionali. 
L'ansia aumenta. La cioccolata non basta. Non basta più nulla, nemmeno l'ingresso in campo del Capitano. 
"Lo ha messo perchè è la sua ultima partita in Europa" mi dice Mirko. Questo non mi riconsola, m'innervosisce molto per me non esiste un'ultima partita per Francesco Totti. 
Il Capitano tocca due palle che sono due meraviglie. Il tempo se ne frega di noi, continua a scorrere insesorabile e quando scatta il contropiede su una nostra azione e Alisson effettua una parata impossibile tutti gridano al segno. 
Mirko si gira verso di me : 
"Questa partita la vinciamo! Te lo dico io la vinciamo! Questo è un segno dopo una parata così non si può perdere" 
Einfatti non si perde ma non si passa il turno. La partita finisce al cardiopalma come sempre. Qualche bambino piange sugli spalti, io vorrei tanto piangere ma ho il fisico abituato alla Roma e il pianto si trasforma in mal di stomaco. Al fischio finale, come dopo un esame universitario o una prestazione sessuale particolarmente intensa, i muscoli sono completamente indolensiti. La tensione scende e il mal di testa aumenta e con il mal di testa anche le domande del dopo partita. 

AsRoma - Lione 2-1, Daniele De Rossi

Fuori lo Stadio 

Le domande del dopo partita sono tante e si mischiano alla autocommiserazione. 
"Finisce sempre così" "Che ti avevo detto...mai 'na gioia" "Però abbiamo dato il massimo" "Lo stadio questa sera è bellissimo, non ci meritano" e così via... potrei continuare per ore il repertorio è davvero nutrito. 
La verità è che l'As Roma è fuori dall'Europa e che questo obiettivo è stato fallito. La verità è che un romanista lo sapeva che anche questa sera la storia non si sarebbe fatta, che quel giorno arriverà ma non si capisce bene quando. Essere romanisti è più o meno questo: sentirsi fieri anche nella sconfitta. Siamo fatti così, sosteniamo un amore e contro l'amore non si può lottare. 
Squilla di nuovo il telefonino questa volta lampeggia il nome : Claudia. 
Mia sorella vive lontano da qui e la sera lavora fino a tardi. Rispondo subito anche se ho poca voglia, non ho chiamato nemmeno papà so che ha il mio stesso umore: 
"Oi tutto bene?" 
"Si, certo che stai facendo?" Ecco Claudia è proprio figlia di mia madre. Lei il calcio non lo concepisce proprio: 
"Sono una femminista, non perderei mai tempo per uno sport giocato da maschi!" 
La sua risposta mi fa riflettere, sempre saggia la mia piccolina... e allora perchè io perdo la ragione??? Mi girano le scatole, mi girano sempre quando la Roma non vince, quando perde un'occasione, quando t'illude fino all'ultimo per poi farti tornare alla realtà. La Roma è come un sonno dal quale ti riprendi con un paio di schiaffi in faccia o un secchio di acqua gelata...come fa a non roderti quando ti svegliano così? 
Eppure sono queste le partite in cui si capisce se si è romanisti o no. Sono le partite in cui devi avere più forza, devi decidere se restare o rimanere e posso giurare che si rimane sempre. 
Si rimane ad aspettare quel giorno che qualcuno ti ha giurato che prima o poi arriverà, di solito a prometterlo è stato il tuo vate, la persona che ti ha iniziato a questa religione. Hai fiducia in lui e hai fiducia nella tua fede e allora aspetti che quel giorno in cui la Roma farà la storia tu ci sarai, perchè magari una volta negli ultimi 17 anni ti è già capitato di esserci e ancora te la ricordi tu quella giornata, è stata la più bella della tua vita. 
Saremo di nuovo più forti di tutti per una volta ancora ed è per questo che soffro e tifo Roma.




AsRoma - Lione 2-1 , Strootman, Manolas e Daniele De Rossi


























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