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28 settembre 2015

As Roma - Carpi 5-1 e tanti #AuguriCapitano

As Roma - Carpi 5-1: una vittoria per l'umore

 

As Roma - Carpi 5-1 : la Roma c'è


Sabato pomeriggio alle 18.00 si è disputata la sesta giornata di Campionato. L'As Roma ha incontrato la neopromossa Carpi.
Il risultato è stato quello "pronosticato" , ossia una vittoria di larga misura e questa è già una buona notizia.
In realtà in questo fine settimana le buone notizie non sono state sufficienti a bilanciare le brutte: fuori Totti, Dezko, Keita per almeno 20 giorni.
Allo Stadio Olimpico la Curva Sud ha proseguito il suo sciopero e il gioco, detto inter nos, continua a mancare.
Tre punti però sono arrivati e hanno fatto raggiungere alla Roma quota 11 riconsegnando a tutti un po' di umore, soprattutto dopo la sconfitta dell'Inter (la fortuna è eterna finchè dura) con la Fiorentina che l'ha agganciata a 15 punti.

As Roma - Carpi 5-1: quando la vittoria è del gruppo

La partita e i suoi marcatori


Ho dovuto lavorare al ristorante anche sabato a pranzo. Il pranzo è più veloce della cena e il servizio deve essere rapido. Una tavolata di 8 uomini di varie età aveva occupato gran parte della piccola sala. A servirli Marco che dopo un po' di tempo arriva in cucina con un dubbio:
"Secondo me quelli so' del Carpi"
Ci guardiamo tutti dubbiosi, così quando consegno loro il caffè a tavola lo faccio aggiungendo:
"Mica sarete venuti a vedere la partita?"
Un coro di "Si, certo!" si eleva durante la presa della tazzina ed è stato al momento di questa conferma che ho aggiunto:
"I vostri primi tre punti non avrete intenzione di prenderli con noi spero..."
E ancora una volta il coro unanime è stato:
"Certo! Cosi Garcia salta e arriva Carletto"
Il mio sorriso eloquente, come quello di chi sente una barzelletta poco divertente li ha portati alla resa:
"Però non fateci più di 3 gol e se segnamo noi ti penseremo"
"Voi segnerete sicuramente, però noi vinciamo e non so se con 3 o più gol".
Una premonizione niente male che però non aveva incluso 5 gol per opera di 5 marcatori diversi: il primo gol di Manolas, alla faccia di chi sul web lo ha preso in giro; il capolavoro Pjanic su punizione; la resurrezione di Gervinho; la zampata di Salah che ha tolto la gioia a Totti e il primo gol di Digne.
Una cinquina in cui stride l'assenza dell'unico marcatore che le scommesse avrebbero visto protagonista: Dzeko.
Una squadra che continua a segnare con tutti tranne con il suo centravanti...qualcosa continua a quadrare poco, qualcuno continua a non cambiare gioco.
Un'altra bella notizia è stato vedere Morgan De Sanctis parare il generoso rigore concesso al Carpi.
Si perchè questo Roma - Carpi è sembrata la partita del riscatto per chi aveva sbagliato nelle passate giornate. Così dopo l'esplosione di gioia di Manolas per il gol che lo libera dall'errore di un autogol maledetto a Genova, arriva la risposta del portierone giallorosso molto criticato in queste prime giornate. Bravo Morgan!

Insomma 90' minuti di calcio vero, quello che non puoi programmare, dove i marcatori sono quelli che si vogliono far perdonare e i portieri tornano ad accarezzare con voli e manate i volti di chi li ha derisi.

Come ogni copione ben scritto non poteva mancare il gol dell'ex. Marco Borriello ha fatto il suo sporco lavoro ma non ha esultato e, quando è stato sostituito, solo un parte di pubblico, decisamente poco intelligente, ha deciso di fischiarlo. Il resto degli spettatori gli ha tributato l'applauso dovuto a un professionista.

#AuguriCapitano anche da #Tacco12cm | photo: www.asromashirt.it


Totti, 39 anni e tripletta


La notizia più bella di questo fine settimana è stata sicuramente legata al nostro Capitano, non per il suo infortunio, che lo terrà fuori per un mese, ma per il suo compleanno e la sua ufficiale (e soprattutto vera) terza paternità.
Ieri sera Ilary Blasi durante il programma le Iene ha deciso di fare il regalo di compleanno al Pupone e a tutti i suoi ammiratori, dando l'annuncio della sua terza gravidanza.
La gioia è dilagata online e il compleanno di Francesco è apparso consacrato anche dall'alto.
Sembra proprio che il 3 e i suoi multipli siano diventati delle costanti nella vita di Francesco. 3 come i figli, 39 come gli anni, 300 come i gol... 3 il simbolo della vitalità e di molto altro.

Che un altro Totti venga alla luce perchè il Pupone resti eterno, per sempre.

#AuguriCapitano... #AuguriFrancè!


24 settembre 2015

Sampdoria - As Roma 2-1: la prima sconfitta

 
Sampdoria - As Roma 2-1: la prima sconfitta

 

Sampdoria - Roma 2-1, la prima sconfitta non si dimentica mai


Potrebbe essere questo il sottotitolo di un partita che definire assurda non rende l'idea. Un turno infrasettimanale che mi ha tenuta lontana dalla tv e concentrata sul lavoro mentre Mirko, di cuffiette munito, mi teneva aggiornata sull'evolversi di una partita dominata e persa. 
Dominata e persa, ci tengo a sottolineare questo. 
Chi mi segue lo sa, non sono mai tenera con la mia Roma, come quando si ama davvero qualcuno, non le risparmio critiche perchè la vorrei vedere sempre perfetta, meravigliosa, combattente, grintosa, sudata... in una parola Magggica
Ieri lo è stata.
Lo dicono i dati del possesso palla, dei corner, dei tiri in porta, delle azioni create... insomma lo dicono i numeri e non lo scrivo da tifosa ma lo valuto da sportiva. 
La Roma ieri sera ha giocato bene. Certo è stata poco incisiva, come spesso le capita, ma soprattutto è stata poco assistita dalla dea bendata. 
C'è da dirlo senza vergogna: la fortuna nello sport, come nella vita, gioca un ruolo fondamentale e nelle ultime gare la fortuna con la Roma non si sono incrociate nemmeno per sbaglio.  

Sampdoria - As Roma 2-1: Salah segna il momentaneo gol del pareggio

Racconto di una partita non vista


Ieri sera, quando la Roma ha subito il primo gol ho pensato che non fosse importante. Dopo un altro rigore netto non concesso ci può stare che la Sampdoria la buttasse dentro la nostra rete. Ero certa che questo non avrebbe influito sul resto della partita. La formazione al completo e il carattere giusto. Il piglio, quello che spesso è mancato, ieri sera traspariva dalle azioni, dalle parole del radiocronista, da una serie di dettagli che un tifoso riconosce. Finisce il primo tempo e al secondo un urlo scoppia nel cuore di Roma. Non lo dico in senso figurato, lo dico davvero. 
Mia sorella Fabiana, rientrando nel ristorante, ha detto: "Mi sa che la Roma ha pareggiato, s'è sentito un urlo!" 
E così è stato. Mentre suggerivo ai nuovi clienti i piatti del giorno, dalla cucina Mirko confermava il pareggio con la parola magica "Salah", un po' come l'Abacadabra Sim Sala(h) Bim
Una parola dalle suggestioni orientali, intrisa di speranza e di karma. Così con la mia di carma ho continuato a lavorare sperando di avvertire un altro urlo dalle strade di Roma, dalla cucina del ristorante, direttamente da Genova mi sarebbe andato bene qualsiasi urlo. 
Il tempo era quasi terminato, controllo l'orologio dal cellulare. Salgo in cucina a chiedere informazioni. Mirko è serio e non parla, non ha più le cuffiette. 
"Ma che è finita? 'Mbè?"
Alza appena lo sguardo: 
"Stiamo perdendo" 
"Ma com'è possibile??? Ecchecavolo... era meglio che non lo sapevo, ora mi rode davvero". 
Riprendo la via per la sala. Mi chiudo nella rabbia di chi tifa, una rabbia bastarda che si nutre dei tuoi pensieri, dei tuoi gesti, delle parole che vorresti dire ma ti s'ingoiano da sole come aborti naturali perchè è meglio che muoiano lì senza generare danni. Si nutre del tuo sonno, della tua stanchezza e ti lascia a macerare come un pesce sotto limone con crampi sparsi ovunque e pensieri omicidi.
Ce l'ho con la Roma, con Dzeko, con Mister Garcia... mi ripeto che non è possibile e mentre la mente vola ai calcoli della classifica non solo realizzo che l'Inter è a punteggio pieno ma anche che la Lazie ci ha superati. 
La situazione degenera in un rodimento acuto post partita irreversibile. 

Sampdoria - As Roma 2-1: Manolas segna un autogol che regala la vittoria alla Sampdoria

Salah, quel che Salah...


Paradossalmente la rabbia si attenua quando arrivo a casa. Accendo la tv e guardo la partita. La Roma corre, gioca tutta insieme, crea. La Roma c'è, Viviano para l'impossibile e se Manolas sbaglia è perchè è umano, perchè la palla scivola come il burro sulla teglia, come il panino che quando cade si rovescia perchè non c'è speranza che qualcosa vada dritto quando non è giornata.
Immediatamente non me la riesco a prendere più con nessuno. 
Penso che in passato abbiamo vinto le prime e perso le ultime e allora preferisco credere che se si verificherà il contrario magari sarà pure meglio. 
"Bisogna vedere il lato positivo" mi convinco e comincio a cercarlo nella giornata di Campionato appena conclusa.
Tanto per cominciare la squadra c'è, ha voglia di far bene, deve far bene perchè  è stata costruita per vincere e non ci sono scuse.
Un obiettivo che  è reso più  facile da una Juventus che pareggia in casa con il Frosinone e da un Napoli che acciuffa un solo punto fuori casa contro il Carpi. 
La Lazie vince ma in 11 contro 9. Insomma, il panorama attorno è confortante, c'è tempo per recuperare. C'è tutto il tempo anche perchè l'Inter inizi a giocare bene e a perdere, proprio come capita a noi.
Per conquistare gli scudetti ci vuole anche molta fortuna ma questa non dura mai troppo e allora è meglio che ci venga a far visita tra un po', nel frattempo bisogna continuare a correre, a crederci e a comportarsi da grande squadra.  Nessun lavoro duro è andato mai perso.
E' così l'umore di un tifoso sempre poggiato sul filo di un rasoio, violento e pacifista, innamorato e perso. Rapito dalla gioia al gol di Salah, per perdersi poi nel fatalismo di un Salah, quel che Salah.

23 settembre 2015

Roma - Sassuolo 2-2: 300 volte Totti

Roma - Sassuolo 2-2 : l'unica cosa bella, Francesco Totti e il suo gol n.300

 

Roma - Sassuolo 2-2 è già passato


Già ripartito il Campionato di Serie A con il turno infrasettimanale, non c'è tregua per quello che si preannuncia essere la stagione calcistica più interessante degli ultimi anni. L'Inter in testa a punteggio pieno si candida così come favorita per lo scudetto 2016 mentre l'As Roma aspetta di trovare una sua precisa identità decisamente persa nella partita contro il Sassuolo in casa. 

Roma - Sassuolo, meriti e demeriti

C'è da dire, in difesa della prestazione giallorossa, che il Sassuolo è un'ottima formazione, allenata da un bravo ex romanista Di Francesco e soprattutto con una tradizione che non ha smentito ossia: essere sempre imbattuta all'Olimpico.
In difesa di Mister Garcia si può sostenere che se non provava a cambiare la rosa in una partita come Roma - Sassuolo, dopo un Roma - Barcellona a dir poco sofferto,  la domanda è : in quale altra partita avrebbe avuto l'occasione di testare un'eventuale squadra b? 
Tuttavia il dubbio che potesse rimediare velocemente al suo esperimento mal riuscito resta. Perchè non far entrare Dzeko? Perchè cambiare 5 titolari quando il tourn over poteva coinvolgere meno giocatori titolari? Sono davvero stanchi questi titolari poco più che ventenni? Tutte domande cui molte risposte sono già state date. Ognuno ha la sua e non tutti i tifosi e i giornalisti sono d'accordo se non su un fatto, ossia che c'è qualcuno che non delude mai ed è a questo qualcuno che dedico il Tacco12cm di oggi. 

300 volte Francesco

Un errore della difesa avversaria è stata l'occasione per insaccare la palla dietro le spalle del portiere. Era la sua trecentesima volta. Un traguardo incredibile, per uno che compirà 39 anni tra pochi giorni e che 90 minuti, magari non li gioca tutti correndo, ma li gioca eccome. 
Francesco Totti che questa volta non ha nemmeno esultato, forse perchè conscio di un fuorigioco millimetrico, oppure perchè certo che quella rete lui l'avrebbe fatta davanti al suo pubblico, un giorno di settembre con il sole in faccia e i suoi figli a tifarlo dalla tribuna vip. 
Francesco che gira le spalle alla porta ed alza al cielo il suo braccio accennando con la mano un tre, come una benedizione, come un papa. Mentre la Curva Sud, quella che c'era, intonava : Un Capitano, c'è solo un Capitano e il tabellone riportava il momentaneo pareggio dell'1-1. 
300 volte gigante, Capitan Totti e il suo numero 10 sulle spalle. Un numero pesante portato con leggerezza come la fascia di Capitano personalizzata stretta sul braccio, pronta a lasciare il posto a nessuno finchè Francesco avrà gambe e fiato che glielo permetteranno. 
Francesco Totti e i suoi traguardi, quelli superati da un pezzo e quelli che chissà se mai li supererà, perchè il tempo passa inesorabile, passa con la furia di chi nulla teme, di chi vince sempre. 


Sampdoria - Roma 


Così domani contro la Sampdoria a Genova, Francesco non sarà presente, non è convocato. 
Lui che sul quel campo ha realizzato qualcosa di mai visto prima: ha raccolto gli applausi di uno stadio, che non era il suo, dopo aver segnato uno dei suoi gol più belli, esattamente il n. 152. 
Il tempo passa e chissà che domani, che è già oggi, non passino anche malumori di una domenica trascorsa con i morsi allo stomaco per aver preso un punto solo e niente più. 

Roma - Sassuolo 2-2: Chanel e Christian Totti festeggiano i 300 gol del loro papà


17 settembre 2015

Roma - Barcellona 1-1: Florenzi é Magico

Roma - Barcellona: 1-1: l'incredulità di Alessandro Florenzi dopo il gol

 

Roma - Barcellona, primo match di Champions League 2015-2016

Tanta paura di non essere all'altezza, paura di piombare nei meccanismi arruginiti di una mentalità perdente che spesso ci ha trascinato in figure peggiori di quelle che meritavamo.
Paura di sbagliare e lasciarsi travolgere da una squadra, forse la più forte del mondo, senza essere in grado di tirare fuori coraggio e talento.
Eppure il calcio è meraviglioso per questo, perchè per una sera anche uno scricciolo come Alessandro Florenzi, classe '91 romano, può lasciare un gigante come Piqué a bocca aperta al punto di dichiarare in un tweet:
 Uno dei più bei gol subiti nella mia carriera

Il gol di Ale, magico


Ale, che non si risparmia mai, che a pronunciarlo così accorciato alla "romana" è già di suo un urlo di gioia!
Ale piccolo, anche fisicamente, eppure così grande da sembrare immenso. Partita dopo partita, gol dopo gol, ruolo dopo ruolo. Sempre legato ai valori veri: la Roma e la sua famiglia.
Ale che ci ha già lasciati senza fiato quando è corso ad abbracciare la nonna in tribuna dopo averle dedicato il gol ( https://www.youtube.com/watch?v=nQyLpUXhtm8 ) e che ieri, come la parabola disegnata dal pallone è terminata con lo stesso pallone nella rete, è stato solo capace di portarsi le mani sul volto.
Lo stadio è esploso nello stordimento generale provacato dalla sorpresa e lui era lì fermo, incredulo, più stordito di tutti, convinto che questa volta l'aveva combinata proprio grossa.
Ale che "chi glielo avrebbe mai detto di segnare così al Barcellona in Champions League, quando si allenava per diventare un giocatore professionista". 
Intanto mentre lui si portava le mani al volto, tutti quelli che erano in campo con lui, quelli che erano sintonizzati davanti alla tv, seduti al loro posto in tribuna o a guidare un taxi; ad ascoltare la partita con le cuffiette in una cucina o dietro il bancone di una reception di un hotel; quelli che lavorano in un aeroporto, o nella nettezza urbana,  tutti ma propri tutti (forse anche quelli che già dormivano) avranno pensato che quel gol non poteva essere vero. 
Per un attimo il mondo si è fermato tra Roma e Barcellona, e chissà fino a dove, ed è rimasto con la bocca aperta e un solo pensiero: "Ma che gol ha fatto Ale???"
Florenzi non ha fatto un gol pazzesco, incredibile, unico, sensazionale, fantastico, esagerato, extraterrestre o con tutti gli altri aggettivi usati in tutte le lingue dei giornalisti commentatori.
Florenzi ha fatto una magia, solo la magia ti lascia così. Il suo è un gol Magico... anzi Maggico, con due "g" come lo è la Roma. 
Ha sfidato la squadra più forte del mondo e l'ha colpita senza che questa abbia avuto il modo e il tempo di rendersene conto. Come un mago, un'illusionista, un Campione.

Roma - Barcellona: la squadra festeggia il gol di Alessandro Florenzi

La lezione di Florenzi 


Certo il risultato di ieri non è solo merito di questo gol ma di una squadra intera che ha dato una grande lezione a tutti, in primis a lei stessa: il più forte si può combattere.
Non so se questo significa cambio di mentalità, per affermarlo dobbiamo aspettare altri match. Sicuramente si tratta di un passo in avanti per una Roma che in altre occasioni avrebbe perso partite come quella con il Frosinone in Campionato e sarebbe sprofondata con il Barcellona proprio come le era capitato con il Bayern lo scorso anno.
Essere ottimisti è un valore aggiunto di chi è consapevole dei propri mezzi e speriamo che almeno questo la Roma lo abbia ben a mente. Di sicuro lo sa Alessandro Florenzi, un guerriero mai domo.
Lo Stadio poi ieri sera ha dato il massimo: vestito nei suoi colori più belli, pieno di voce, euforia e gioia. Peccato per quelli presenti che hanno preferito tenere la bocca chiusa, sono quelli che non hannno ancora capito come funziona questo splendido sport o, forse, quelli a cui questo sport non interessa affatto e se così è non è nemmeno gente che merita la nostra attenzione.
Alessandro questo lo sa e lo sa tutta la Roma incluso Rudi Garcia che ieri sera ha preparato la partita nel miglior modo possibile.
Lo sa Daniele De Rossi che qualcuno si diverte ancora a criticare ma che ieri è stato stoico, come pure Iago Falque e Szczesny, che per colpa di Suarez ne avrà per un mese. Lo sanno tutti quelli che davanti alla maglia hanno la vista annebbiata d'amore.
Lo sa Francesco Totti che ieri era in panchina a guardare una partita che qualche anno fa avrebbe giocato da protagonista. Lui lo sa che la vita va così, che quella maglia è più importante del suo ego e che il sacrificio viene sempre ricompensato con una gioia.
Quella che ieri ci ha regalato Alessandro, quella che la Roma ci regalerà sempre, ogni volta che crederemo in lei.

Roma - Barcellona 1-1: lo stupore di Alessandro Florenzi





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