TinyDropdown Menu

21 dicembre 2011

Dalla pizza ai tortellini

Abbiamo vinto a Napoli e questa sera recuperiamo la prima contro il Bologna.
Ci pensate se il Campionato iniziasse oggi?
Ah, dovremmo cancellare tutto e ricominciare. Sicuramente la Roma sarebbe in una posizione di classifica diversa.
Comunque a Napoli ci siamo giocati la faccia e la dignità, e permettetemi di dire che ce la siamo giocata bene.
Un colpaccio è stato definito dai commentatori. In realtà, per me che non capisco nulla si è trattato di far giocare ciascuno nel proprio ruolo. E’ tornato Juan al centro della difesa. Taddei sulla fascia e De Rossi lì al centro e per concludere in bellezza davanti Francesco che, rigore sbagliato o no, da quando è tornato non ha visto sconfitte.
Ho assistito alla partita più in piedi che seduta. Quanti gol non realizzati, quanti? Il nervoso mi rendeva adrenalinica. Ferma sulla sedia non potevo rimanere.
“Avete fame?”,  chiedo agli amici che, dopo una domenica mangereccia, erano rimasti per la partita.
Un coro di “si” si è levato e io ho colto la palla al balzo per allontanare il mio sguardo dallo schermo luminoso.
Odio vedere le partite in casa. Nulla, infatti, sfugge alle telecamere, mentre ai miei occhi, sugli spalti dell’Olimpico, capita di non vedere la maggior parte delle azioni. Vi rendete conto quanto andare allo stadio per me sia confortante?
Il primo gol, inaspettato, nei primi minuti, l’ho visto seduta. Segna Lamela (Il Predestinato) con l’aiuto di DeSanctis e inizia la sofferenza. “Sempre troppo presto segnamo!” E’ il commento di Lorenzo che, arrivato in ritardo, era stato minacciato di venir lasciato fuori alla porta visto che la Roma vinceva.
Sempre per scaramanzia il Guru era tornato a vedere la partita da zio Gianni. Strategia azzeccata.
Finisce il primo tempo e la fame nervosa si scatena: Mirko taglia il pane, io e lo Zitto pensiamo lo giriamo sulla griglia. Poi olio e sale. Tutto mentre gli avanzi del pranzo sono sul fuoco.
“Le bruschette aprono lo stomaco” er Ciccone ne mangia una dopo l’altra. “La Roma apre lo stomaco!” risponde Mirko mentre morde metà fetta bruscata.
Il bello delle partite in casa è proprio questo: pane, vinello e l’ansia si rilassa. Parte il secondo tempo che nemmeno abbiamo il tempo di terminare lo spuntino.
Il Napoli fa fatica e al 59’ è Ovomaltino che azzittisce tutti. Che ve lo dico a fare quanto ero contenta??? Lo avevo detto che avrebbe segnato, per mettere a riposo i suoi bollenti spiriti. Ero soddisfatta come lui quando l’ho visto insaccare il suo sesto gol e azzittire, non tanto i napoletani, quanto le chiacchiere che si sono fatte su di lui qui a Roma. Poi arriva il gol all’ultimo che la Roma lo prende per contratto. Secondo me c’è scritto così:  “prima del 90’ prendete un gol tanto per angosciare di più i vostri tifosi”. Effetto riusciuto se non fosse per quella faccia da bambolotto nero che sorride come un ragazzino di 10 anni al suo primo gol, quel Simplicio che, mettila come ti pare, entra e segna sempre gol importanti. Lui ride e in casa si crea il panico. Io salto a cavalcioni sulla schiena di Mirko. Er Ciccone sbatte le mani a terra per poi chiedere: “abita qualcuno al piano di sotto?”
Lorenzo stritola Claudia in un abbraccio e lo Zitto fa tutto tranne che stare Zitto come il suo soprannome suggerirebbe.
“Questa è la Roma! Ci vuole tempo e pazienza” Lorenzo ne è convinto, io no.
La Roma che vince è quella di Totti e di quei giocatori ai loro posti. La Roma di Napoli ha avuto meno possesso palla ed è stata meno sbilanciata del solito. Sicuramente sbaglio.
Già stasera dopo la partita sarà Natale. Tortellini bolognesi in un brodo caldo, caldo, per combattere il freddo e festeggiare speriamo, altri tre punti.
Del resto il Bologna è la squadra che, dopo il Lecce e insieme al Cesena, ha perso più partite in casa (4). Quindi, l’impresa non dovrebbe essere così ardua.
Dunque le mie previsioni sono rosee. Mi sbilancio anche con il pronostico di 1-2 (stasera segna il Capitano). Spero in tutta sincerità che vada davvero così. Voglio assolutamente arrivare al punto di chiedere pubbliche scuse per il mio scetticismo al Mister Luis (che abbiamo visto essere capace di ridere) al quale, per ora,  auguro un buon Natale. Mi preparo a scartare i miei pacchetti, anche se per i regali e gli auguri abbiamo ancora venerdì…quindi rimaniamo concentrati sulla Roma e rimandiamo i brindisi al prossimo Tacco12.

Post Scriptum da Donna: Federica Pellegrini ha aperto un bar che ha chiamato Tacco 11…No Comment, a ciascuno il suo mestiere.

Post Scriptum Natalizio: Sta per uscire l’album delle figurine. Consiglio per i ritardatari per un regalo senza dubbio gradito e di sicuro divertimento (almeno nell’attaccare la formazione titolare della Roma)…parola di Tacco12 e daje Roma sempre!


19 dicembre 2011

Che bella cosa è 'na jurnata 'e sole

Solo per dire che questo Lunedì finalmente c'è il Sole, sarà che ieri i nostri ragazzi l'hanno vinto come premio per l'ottima prestazione???
Felice che abbiano smentito i miei pronostici (2 punti in 4 partite) e felice per Osvaldo che mette tutti a tacere. Felice per Simplicio, perchè Arnold, quando segna, è l'espressione della gioia come fosse un bambino.
E ora, dita incrociate per Bologna...

16 dicembre 2011

Ti Amo, parliamone

Ti Amo, parliamone. 
E’ di questo che oggi ho voglia di discutere con voi, perché non mi piacciono le polemiche, non sopporto i litigi e ritengo che i grandi amori meritino rispetto. 
A Roma tutti amano il Capitano.
Questo dovrebbe essere un Tacco12 sul prossimo match di Campionato con il Napoli, fresco di sorteggio in Champions League. In parte lo sarà, ma non è da questo che voglio partire.
Parliamo di Francesco, del mio Capitano e di qualche sciocco non tifoso che l’ha apostrofato sotto casa come: “Colpevole del pareggio con la Juventus”.
Qui le cose sono due: o esistono degli sciocchi, ma veramente sciocchi, in giro (nulla di più semplice:  la mamma del cretino è sempre incinta, diceva la mia professoressa di Greco) nel qual caso, mi meraviglia che il Capitano possa davvero credere che tutti i tifosi la pensino cosi’.
Oppure, Francesco ci sta inviando qualche messaggio di malumore, e anche in questo caso mi dispiacerebbe molto, perché le Bandiere come lui, hanno un codice etico cui attenersi e, non rispettarlo, potrebbe compromettere tutto quanto fatto di buono prima (ma sono certa che non è il suo caso).
Gira una voce, di cui non dirò la fonte, ma è una di quelle voci di cui mi fido, che tutti i giocatori “storici” Cassetti, Perrotta, Pizzarro, DeRossi e Totti, vogliano andare via da Roma.
Non voglio crederci perché credo nei fatti, ma la sola idea che qualcuno ne parli, mi mortifica e il solo fatto che De Rossi non firmi, mi preoccupa.
I tifosi sono sempre in prima linea: pioggia, freddo, sole o neve. L’Olimpico di lunedì era pieno, nonostante i risultati non aiutassero un’affluenza generosa come quella che si è verificata.
Da giornalista e da tifosa non merito alcun tipo di presa in giro. E questo vale sia per un allenatore, che continuo a non apprezzare; sia per qualsiasi giocatore che vuole fare le valigie; sia per tutti quelli che mandano le chiacchiere in giro.
Nel mondo del calcio trovo che il pettegolezzo (che da che mondo in mondo è donna) non serva proprio.
Ora torniamo alla partita contro il Napoli. Leggo News da Trigoria sul recupero di Pizzarro, Gago e Cassetti e di un De Rossi impegnato di nuovo come difensore centrale.
Intanto, mi conforta che il Guru abbia sbagliato il suo pronostico dicendo “zero punti” nelle partite da Firenze a Bologna, per il resto di certezze continuo a non averne. Come al solito abbiamo la fortuna di giocare contro un Napoli al "completo".
Un attacco micidiale quello composto da Hamsik, Lavezzi e Cavani…poi ci saranno Inler e Gargano. Insomma nessun esperimento per Mazzarri che vuole certezze. Le stesse che vorremmo noi e che chissa’ se le avremo.
Il Natale si avvicina e se Luis Enrique sceglierà la 17esima formazione da schierare, questa volta potrebbe essere un pacco con un fiocco rosso portafortuna, no?
Chissà che il nostro avversario non abbia la testa rivolta al Chelsea. Me lo auguro ma ne dubito.
Mirko non proferisce parola ad eccezione del riff che gli piace ripetere: “questo asturiano non capisce niente” e ha ragione.
Domenica sera è ancora lontana ma il Natale che si avvicina non è fatto solo di sorprese, il Natale è soprattutto un miracolo. E chissà che questi giorni, in cui tutti si scatenano alla caccia al “regalo giusto”, i nostri Capitani ( PRESENTE E FUTURO)non abbiano già pensato a confezionarne uno perfetto per noi tifosi.
Magari un gol di Totti con un biglietto a "firma" Daniele De Rossi. Se pure non si potesse avere tutto, mi accontenterei almeno della "firma" di Daniele, del resto è tempo di crisi e io sono comprensiva.
Vorrei azzardare un pronostico ma non ne ho…mi limito a dire che spero di assistere a una bella partita come quella vista contro la Juventus, magari con un gol giallorosso in più. Chissà che lo realizzi proprio Osvaldo, tanto per farsi passare la rabbia e poi corra ad abbracciare Borriello, che per pazienza e professionalità meriterebbe SEMPRE un posto in campo.

Post Scriptum per gli aquilotti: Sempre più convinta Ragazzi, dopo il sorteggio di oggi che vede la Lazio schierata contro l’Atletico Madrid (e in caso di passaggio del turno contro Sporting Braga o Besiktas), che i biancocelesti impugneranno la Coppa.
Soprattutto sento già qualche lazialetto dire così:
“ Faremo come l’Italia nei Mondiali del 1982! Passato il turno per il rotto della cuffia, incontreremo le squadre più forti e vinceremo”…parola loro e di Tacco 12…(anche se il mio finale somiglia più a un Inter-Lazio di qualche tempo fa)…buon week end e SEMPRE FORZA ROMA.

La ricetta per il regalo di Natale perfetto

E' bello quando l'aria di festa ci riunisce agli amici di sempre. Così, in preda a questa euforia, ho avuto l'onore di sedermi a tavola con le mie compagne di una vita. 
Chiara&theEternalCity non poteva che raccontarvi com'è andata.
Ormai siamo donne che hanno superato i 30: "Siamo vicine ai 40" ha provato a dire la solita pessimista di Daria, immediatamente rimproverata da Lea: "Beh, veramente siamo ancora nella metà più vicina ai 30!"  E devo darle proprio ragione.
Tutte con le preoccupazioni grandi (vedi crisi e lavoro) e piccole (vedi le prime rughe sotto gli occhi e le creme più vantaggiose da comprare per pelli grasse e secche) ma sempre con quello straordinario senso dello humor che solo le persone intelligenti possiedono.
Siamo l'incarnazione di questa Italia che va. Protagoniste di una vita che  preferirei descrivere in una fiction invece è la dura realtà.
Laureate, brillanti, figli di genitori uniti. Insomma "ragazze di altri tempi", di quelle che "fanno con uno stampo solo e poi lo buttano via".
Io e Anna lavoriamo a tempo "determinato" mentre Daria e Lea sono disoccupate.
Le chiacchiere dell'antipasto sono state dedicate a questo nuovo governo ma quando Lia ha detto:
"Basta, mi viene la tristezza"  tutte abbiamo accettato l'invito, brindando al nuovo anno "che sia pieno di pazienza e di salute", ci serviranno. Un brindisi sobrio con acqua e vino bianco, perchè il vino rosso rischiava di macchiare l'augurio come una ferita insaguinata.
Arrivano i primi piatti e le chiacchiere prendono una piega diversa:  
"Pronte per Capodanno?" E' stata  questa la domanda che ha aperto le danze, rivolta all'unisono da me e Daria verso la compagnia.
Nessuna sembra aver pianificato alcun che, eppure, tutte abbiamo le idee chiare: il Capodanno ideale è starsene a casa con gli amici.  Negli ultimi anni, non ho voglia di affrontare traffico in città e freddo in campagna o ai monti:
"Credo che organizzerò una cenetta a casa mia: amici, brindisi e carte fino all'alba se volete unirvi fatemi sapere".  
Lea fuggirà tra i monti. Anna, con una bimba piccola, trascorrerà l'ultima sera dell'anno con la sua comitiva di amici sposati e con prole. Daria propone una fuga nella casa di campagna della nonna. L'importante è avere un tetto sulla testa e avere ciascuna, la dolce metà al proprio fianco. Così sarà se Dio vuole.
Il primo finisce, gli spaghetti con il tonno erano ottimi. Bevo un sorso e domando: "Ragazze cosa riceverete a Natale?" Va a pensare che si sarebbe aperta una discussione come quella che sto per raccontarvi. E' uscito fuori che gli uomini, anche se con nomi diversi, lavori diversi ed età diverse, hanno tutti la stessa goffaggine. C'è chi in passato ha regalato pela patate; chi non ama scrivere i biglietti; chi pur se consigliato vuole fare di testa sua. Poi ci sono quelli come mio padre, che mamma dice "A" lui ascolta il mezzo fiato pronunciato e, via il regalo è già bello che pronto sotto l'albero di Natale.
"Chia' tuo padre non fa testo, non lo devi prendere come esempio" è Lea che alimenta il mio mito, del resto sa bene che non esagero, lei lo conosce da quando è nata.
Allora mettiamo pure papà da parte e pensiamo che c'è la crisi e che, quest'anno, i nostri uomini ci stupiranno.
Spero che Daria riceverà un biglietto per il concerto di James Morrison, che tanto le piace. Voglio immaginarmi la faccia di Anna quando scarterà il suo pacchetto di gioielleria e si troverà dentro un anello di Bliss (magari il solitario argento e zircone a prova di crisi visto il suo prezzo) che le illuminerà gli occhi più di un diamante di 3 carati!
Per quel che mi riguarda vorrei trovarmi alle Maldive a Capodanno, ma questo non è un regalo a prova di crisi, quindi ho piena fiducia nelle scelte del mio amore perchè (anche se gli stivaletti con la stella non me li ha fatti) è stato bombardato d'informazioni da me a dovere.
"Un regalo non è un regalo sempre e a priscindere. In questi tempi di crisi gli uomini dovrebbero seguire i consigli. Potrebbero spendere di meno e meglio" bevo il caffè nero dopo aver detto la mia. "Già ..." sussurra Anna sconfortata.
Per il dolce ci siamo lasciate lo scambio dei regali. Negli ultimi due anni ci siamo date tutte una ridimensionata, davvero per noi vale il "pensiero" e quello lo abbiamo sempre l'una per l'altra.
Daria ha pensato alla nostra testa "pazza" con un cerchietto natalizio e alla nostra bellezza con un cosmetico.
Anna alla nostra spiritualità: una candela bianca per tutte.
Lea ha dato il meglio di se', ha confezionato con le sue manine, delle scatole di cartone con dentro delle sciarpe fatte a maglia da lei, per scaldarci il cuore quando ne abbiamo bisogno.
I miei sono stati regali legati al suono (due ciondoli con sonagli cuore e stella da attaccare all'albero per Daria ed Anna) e alle parole (un porta cellulare per quando lo si mette in carica per Lia).
Il pranzo è finito con un sorriso, tanti baci e tanti auguri di cuore. Mi conforta il pensiero che la crisi non può toglierci l'amicizia e l'amore.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...