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31 ottobre 2011

Chi ha paura delle Streghe?

Il ponte fantasma. Sono davanti al pc da questa mattina mentre la testa vola oltre.
Oltre i confini di questo edificio e ancora più in là lontano. Non vorrei trovarmi qui mi piacerebbe gustare un poco di quel cibo buono per il corpo e per la mente che si chiama vacanza.
Poi leggo i giornali e mi accorgo che c'è il boom di disoccupazione tra i giovani. Accarezzo il mio badge di plastica bianco e mi ritrovo sorridente a "dieta" dal mio cibo preferito. Assurdo come l'unico modo per sopravvivere sia non mangiare...sembrerebbe un paradosso ma non lo è.
Oggi è Halloween e avrei tanto voluto organizzare una festa celebrando la zucca ma il lavoro me lo ha impedito.
Avrei voluto anche andare al Festival del Cinema di Roma... ci sono proiezioni interessanti spero di poterne approfittare anche se gli orari non sono dalla mia parte.
Tornando al lavoro che scende c'è qualcosa che sale: la crescita.
Quindi ben arrivata alla numero 7 miliardi:  Nargis nata in India, anche se a rivendicare il primato sono le Filippine con la bimba Danica. Comunque vada il mondo è donna! E di questo dobbiamo gioire.
 Il fine settimana è volato tra un impegno di lavoro e un altro ma questa settimana per me ha un sapore diverso. Ho la sensazione che si possano definire delle situazioni importanti, che il senso di oppressione e di frustrazione possa svanire a breve.
C'è bisongno di storie e di buone notizie perchè si sia disposti ad affrontare le giornate. Ecco qui dunque che Halloween mi offre lo spunto per tornare bambini.
"Dolcetto o scherzetto?" una domanda (retorica) che per anni ho sentito domandare nei film americani.
Una festa made in Usa, lontana dai nostri costumi. Poco festeggiata nella mia infanzia ma che oggi ha preso piede più del nostro oramai fatiscente Carnevale.
Si è affermata anche in cucina per la gioia dei palati. Ovunque puoi ottenere notizie su prelibati menù dal sapore di zucca, dall'antipasto al dolcetto.
E' scoppiata una sorta di epidemia che ha contagiato la mia amica Manuela (che questa mattina mi ha rivolto il suo augurio con un espressione maligna e una dentatura vampiresca) e mia sorella (che ha sfoggiato un volto cadaverico ma sorridente alla E.T o alla Joker, fate vobis).
Insomma questa sera si festeggia e mentre il mio capo Lerner decide di parlare dei mostri dei giorni nostri (politici e crisi economica) volgo il mio sguardo ai fantasmi. Pare che sbuchino da ogni dove.
I fantasmi del passato e quelli del futuro. I fantasmi pronti a riempirti di dispetti (ieri qualcuno ha rubato il mio casco) e quelli che ti regalano i ricordi.
Il 31 ottobre 1993 moriva anche River Phoenix, attore di soli 23 anni che ho profondamente amato...e nella stessa notte andava via Federico Fellini, il grande Fellini. Insomma cinema e halloween legate a stretto giro.
Cappelli da streghe e pipistrelli volanti: mangeremo ragni od occhi di serpenti sanguinanti? Ho deciso di stilare una breve rassegna dei film per questa notte...perchè sarà una notte lunga e nera.
Aprirei le danze con un film adatto anche ai bambini :
"Chi ha paura delle streghe?"  Una fantastica Angelica Houston incarna i panni di una strega pronta a incastrare un bambino trasformandolo in topo.
Per le nostalgiche di streghe buone come non citare Finnicella, una bellissima Eleonora Giorgi in "Mia moglie è una strega".
Era il 1981 ma lo shopping di Finnicella che da strega di stracci vestita che compra un vestito con le scarpe rosse è una scena cult che le donne non devono dimenticare.
Finnicella e il suo libricino rosso con le frasi magiche...
Proseguiamo con "Le Streghe di Eastwick" con un Jack Nicholson sempre in grado d'incutere paura...insieme a un cast femminile eccezionale: Cher, Susan Sarandon e Michelle Pfeiffer.
Film che incutono paura ce ne sono a volontà ma Halloween è (tra le varie interpretazioni) la festa di Ognissanti, cui possiamo ricollegare la nostra tradizione culturale e religiosa. Data l'elevata concentrazione di mostruosità e terrerore nei tg
e nelle cronache quotidiane, propongo di passare la serata in compagnia di fantasmi
buoni: "Fantasmi a Roma" meravigliosa commedia con Edoardo De Filippo con Marcello Mastroianni e Vittorio Gassman oppure l'americano "Fantasmi da Legare" con una splendida Daryl Hannah, un simpatico Steve  Guttenberg e un maestro insuperabile come Peter O'Toole.
Fermo qui i miei consigli perchè la voglia di vederli tutti mi ha colto all'improvviso, soprattutto il primo e l'ultimo. Se non li conoscete vi assicuro che non perderete tempo.
E' giunta l'ora d'indossare le scarpe da strega, montare in sella alla mia vespa che per questa notte sarà una scopa e andare a mordere il collo di qualcuno...ahahahahhaahh!!!!

E lo scherzetto continua

La Morini ha sbagliato. Zero punti in due partite, invece dei sei sperati.
Le bandiere sventolano in una serata che può avere il sapore della vittoria e, invece, si rivelerà come l’ennesima disfatta della squadra-progetto giallorossa.
Io e Mirko arriviamo con un’ora e mezzo di anticipo, pensavamo di trovare traffico. Sandro e Little Matteo, con un inseparabile cappello blu di lana, ci raggiungono poco dopo. Alle loro spalle Christian e Marco appaiono come dei piccoli scheletrini di Halloween e come dei fantasmi spariranno a fine partita, senza dire una parola.
Chi sperava di ricevere un dolcetto dalla squadra si sbagliava di grosso.
Lo scherzetto è di gran lunga più divertente è per questo che il risultato finale sarà 2-3. La signora Alma, per appoggiarsi lo stomaco, offre a tutti pizza bianca e mortadella.
Un profumo che mi ha torturato per 90 minuti più di quanto non abbia fatto la Roma. Schierata in campo con l’undicesima formazione diversa da inizio anno, nel secondo tempo ha sfoderato una rabbia che, a tratti, mi ha ricordato l’orgoglio della Roma porpora e oro.
Un orgoglio da lupo che ha tentato con le unghie e i denti di agguantare per lo meno un punto.
Il Milan ha giocato con un Aquilani per nulla nostalgico e un Ibra sempre più decisivo, soprattutto quando si tratta di segnare all’Olimpico.
Tanti gol che non ti lasciano il tempo di annoiarti, almeno questo va riconosciuto al Mister che per la prima volta ammette “Se non miglioriamo i dettagli, non saremo mai Grandi”.
Già come ha detto Andrea: “E’ una Roma fatta da piccoli uomini, troppo piccoli”.
E mentre Christian se la prendeva con i tifosi di curva augurandogli : “Una bella sconfitta della Roma così esonerano Luis e arriva il fenomeno che vi meritate: Delio Rossi”, mi sforzavo di spiegargli che: “Un progetto è costruire qualcosa e non andare per tentativi”.
Nello stesso momento il Catania vinceva contro il Napoli e una tifosa delusa urlava: “Montella tutta la vita” mentre saliva le scale diretta all’uscita con un quarto d’ora d’anticipo.
Nel cielo era ancora giorno, l’ultimo con l’ora legale.
Quattro minuti di recupero ma nulla cambia.
Al gol di Nesta Alma urla: “pure quello dovevamo fa’ segna’???”
Fortuna che Bojan accorcia le distanze. Silenziosi aspettiamo per una volta il miracolo. Non ci sarà.
“Questa Roma è anche sfortunata!” e me la prendo anche io con la dea bendata.
Al triplice fischio il primo a chiamare è mio padre: “Un arbitraggio come sempre assurdo e poi questi ragazzi, li vedo così spaesati, non hanno idea di cosa fare”.
E meno male che anche lui lo dice.
Torno verso casa ma resto sconvolta dal mio stato di rassegnazione.
Completamente insensibile, non riesco più nemmeno ad arrabbiarmi.
Il mio ultimo sguardo, prima di lasciare la Sud, orfana del suo inno finale di vittoria,  corre in campo e si ferma su Borriello, il nostro Marco che sembra un cavallo selvaggio legato per piedi e mani.
Nessuno commenta. Qualcuno è stanco di aspettare i risultati, qualcun altro continua ad avere fiducia.
Mentre lo sciame di tifosi si dilegua nelle strade della Capitale, s’è fatto buio.
L’autunno durerà poco e l’inverno arriverà presto.
Anzi, è già arrivato.

28 ottobre 2011

Voglio un dolcetto

Il termine PROGETTO, deriva dal latino proiectum, (participio passato del verbo proicere) letteralmente traducibile con gettare avanti; il che spiega anche l'assonanza etimologica dei verbi italiani proiettare e progettare.
Questo significato è l’unico che si può attribuire alla Roma allenata da Luis Enrique: gettata in avanti.
Non ho mai creduto che mandare via gli allenatori sia la soluzione ai problemi. Mai. Non lo credevo per Ranieri, né per Montella (forse l'ho pensato per Voeller, lo ammetto!) però devo confessare di essere molto perplessa.
Mercoledì ho visto la partita a casa mia, certa che avremmo fatto una buona prova. La formazione apparsa sullo schermo mi ha da subito spiazzata. Non tanto per la spregiudicatezza, diventata ormai usuale, ma per la totale assenza di logica nelle scelte (anche queste sempre più usuale).
Mi sono chiesta: "Ovomaltino non gioca?" e risposta: "Il Mister avrà le sue ragioni".
In campo dopo è successo quello che era prevedibile. Una squadra addirittura con 4 attaccanti e due difensori centrali nel secondo tempo è difficile che vinca.
Questo per me è un insulto a qualsiasi pazienza. Per gli altri no perché di fronte a un Luis ( e non Luigi) che dice di aver visto la migliore Roma della Stagione, non uno che si sdegni e che risponda: “Ma che stai dicendo??? Ma cosa hai visto???”
Anzi la stampa elogia e sostiene quello che ormai ha l’aria di essere un beniamino.  
Per me giocare a calcio richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice far girare palla.
Tentare un commento tecnico (di cui non mi ritengo all'altezza) di una partita che è già negli annali della storia non mi diverte.
Quando questa mattina il GuRu mi ha rimproverato, perché troppo rigida nei miei commenti sull’allenatore spagnolo, ho capito che non c’è più speranza.
Ragazzi qui si sta perdendo il senso della ragione, qualcuno è stato capace di appannare tutte le viste o, peggio ancora, è giunta l’ora di chiamare la mia oculista perché temo di aver avuto un crollo vertiginoso della miopia.
La chiamo subito l’oculista, oggi stesso, perché domani spero proprio di vederci meglio! Infatti alle 18.00 sarà Roma – Milan. Una partita e tanti ricordi.
Il Milan è una delle squadra che ho sempre avuto in simpatia (come tutti i bambini degli anni '90). Sono cresciuta con quello di Sacchi, l’unico che per un attimo ha fatto vacillare la mia fede giallorossa (ma solo perché vinceva sempre e avevo 10 anni!)
Il GuRu mi rimise sulla strada giusta minacciando di mandarmi il collegio.
Il Milan che vince lo scudetto al posto della Lazie. La cavalcata di Weah lungo il prato dell’Olimpico fino a segnare una rete da far piangere.
Il Milan che mette sempre paura, anche la scorsa stagione quando si è messo a festeggiare sotto la nostra curva il suo ennesimo scudetto.
Una squadra con la doppia faccia come Apollo e Dionisio. Il  cui lato scuro è composto dal suo Presidente; da Galliani che esulta; da Nesta in difesa (che ha sempre il sapore della Lazio); da Ibra quando segna (sempre!) e da tanto altro ancora.
Il Milan è anche la squadra a provato a strapparci Francesco Totti, che contro la squadra di Milano (di solito a SanSiro) ha sempre giocato egregiamente, per sfregio a chi lo voleva rossonero.
E allora mi augurerei che fosse lui l'Apollo di questo incontro: il dio che illumina e regala gol ma non ci sarà e vincere sarà dura ma possibile.
Per allentare la tensione in questa settimana pregna di calcio, e calci, ho deciso di dedicarmi una Notte al Museo. Così questa sera, persa con lo sguardo sulla volta della Sistina, cercherò di redimermi. 
Consiglio a tutti di procurarsi un’azione “sana” : Mens sana in corpore sano, è l’adagio antico che ha sempre ragione.
Questo week end è anche quello del ponte della Festa dei Santi…sembra che questa aurea di santità e di benedizione continui ad accompagnarci ma prima c’è la notte di Halloween e tra dolcetto e scherzetto questa volta vorrei un dolcetto.
Per concludere per Tutti (o Totti è uguale), i Tacchi e i Tacchetti!!! Speriamo che la Rotaciòn Cultural si fermi qua e propongo l'attacco che vorrei: Borriello, Ovomaltino e il Predistinato dal primo minuto insieme.

POST SCRIPTUM:
Tornando a Halloween.
Pare che, lo scorso anno, la signora Totti, alla fatidica domanda: “Dolcetto o Scherzetto?” Abbia risposto: “Scherzetto” e si sia mangiata i dolcetti dei bambini, suoi vicini di casa, lasciandoli di stucco.
La cosa l’ho trovata davvero divertente, speriamo che in campo la Roma prenda esempio dalla bella Ilary, lasciando di stucco l’avversario.
Parola di Tacco 12.

26 ottobre 2011

E' giunta l'ora di sfatare i Miti

E' l'ora di farla finita.
La Chierry&theEternalCity è seduta in un caldo ufficio, con un lavoro apparentemente buono (ma a tempo determinato) a scervellarsi su come arrivare a fine mese.
La mia cara Chierry è una delle tante. Si sveglia la mattina scolandosi un caffè amaro perchè bisogna avere lo stomaco forte per affrontare la giornata.
Cerca di affondare il dito il più possibile nella vaschetta della crema, ormai esaurita e con la stessa modalità d'accattona elemosina grammi di fondotinta e correttore.
Si trucca, con una matita nera (quasi completamente temperata) e sceglie il vestito che le entra meglio, in attesa che la dieta faccia effetto così da poter calzare nuovamente vestiti vecchi ( ma buoni ) di una taglia in meno, conservati nell'armadio puliti.
L'odore di lavanda si leva dal cassetto come se un prato in fiore si aprisse sotto i suoi piedi.
Le scarpe per fortuna non mancano ma anche loro hanno un'età. Le ha sempre tenute con cura e le ritiene un investimento, che di questi tempi di magra si sta rivelando utile.
Così come per le borse e tutti gli accessori diventati fuori badget.
Fuori piove. Negli ultimi anni gli autunni e gli inverni sono diventati così: uggiosi e tristi. Colpa di questa crisi che ha investito anche il tempo. 
Prima di chiudersi la porta alle spalle prepara la sua borsa del pranzo: un po' di verdura e frutta. E' arrivato il momento mangiar sano. Uno sguardo alla figura nello specchio. Ha l'aria di chi è preoccupato. La felicità si abbraccia alla serenità e soprattutto a un'età in cui non bisognava fare i conti con scadenze, mutui, bollette.
Ride di una gioia intrinseca, di quella  che una persona ha per dna e per fortuna. Rimboccarsi le maniche non è mai stato un problema ma qui non ci sono più maniche da rimboccare. Qui ormai ti propongono solo lavori gratis e Chierry di gratis non riesce più nemmeno a pronunciare la parola. Ci vuole pazienza e tempo. Ci vuole sacrificio. Lo dice per convincersi che tutto andrà a posto e quando, non è dato saperlo.
Una luce fioca filtra tra le tende bianco sporco del soggiorno. Dei fiori appassiti s'inquadrano in un caminetto mai acceso e mentre Chierry si fa scivolare il copricollo per poi farlo risalire a mo' di cappello sottocasco. Durante questa operazione maledice la tv e quei film che l'hanno illusa di diventare una famosa giornalista e di poter comprare una bella macchina senza rischio di ritrovarsi con una leccata di mucca in testa.
Un altro mondo, un altro Paese. L'American Dream è un mito duro a morire in questo che non è un Paese per Giovani.
Una foto di qualche anno fa' troneggia su dei giornali dai titoli che hanno segnato la storia. E' una foto con una buffa espressione, perplessa. Una smorfia che non sapeva ancora cosa le sarebbe accaduto ma che, in qualche modo, coglieva in pieno il futuro che le si è poi verificato.
Dentro quella casa nulla è fuori posto. C'è un bel divano e un letto accogliente. Una doccia invitante e un terrazzo spazioso. Dentro quella casa c'è una vita che va difesa con le unghie e con i denti. Pensa questo Chierry quando apre la porta e se la lascia chiudere alle spalle.
Scende con lentezza i piani e ascolta le voci che attraversano le porte. Un bambino urla. Un anziano ascolta la televisione con il volume troppo alto. La signora del secondo piano ha cambiato il tappetino e il portone d'ingresso è sempre aperto. Chierry&theEternalCity deve ricordarsi di chiamare l'amministratore e di mettere benzina.
La mano nuda coglie una goccia, la tempesta sta per arrivare.
Mette in moto la vespa e vola in un traffico macchinoso come un ingranaggio mal oleato.
Dei ragazzi prendono l'autobus con lo zaino alla spalle. Nessuna nostalgia. La vita è adesso e il pensiero del suo Amore le ricorda che i suoi sogni possono e devono ancora realizzarsi. 
Nessuno le ruberà la vita, qualsiasi cosa accada, nessuno gliela ruberà. 
Un idiota con la macchina decide di prendere una pozzanghera che investe Chierry di acqua sporca. Un po' Bridget Jones, un po' Carrie Bradshaw ma tanto EternalCity. Si ritrova gridando improperi al guidatore sporitivo di turno. 
Intorno il caos: clacson, ambulanze,finanza, pulman e autobus. Un Paese che pur camminando rimane fermo. E che ci rimanesse da solo. 
Le galosce salvano i piedi dalla pioggia. Chierry pensa che le piacerebbe un Tacco12 impermeabile e che, prima o poi, lo inventerà. L'unica cosa che non cambia taglia è il piede...una scarpa è per sempre.
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