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13 settembre 2011

DIARIO DELLA TIFOSA: ENRIQUE HA BISOGNO DI TEMPO, NOI ASPETTIAMO

Eccoci qua. La prima giornata di campionato, che in realtà è la seconda, ha inizio. Un appuntamento d’amore, rimandato di una settimana. Atteso come mai. Un caldo estivo che confonde le carte: siamo a fine stagione o all’inizio? e si vedono tante facce vecchie e nuove. Qualcosa è cambiato, non solo in campo anche nel nostro gruppo. L’appuntamento è sempre da Peppe, alla pasticceria, ma la saracinesca è abbassata perché la crisi ha deciso così. Le pelli abbronzate di Christian e Antonella hanno il profumo dell’estate e il nuovo taglio alla Balotelli del piccolo Matteo quello delle nuove generazioni. Stesso settore, stesso posto. Alma è presente con il suo bastone nuovo e un piccolo dramma: ha appena smarrito l’abbonamento dell’amica. Sono passati 10 anni dall’11 Settembre della tragedia e mi trovo esattamente dov’ero nel 2001. Lavoravo nello staff dell’As Roma e quella sera, mentre le Twin Towers crollavano trascinandosi dietro l’America., la Roma giocava in Champions contro il Real Madrid. Perse 2-1, ironia della sorte. Dieci anni dopo, un po’ d’ America e un po’ di Spagna sono qui con me allo Stadio Olimpico. I ragazzini gareggiano per indovinare i nomi dei nuovi arrivati. Sugli spalti un “Clonate Totti” ruba la mia attenzione. In campo i calciatori scherzano, pogano e si chiudono in un cerchio stretto per caricarsi prima del fischio d’inizio. Osservo tutto con sospetto e fiducia. La tribuna Tevere sembra la spiaggia di Focene e di stelle e strisce non v’è traccia. I coriandoli scendono dal cielo ed è come assistere a una festa di compleanno: la nuova Roma sta nascendo. La partita diverte anche se il primo tempo ci lascia la bocca asciutta e per il secondo mi sarei augurata la stessa sorte. Mi continuo ad agitare sul seggiolino, bevo, tiro su e giù gli occhiali da sole. I raggi arrivano a scaldarmi il collo. I minuti scorrono e la Roma è affaticata. “Non si può!” urla Mirko quando Gava butta fuori il migliore in campo: Angel. L’ angelo che ci getta all’inferno, infatti pochi minuti dopo la sua esclusione, arriva il gol dell’ormai poco originale Daniele Conti. Qualcuno rivolgendosi al di lui padre urla: “Fa pace co’ tu’ fijo!” La Curva canta, niente niente sembra scalfirla. La mia mente illusa corre al 2010: “Loro al 90’ sul 2-0 hanno pareggiato, noi possiamo vincere!” Mirko e Fabietto mi guardano con poca convinzione. Corsi e ricorsi perché in effetti oltre il 90’ i gol arrivano: raddoppia il Cagliari e accorcia la Roma con De Rossi ma è troppo tardi. “Chi comincia bene è a metà dell’opera” Sandro commenta così la prima giornata di Campionato e, dopo essersi rifiutato di puntare su qualsiasi scommessa gli abbia proposto, se la prende con il nuovo scooter di Marco: “Porta sfiga!”
La Curva continua a cantare anche dopo il triplice fischio perché quando si ama si vince sempre e perché se Dio per creare il Mondo ha impiegato 7 giorni, Luis Enrique per la nuova Roma avrà bisogno di molto più tempo e questa è solo la prima di campionato: possiamo aspettare.

(di ChiaraMaria Gargioli tratta da IL ROMANISTA del 13 Settembre 2011)

09 settembre 2011

QUANDO LA MODA CHIAMA...SI RISPONDE SEMPRE.

Dopo il grande successo ottenuto a Milano, l'8 settembre 2011, Arriva per la prima volta anche a Roma la Vogue Fashion's night 2011, la notte della moda, che invaderà la capitale il prossimo 15 settembre 2011.

L’evento, organizzato da Vogue Italia, vuole avvicinare il mondo della moda al grande pubblico, creando un'occasione di incontro con gli stilisti e i principali protagonisti del fashion. È un'iniziativa di respiro internazionale, che coinvolge un numero sempre crescente di Paesi: dagli Stati Uniti alla Russia, dalla Cina alla Corea.

AltaRoma organizzerà Tailor-Made Tour, percorso nell'area selezionata raccontato attraverso atelier, sartorie e botteghe artigianali che lavorano sul 'fatto a mano'. La festa della moda a Roma comincerà alle 19 e terminerà dopo le 23. Le vetrine avranno allestimenti speciali e nelle boutique delle griffe è prevista la presenza di stilisti e celebrities. Hanno aderito all'evento tutti i brand del lusso, da Chanel a Fendi, da Valentino a Bulgari, da Prada a Blumarine. Molte griffe hanno realizzato un oggetto speciale in limited edition firmato Vfno, il cui ricavato sarà devoluto a favore della Croce Rossa Italiana per l'acquisto di un macchinario per ecografie preparto da utilizzare nella missione del Corno d'Africa.
 
NON CREDO CI SIA BISOGNO DI AGGIUNGERE ALTRO...:-)

30 agosto 2011

DIARIO DELLA TIFOSA: Capitani Coraggiosi

Sono giorni che si discute sul gelo e la difficoltà di comunicazione tra Totti e il nuovo allenatore. Il campionato di calcio italiano ha scioperato ma le chiacchiere, pare, non scioperino mai. Ho scoperto che i tifosi, sebbene uniti nelle scaramanzie, nelle gioie e nelle sofferenze, sono molto diversi tra di loro. Prendiamo i romanisti, una "razza" particolare. Le altre tifoserie non "li possono vedere" perchè troppo boriosi e pieni di loro, attaccati a un Capitano che "ha rovinato la squadra" e che è ora che se ne vada. Fin qui, fin quando sono gli altri a dirlo, posso accettarlo. Non lo accetto quando a dirlo è chi, delle meraviglie del Capitano si è riempito la bocca per anni. E' ai tifosi "romanisti" che qualificano Totti come "quello che ha rovinato la Roma" che mi rivolgo. Li ho visti esultare all'ULTIMO derby con una doppietta che ha lasciato senza voce molti di loro. Li ho visti vantarsi di una Scarpa D'Oro che solo lui ci ha regalato; di un gol ai Mondiali che è valso il passaggio ai quarti di finale, con un coraggio che pochi avrebbero avuto; li ho visti con le mani nei capelli quando tal Vanigli gli ha procurato un infortunio da far tremare qualsiasi giocatore tranne Francesco che in quattro mesi si è rimesso in piedi. E' con voi signori "romanisti" che parlo : Francesco Totti migliore giocatore italiano 2000 2001 2003 2004 e 2007. Certo sono passati quattro anni ma Francesco continua a macinare record e l'ultimo risale al 1°Maggio 2011 quando supera Baggio nella classifica dei bomber più prolifici di serie A realizzando la sua 206sima rete e aggiudicandosi il quinto posto nella classifica generale. Allora visto che tutto questo continua a essere considerato "passato", "vecchio", "inutile" sapete cosa mi auguro con tutto il cuore? Mi auguro che Daniele De Rossi lasci il suo cuore qui e vada via. Che per una volta un talento di "casa nostra" ci "tradisca" per seguire una carriera luminosa, ricca e soprattutto "internazionale". Spero che Capitan Futuro, che sempre rimarrà tale, prenda il volo e scappi via da un'Italia ignorante che ha perso di vista i valori umani e calcistici, che si lascia colonizzare fino al cervello. Daniele vai via e fatti grande, porta in giro il nome di Roma e dei Romanisti per i quali sarai sempre Capitan Futuro. Francesco ha scelto di rimanere qui e ci ha reso i tifosi più orgogliosi di tutti ma c'è qualcuno che ora lo preferisce a un allenatore che non parla nemmeno italiano, a una società che sfrutterà il nostro nome e poi, dopo averci sedotto, ci abbandonerà come fanno gli uomini d'affari. Cari i miei tifosi mercenari, mi auguro che i numeri del business vi daranno ragione, però Roma e la Roma sono da sempre una questione di cuore. La nostra squadra non è come le altre, ed è questo che ci ha sempre contraddistinto. Totti è la nostra bandiera. Nessun mecenate arabo lo ha comprato, nemmeno i soldi e i sogni una carriera stellare. Totti non è un mercenario come voi ma uno che ha una sola maglia cucita sulla pelle, un solo amore, quello che abbiamo noi tifosi di cuore.

26 agosto 2011

DIARIO DELLA TIFOSA: Il buongiorno si vede dal mattino...

Lo so una vera blogger non va mai in vacanza dovrebbe scrivere ogni giorno e commentare lo scempio che la realtà le porge su un piatto d'argento. Ho riflettuto molto e non me la sono sentita di tentare delle risposte alla crisi economica; alla faccia di ragazzine sfregiate da un fidanzatino dodicenne; all'assassinio di un bravo ragazzo di Morena e chi più ne ha più ne metta. Così ricomincio dai miei odiati e amati Tacchetti. Ricomincio da una Roma che amo come fosse mia madre e come fosse mia madre arrivo a detestare con tutte le mie forze. "Houston, abbiamo un problema!" la famosa frase lanciata all'Apollo 13 da una centrale preoccupata, suona come un corretto monito nei confronti di una Roma americana che voleva puntare alla Luna ma si è ritrovata a terra, molto a terra, quasi da sprofondare. Per fare l'albero ci vuole il seme, per fare la Roma ci vuole Totti, il Capitano. Pare che il presuntuoso Luis non ne voglia sapere, alla faccia di un Olimpico pieno d'Amore che, lui si, alla fine del 90' minuto di gioco aveva "un cuore che grondava sangue". Nessuno si aspettava il miracolo, il romanista vero sa che i miracoli appartengono ad altre tifoserie e alla campagna pubblicitaria di Sky, ma  nessuno si aspettava una squadra così. Tanto da correre alla disperata ricerca di un biglietto, ovunque, purchè alla prima in casa ci sia. Tanti tiri, tutti alla " 'ndo cojo, cojo" e alla "tiro tanto per..". Un gruppo di ragazzini, presumibilmente forti, che mancano di modestia al punto di farsi mandare a quel paese in campo dal veterano della squadra, da quello che in campo ci scende da 20 anni e che ha una fascia al braccio che il giorno che si toglierà mi auguro venga ritirata : perchè Roma ha un Capitano, un solo, unico, Capitano. Non è un modo di dire, non è un richiamo alla poesia di Walt Whitman, no! E' la realtà dei fatti. Capitano dal latino capitanum a sua volta da caput = capo, testa, mente è esattamente quello che Francesco Totti è nella Roma. Ieri sera ogni palla passava dai suoi piedi, con la solita precisione ed eleganza. Accarezzava il tacco e la punta, ballava e volava esattamente nel punto dove lui voleva volasse. Sui piedi di un Caprari egoista, sulla testa scivolosa di Bojan; sul piede di Perrotta che non sbaglia e realizza il Gol. Un esordio peggiore non lo ricordo da anni ma sapevo che sarebbe finita così. "Non abbiamo rispettato nessuna tradizione" rimprovero Mirko che all'ultimo ha trovato due biglietti in CurvaNord, una curva che odio. "Avevo giurato che non ci avrei mai più messo piede, le ultime due volte ho visto la Roma perdere con la Juventus per 1-4". Me lo sentivo che sarebbe finita in disfatta, anche se l'amore, la passione, ti lasciano quella speranza come solo la fede lascia, che qualcosa possa andare nel verso giusto. Siamo ai nostri posti un'ora e mezza prima del fischio d'inizio. Il caldo è una morsa che ti comprime i polmoni togliendoti il fiato. Qualcuno però il fiato ce l'ha, forte e provocatorio. Nello spicchio alla mia destra il settore ospiti è gremito da pochi supporters che hanno imparato due soli cori: "Roma, Roma vaffanculo!" e "Roma merda". Direi che i presupposti per un pacifico confronto come auspicano gli alto parlanti in filo difussione, ci sino proprio tutti. La Roma americana mi sembra una paesanata. Un Presidente dalla faccia paonazza che confuso in una festa di paese non sfigurerebbe al fianco dei paesani comodi sulle sedie di paglia, una bottiglia di rosso in una mano e un mazzo di carte nell'altra. Questa è la nuova Roma: una faccia giuliva che parla straniero e non capisce una sola parola. Così Di Benedetto, così Luis Enrique. Sul campo un misto di età, di lingue, d'idee...il Capitano riesce a tenere il filo. Cassetti e Burdisso si affannano in difesa. Al centrocampo Viviani è l'unico giovane che merita una sufficienza. Roma deve passare il turno perchè è come Golia contro Davide: una partita alla portata. E invece ecco il miracolo (per gli altri tifosi) Davide vince Golia e si qualifica. Grazie agli americani, grazie a Luis Enrique che ha tolto il Capitano per il nuovo talento del calcio mondiale: Stefano Okaka. Mi alzo in piedi decido di voler abbandonare la festa di paese. Voglio andare via come Totti, che ha imboccato lo spogliatoio. Voglio andare a casa a dormire. Voglio tornare in vacanza al mio mare dove potevo tenermi estranea e far finta che le amichevoli d'inizio stagione non contano molto. Invece rimango lì altri venti minuti e mi faccio rabbia e schifo perchè impreco, mi arrabbio e riempirei di schiaffi quel presuntuoso allenatore e quel presidente burino che mi fa diventare burina a mia volta. Prenderei a calcio chi vuole "i romani fuori dalla Roma", chi prende la squadra della mia città e la prende a calci e le strappa il cuore. Siamo fuori dall'Europa e chissà i miei amici di Curva Sud cosa stanno pensando. Mirko non vuole parlare e io meno di lui. Lorenzo ci aspetta fuori dallo stadio e dice che l'allenatore non ha troppe colpe se quelli sono i giocatori che si ritrova. Non sono d'accordo ma questa sera non sono d'accordo con il mondo intero e se il buongiorno si vede dal mattino auguro a tutti una buona notte, che è meglio... 
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