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01 febbraio 2013

Trigorias, storie di ritorni e coincidenze


Corsi e ricorsi. Leggevo oggi le statistiche della partita Roma - Cagliari e alcune coincidenze sono davvero imbarazzanti. 
In primis la data il 1 Febbraio 2012. Esattamente un anno fa la Roma ha incontrato il Cagliari in campionato (al Sant'Elia, non all'Olimpico). 
Secondo elemento che mi ha colpito: l'arbitro Romeo.
Romeo, er mejo der colosseo come il micione rosso degli Aristogatti, è ovviamente di Verona e non è che ci porti proprio bene contro i sardi se consideriamo che lo scorso anno la partita in questione è terminata con un clamoroso 4-2 a loro favore. 
La Roma (o quello che della Roma rimane) si è allenata a Trigoria questa settimana. Tra i convocati è sbucato il nome di Daniele De Rossi ovviamente non è questa la notizia del giorno ma quella che Tachtsidis sarà titolare, qualcuno di voi se l'aspettava???  
Una settimana agitata questa, sia in casa Roma che, in generale, per il calcio mercato.
Ieri è stato l'ultimo giorno di scambi e mentre Zeman rilasciava conferenze nelle quali tranquillizza la stampa e lui stesso (consiglio a Zeman: l'ultimo allenatore che ha detto di voler rimanere 10 anni, ha preso il primo volo per la Spagna l'ultima di campionato senza nemmeno salutare. Se Zeman dice di voler rimanere solo 5 anni, c'è il serio rischio che il volo lo prenda già stasera....) Dodò finiva l'allenamento e veniva tamponato da un furgoncino guori Trigoria. Pure il furgoncino ci mancava, come se il carico di problemi giallorossi fosse piccolo. 
Intanto stasera  il tridente che scenderà in campo sembra essere:  Lamela - Osvaldo - Totti. 
Unico consiglio che mi sento di dare al boemo (caso mai leggesse Tacco12) è quello di marcare Daniele Conti anche con due giocatori, il figlio del grande Bruno ha sempre il dente avvelenato e vanta numerosi gol  negli ultimi anni contro la squadra della Capitale. 
Mentre in casa Roma si consumava la telenovela di TrigoriaS ( e c'è da giurarsi che non sia finita qui...) fuori dal centro Fulvio Bernardini, la squadra dell'altra sponda, metteva in bacheca l'impresa.
Prima finalista dell'edizione Coppa Italia 2013 è infatti La Lazie. 
Questo ha suscitato una montagna di commenti e, come sempre per i tifosi filosofi, varie correnti di pensiero. 
Voi a quale corrente appartenete? Vi propongo i profili che mi sono apparsi in questi giorni. Ci sono i tifosi che vogliono la finale a tutti i costi della serie Dobbiamo vincere e prenderci la stella! ma 'sta stella esiste o è solo leggenda?
Quelli che il 17 Aprile ce tocca perde per forza, 'na finale contro la Lazio è un infarto assicurato.
Quelli che E' una questione di ordine pubblico meglio che in finale ci vada l'Inter che è gemellata con i biancocelesti e quelli che I Laziali la Coppa l'hanno già vinta contro il Siena
Uno status di Facebook postato da un tifoso romanista, mi ha preoccupato un po'. Diceva così:
Zeman alla Roma 1997-1998. Coppa Italia alla Lazio. Scudetto alla Juventus. Zeman 2012-2013 stesso schema
Per quanto mi riguarda, da qui al 17 Aprile c'è tempo. Spero di arrivare in finale e di vincerla. Prima o poi la ruota gira, non si può perdere per sempre e poi, noi, c'abbiamo un conto in sospeso sarebbe ora di pareggiarlo...parola di Tacco12.

PostScriptumSMercato: Dopo Balotelli al Milan il vero colpo di mercato è stato Stekelenburg alla Roma. Al suo arrivo a Ciampino è scappato da una uscita laterale. Di gioia le sue prime dichiarazioni:
"Ci vorrà tempo per riprendermi". So' ragazzi...

PostScriptumTantiAuguriAte: Che la mitraglia sia con noi. Tanti auguri a Batistuta...e che stasera la mitraglia sia con noi...magari Osvaldo riceve il messaggio! 

30 gennaio 2013

Marco Bonini presenta: Mr. Dago


Avrei voluto esserci, davvero, quando Marco (Bonini) ha calcato il palco.
Lo conosco da tempo ed è un bravo attore, oltre che una brava persona. Solo se si ha entrambe queste qualità si può portare in scena uno spettacolo per commemorare un fenomeno storico preciso, che va raccontato e ricordato: quello della Shoah. 
Ha deciso così di scrivere (insieme a Joe Bologna) e d'interpretare Mr Dago. La storia racconta di un cabarettista ebreo che decide di fuggire dall'Italia dopo la proclamazione delle leggi razziali nel 1938. Mr Dago emigra in America, negli Stati Uniti, dove potrà trovare la libertà dal suo Paese e nello stesso tempo una Little Italy. Come ogni artista sceglierà la sua arte per combattere il fascismo, lo farà dal palco con lo humor jewish e la sua bravura. 
A rendere ancora più importante il debutto di questa piece teatrale in Italia è stata anche la collaborazione, per la prima volta, di un'associazione cattolica. 
Mr Dago è andato in scena lunedì 28 e martedì 29 gennaio, per il "Giorno della Memoria". Volutamente non ho parlato di questa giornata quando tutti ne scrivevano e volutamente Tacco12 ha aspettato oggi per raccontarvi questa storia. 
Perché nutro la speranza che Marco e il suo Mr Dago possano tornare sul palco anche in altri giorni. Magari in giorni lontani da quelli definiti "istituzionalmente" della Memoria. Quando un ebreo rimane ebreo e porta con sè la sua storia, il suo dolore, senza che lo possa condividere con chi di quel dolore non sa niente e non saprà mai niente. 
Sono passati oltre 60 anni e, prima o poi, il tempo inghiottirà i ricordi e tutti quei morti. Finiranno i testimoni di quella tragedia e si archivierà quel terribile genocidio come fatto "storico", come qualcosa di lontano e in quanto tale, forse, neanche vero. 
Per fortuna ci sono persone che non dimenticano. Artisti che decidono di parlarne anche in un ambiente come il teatro, troppo spesso vittima di storie e commedie classiche. Il teatro troppo spesso fermo ad un'epoca lontana tanto da farci percepire l'olocausto come qualcosa di moderno. 
Scrivo questa recensione per ringraziare Marco per il suo coraggio e per invitarlo a tornare, con quest'opera, in scena il prima possibile, perché l'Italia ha bisogno di ricordare e un po' di ridere. 


Intanto v'invito a dare un'occhiata....

29 gennaio 2013

(S)fumati


Questione di (S)Fumature...Fumata grigia a Trigoria, nemmeno dovessimo eleggere il Papa!
Mi spiegate voi cosa sta succedendo?
Domenica abbiamo pareggiato 3-3 una partita che tutti hanno definito fantastica.
E' incredibile come :
1. Abbia previsto il pareggio, ve l'avevo scritto giovedì che l'ultimo pareggio del Bologna era stato con la Lazio, vi ricordate?
2.Per quelli che commentano la partita della Roma sia considerata "Fantastica" tranne che per i tifosi stessi.
Basti pensare che con il Guru non abbiamo nemmeno commentato. Che cosa c'è da dire al triste spettacolo che si sta consumando sotto i nostri occhi?
Ho amici che sostengono che ormai la stagione è andata. Sentirglielo dire mi avvelena: come è andata? E noi tifosi? Noi che ci crediamo e abbiamo un abbonamento? Noi che vogliamo la finale di Coppa Italia? Non contiamo nulla?
Se ci penso impazzisco ed è per questo che tento di mantenere un distacco adeguato.
Zeman parla male di tutti. Spacca lo spogliatoio mettendo in campo un portiere inguardabile e alimentando chiacchiere su un giocatore che mette in discussione solo lui.
La Società è un'immagine a colori, di un tipo che da Boston indossa un cappello della Roma ed alza la testa verso la televisione per guardare una partita lontana chilometri.
Gli addetti alla comunicazione riescono a spiegare l'acquisto di un giocatore solo ricordandosi di un curriculum che farebbero meglio a bruciare.
Poi inizia il toto nomi: Giampaolo, Malesani, Panucci....
In tutto questo caos a concludere la lista c'è il mercato di Gennaio e uno scambio De Rossi - Verratti.
Ohhhhhh!!! Fermatevi, fatemi scendere? Ma che siete diventati tutti matti??? Ci lasciate perdere? Ve ne volete andare via? Ma chi vi ha chiesto nulla. Qui il calcio e la Roma che fine hanno fatto?
La delegittimazione di Zeman la trovo gravissima. Se non ha il rispetto dei dirigenti perché i giocatori dovrebbero ascoltarlo? A questo punto mi viene da dire che se Zeman resta è meglio che Daniele se ne vada. Insomma sento solo chiacchiere e nessuna soluzione.
Senza considerare che mentre questi tizi chiacchierano per il bene di una Roma  che non amano, si fanno male Balzaretti e Destro mentre De Rossi continua ad allenarsi a parte e venerdì abbiamo una partita che dobbiamo vincere per una questione di principio e orgoglio.
Per fortuna che c'è Conte. Sarà il nome ma ha classe. Sabato sera me lo guardavo mentre intervistato a Sky urlava: "Non l'accetto! Non è calcio!" direi meglio di Crozza, molto meglio...parola di Tacco12.

PostScriptumSigaretta: Ho letto sabato su Repubblica del diffuso uso della sigaretta elettronica...mi sorge un dubbio: non è che Sabatini e Zeman ne stiano facendo uso? Forse le loro parole altro non sono che gli effetti di una crisi d'astinenza da nicotina....riflettiamoci su e compriamogli una stecca...

PostScriptumLazie: Stasera vedremo chi sarà la prima finalista della Coppa Italia 2013. Scommetto che non ci piacerà...ai romanisti intendo...

Parole ed azioni


L'avete mai sentito dentro quel dolore che ti fa male come un livido? 
Una ferita sopportabile ma fastidiosa perennemente presente e dal quale non ti riesci a liberare con facilità. Anzi dalla quale non te ne liberi affatto, per quanto ti sforzi nell'impresa. E' un dolore con il quale devi convivere se vuoi sopravvivere. Già perché le scelte portano le loro sofferenze. 
Domenica ho visto un film, un bel film, si chiama "The Words" e ve lo consiglio.
Una storia nella storia che racconta l'importanza delle parole e, soprattutto, delle scelte. E' un film che fa riflettere sul corso della vita, su come lei avanzi nonostante tutto e, spesso, scelga al posto tuo. Siamo davvero quello che vogliamo? Credo di si. Le mie amiche sono straordinarie, le vedo destreggiarsi in situazioni che mai avrei immaginato eppure lo fanno. Mentre Mar spunta i giorni per dare alla luce la sua seconda bimba, Fab si preoccupa del mondo che la circonda. Michi pensa al vestito da sposa e alla scarpe vintage che chissà quale mercatino sconosciuto avrà nascoste ed Angie tifa per la cacca di Giorgio.
Nic pensa a quanto tempo ha perso e a quanto è bello essere mamma mentre Ambra sta per regalare un fratellino a Flavio. In tutto questo Luciana perde la sorella, addormentata per sempre con un libro sul comodino e Raqui gira il mondo e visita Tempi in Idia.
Charlottina parte con il marito per festeggiare degnamente il compleanno e Claudia studia sul suo futuro se è il caso di trascorrerlo in Italia o di volare a Shanghai. Ilenia continua a rimanere a Paris anche se vorrebbe tirarci dentro tutto il suo mondo.
Manu legge le notizie all'alba e nel pomeriggio diventa una mamma, una settimana si e l'altra no, per volontà di un giudice che (comunista o meno) ha deciso che una figlia deve essere divisa a metà, esattamente come fosse un bene materiale. Rob ha scelto, comunque sarebbero andati, quelli che ha sostenuto a Gennaio , sarebbero stati i suoi ultimi concorsi. Ha 34 anni e il fegato spappolato, non ne può più. Destino vuole che siano andati bene, e chissà se avrà un posto a breve.
Sara freme per tornare a Roma con un bimbo dolce e dalle guanciotte morbide che vuole giocare un po' con il suo cuginetto romano. Silvi organizza la nuova casa  e sfreccia tra un ospedale e l'altro.
Il mondo gira grazie a loro. Sempre in movimento, piene di azioni dalla testa ai piedi. Pronte a scappare se necessario o a rimanere ferme, se non c'è alternativa. Come Lucia che, dopo un'operazione, sono mesi che combatte per rimettersi in piedi. E lo farà amici miei, potete scommetterci.
Le mie amiche non le butta giù nessuno perché sono eccezionali e sanno che ogni giorno si può avere il meglio se si dà tutto.
Chiara scrive mentre intorno tutto procede. E' alla ricerca di una motivazione per continuare a credere in quello che fa. Sempre con la testa che scoppia per le idee e il tempo che la cinge come una gonna di dieci anni fa. Ce la farà. Si è messa a dieta per quello, per averla vinta con quella maledetta gonna. Scrive Chiara e lo sa che niente potrà fermare il suo destino. Un giorno la sua storia arriverà a tutti, vicini e lontani e non andrà persa.Quando si racconta una storia diventa parte di te. Può aiutarti a cambiare e ad andare avanti.
Il futuro non la preoccupa perché si farà e se qualcosa cambia, meglio! Altre sfide inizieranno.
Oggi Luciana, distrutta dal suo dolore  ha detto:
"In questi momenti vorrei avere fede ma so solo che tra qualche tempo sarò molto arrabbiata".
Bene così Luci, sai già che tra qualche tempo avrai una reazione. Sarai viva e andrai avanti hai capito come funziona il mondo...andare avanti.


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