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29 marzo 2013

Pasqua...ora legale e Palermo...la Passione non ha fine.


Venerdì Santo...anche questa settimana di Passione sta per finire, questa sera Papa Francesco porterà a termine la sua prima via Crucis e domani la Roma giocherà contro il Palermo così da farci preparare alla Santa Pasqua. 
Oggi digiuno...qualcuno di voi lo ha rispettato?
Non so a voi, per quel che mi riguarda la Pasqua è una festa che mi piace molto. Lo dico perché la mia formazione cattolica mi ha reso partecipe di tante ritualità "sacre" (come la via Crucis nel quartiere, i sepolcri, il giovedì la Santa Messa con lavanda dei piedi agli apostoli di turno) e di molte ritualità "profane" ,che non si capisce come mai, sono quelle che rimangono più impresse (tipo il pane di grano duro con l'uovo sodo al centro, la frittata di 20 uova con asparagi selvatici e salame con la finocchiella o il piatto di lenticchie sotto al letto perché al buio crescevano le piantine da portare il venerdì Santo in chiesa). 
La ritualità, le tradizioni sono quelle che mi piacciono tanto. Mi fanno sentire parte di una comunità, mi regalano la dimensione del mio essere in questo mondo. E questo tradizionalismo mi piace quando lo si applica a tutto, calcio compreso. E' per questo che sono romanista, non potrebbe essere altrimenti. Noi romanisti siamo tradizionalisti e festeggiamo tutto.
Ho già celebrato Totti martedì (in anticipo perché non resistevo) e ieri sul mio status scrivevo che ero a rota de Totti. Unico e immenso Capitano.
Talmente Unico che ieri alcuni laziali erano caduti nel loop solito e generalista: "Si 20 anni e che ha vinto?" 
Quanto mi fanno ridere...e vogliamo continuare a ridere su l'Harlem Shake, la conferenza stampa congiunta prima del Derby che i cugini (di altri, non nostri intendiamoci) hanno rifiutato perché Totti ha detto in un intervista che: "Sportivamente parlando, i laziali mi stanno tutti antipatici"? No, non ne parliamo.
Ora essere sinceri è un difetto? Ha detto una bugia? Ah, l'invidia brutta bestia, sempre sostenuto. 
Domani contro il Palermo non voglio sorprese, quindi punterò gli occhi sui diffidati che sono ben sei (Balzaretti, Burdisso, Destro, Osvaldo, Florenzi e Piris): attenzione, ci servite tutti.  
Per il resto vorrei sedermi comoda e guardare una partita "scontata", con un bel due fisso in schedina. Dopo la pausa di domenica non ammetto stanchezza e affaticamento e a differenza di Mister Andreazzoli, ahimè, nell' animo si sta già proponendo l'angoscia per La Partita
Quella si che sarà la fine della nostra Quaresima. Abbiamo bisogno di affrontare una partita alla volta però se  uno possiede una 100 euro e sa che deve comprare più cose, non è  che li spende tutti in una volta, no? Quindi, metaforicamente parlando, teniamoci i risparmi per un investimento più importante...nel senso che dobbiamo letteralmente investire una squadra che ultimamente nei derby si è divertita più del dovuto.
Ragazzi non facciamo scherzi, il primo Aprile sarà già passato per quella data famosa. 
Sperando dunque che le uniche due sorprese che il weekend ci riserverà saranno quelle nelle uova di Pasqua (perché non si è mai grandi abbastanza per ricevere cioccolata) e quella delle lancette dell'orologio in avanti di un'ora, auguro a tutti noi una buona Pasqua e una partita concentrata...chi si distrae è perduto...parola di Tacco12.

PostScriptumMistero: Vi lascio con un giallo da risolvere. Eleonora Abbagnato, in arte signora Balzaretti, ieri è stata nominata Etoile dell'Opera de Paris. Ora per celebrare l'avvenimento un giornale scrive che suo marito sia volato nella Capitale francese per assistere all'incoronazione in diretta. Peccato che un'altra fonte riportava Balzaretti bloccato a Roma e vicino, suo malgrado, alla moglie solo con un sms dal seguente contenuto: Sono fiero di te! Se la verità sta nel mezzo, siamo sicuri che Balzaretti non è disperso a Milano...?

27 marzo 2013

VanityFair e LiuJo, Tanto Rumore per Nulla

In fila per 1 minuto da modella...


Mi sarebbe piaciuto raccontarvi di una bella serata e di una felice iniziativa e invece mi trovo qui, a due giorni di distanza. a scrivere di un evento non solo mal organizzato ma anche poco "democratico". 
Ho aspettato che uscissero le foto sul sito di VanityFair, per poter mettere la mia sul Blog ma oggi scopro che la mia foto non è stata pubblicata né sul sito di Vanity né sulla pagina di Fb di LiuJo.
Troppo brutta? Troppo grassa? Troppo vecchia? 
Mah, in realtà non credo di appartenere a queste categorie ma evidentemente avranno privilegiato i vestiti  LiuJo più belli. Comunque vi giuro che ci sono stata e la  la foto sopra è l'unica che possa testimoniare la mia presenza all'evento. 
Una fila considerevole ma non eccessiva, era radunata fuori lo store di Liu Jo in Cola di Rienzo a Roma. "Solo le ragazze registrate" recitava lo slogan, in realtà  tutte hanno avuto accesso tutte coloro che si presentavano. Non ho dato le mie generalità, non mi sono qualificata come giornalista e come blogger, volevo vedere che tipo di trattamento mi sarebbe stato riservato in completo anonimato. E non ne sono rimasta delusa, in effetti. Nel senso che in certi posti qualificarsi significa ricevere un trattamento "falso". 
Tanto per iniziare, qualcuna che ha saltato la fila (che la sottoscritta ha rispettato per bene due ore) c'è stata. Forse conosceva qualcuno che lavorava e magia, magia! Saltava la fila. Va beh, noi italiani siamo abituati a questa procedura e devo dire che nessuno si è lamentato. 
Sono arrivata intorno alle 19 e ho atteso. Nessuno a cui chiedere delucidazioni sull'organizzazione, se non alle ragazze che uscivano dal negozio o a qualcun'altra che era in fila con te. 
Poche idee e confuse. 
"Potremo mettere quello che vogliamo?" era la domanda più frequente. 
Solo una volta entrate, dopo aver registrato i dati, abbiamo iniziato a ottenere qualche risposta. 
"C'è una Stylist che sceglierà per voi. Se proprio non vi piace potete dirglielo". 
Va bene. Un'ora per entrare. Mezzora per aver compilare la scheda e mezzora per ottenere il tuo turno. 
La Stylist mi guarda ed entusiasta:  
"Bellissimi questi pantaloni, non te li tolgo" 
E grazie, sono i miei! Ecopelle neri di Maison Cloachard. Che metto cose brutte? Peccato che volevo indossare qualcosa di nuovo e invece mi ritrovo con i miei pantaloni e un maglioncino celeste con il colletto pieno di strass, tanto carino quanto anonimo e soprattutto poco estivo. 
"Tutto qua?" faccio delusa.  
"Si, si questo è carino hai la schiena scoperta, puoi giocarci per le foto" .
Va beh, non sono convinta per niente ma sto giocando e allora giochiamo. 
Insomma uno non si può mettere a discutere per un gioco. 
Così metto il maglioncino e mi ripresento dalla Stylist: 
"Tutto qui?" le chiedo con il volto deluso e aggiungo: "Nemmeno un accessorio?" speravo in un cappello...
Mi appioppa una borsetta rosa confetto che gliela restituisco con un: 
"No, Grazie" e la scambio con una fucsia, che non mi piaceva lo stesso ma meglio di niente...
Rimettiamoci in fila. Davanti a me ragazzine di 20 anni già adulte. Alcune molto belle, alcune molto magre, alcune belle e meno magre. Poche brutte, quasi nessuna. 
Mamme e fidanzati appostati davanti alla vetrina esterna per veder sfilare la luce dei loro occhi. 
La truccatrice era esausta, anche se il suo trucco consisteva in un fard e un gloss che, se mi fossi truccata io, sarebbe stato molto meglio. 
"Truccami bene qui competo con le ventenni" le ho detto scherzando. 
"Siamo meglio noi" mi ha risposto mentre mi spalmava il gloss e concludeva con un: "Ecco fatto!" 
Fatto? Ma sei peggio di una Pic indolor! che cavolo: un po' di mascara? la matita nera per l'occhio ceruleo? Che te devo dire tutto io??? In realtà ci ho provato ma anche qui pare che l'interesse per quanto detto fosse molto scarso. 
Ennesima delusione che mi ha chiuso in un rassegnato mutismo. Il fotografo nemmeno mi ha guardata, anzi si mi ha fatto togliere l'elastico dal polso. Poi mi ha  fatto mettere posa e ha scattato due foto, senza nemmeno perderci troppo tempo. 
Cammino? Mi giro? Faccio vedere la maglia dietro? Ero già nel vortice dell'obbiettivo quando mi accorgo che il tipo stava girato a chiacchierare con una collaboratrice di tutt'altro. 
Nemmeno un ciao quando me ne sono andata. Tanto che non ho potuto chiedere se era possibile avere la foto, a prescindere se veniva pubblicata o meno. 
Ora chi mi conosce sa che non sono una persona che si lamenta. Di solito il mio livello di tolleranza è molto alto. Capisco che il locale non aveva molto spazio. Capisco che un fotografo, una stylist e una truccatrice per tutto il tour, arrivati alla terza tappa, sono scoppiati. Capisco che fa parte dei giochi. Bene tutto ma loro hanno per un solo istante capito che chi faceva la fila voleva divertirsi? 
Essere modelle per un giorno è il sogno di molte, perché non è un'opportunità che tutte posso permettersi. Ogni donna merita un giorno di gloria. Purtroppo l'errore più grosso è stato proprio questo. 
E' mancata cura, attenzione e coccole, cioè tutto quello che veramente volevamo ricevere. 
Peccato, credo che Vanity Fair e Liu Jo abbiano perso un'occasione.


Una torta per te. La Cake Designer Fabiola ci racconta la sua terza vita

Je Suis Marie Antoinette è felice di presentarvi Fabiola





Chi è ve lo dirà lei, intanto vi racconto perché l'ho scelta per questa rubrica. Fabiola è una ragazza che per la terza volta si è dovuta inventare una vita. Prima avvocato, poi aiuto regista e ora cake designer. E' una donna che ha continuato a guardare avanti. Si è creata una famiglia e ha avuto due bimbe. Una donna di quelle toste che non solo meritano la mia attenzione ma quella di tutte perché una fetta di dolce può cambiarti la vita e se Totti leggesse l'appello che Fabiola gli ha lanciato sarebbe meraviglioso...
Ecco a Voi Fabiola:
Nome
Fabiola 
Biscotto Pecorella
Età
39
Moglie di...
Andrea (mio grande amico e…marito!)
Mamma di...
Alice (quasi 6) e Carlotta (quasi 2)
Mestiere della "vecchia" Fabiola
Avvocato prima, assistente alla regia poi
Mestiere della "Nuova" Fabiola
Più che un mestiere una passione quella del Cake design 
La data in cui la "Nuova" Fabiola è nata, te la ricordi?
Me la ricordo benissimo era il 15 febbraio 2012
Com'è andata? E' stato un parto doloroso oppure Ti ha portato la cicogna?
La nuova Fabiola è nata per caso, per gioco e per passione, dall’ unione della sua creatività e dell’amore smisurato per i dolci. 
Raccontami il primo soggetto della torta che hai fatto e dimmi com'è ti è venuto in mente?
La mia prima torta decorata è stata “il pulcino”, l’ho fatto in occasione del primo compleanno di Sveva (il 15 febbraio dello scorso anno), la figlia di una mia carissima amica. Non so esattamente come mi sia venuto in mente, ma mi sembrava il soggetto più adatto ad una bimba di un anno, bellissima e bionda. Un soggetto dolce e tenero che la rappresentava in quel momento.
Come nasce questa idea di fare torte? Hai seguito la moda?
Le torte e i dolci sono sempre stati parte della mia vita, mi è sempre piaciuto farli e soprattutto mangiarli. L’anno scorso, ho comprato in Inghilterra una quindicina di libri che parlavano di cake design e ho incominciato a sfogliarli per curiosità. Da lì il passo è stato breve, sono stata vorticosamente risucchiata da questo mondo e dalle infinite possibilità di decorare e creare dolcezze “su misura”!!! 
Torta Stelle e Farfalle
Qual'è la torta che vorresti realizzare e per chi (non so un personaggio per te mitico) ?
Il mio unico mito è la meravigliosa Audrey Hepburn, mi sarebbe piaciuto che mi avesse chiesto una torta per uno dei suoi compleanni, una torta ispirata alla sua eleganza e a lei dedicata!! Non è escluso che lo faccia…per mio solo piacere!
Dimmi uno slogan per le tue torte
“Personalcake: una fetta di te!”. Per me è fondamentale la personalizzazione, perché queste creazioni sono belle, ma lo sono ancor più quando parlano del destinatario, quando trasmettono e raccontano qualcosa di colui o colei che rappresentano. Personalcake è il nome del mio blog, della mia “vetrina virtuale”, come la chiamo io, del luogo dove espongo le mie creazioni! 
Convinci un personaggio noto (dimmi tu chi) a fare da testimonial delle tue torte
Francesco Totti, simbolo di bravura e passione nel calcio, di bellezza come uomo e di bontà d’animo…mi sembra il personaggio perfetto per pubblicizzare me e le mie torte: belle, ma non solo…buone, ma non solo…fatte con amore e passione, ma non solo…Insomma tutte e tre le cose insieme. Ovviamente le deve assaggiare tutte…
Torta Bella Epoque
Manda un messaggio a tutte le donne che pensano d'inventarsi una "nuova" loro.
Noi donne non siamo nate per stare ferme, ma per reinventarci, per riprogrammarci, per essere sempre “al passo” con i tempi, con i nostri impegni e con la vita che cambia. Siamo camaleontiche, ognuna di noi lo è e le passioni, se ci catturano, ce lo dimostrano!







Vi è piaciuta Fabiola, non trovate che sia fantastica?

Ecco dove potete contattarla e seguirla: 

http://personalcake.wordpress.com/  questo per le sue dolci creazioni 

www.rossoincucina.wordpress.com  questo per le sue creazioni salate

Cosa aspettate? Fabiola è già ai fornelli!!!

26 marzo 2013

C'era una volta Francesco Totti


Il 28 marzo di 20 anni fa, scendeva in campo con la maglia della Roma, Francesco Totti. 
E' da questa mattina che mi sforzo di ricordare dove diavolo mi trovassi quel giorno e la conclusione è che non mi viene in mente nulla. Sicuramente sarò stata davanti alla tv a guardare la partita ma quello che m'infastidisce e non avere in mente un aneddoto legato a quel ragazzino biondo che entrava in campo. Aver dimenticato il moto di sorpresa di quella sostituzione a pochi minuti dalla fine: Totti per Rizzitelli. 
Questo significa due cose: una che non sono così vecchia, perché quando le cose accadono e non si è tanto grandi si è soliti rimuoverle. E poi che è proprio vero quello che diceva John Lennon ossia che
La Vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi
E pensare che quel Totti lì me lo ricordo bene. Ve l'ho già raccontato del mio primo fidanzatino, quello della Lazio? Beh, lui abitava in via Vetulonia, Porta Metronia, proprio dove abitava Francesco Totti. 
Così mentre la mia vita d'adolescente procedeva come quella di una normale ragazzina, il mio destino s'incrociava con quello dell'ottavo Re di Roma. Il Pupone. Già era proprio un Pupone. Con il giacchetto bomber e il motorino. Ecco questo è il primo ricordo che ho di lui. 
Era un sabato pomeriggio ed ero andata a fare la passeggiata del sabato, giusto due ore di aria concesse dal Guru (come i carcerati). Francesco stava diventando famoso, era un po' come Florenzi oggi, insomma si sapeva chi era ma non "era" ancora nessuno. 
Stavo per attraversare via Vetulonia, quando lui mi passa davanti con il motorino e rallenta. Saluta Gabriele (sua sorella era in classe con Totti) e lui risponde con quel "ciao" romano accompagnando il tutto con un'alzata del mento verso l'alto. Poi mi ha guardata. In quel momento ho visto solo un coattello di zona, uno di quelli che fanno il filo a tutte e si sentono fighi e belli perché giocano nella Roma. Mi aveva colpito la sua figura, poco slanciata, direi piazzata (del resto ancora non aveva conosciuto Zeman). 
Totti era così, un ragazzino qualunque di una periferia romana. Uno che amava il pallone perché era tondo e non perché era d'oro. Era un ragazzino che passava i pomeriggi tra il campetto e gli allenamenti e il bar all'angolo con i suoi amici. Quelli che sono ancora i suoi amici, perché Francesco è rimasto lo stesso. 
Quella del nostro Capitano è una storia bella, una storia di speranza e fortuna. Una di quelle che è bello raccontare in questi momenti di crisi e di sfiducia, momenti in cui tutto sembra senza futuro. 
Mi piacerebbe che la sua storia diventasse una fiaba come quella di Cenerentola. Una favola da raccontare ogni sera a noi stessi, ai nostri fratellini più piccoli, ai nostri figlio e ai nostri nipoti. 
C'era una volta un ragazzino romano che si chiamava Francesco. Non gli piaceva molto andare a scuola ma aveva una grande passione per il pallone, le ragazzine e le uscite in giro con il motorino."Un ragazzino come tanti altri" potrebbe controbattere il nostro piccolo ascoltatore. 
"Un po' si, un po' no" , risponderemmo noi. 
Un po' si, perché la sua sembra una storia qualunque. Un po' no, perché non lo è stata affatto. 
Francesco ha messo al primo posto della sua lista dei desideri la passione per il calcio e così, con sacrificio, talento e applicazione, è riuscito a diventare il più grande giocatore italiano vivente e a ottenere tutto quello che era sulla lista dei suoi desideri (una bella moglie e tante belle macchine). E' rimasto un ragazzo semplice, romano e continua a giocare con la stessa maglietta di quando aveva 17 anni. Il mondo l'ha cercato ma lui ha risposto che era già nella squadra della città più bella del mondo. Così Francesco è diventato il Mondo per la sua squadra e per i suoi tifosi. 
La parte più bella della storia tuttavia non è questa. La parte più bella della della storia è che Francesco Totti  a differenza di altri protagonisti delle fiabe non c'era una volta ma c'è ancora e quello che lo rende speciale e che ci sarà per sempre...parola di Tacco12. 

PostScriptumLink: Per chi si lo fosse dimenticato quel 28 Marzo 1993, suggerisco questo link...http://www.youtube.com/watch?v=MEGuQxoFQXA
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