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26 novembre 2014

Cska Mosca - As Roma: 1-1. Un romanista lo sa.

Cska Mosca - As Roma 1-1, gol di Totti | photo www.facebook.com/officialasroma  
 

Cska Mosca - As Roma 1-1, l'approdo agli ottavi di Champions si complicano.

La penultima partita del girone di Champions League si è conclusa con un pareggio all'ultimo secondo (letteralmente) da parte dei russi. 
"Una beffa" per l'As Roma, così è stato definito da molti il risultato che complica parecchio la situazione dato che il Manchester City ha vinto contro il Bayern Monaco piazzandosi a quota 5 insieme a Cska Mosca e ad As Roma
Per quello che mi riguarda parlare di beffa è sbagliato, un romanista lo sapeva già che sarebbe finita così, nel modo più complicato possibile intendo. 
Un romanista lo sa, non perchè si piange addosso o per pessimismo, badate bene non è questo il senso del mio "un romanista lo sa". Tutt'altro. 
Un romanista lo sa perchè chi conosce e segue la Roma è come una mamma con un figlio. La conosce talmente bene che prevede le sue mosse e soprattutto entra nella sua testa. 
Ieri sera avevo amici a cena, mi ero organizzata in maniera tale che tutto fosse pronto prima del calcio d'inizio. La televisione era rimasta spenta fino a un quarto d'ora prima delle 18 proprio per ottimizzare i tempi ed evitare che la distrazione prendesse il sopravvento. 
Aliciotti in forno messi. Condimento per la pasta, già pronto in padella. Birra in frigo e ... acqua, manca l'acqua porca miseria! Sms al volo a Mirko che arriva a casa alle 18.20 tutto trafelato e senza bottiglie in mano. 
La Roma gioca bene e non mi va di arrabbiarmi e allora penso che, se per una sera si va avanti a birra, chissene frega, del resto Mirko aveva in mente solo la Roma come si può non giustificarlo considerata l'importanza della competizione?
Sul divano concentrati fino a quel minuto, il 43, quando Totti prende la palla per battere una punizione. 
Normalmente il primo pensiero davanti a quella scena è uno solo: la palla che si scaglia contro uno dei poveri malcapitati giocatori schierati in barriera. 
"Cazzarola manca Pjanic" dice Mirko preoccupato.
Questa volta però no. Mi sento stranamente tranquilla, perchè un romanista lo sa. La sensazione era sintetizzabile nella segue frase: "Il Capitano gli sfonna la porta". 
Lo penso e lo scrivo a Barbara su Whatapp. 
Francesco segna, apre le gambe e infila il dito in bocca e lo sapevo che sarebbe andata così. 
Lo sapevo perchè Totti è un fuoriclasse, lo sapevo perchè è il nostro Capitano e quando c'è da risolvere partite così, ci pensa lui, sempre. 
Lo sapevo perchè un romanista lo sa e quando rivedo le immagini e scorgo Daniele De Rossi buttarsi a terra per evitare di deviare la punizione, implodo d'amore, di quell'amore per la Roma che solo un Totti, un De Rossi e un Florenzi possono capire.
Il secondo tempo inizia in un modo che poco mi piace e allora divento insofferente. Quando gli episodi e soprattutto gli atteggiamenti prendono una piega inaspettata, l'unica cosa che mi rimane da fare è distrarmi. 
Così inizio a prendere la pentola dell'acqua e a tagliare il pane. Riscaldo i broccoletti mentre taglio in piccole parti la pizza con il rosmarino. 
Mirko si avvelena e quando Naingollan si mangia il gol del raddoppio (cosa già capitata a Florenzi nel primo tempo e prima del gol di Totti) la sensazione che qualcosa di "fastidioso" stesse per palesarsi prende il sopravvento. 
Un romanista lo sa che, se non si chiudono le partite quando ti capitano le occasioni, prima o poi il gol lo prendi. 
Così mentre avvenivano i cambi a 10 minuti dalla fine, in me cresceva la convinzione che se Mirko non fosse saltato sul divano urlando come un pazzo per il raddoppio, questa partita mi sarebbe andata di traverso come una lisca di pesce in gola o "un cazzotto di Tayson" per citare sua divinità Totti. 
Un romanista lo sa. 
Lo sa che se la Roma al minuto 92 e 50 secondi invece di spazzare la palla, se la fa scippare a metà campo, quella stessa palla finirà alle spalle del suo portiere. E così è andata. Palla persa e gol preso allo scadere del recupero. 
Peggio di così? Si, c'è sempre peggio di così, c'è la possibilità remota che un Bayern Monaco imbattuto possa essere sconfitto da un Manchester City che ha finora dimostrato di essere in pessima condizione. 
Una probabilità talmente remota che è capitata. Grazie a Benatia, che si è fatto buttare fuori costringendo la squadra di Guardiola a giocare per quasi tutta la partita in 10 contro 11. Cosa che per altro stava facendo benissimo dato che, dallo svantaggio iniziale, era passata in vantaggio in poco tempo. Però un romanista lo sa, lo sa che se non si crea la condizione peggiore, perchè unica, per la sua Roma non ci sarebbe sufficiente ansia per andare allo stadio il 10 dicembre.

Un romanista lo sa come andrà a finire?

In realtà credo che tutti possiamo fare qualcosa: per esempio evitare di andare allo stadio se non ci si va mai.
Evitalo per la Roma, tifoso occasionale, perchè ogni volta che lo stadio è quello "delle grandi occasioni" la Roma fallisce. 
Non ti è bastato vedere Roma - Bayern Monaco? E dire che lì di gol ce ne sono stati 8. Vogliamo parlare del 26 Maggio famoso allora? Ancora non ti ho convinto, se vuoi proseguo? 
Ecco, ti supplico, fatteli bastare. Rimanitene al caldo di casa tua, con un bel pezzo di pizza tra le mani, tifando come sei solito, dal posto che "per tua" scelta è quello da cui segui il Campionato. Guarda te lo suggerisco pure con un po' d'invidia, perchè al calduccio si sta tanto bene, si sta.
Un romanista lo sa che quella a Roma contro il Manchester City sarà una battaglia e non una guerra, quindi, lo sa che qualche chances di vincere la Roma ce l'ha ancora. 
Basterà scendere in campo concentrati per 90 minuti, portiere compreso.
Il rodimento prende il posto dell'euforia ma per fortuna ci sono gli amici a cena così tra una birra e un whisky anche il rodimento si scioglie e la consapevolezza prenda il posto della paura. 
Basterà non avere paura. 
L'impresa si può fare, un romanista lo sa

ps. comunque per chi ama le complicazioni ecco tutto quello che può ancora capitare perchè l'As Roma si qualifichi :  www.gazzetta.it/Calcio/Champions-League/Roma


24 novembre 2014

Atalanta - As Roma: Roma brutta ma tre punti belli...

Atalanta - As Roma 1-2 | photo www.facebook.com/officialasroma/photos

Una brutta As Roma vince a Bergamo contro l'Atalanta di un Colantuono furente. 


Si nasce belli e si muore ancora più belli: con le rughe della vita che ti solcano il volto, con gli occhi pieni di quelle immagini che hai racimolato strada facendo e con il cuore ricucito in più punti ma ancora pulsante.
E' per questo motivo che una Roma brutta non può esserlo per sempre e che una partita poco brillante può trasformarsi in bella quando, al fischio dell'arbitro, la classifica ti spara in vetta per un'ora per poi rimandarti al secondo posto in attesa del giorno in cui la cima sarà solo tua.
Le partite sono così e se uno nasce bello difficilmente diventa brutto. 
L'AS Roma quest'anno e come una miss in un concorso di bellezza di piccoli sgorbi, passatemi il paragone vanitoso, deve combattere solo con l'esperienza di un'altra miss, la Juventus, bella si ma soprattutto furba, una miss che "sa come va il mondo", mettiamola così. 
Orfana di Totti, e di molti altri, la Roma ha iniziato male la partita. 
Al primo minuto, nemmeno il tempo di sedersi davanti al proiettore di zio Bri, che un gol di Moralez frena ogni entusiasmo. 
Roma mia che te succede???
La formazione di casa Gargioli alle ore 18.00 di un sabato pomeriggio di fine novembre è la seguente: Zio Bri, Mirko, io e Giulia. 
Zio Bri commenta la partita con Fabio al cellulare e inveisce contro Cole; Mirko inveisce contro Cole e Astori; io inveisco contro Cole, Astori, l'arbitro Massa e tutto il mondo. Giulia se ne sta in silenzio, tanto io inveisco anche per lei.
Papà è disperso in Toscana probabilmente alla ricerca di un televisore dove poter vedere la partita. 
Al minuto 24' un gol meraviglioso di Ljajic (a mio avviso il migliore in campo) riporta la situazione in pareggio ma solo dopo una loro traversa e un episodio dubbio nello loro area di rigore. 
Gli ammoniti nemmeno si contano, praticamente tutti i nostri, e pensare che a fine gara il "romanista" Colantuono si lamenta della terna arbitrale quando è difficile spiegare come i falli di Dramè nessuno li abbia visti. 
Al 43' Radja Nainggolan, il nostro Ninja e il mio Moicano, raddoppia e porta la Roma, e tutta la platea di casa mia, con un balzo in cima al mondo. 
Radja mio che dio te benedica da qua all'eternità! Ma chi te c'ha mannato a Roma, extratterestre con er ciuffo in testa??? 
Altro che E.T. i nostri alieni non sono buoni per niente: corrono e se decidono di buttare giù la porta lo fanno, ah se lo fanno. 
Il secondo tempo è stata una tortura. 
Loro che non mollavano e noi che non riuscivamo a mettere in rete quel gol che avrebbe significato vittoria. 
Daniele De Rossi poi la stava combinando grossa... ma  la sua esultanza finale lo riscatta di qualsiasi prestazione. 
Lui è uno di noi e, dato che ho il cuore tenero, non ce la faccio proprio a scrivere male di Daniele. Ha l'anima giallorossa, l'emozione, il fiato, la paura, il sangue giallorosso. Lui è la parte della Roma che pulsa e che sogna. E' noi.
L'arbitro fischia la fine di una partita che ha visto al 90' l'espulsione di Boakye, giocatore dell'Atalanta, per aver insultato l'arbitro.
La partita di Bergamo è già un ricordo, domani in un clima da pinguini, la Roma dovrà dimostrare di essere una grande squadra contro il Cska a Mosca in un girone di Champions League davvero difficile.
Una partita che sono pronta a giocare dal divano di casa mia con tutta la voce che ho... e voi?
  

20 novembre 2014

Dr White: il primo studio dentistico per gli 0-16 anni di Roma


 
dr.white, nasce a Roma il primo centro di odontoiatria pediatrica e ortondosia | photo www.facebook.com/studiodrwhite

Dr White è il primo centro a Roma di odontoiatria pediatrica e ortodonsia dagli 0-16 anni 

Chi di voi non è cresciuto in uno studio dentistico? Ricordo ancora il giovedì pomeriggio quando mio padre mi portava dall'ormai defunto dottor Cardi, nel centro storico, in uno studio meraviglioso che si affacciava su Piazza Navona. La mia unica consolazione a quell' appuntamento fisso era che all'uscita sarei andata a comprare le caramelle colorate. 
Sarà per questo che sono rimasta molto colpita dalla notizia che un mio amico il Dottor Stefano Marini, insieme ai suoi colleghi, ha deciso di aprire un centro specializzato per l'odontoiatria pediatrica e l'ortodonzia. 
Così ho deciso di fargli qualche domanda ed ecco qui per voi un'intervista che spiega tutto, ma proprio tutto, su Dr White. 
Quindi mamme e zie all'ascolto vi auguro buona lettura!

Dr White è un ambulatorio per bambini e adolescenti: a chi è venuta l'idea e come è stata accolta dai vostri clienti?
L'idea viene dalla nostra esperienza lavorativa. In questi anni di cure specialistiche ci siamo resi conto di quanto un bambino avesse bisogno di un ambiente diverso dagli adulti. La percezione di ciò che li circonda è diversa dalla nostra, quindi un ambiente giocoso e colorato li aiuta moltissimo ad accettare le cure di cui hanno bisogno. L'obiettivo è trasformare il "rito" del dentista un momento piacevole e di gioia. Naturalmente il nostro progetto non si ferma solo all'aspetto architettonico infatti tutti gli operatori all'interno del Dr White sono specializzati nella cura del bambino e dell'adolescente.

E' un progetto che vuole dar luogo a un franchising oppure è più volto a diventare uno studio d'eccellenza in questo settore?
Al momento siamo concentrati nel far bene in questo studio. É possibile che in futuro verranno aperti altri centri.

Quante di queste realtà esistono a Roma e in Italia?
Naturalmente ci sono molti specialisti in Ortognatodonzia e  Odontoiatria pediatrica che operano negli ambulatori tradizionali, quasi nessuno invece completamente pensato, progettato e realizzato con questo specifico obiettivo. A Roma credo sia il primo centro di questo genere.

Una volta cresciuti i ragazzi dovranno scegliere un altro dentista?
No! A pochi metri dal Dr White è presente la nostra struttura principale, lo studio a.p.g.r. un grande centro odontoiatrico con certificazione qualità iso 9001 (anche questa cosa più unica che rara) in cui più di 15 medici odontoiatri si occupano di tutti gli aspetti della salute orale.

Dr. White, come nasce questo nome?
Il nome Dr white è pensato naturalmente per essere facilmente ricordato e soprattutto che esprimesse, insieme al logo, allegria al primo impatto.

Nello specifico quali sono i servizi "in più" che Dr. White offre ai suoi piccoli clienti? (per esempio esistono kit, regali, diplomi o cose del genere ?)
In primo luogo bisogna sottolineare che nel nostro centro si utilizzano tutte le migliori tecniche per l'approccio al bambino anche odontofobico.  È possibile eseguire la sedazione cosciente per i pazienti particolarmente ansiosi ad esempio.  La gratificazione del piccolo paziente é importante quindi si, sono previsti piccoli doni o diplomi alla fine delle cure.

Parliamo di costi. Si sa che di questi tempi il dentista è una spesa ancora più "pesante" da sostenere per le famiglie, siete uno studio convenzionato? Avete delle agevolazioni per chi ha più di un figlio?
Abbiamo tutte le convenzioni con le più importanti assicurazioni sanitarie nazionali, la convenzione con il club medici per le cure a tasso zero, e sono previsti sconti per le famiglie che hanno più di un bambino in cura o nella quale i genitori sono in cura presso lo studio a.p.g.r.

13 novembre 2014

Il Tea Time più originale della Capitale fatelo in legatoria...

Tea Time e Book exchange nella legatoria di Roberto Mannoni

Legatoria libri d'Arte Mannoni, dove si rilegano rapporti umani


Quando tutto sembra uguale, proprio quando nessuno riesce a stupirti, ecco che arriva l'artista di turno, quello che rilega libri ma in realtà fa molto di più.
Ero in giro per Monteverde, finita in via Revoltella per errore, quando il mio occhio cade su una piccola legatoria che attrae la mia attenzione perchè mi appare subito molto diversa dalle altre.
Sarà che le uniche volte che ho avuto a che fare con una negozio di quel tipo sono state quando dovevo rilegare la mia tesi, fatto sta che la Legatoria libri d'Arte Mannoni è apparsa alla mia vista come un miraggio o il canto di una sirena. E' stato un breve "viaggio", è per questo che ve ne parlo.
La prima cosa che mi è piaciuta è stata di trovare fuori dalla vetrina, poggiati sul marciapiede una pila di libri colorati e vari con un piccolo cartello che li sovrastava, su cui era scritto "Books Exchange", scambio di libri.
Il fatto che fosse scritto in inglese denunciava la giusta aspettativa di un pubblico anche internazionale e questo, in quartiere come Monteverde poco turistico e poco di passaggio, l'ho considerato un atteggiamento hight profile , da vincenti. 
Inoltre l'idea stessa di uno scambio libri mi ha commossa, in una città cinica dove nulla si presta e molto si ruba, c'è ancora qualcuno romantico come me che crede nello scambio e nella condivisione.
Sulla porta d'ingresso un poster con su scritto "Tea Time, ogni venerdì dalle 17.30 in poi" non ha fatto altro che aumentare il mio entusiasmo.

Legatoria di Libri d'Arte Mannoni : il Tea Time del venerdì

Varcata la porta della piccola (e piena) bottega scorgo cinque persone a chiacchierare attorno a un tavolo con torte, biscotti, bicchieri e teire.
"Benvenuta" mi dice Roberto, che da lì a poco avrei scoperto essere il padrone di casa, e per un momento mi sento come Alice Nel Paese delle Meraviglie. 
Perdincibacco vuoi vedere che sono finita in un libro? 
Per un secondo rimango spaesata e se stessi vivendo una sorta di Tea Time in Rome parafrasando il titolo e la trama di Midnight in Paris di Woody Allen?
"Possiamo offrirti un po' di tè?" prosegue il cortese proprietario, ovviamente ignaro del mio stupore e delle mie considerazioni mute.
"Si, grazie" rispondo e poi chiedo: "Offrite il Te?"
A quel punto Roberto mi dice che ogni venerdì, dalle 17.30 in poi, chi entra nella sua legatoria è il benvenuto. Un appuntamento che dura da quasi due anni, perchè si possa fermare il tempo (almeno una volta a settimana) per guardarci in faccia e parlare un po'. Per scambiarci emozioni, idee, notizie e attenzione. 
Legatoria di Libri d'Arte di Roberto Mannoni: per chi ama il Blues e i libri


Lo ascolto insieme a un'altra coppia di neofiti increduli che esista ancora qualcuno che voglia "rivalutare il quartiere" e creare delle "relazioni umane".
Roberto nel suo racconto si lascia aiutare da un amico, ospite fisso degli incontri del venerdì e dalla signora Maria che lo aiuta con il tè e gli ospiti. Durante la sua spiegazione un paio di amici si affacciano per avvertire che sono un po' in ritardo ma arriveranno a breve.
Roberto sorride a tutti e risponde:
"Non preoccupatevi siamo qua".
Qualcuno porta un dolce, qualcun altro un biscotto.
Guardarsi attorno è bellissimo, gli oggetti che popolano il negozio tirano fuori il ritratto della persona che lo gestisce: un'anima nobile nei sentimenti che ama il Blues e i libri, ai quali ridona la vita con rilegature d'altri tempi.

Legatoria di Libri d'Arte Mannoni: copertine di pelle lavorate a mano da Roberto Mannoni

Mi mostra con orgoglio le copertine di pelle di pelle di alcuni libri, vere e proprie opere d'Arte i cui gigli dorati sono fatti uno ad uno a mano da lui. Un lavoro certisino, frutto di passione ed esperienza.
Roberto Mannoni è figlio d'arte, già suo nonno era nel settore della legatoria e poi suo padre. Avevano perso tutto, Roberto aveva provato a intraprendere un'altra arte essendo lui una persona molto eclettica e creativa, ma alla fine ci sono mestieri che scorrono nel sangue, quelli con i quali sei cresciuto e che diventano parte di te senza che nemmeno ne sia consapevole.  Così ha deciso di ritentare, pur se con tante difficoltà e ostacoli,  e destino ha voluto che quando ha ricomprato la macchina per rilegare si ritrovasse davanti a quella che era di suo nonno.
Anni di sacrifici, momenti in cui stava per chiudere di nuovo, però il cuore ti da la forza per non mallare e lui è ancora lì , pronto a distribuire la sua arte a chi gliela commissiona.
Tante iniziative gli nascono dal desiderio di trovare delle soluzioni alternative al concetto di legatoria in senso stretto. Così nasce il Books exchange e il Tea Time, perchè rilegare non è altro che "ricucire" e magari rendere più bello qualcosa che qualcuno considera demodé e passato... un po' come i rapporti umani all'interno di un grande città.
Roberto non fa altro che il suo mestiere, il rilegatore, cerca di riportare in vita una società che non c'è più.
Andate a trovarlo perchè è prima di tutto un'esperienza umana, cosa davvero rara. 

Libreria di Libri d'Arte Mannoni

 
Legatoria di Libri d'Arte Mannoni, via Revoltella  86, Roma | tel 06 58202285 | Facebook : www.facebook.com/legatoriamannoni
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